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Il dipartimento di Architettura, design e urbanistica dell'Università di Sassari ha presentato al "Fuori Salone" di Milano il progetto "Janas", un'installazione luminosa in onice che intreccia ricerca progettuale, identità culturale sarda e sperimentazione materica.
    Ora la colonna torna in Sardegna e sarà esposta dal 29 al 31 maggio al "Make Fair Sardinia", in programma al Museo archeologico di Olbia, dove, per ragioni logistiche, sarà portata una parziale ricostruzione in 3D.
    Protagonisti del progetto sono gli studenti di Architettura, Francesco Capula, Agostino Coccoi e Miriam Manca, la docente Katia Gasparini e l'azienda "Marmi Regina" di Verona.
    L'opera, già selezionata per il padiglione della ricerca di Marmomac 2025 a Verona, prende il nome dalle figure mitologiche della tradizione sarda e trasferisce un immaginario arcaico in un linguaggio architettonico contemporaneo. La morfologia dell'installazione si sviluppa verticalmente secondo una logica modulare ispirata alle metaball, forme organiche che simulano gocce in attrazione e coesione, dando vita a una colonna-totem in cui ogni elemento, lievemente ruotato rispetto all'asse centrale, genera variazioni di sezione e profilo.
    Il cuore del progetto è il dialogo tra luce e materia: l'illuminazione interna esalta venature, trasparenze e cromie dell'onice, trasformando la pietra in una superficie attiva capace di diffondere, schermare o radere la luce. La flessibilità delle configurazioni può trasformare Janas in lampada, colonna, elemento schermante, parete, scultura. In Janas la pietra si trasforma da rivestimento a elemento tridimensionale che si trasfigura in luce e costruisce lo spazio.
   

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