
(Adnkronos) - Jannik Sinner a Shanghai diventa... di terracotta. Appena arrivato in città per giocare il Masters 1000 cinese, con il debutto previsto per sabato 4 ottobre nel secondo turno contro il tedesco Daniel Altmaier, il tennista azzurro ha ricevuto un omaggio particolare e, sicuramente, unico nel suo genere. L'organizzazione gli ha voluto infatti dedicare una statua di terracotta, che Sinner stesso ha svelato in un video condiviso sui canali ufficiali del torneo, con la sua reazione che è diventata virale.
"Lui sembra decisamente più forte", ha detto Sinner scoppiando a ridere, dopo qualche inevitabile momento di stupore iniziale. Jannik ha poi voluto toccare la statua e ha posato con la stessa, fotografandola anche con il telefono. L'azzurro arriva al Masters 1000 di Shanghai da campione in carica, dopo aver battuto Novak Djokovic nella finale dello scorso anno.
Leggi tutto: Sinner di... terracotta, Shanghai omaggia Jannik con una statua
(Adnkronos) - "Le reti sono diffuse su tutto il territorio, servono milioni e milioni di utenti, ma servono direttamente, non in modo virtuale quindi il costo è veramente grande. Che cosa bisogna fare per i dati Telco? Certamente bisogna inserirli in cloud e mettere in cloud praticamente tutte le attività di operation, gestione, autenticazione degli utenti e gestione degli eventi. E' importantissimo per la visibilità, l’agilità e fondamentalmente per ridurre i costi e facilitare l’erogazione dei servizi di rete agli utenti esterni. Le sfide però sono la sicurezza, il controllo e l’interoperabilità tra vendor diversi, mentre il ritorno sugli investimenti va monitorato attentamente". Lo ha dichiarato Maurizio Decina, professore emerito del Politecnico di Milano, intervenendo oggi a Milano durante il convegno 'Reti di telecomunicazioni e reti locali: quali sviluppi dell’Ai' inserito all'interno della Milano digital week.
"Le aziende devono avere il controllo sulla proprietà e sulla privacy dei propri dati. Anche a livello di cloud vanno creati spazi dedicati esclusivamente alle imprese per garantire la sicurezza e la privacy delle informazioni. L'edge computing diventa così il futuro", ha aggiunto.
Leggi tutto: Ai, Decina (Politecnico di Milano): "I Telco vanno inseriti in cloud"
(Adnkronos) - "La Città metropolitana vuole essere anche in pochi e con le poche risorse che abbiamo al centro del cambiamento. Nel 1985-86 si lavorava con il doppino di rame, che non poteva certo garantire alte prestazioni. Siamo poi passati alla fibra ottica e la prossima grande sfida è la gestione delle reti con l'intelligenza artificiale".
Sono le parole di Rino Pruiti, Consigliere della Città Metropolitana di Milano delegato all’Innovazione Tecnologica, Agenda Digitale metropolitana, Legalità e Beni confiscati alla criminalità, intervenendo al convegno ‘Reti di telecomunicazioni e reti locali: quali sviluppi dell’Ai’, organizzato oggi a Milano come parte del programma della Milano Digital Week.
Il convegno, che ha visto la partecipazione di esperti del settore, ha fornito una panoramica su come le tecnologie emergenti e l’intelligenza artificiale, possano migliorare la gestione delle reti e contribuire a creare città più efficienti, sostenibili e sicure.
Pruiti si è soffermato sull’iniziativa che la Città Metropolitana di Milano sta sviluppando con il supporto del vice Sindaco Francesco Vassallo. "Abbiamo creato una rete in fibra ottica proprietaria che mette a disposizione degli operatori e degli enti locali, laddove è possibile. La nostra prossima iniziativa ambiziosa è l’agenzia digitale metropolitana, un progetto che mira a favorire l'innovazione e ridurre i costi per i Comuni", ha annunciato il Consigliere.
L’agenzia, che si concentra sullo sviluppo di reti intelligenti, videosorveglianza e smart city, punta a unire le risorse dei vari enti per affrontare insieme le sfide economiche e tecnologiche del futuro, fa sapere. "Oggi, nonostante l'elevato potenziale delle tecnologie, spesso i Comuni non riescono a garantire finanziamenti sufficienti nel lungo periodo. Mettersi insieme per condividere esperienze e risorse ci permetterà di affrontare meglio le sfide future", ha concluso.
Leggi tutto: Ai, Pruiti (Cmm): "Città metropolitana guida innovazione con reti intelligenti e Ai"
(Adnkronos) - “La sfida oggi non è più solo quella di garantire velocità, ma di creare infrastrutture capaci di adattarsi, essere sicure e sostenibili. Le nostre reti sono stressate e per far fronte a questa sfida, l'intelligenza artificiale rappresenta una leva fondamentale. Parliamo di automazione intelligente, che consente alle infrastrutture di auto-configurarsi in tempo reale, riducendo i costi e migliorando la sostenibilità”.
Così Carlotta Penati, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, aprendo i lavori del convegno ‘Reti di telecomunicazioni e reti locali: quali sviluppi dell’Ai’. L’evento, che si è svolto oggi a Milano nell’ambito della Milano Digital Week, ha visto un ampio dibattito sulle sfide future delle infrastrutture digitali, con un focus sull’impiego dell’intelligenza artificiale per rispondere alle nuove necessità del settore.
Penati ha sottolineato l'importanza dell’incontro odierno non solo in relazione alla settimana della Digital Week, ma anche per il ruolo strategico che l'Ordine degli Ingegneri svolge nel collaborare con enti pubblici e amministrazioni. “Come ente super partes, possiamo offrire un punto di vista imparziale, fondamentale per affrontare temi tanto cruciali come quello della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica nelle telecomunicazioni”.
La presidente ha poi messo in luce il ruolo dell'Ai non solo come supporto alle operazioni tecniche, ma come strumento di trasformazione delle infrastrutture in veri e propri ecosistemi digitali intelligenti. "Le reti non sono più solo autostrade di dati, ma ecosistemi che devono rispondere alle esigenze di un mondo in rapida evoluzione, mettendo al centro l’uomo e la collettività", ha concluso.
Leggi tutto: Ai, ing. Penati: "Intelligenza artificiale leva per trasformare infrastrutture"

(Adnkronos) - "Dobbiamo ricordare che la disciplina di legge" sul diritto di sciopero, "che fu fatta con l'approvazione delle grandi confederazioni sindacali nel 1990, fu realizzata proprio per tenere conto del contemperamento con i diritti degli utenti, perché ci sono due diritti costituzionali protetti ad un pari livello. Da un lato, il diritto di sciopero e, dall'altro lato, il diritto degli utenti. Qui non stiamo parlando di contemperamento tra esigenze del lavoratore e esigenze dell'impresa. La legge voleva realizzare un bilanciamento tra utenti e lavoratori. E la legge non prevede proprio lo sciopero generale. Dopo di che, a nessuno viene in mente di dire che in Italia non si può fare uno sciopero generale, quindi la legge va interpretata". Così, con Adnkronos/Labitalia, il giuslavorista Giampiero Proia, professore ordinario di diritto del lavoro presso l'Università di Roma Tre e la Luiss, sulla decisione della commissione di garanzia sugli scioperi di considerare illegittimo lo sciopero generale di domani proclamato da Cgil e Usb su Gaza.
Proia spiega che "lo sciopero generale non è previsto autonomamente come istituto a se stante dalla disciplina della Commissione di Garanzia, che invece prevede l'obbligo di rispettare determinate condizioni, quali, ad esempio, la non coincidenza dei settori in cui si svolge lo sciopero, oltre che gli obblighi di proclamazione e tutte le altre prestazioni essenziali. Ad esempio, c'è un cosiddetto obbligo di 'rarefazione', in modo da impedire che contemporaneamente vengono meno tutti i servizi pubblici utilizzabili. Questo sul piano formale", sottolinea il giuslavorista.
Secondo Proia, "su un piano sostanziale, invece, c'è un tema che è stato sempre oggetto di forte e vivace discussione, perché si lamenta da parte sindacale che in questo modo non sarebbe mai consentito lo sciopero generale". "In realtà, si può anche dire - sottolinea - che lo sciopero generale si può fare, ma facendo in modo che non ci siano sovrapposizioni. Quindi, come è stato fatto in altri casi, differenziando gli orari in cui lo sciopero viene fatto da tutte le categorie. In sostanza, secondo la disciplina formale, dovrebbe essere consentito, se non si può prendere l'aereo, di prendere il treno. Se invece si fa tutto insieme, secondo la disciplina generale c'è una compromissione dei diritti degli utenti", sottolinea. E in conclusione Proia ricorda che "la Commissione di Garanzia fece una delibera per sottolineare che per consentire comunque di fare uno sciopero generale andavano osservate determinate condizioni che miravano a contemperare questo diritto a fare lo sciopero generale con il diritto degli utenti", conclude.
Leggi tutto: Sciopero, il giuslavorista: "Legge tutela anche diritti utenti allo stesso modo"

(Adnkronos) - Quando torna Paulo Dybala? La Roma aspetta l'attaccante argentino, ai box a causa dell'infortunio accusato nella terza giornata di Serie A contro il Torino. Gli esami a cui si era sottoposto Dybala avevano riportato una "una lesione di basso grado alla coscia sinistra", che lo aveva costretto a saltare il derby con la Lazio, vinto dalla Roma per 1-0 grazie al gol di Pellegrini, e a saltare anche il successo interno con il Verona.
Dybala sta svolgendo un lavoro personalizzato che potrebbe portarlo presto a tornare in campo: "Paulo sta recuperando bene, ci auguriamo possa essere disponibile per domenica", ha detto il ds giallorosso Ricky Massara a SkySport pochi minuti prima dell'inizio della sfida di Europa League contro il Lille, che quindi spera nel rientro dell'argentino già per la sfida della prossima giornata di campionato, quando la squadra di Gasperini volerà a Firenze per sfidare la Fiorentina.
Massara ha poi parlato del contratto dell'argentino, in scadenza la prossima estate: "Dybala non è l'unico in scadenza, ma il tema rinnovi non è stato ancora affrontato. Ora ci stiamo concentrando su queste partite".
Leggi tutto: Roma, quando torna Dybala? Massara: "Speriamo a Firenze". Ma 'allontana' il rinnovo

(Adnkronos) - Il rapper Gianni Bismark è stato vittima ieri di una rapina nella sua abitazione romana. I ladri, approfittando della sua assenza, hanno forzato una finestra e si sono introdotti nella casa, portando via gioielli, orologi e contanti. Ma Bismark, all’anagrafe Tiziano Menghi, è solo l'ultimo di una lunga lista: negli ultimi anni, infatti, sono tanti i personaggi dello spettacolo italiano che hanno subito furti o rapine, spesso mentre erano in vacanza o impegnati in eventi pubblici. Uno dei casi più eclatanti del 2025 è stato quello di Fiorello. Un 'colpo grosso' avvenuto nella villa dello showman siciliano nel quartiere della Camilluccia, per mano di una banda di ladri scappata poi con orologi e gioielli per un bottino - secondo le stime - superiore ai 300mila euro.
Sempre quest'anno, lo stilista Valentino la sera del 6 luglio ha subito un tentativo di furto nella sua villa romana sull'Appia Pignatelli: il vigilante ha messo in fuga due uomini che si erano introdotti nel giardino della villa esplodendo un colpo di pistola in aria. Estate funesta anche per Fedez, che a luglio di quest'anno ha denunciato il furto di un lussuoso orologio sparito dalla villa affittata per le vacanze a Forte dei Marmi. L'anno scorso, sempre a luglio, la stessa sorte è toccata alla conduttrice napoletana Caterina Balivo, che tornando nella sua casa nel quartiere Parioli di Roma l'ha trovata svaligiata da alcuni ladri scappati con un bottino fatto di orologi, gioielli e borse di valore.
Pochi giorni dopo, il capitano della Lazio Mattia Zaccagni e la compagna Chiara Nasti hanno denunciato il furto di gioielli, orologi e borse, nel quartiere Camilluccia. I calciatori sono tra le vittime più frequenti dei topi d'appartamento: in precedenza avevano avuto la spiacevole sorpresa, nel 2023, l'allora giallorosso Nicola Zalewski, il difensore della Roma Chris Smalling. Alla fine del gennaio 2023, uno dei frontman dei Pooh, Roby Facchinetti, era stato vittima di una rapina a mano armata nella sua villa di Bergamo, insieme alla moglie Giovanna e al figlio Roberto. Un incubo durato 45 minuti nelle mani dei rapinatori.
Anche Celentano, Fausto Leali, Iva Zanicchi, la coppia Ricky Tognazzi - Simona Izzo entrano loro malgrado tra le vittime dei malviventi. Dalla lunghissima lista dei vip entrati nel mirino dei ladri negli ultimi anni non si salva neanche Renato Zero. Nel 2014, il celebre artista romano fu aggredito da due persone con il volto coperto da un casco davanti alla sua abitazione in via della Camilluccia. I malviventi si erano avvicinati a lui fingendosi fan: il cantante era sceso dalla macchina senza sospettare nulla ed era stato tramortito con un colpo al volto.
Uno dei casi più risalenti nel tempo è quello che riguarda il mattatore della tv Renzo Arbore, rapinato in una notte di fine giugno 2009 nella sua casa romana in zona Vigna Clara. I ladri entrarono di soppiatto mentre il popolare musicista dormiva e, dopo averlo svegliato, gli intimarono di consegnare denaro e gioielli.
Leggi tutto: Da Fiorello a Renato Zero, ecco i casi più famosi di vip rapinati in casa

(Adnkronos) - Allarme caldo a Shanghai. Nella città cinese è iniziato il Masters 1000 che vedrà protagonista anche Jannik Sinner, campione in carica che debutterà sabato 4 ottobre contro Daniel Altmaier, ma per ora protagoniste a sorpresa sono le condizioni proibitive, circa 30 gradi e un'umidità intorno all'85%, che i tennisti stanno affrontando. Oggi, giovedì 2 ottobre, Terence Atmane si è dovuto ritirare a causa di un malore durante il primo set della sfida, valida per il primo turno, contro l'argentino Camilo Ugo Carabelli.
Sul punteggio di 4-4 nel primo set, Atmane si è seduto in panchina ed è stato poi costretto al ritiro: "Dopo il primo punto ho sentito le mie mani tremare, ma pensavo di essere solo più teso del solito. Sul 2-0 per me ho sentito subito tutto il mio corpo tremare e mi sentivo soffocare dopo ogni punto... Non riuscivo a respirare e mi faceva male la testa", ha raccontato il tennista francese, che ha affrontato Sinner negli ottavi di Pechino, in una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram.
"Ho chiamato il fisioterapista, ma non riuscivo a parlare. Tremavo, non sapevo dove mi trovassi o che giorno fosse. Il mio corpo mi ha detto che dovevo smettere. Mi devo prendere del tempo per me prima di affrontare gli ultimi tornei della stagione. A presto", ha concluso Atmane.
Leggi tutto: Troppo caldo a Shanghai, Atmane si ritira: "Non riuscivo a respirare"

(Adnkronos) - Tornano i Peaky Blinders su Netflix. La BBC ha ufficialmente comunicato il ritorno della famiglia Shelby con la produzione di due nuove stagioni televisive, che si focalizzeranno su una "nuova generazione di Shelby". La serie ha debuttato nel 2013 raccontando le gesta della famiglia negli anni '20 e '30.
Il nuovo annuncio segue la conclusione delle riprese del film ispirato alla serie: The Immortal Man è ambientato negli anni '40 ed è interpretato da Cillian Murphy - il 're' della serie nel ruolo di Thomas Shelby - Rebecca Ferguson, Tim Roth e Stephen Graham.
La nuova serie sarà ambientata a Birmingham nell'anno 1953, un periodo in cui la città stava voltando pagina e costruendo il proprio futuro attraverso l'impiego di cemento e acciaio, nel contesto post-Seconda Guerra Mondiale.
Steven Knight, creatore e sceneggiatore della serie, ha espresso il suo entusiasmo dichiarando: "Sono entusiasta di annunciare questo nuovo capitolo nella storia di Peaky Blinders. Ancora una volta sarà radicato a Birmingham e racconterà la storia di una città che risorge dalle ceneri del blitz di Birmingham. La nuova generazione di Shelby ha preso il comando e sarà un viaggio pazzesco".
La serie, articolata in sei episodi, sarà trasmessa su BBC One nel Regno Unito e distribuita a livello internazionale tramite la piattaforma Netflix.
The smash-hit crime drama starred Cillian Murphy as protagonist Tommy Shelby while the late Helen McCrory portrayed Tommy's aunt Polly Gray.
It originally aired from 2013 to 2022, moving from BBC Two to BBC One after series four.
The upcoming Peaky Blinders film, The Immortal Man, stars Cillian, Rebecca Ferguson, Tim Roth and Stephen Graham.
Creator Steven Knight previously teased what fans can expect from the latest outing.
He said: "I’m thrilled to see the cameras rolling on this new chapter of the Peaky Blinders story, set during World War II.
"The country is at war, and so, of course, are our Peaky Blinders."
Leggi tutto: Peaky Blinders tornano su Netflix con una nuova serie

(Adnkronos) - (EMBARGO ALLE 00.30 DI DOMANI) - Il peso di una forchetta può essere insostenibile. Anche se è difficile immaginare che un piccolo gesto, come quello di sedersi a tavola, possa innescare un 'butterfly effect' (il battito d'ali di una farfalla che provoca un uragano dall'altra parte del mondo), un nuovo rapporto dimostra che è così: secondo gli esperti della Commissione Eat-Lancet del 2025, i sistemi alimentari sono "i principali motori delle sfide più urgenti del mondo, dalle malattie croniche alla crescente disuguaglianza, dall'accelerazione del cambiamento climatico alla perdita di biodiversità". Il report rileva che, sebbene il mondo produca abbastanza calorie alimentari per tutti, quasi 3,7 miliardi di persone - quindi quasi la metà della popolazione planetaria (8 miliardi) - non hanno accesso a una dieta sana, a salari adeguati o a un ambiente pulito. Viene poi evidenziato l'impatto ambientale: la produzione alimentare rappresenta quasi il 30% delle emissioni globali di gas serra.
"Questa crisi di disuguaglianza e danno ambientale minaccia la salute umana e la resilienza del pianeta Terra", avvertono gli autori. Basandosi sullo storico rapporto del 2019, la Commissione Eat-Lancet 2025 presenta quella che viene definita l'analisi scientifica più completa dei sistemi alimentari globali fino ad oggi. Non viene però lanciato solo un allarme. Nel documento si spiega che "soluzioni sostenibili ed eque sono a portata di mano" e che la 'Planetary Health Diet' (Phd), che privilegia alimenti vegetali poco trasformati con un consumo moderato di prodotti animali come carne e latticini, è associata a un rischio di morte prematura inferiore del 27%.
L'adozione globale di questo modello alimentare flessibile potrebbe dunque potenzialmente prevenire circa 15 milioni di morti premature all'anno e ridurre notevolmente il rischio di malattie croniche come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari, il cancro e le patologie neurodegenerative. Con questa svolta a tavola, in combinazione con sforzi globali per dimezzare le perdite e gli sprechi alimentari, implementare pratiche agricole sostenibili ed ecologiche e fermare la conversione agricola di ecosistemi intatti, "il mondo può migliorare contemporaneamente la salute pubblica, ripristinare la salute del pianeta e fornire cibo a sufficienza per una popolazione globale prevista di 9,6 miliardi di persone entro il 2050".
La Commissione Eat-Lancet 2025 riunisce esperti mondiali in nutrizione, scienze ambientali, economia, agricoltura, giustizia e politiche sanitarie con l'obiettivo di fornire una valutazione scientifica dei sistemi alimentari fino ad oggi, offrendo nuovi dati per una trasformazione. "I sistemi alimentari contribuiscono in modo significativo a molte delle crisi che affrontiamo oggi e, allo stesso tempo, sono la chiave per risolverle - evidenzia Shakuntala Haraksingh Thilsted, copresidente della Commissione e direttrice per la nutrizione, la salute e la sicurezza alimentare nel Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale (Cgiar) - Le evidenze presentate nel nostro rapporto sono chiare: il mondo deve agire con coraggio ed equità per garantire miglioramenti sostenibili. Le scelte che facciamo oggi determineranno la salute delle persone e del pianeta per generazioni".
La Commissione rafforza il modello della dieta della salute planetaria, introdotto per la prima volta nel 2019, descrivendo schemi alimentari equilibrati e ricchi di alimenti vegetali. Il nuovo rapporto aggiunge ulteriori prove, migliorando la rilevanza culturale, integrando l'equità sociale e fornendo indicazioni nutrizionali più precise e inclusive. Nel dettaglio, la Phd raccomanda diete flessibili e ricche di vegetali, che comprendano cereali integrali (circa 150 grammi o 3/4 porzioni al giorno), frutta e verdura (500 gr o almeno 5 porzioni al giorno), frutta secca (25 gr o 1 porzione al giorno) e legumi (75 gr o 1 porzione al giorno). Un regime completato da un apporto moderato di alimenti di origine animale come carne rossa (0-200 gr o 1 porzione a settimana), pollame (0-400 gr o 2 porzioni a settimana), pesce (0-700 gr o 2 porzioni a settimana), uova (3-4 a settimana) e latticini (0-500 gr al giorno o 1 porzione di latte, yogurt o formaggio al giorno).
Si raccomanda inoltre di limitare zuccheri aggiunti, grassi saturi e sale per ridurre le malattie croniche legate all'alimentazione. Pur suggerendo un consumo ridotto di carni rosse e lavorate a livello globale, il programma garantisce un "apporto sufficiente di proteine, ferro, calcio e vitamina B12" attraverso diverse fonti vegetali e una moderata quantità di fonti animali, assicurano i promotori.
"La dieta della salute planetaria non è un approccio universale - precisa Walter C. Willett, copresidente della Commissione e professore di epidemiologia e nutrizione alla Harvard T.H. Chan School of Public Health - Tiene conto della diversità culturale e delle preferenze individuali, offrendo flessibilità all'interno di linee guida chiare per raggiungere risultati ottimali in termini di salute e sostenibilità in tutto il mondo".
Il quadro della Phd 2025 supporta dunque un'ampia gamma di modelli alimentari tradizionali e contemporanei, nel rispetto delle identità culturali, dei sistemi alimentari locali e delle diverse popolazioni, riconoscendo che le esigenze variano a seconda della popolazione e delle fasi della vita e che alcuni gruppi, come donne incinte, neonati e bambini piccoli, potrebbero richiedere un supporto nutrizionale aggiuntivo. Per colmare potenziali lacune nutrizionali, si sottolinea "l'importanza di adattamenti culturalmente appropriati, tra cui strategie di arricchimento e integrazione alimentare".
Il rapporto rileva inoltre che, passando a diete sane e ricche di vegetali e riducendo la domanda di alimenti ad alta intensità di risorse come la carne rossa, il modello Phd riduce le emissioni di gas serra, l'uso di suolo e acqua e l'inquinamento da nutrienti. L'allineamento globale a questo tipo di dieta ridurrebbe le emissioni di carbonio legate all'alimentazione di oltre il 15% rispetto ai valori del 2020. Una percentuale che aumenta fino ad almeno il 20% dimezzando anche gli sprechi e migliorando le pratiche di produzione. La sfida, insomma, è grande ma - assicurano gli autori del report - il sistema alimentare "ha un immenso potenziale per diventare motore di cambiamento positivo". Trasformarlo "è una condizione preliminare per avere la possibilità di tornare a un sistema climatico sicuro e a un pianeta sano - conclude Johan Rockström, copresidente della Commissione e direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research - Il modo in cui produciamo e consumiamo cibo influenza l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, il suolo in cui crescono i nostri raccolti e la salute e la dignità dei lavoratori e delle comunità. Affrontare questi problemi interconnessi richiede un'azione globale coordinata".

(Adnkronos) - Quando gioca Sinner? Il tennista azzurro è arrivato a Shanghai per giocare il Masters 1000 cinese, con la finale in programma domenica 12 ottobre. Sinner, che arriva al torneo da campione in carica dopo il trionfo contro Novak Djokovic nell'ultimo atto dello scorso anno, è reduce dalla vittoria nell'Atp 500 di Pechino, dove ha battuto lo statunitense Learner Tien in finale imponendosi in due set e conquistando il terzo titolo della sua stagione.
Dalla capitale cinese, Sinner è volato direttamente a Shanghai, dove ha ottenuto una deroga di un giorno rispetto al programma. Il debutto del numero due del mondo, sorpassato in testa al ranking da Carlos Alcaraz, grande assente del torneo, era infatti inizialmente previsto per venerdì 3 ottobre, ma gli organizzatori hanno concesso a Jannik un giorno in più di riposo, così come a Tien.
Sinner, a Shanghai, partirà dal secondo turno, dove sfiderà il tedesco Daniel Altmaier, numero 49 del mondo. Il match è in programma sabato 4 ottobre, con orario ancora da definire.
Leggi tutto: Sinner, slitta il debutto a Shanghai: data e avversario dell'azzurro

(Adnkronos) - L’Orèal protagonista all’Italian Tech Week di Torino con la Beauty Tech. Guive Balooch, Global Managing Director, Augmented Beauty & Open Innovation di L’Oréal, è intervenuto dal palco delle Ogr, location dell’edizione 2025 dell’evento, per il talk ‘Designing time: how science and tech are redefining aging. "Credo che il significato di Beauty Tech abbia molte sfaccettature - afferma Balooch - Oggi abbiamo tecnologie che contribuiscono a quasi tutto ciò che realizziamo nel campo della bellezza. A partire dai servizi, dove abbiamo dispositivi, strumenti per diagnosi e servizi digitali; dal nostro nuovo asciugacapelli, AirLight Pro, al nostro nuovo dispositivo per microaghi, Nano Resurfacer, per offrire prestazioni davvero migliorate per quanto riguarda i prodotti di bellezza ai nostri consumatori. Vogliono di più, vogliono di meglio. Vogliono sapere qual è il prodotto giusto per loro. Tutto ciò fa parte della Beauty Tech".
“C’è poi un altro aspetto della Beauty Tech che ci consente di innovare più velocemente all'interno di L'Oréal – aggiunge Guive Balooch - Come possiamo usare l'intelligenza artificiale, il calcolo, per riuscire a trovare la prossima molecola stellare molto più rapidamente di quanto potessimo fare prima? per questo ora stiamo utilizzando diversi modelli di intelligenza artificiale nei laboratori per riuscire a realizzare prodotti più velocemente, per riuscire a creare molecole migliori più velocemente. Quindi la Beauty Tech è qualcosa che davvero migliora la bellezza grazie alla tecnologia”.
“Per quanto riguarda il nostro attuale modello di innovazione, abbiamo davvero una visione a 360 gradi – prosegue Balooch – Stiamo lavorando a soluzioni il più possibile integrate, basate sui dati, sul digitale, sull'intelligenza artificiale, con dispositivi che aiutano a migliorare le prestazioni e a offrire alle persone non solo un'esperienza di bellezza O2O, ma anche un livello di bellezza più elevato”.
Leggi tutto: L'Oreal, Balooch: "Aiutiamo la bellezza con la tecnologia e l'Ia"

(Adnkronos) - "Nell'ultimo anno abbiamo stretto oltre 150 partnership con startup del gruppo la ragione è che oggi il settore beauty tocca molti nuovi campi come la biotecnologia, la coltivazione sostenibile, la longevità e la diagnostica. Non possiamo assumere personale per tutti questi nuovi settori, quindi ci rivolgiamo a start-up attive in ambiti come salute, benessere e robotica, apportando la nostra competenza e le nostre conoscenze in materia di bellezza, e utilizzando le loro conoscenze in altri campi per creare alcuni dei nuovi servizi che oggi proponiamo. Le start-up sono quindi una parte importante della nostra famiglia. Investiamo, creiamo partnership, acquisiamo. Siamo in grado di realizzare qualsiasi tipo di sinergia e apprezziamo i partner che provengono da altri settori". Ad affermarlo è Guive Balooch, Global Managing Director, Augmented Beauty & Open Innovation di L’Oréal, intervenuto all’Italian Tech Week di Torino.
“Abbiamo quindi lanciato diversi nuovi dispositivi sul mercato – aggiunge Balooch – Il primo è l’ asciugacapelli chiamato AirLight Pro. Utilizza la luce infrarossa per asciugare i capelli più velocemente, ma anche per avere un impatto minore sull'ambiente. Quest'anno abbiamo anche lanciato Cell Bio Print, il primo strumento diagnostico biologico al mondo direttamente nel punto vendita, che fornisce la misurazione dei bio marcatori e spiega come essere proattivi nella cura della pelle con ottimi risultati in termini di longevità e prevedendo il futuro della tua pelle. Abbiamo anche lanciato Colorsonic, uno strumento per la colorazione dei capelli che mescola tutto il colore in un pennellino, così non dovrai più farlo con le mani come è stato fatto negli ultimi 50 anni e molti altri, ma questi sono esempi dei nostri prodotti più recenti”.
Leggi tutto: L'Oreal, punta sulle startup, Balooch: "150 partnership in un anno"

(Adnkronos) - "Oggi per noi la longevità è a tutti gli effetti un nuovo campo di ricerca che vogliamo esplorare e di cui essere leader". Così Guive Balooch, Global Managing Director, Augmented Beauty & Open Innovation di L’Oréal, intervenuto sul tema all’Italian Tech week.
"Non si tratta solo di vivere più a lungo, ma di vivere meglio: e vivere meglio fa bene anche alla pelle. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo sviluppato una serie di partnership: una con un'azienda in Svizzera, la TimeLine, che ha il miglior integratore per la longevità oggi disponibile, chiamato Urolithin A, e che stiamo provando ad applicare al beauty. Abbiamo poi collaborazioni con aziende come Senesca nel Regno Unito - prosegue Balooch - che ci aiutano a sviluppare l'intelligenza artificiale per individuare le prossime molecole da utilizzare per la longevità nei mitocondri. E stiamo anche sviluppando, assieme alla diagnostica di cui ho parlato prima, strumenti come Cell Bioprint, che aiuta a misurare il longevity score, in modo da capire come essere proattivi e non solo reattivi con la propria bellezza. Nei prossimi anni continueremo a costruire partnership incentrate sulla longevità. Crediamo fermamente che questo sia un ambito di ricerca fondamentale per il futuro del beauty", conclude Guive Balooch.
Leggi tutto: L'Oreal, Balooch: "Nuovi strumenti fanno vivere meglio e aiutano la pelle"

(Adnkronos) - Incidente tra un'auto e una bici intorno alle 2.00 di questa mattina su Corso di Francia, a Roma, in direzione centro, all'altezza del civico 115A. Sul posto intervenute pattuglie del II Gruppo Sapienza della Polizia Locale di Roma Capitale per i rilievi del caso. A seguito dello scontro è rimasto ferito un ragazzo italiano di 17 anni a bordo della bici, trasportato all'ospedale Gemelli dove è deceduto nelle ore successive.
A bordo dell'automobile, una Golf, un cittadino italiano di 20 anni, trasportato al Sant'Andrea per gli accertamenti di rito, i cui esiti sono risultati negativi. In corso indagini da parte della Polizia Locale per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Leggi tutto: Scontro tra auto e bici alle 2 del mattino, morto un 17enne a Roma

(Adnkronos) - "Ci sono lavori scientifici consolidati che dimostrano un minor effetto in termini di assunzione di sostanze quando si usano i prodotti a tabacco riscaldato rispetto alla sigarette. In campo cardiovascolare e pneumologico i dati sono incoraggiati, con effetti a medio termine sull'apparato cardiocircolatorio. C'è un lavoro coreano del 2024 che ha esaminano dei pazienti dopo l'angioplastica, e tra chi è passato dalla sigaretta tradizionale ai dispositivi a rischio ridotto si sono registrati meno eventi cardiovascolari rispetto a chi non l'ha fatto. Come Istituto nazionale per le ricerche cardiovascolari (Inrc) stiamo portando avanti uno studio sul carico vascolare dell'arteriopatia degli arti inferiori, i soggetti che hanno poi un problema di claudicazione, per vedere gli effetti del fumo tradizionale rispetto a coloro che passano a prodotti senza combustione". Lo spiega all'Adnkronos Salute Francesco Fedele, professore emerito di Cardiologia all'università Sapienza di Roma e presidente dell'Inrc, tra i relatori dell'ottavo 'Summit Tobacco Harm Recuction' di Atene promosso da Scohre, un'associazione indipendente che si batte per rinnovare le strategia di riduzione del danno da fumo.
"Servono studi a lungo periodo e immagino arriveranno, ma serve anche lavorare sulla formazione dei medici e sull'interazione sempre più stretta con le istituzioni", sottolinea. "Il progetto italiano di Consensus Delphi nel campo della ricerca sulle migliori strategie per ridurre il danno da fumo, a cui ho partecipato, vuole allargare sempre di più il campo di esperti e specialisti coinvolti su quest temi. Dobbiamo rompere le posizioni ideologiche che ancora permangono sui prodotti a tabacco riscaldato come utile strategia di riduzione del rischio", è l'invito del cardiologo. "Io ripeto spesso che non devono essere un metodo per smettere di fumare, ma un'alternativa per ridurre il rischio. Sono raccomandati per chi è ad alto rischio e non è riuscito con altre strategie a smettere con il fumo, anzi continua. Vedo tantissimi pazienti con problemi al cuore che continuano a fumare", rimarca.
C'è un Piano europeo per la salute cardiovascolare, "le malattie cardio-cerebrovascolari restano la prima causa di mortalità nel mondo. Come Inrc abbiamo lanciato pochi giorni fa a Roma 'Il tuo cuore nelle tue mani', che nasce per incoraggiare ogni cittadino a prendersi cura della propria salute cardiovascolare informandosi, sottoponendosi a controlli di base e adottando comportamenti di prevenzione. All'evento ha partecipato anche il ministro della Salute Schillaci, quindi ci poniamo come interlocutori delle istituzioni italiane, ma anche in Ue. In Italia il 23% della popolazione fuma e questo dato non si abbassa: vuol dire che le politiche per ridurre il rischio non stano funzionando - conclude Fedele - e dobbiamo lavorare tutti insieme per migliorarle".

(Adnkronos) - I nostri porti rappresentano dei nodi infrastrutturali strategici per il Paese, basti pensare che di lì transita oltre il 50% del volume delle merci importate ed esportate dall’Italia. Al tempo stesso i porti in genere sono inseriti all’interno di importanti contesti urbani, il che rende determinante il dibattito finalizzato a rendere più efficienti i porti e le aree urbane in cui essi insistono, in una prospettiva di innovazione e rigenerazione degli spazi esistenti. Le misure previste dal Piano complementare al Pnrr sembrano muoversi peraltro nel rispetto della filosofia su cui sono state elaborate le ultime linee guida per la redazione dei Piani regolatori portuali. Tali linee guida, in particolare, hanno cercato di incentivare un dialogo più stretto, rispetto al passato, tra l’Autorità portuale e l’amministrazione comunale affermando due principi: il primo, per il quale il porto è un nodo logistico incardinato in una area vasta, capace di assolvere alle necessità non solo del sistema urbano in cui è collocato ma del tessuto produttivo di un territorio vasto; il secondo, che la pianificazione dell’area portuale non può essere avulsa dalle scelte urbanistiche della città in cui essa si trova.
Questi temi sono stati al centro del convegno 'Città e porti: sviluppo, rigenerazione e innovazione' tenutosi a Trieste, organizzato dal Consiglio nazionale degli ingegneri, con la collaborazione di Assoporti, Consiglio superiore dei lavori pubblici e l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Trieste. Un evento caratterizzato da una forte partecipazione considerando che, oltre alle circa 120 presenze nell’area congressi della Stazione Marittima di Trieste, erano più di 1100 gli ingegneri collegati in streaming.
I lavori sono stati preceduti dai saluti istituzionali. Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste, ha sottolineato l’importanza dei progetti per l’area portuale della città. Un saluto è arrivato anche dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che ha richiamato il momento di grande rilancio per la regione e che sviluppo, rigenerazione e innovazione sono parole che rappresentano stelle polari per ogni amministratore pubblico. A fare da padrone di casa è stato Giovanni Basilisco (presidente dell’Ordine degli ingegneri di Trieste), il cui Ordine nel 2026 ospiterà il Congresso nazionale degli ingegneri.
Irene Sassetti, consigliera del Cni con delega a porti, ingegneria del mare e urbanistica, dopo aver ringraziato il gruppo di lavoro di ingegneria del mare del Cni, coordinato da Andrea Ferrante, si è espressa così: “Per Cni è fondamentale parlare di queste tematiche e confrontarsi con le istituzioni (comuni ed autorità di sistema portuali) e le università, professionisti del settore ed imprese che trattano questi argomenti. Questo è il secondo appuntamento che dedichiamo ai porti dopo quello del 7 maggio scorso che si è tenuto al Maxxi di Roma. Colgo l’occasione per ringraziare anche il Consiglio superiore dei lavori pubblici e Assoporti per la collaborazione alla realizzazione di questo evento”.
“Abbiamo deciso - ha proseguito Sassetti - di introdurre il tema della rigenerazione urbana all’interno delle riflessioni sui progetti relativi ai porti perché il Cni è molto attento a questo argomento, come dimostra il contributo in termini di proposte ed emendamenti che stiamo dando, grazie anche al contributo del Censu, alla discussione sulla nuova legge sulla rigenerazione urbana. L’incontro di oggi fa parte di una serie di appuntamenti che stiamo dedicando ai porti e all’ingegneria del mare, ciascuno declinato attraverso un tema specifico. In questa occasione abbiamo scelto, appunto, la rigenerazione urbana nelle città portuali. La tavola rotonda vuole essere l’occasione per illustrare una serie di progetti significativi che coinvolgono le nostre città portuali”.
La prima sessione dei lavori, dal titolo 'Pnrr e sviluppo dei porti' è stata coordinata e introdotta da Andrea Ferrante, presidente della sezione speciale Pnrr del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Nel corso della presentazione degli interventi, Ferrante ha sottolineato come Trieste faccia parte del lotto dei più importanti porti italiani e che è interessato da attività di recupero di vecchie aree e di sviluppo di nuovi moli da dedicare alle attività commerciali. Nell’illustrare l’attività della sezione speciale Pnrr da lui presieduta, ha riferito che sono stati esaminati progetti per oltre 27 miliardi di euro. Tra i 10 più grandi progetti, due sono relativi ai porti (potenziamento moli di Trieste e la diga Genova). Ha poi illustrato il contesto di riferimento, a partire dalle linee guida del 2021 del Pnrr, con la disciplina per la redazione in chiave di sostenibilità (sociale, economica e ambientale) del Pnr e del Pnc con i vari passaggi che portano al Pfte (Progetto di fattibilità tecnico-economica).
Rodolfo Giampieri (Assoporti) nel corso del suo intervento si è espresso così: “Occorre trovare punti forti di contatto tra porti, città e la popolazione. Ci vuole visione per proporre cose nuove e coraggio per superare gli ostacoli, avendo come obiettivo comune lo sviluppo della comunità. Dobbiamo mettere in campo una strategia unica nazionale, nel rispetto delle realtà locali, per consentire al paese di fronteggiare, come sistema paese, la concorrenza internazionale”.
Eric Marcone (direttore Direzione tecnica, ambiente, pianificazione e efficientamento energetico Adsp Mare Adriatico Orientale) ha illustrato gli interventi Pnrr sul 'Molo VIII' del Porto di Trieste. Adria gateway è un progetto strategico, una visione, dello sviluppo del porto di Trieste basata su diversi elementi: potenziamento delle infrastrutture del porto di Trieste; rigenerazione urbana dell’area dello stabilimento siderurgico; potenziamento delle infrastrutture di collegamenti; risanamento ambientale. Marco Vaccari (direttore staff programma straordinario Adsp Mar Ligure Orientale) ha illustrato il progetto della nuova diga di Genova, un’opera unica al mondo per complessità, dimensioni, ricadute positive sulla città e sul sistema paese, oltre ad essere il più grande intervento di sempre per il potenziamento della portualità italiana. Un'infrastruttura marittima fondamentale per la protezione del porto, la riduzione del moto ondoso e l'ampliamento dei fondali, consentendo l'approdo di navi cargo e da crociera di grandi dimensioni. Fabio Maletti (segretario generale Adsp Mare Adriatico Settentrionale), infine, ha illustrato il nuovo impianto per la produzione dei materiali di dragaggio del Porto di Ravenna.
Nel pomeriggio si è tenuta la seconda sessione dedicata alla rigenerazione nelle città portuali. Il Rosario Pavia ha incentrato il suo intervento sull’assunto 'l’Italia è il mare'. Passando in rassegna le grandi città portuali italiane, ha sottolineato lo stretto rapporto tra città e porto, a partire dalle diverse strutture portuali che facevano e fanno ancora parte integrante del tessuto urbano. Michele Astone del gruppo di lavoro di Guendalina Salimei, curatrice del Padiglione Italia della Biennale di architettura di Venezia, ha proposto un cambio di prospettiva: come appaiono le città guardate dal mare. A sostegno di questa prospettiva ha illustrato alcuni dei progetti più interessanti in corso, tra cui quelli relativi ai porti di Napoli e Taranto.
In seguito, si è svolta una tavola rotonda caratterizzata da un focus sui progetti dei porti di Catania, Taranto e Trieste. A coordinarla Irene Sassetti. Ad illustrare il caso Catania sono stati Paolo La Greca, vicesindaco di Catania e presidente del Censu, e Biagio Bisignani, direttore direzione urbanistica del Comune di Catania. La Greca ha ripercorso la storia del rapporto di Catania col suo porto: le colate laviche che si sono susseguite nei secoli hanno privato la città del suo porto o comunque ne hanno fortemente ristretto l’area. Con la costruzione della ferrovia costiera, oltre tutto, si è creata una cesura tra città e mare, sollevando il tema della frattura. Tra i diversi progetti che possono ristabilire la relazione tra porto e città, La Greca ha citato quello di Italferr che prevede l’interramento di un tratto dei binari. Bisignani ha ricordato che il nuovo piano del porto è stato appena approvato e trasmesso al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ha sottolineato come quello di Catania sia nato come porto peschereccio, mentre ora governa quasi la metà del flusso di traffico per la logistica. Problemi ambientali, urbanistici e di sicurezza ambientale: questi i temi che si propongono di risolvere i progetti attualmente in essere a Catania. Il porto può diventare il perno centrale per lo sviluppo turistico ed economico della città.
Per quanto riguarda Taranto, sono intervenuti Mattia Giorno, vicesindaco di Taranto, e Laura Cimaglia, dell’Autorità del sistema portuale del Mar Ionio. Giorno ha sottolineato come il progetto di rigenerazione urbana relativa al waterfront debba essere posto all’interno di un sistema più ampio che preveda, ad esempio, un piano urbanistico che manca da troppi anni, da quando le nostre città erano qualcosa di completamente diverso da oggi. Cimaglia ha illustrato i termini del progetto 'Cluster del mar Ionio: Taranto'. Il caso Trieste, infine, è stato illustrato da Giulio Bernetti, direttore del dipartimento Territorio ambiente lavori pubblici patrimonio del Comune di Trieste, ha approfondito una serie di progetti relativi alla sua città, tra cui: rigenerazione in corso dell’area Sacchetta; un mini Mose per la protezione dall’innalzamento del livello del mare; vasche di espansione per la protezione da eventi atmosferici estremi; recupero della riviera Barcolana.
Per quanto riguarda il porto vecchio, l’accordo di programma prevede: variante urbanistica, aree pubbliche da non alienare, consorzio Ursus che si occupa, tra l’altro, del coordinamento dei vari progetti (parco lineare, viale monumentale, il passaggio libertà, cabinovia metropolitana). L’ultimo intervento è stato quello di Luca Giovanni Zambardieri che ha illustrato Robogo, un sistema robotico semisommergibile per la manutenzione delle banchine portuali. Deborah Savio, consigliera del Cni, ha portato i saluti del Consiglio nazionale e al termine dei lavori è intervenuto anche il presidente Angelo Domenico Perrini che, commentando la giornata di confronto, ha detto: "Quello della rigenerazione urbana è un tema che sta molto a cuore al Cni. Attualmente è in discussione la relativa legge. Queste esperienze raccolte sul territorio saranno utili per segnalare al legislatore gli interventi più opportuni".
Leggi tutto: Cni, i porti sono nodi infrastrutturali strategici per il Paese

(Adnkronos) - Quando di parla di fumo e prevenzione, "la cessazione è l'obiettivo principale, ma per chi ha già iniziato si deve puntare alla riduzione del rischio del fumo. Se non si riesce a smettere totalmente di fumare, deve esserci la possibilità di avere accesso ad una strategia di riduzione del rischio del fumo. Ovvero la 'medaglia d'oro' è smettere, ma quella 'd'argento' è ridurre di molto i rischi per la salute. E il nostro progetto, il primo studio italiano che ha utilizzato la metologia del Consenso di Delphi nel campo della ricerca applicata ai danni da fumo, ha dimostrato che gli esperti coinvolti convergono sull'uso dei dispositivi alternativi e senza combustione come valida alternativa per ridurre i rischi" del fumo. Lo spiega all'Adnkronos Salute Pasquale Caponnetto, professore di Psicologia clinica dell'università di Catania, che ha presentato il progetto all'ottavo 'Summit on Tobacco Harm Reduction' ad Atene.
Come si possono rilanciare in Europa e in Itala le politiche di prevenzione e cessazione dal fumo? "Un'alternativa serve - risponde Caponnetto - perché non possiamo abbandonare le persone che provano, ma non riescono. Il Regno Unito dimostra che proporre delle alternative può ridurre il consumo e i rischi per la salute, diventando una strategia di salute pubblica. In Italia il Coehar (Center of Excellence for the acceleration of Harm Reduction) di Catania, dove lavoro, ha prodotto dal 2013 centinai di articoli sulle scelte corrette in tema di riduzione del rischio. Ma i nostri lavori li hanno presi gli inglesi e non le istituzioni italiane. Sono fiducioso", aggiunge: "Noi crediamo negli studi e nelle ricerche che confermano come i prodotti alternativi alle sigarette possono aiutare a ridurre il danno. Ci crediamo soprattutto perché i danni del fumo generano 80mila morti l'anno, vite che potrebbero essere salvate", sottolinea.
Il gruppo di esperti ha convenuto che la riduzione del danno può essere "una preziosa strategia di salute pubblica per ridurre l'impatto negativo di comportamenti dannosi negli individui che non sono in grado o non vogliono smettere di fumare", e si è trovato d'accordo sul fatto che "le attuali prove scientifiche, pur essendo promettenti, necessitano di ulteriori studi per stabilire il potenziale di riduzione del rischio dei prodotti senza fumo rispetto alle sigarette tradizionali".

(Adnkronos) - La lotta al fumo "non può prescindere da un cambiamento nell'approccio ai prodotti alternativi alle sigarette" che oggi sono usati dalla popolazione, dalle e-cig ai prodotti a tabacco riscaldato, ma che non "vengono considerati ancora come strategia efficace per la riduzione del rischio." E' il messaggio condiviso dai medici ed esperti intervenuti alla seconda giornata dell'ottavo 'Summit Tobacco Harm Reduction' di Atene promosso da Scohre, un'associazione indipendente che si batte per rinnovare le strategie di riduzione del rischio da fumo. Tra i relatori Pasquale Caponnetto, docente di Psicologia clinica all'università di Catania, che ha presentato i dati del progetto di applicazione del metodo Delphi nel campo della ricerca sulle migliori strategie per ridurre il rischio da fumo. Il metodo Delphi è una tecnica di indagine che prevede il coinvolgimento di un gruppo di esperti attraverso più fasi di valutazione, con l'obiettivo di raggiungere un consenso su un determinato tema.
"In Italia la percentuale di fumatori di sigarette è circa del 20%, significa 80mila morti l'anno. In più rimane lontano l'obiettivo previsto dall'Oms di ridurre del 30% i tassi di fumo entro il 2030 - ha spiegato Caponnetto - La Delphi Consensus è una metodologia strutturata per raccogliere e far convergere le opinioni di un gruppo di esperti su tematiche specifiche, utilizzando un processo iterativo in più fasi. Abbiamo riunito 20 esperti italiani in diversi campi (psichiatria, cardiologia, pneumologia, psicologia), selezionati in base alla loro esperienza scientifica e per le pubblicazioni nel campo del fumo e della riduzione del rischio. Il lavoro aveva come obiettivo valutare l'efficacia nella riduzione del rischio da fumo dei prodotti alternativi a tabacco riscaldato ed e-cig. Ma volevamo anche analizzare le strategie di prevenzione, quella di cessazione e riduzione del consumo di tabacco, valutare il ruolo dei prodotti alternativi e identificare le aree dove c'era consenso e quelle non c'era. Tutti gli esperti hanno condiviso le priorità: si deve prevenire l'accesso al fumo e promuove la cessazione. C'è stato consenso unanime sul fatto che azzerare il fumo di sigarette tradizionali è una priorità di salute pubblica e occorre investire sull'informazione scientifica su i nuovi prodotti".
"Le autorità internazionali - ha sottolineato Caponnetto - hanno confermato ciò che era già stato confermato negli ultimi 10 anni, ovvero che le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato producono meno sostanze nocive rispetto alle sigarette. La revisione di 56 ricerche e 29 studi randomizzati ha evidenziato che le e-cig aumentano i tassi di cessazione dal fumo rispetto alle terapie farmacologiche. In conclusione, è importante promuovere strategie di prevenzione volte principalmente a prevenire e favorire l'abbandono del fumo, adottare una buona politica per la cessazione del tabagismo offrendo ai fumatori che non smettono diverse alternative per ottenere l'obiettivo principale che è la cessazione completa, nonché, in alternativa, la riduzione di prodotti da fumo".
Quanto alla legislazione antifumo, gli esperti hanno concordato sulla rilevanza di politiche di prevenzione e iniziazione, e accolto la prospettiva di interventi proporzionati al rischio dei diversi prodotti.
Al progetto ha partecipato anche Francesco Fedele, professore emerito di Cardiologia all'università Sapienza di Roma e presidente dell'Istituto nazionale ricerche cardiovascolari (Inrc), tra i relatori del panel. "Il prossimo passo potrebbe essere quello di allargare il numero di partecipanti alla Consensus, coinvolgendo le istituzioni", ha detto il cardiologo.
Il panel ha visto anche l'intervento di Lubos Petruzelka, oncologo dell'università di Praga. "Non è possibile eliminare completamente il cancro dalla 'mappa' delle malattie umane - ha precisato - ma possiamo ridurne il rischio, quindi dobbiamo puntare sulla prevenzione che può essere primaria, secondaria e terziaria. Nella prima deve essere inserita la riduzione del danno. In Repubblica Ceca abbiamo creato la prima Consensus sulla riduzione del danno nella prevenzione del cancro e abbiamo pubblicato i risultati sulla rivista 'Clinical Oncology'. La sintesi è che l'eliminazione completa dei fattori di rischio non è sempre possibile, ma la riduzione del danno è il modo per mitigare i rischi attraverso approcci pratici, innovativi e accessibili basati su dati concreti. Ci sono 30 possibili fattori di rischio modificabili, ma la riduzione del danno da fumo deve essere considerata prioritario. Ci sono ancora delle barriere, come ad esempio la scarsa consapevolezza dei medici e delle istituzioni su questa strategia".
Ignatios Ikonomidis, professore di Cardiologia all'università di Atene e presidente di Scohre, ha delinato le conclusioni. "E' necessario che ci siano strutture dedicate alle persone che scelgono di smettere di fumare e i medici di base devono essere coinvolti in questo processo, così come gli oncologi; tutti i medici devono discutere con i propri pazienti della possibilità di smettere di fumare. Le politiche di riduzione del danno sono una soluzione, perché abbiamo bisogno di strategie immediate in tal senso. Ci sono le terapie farmacologiche, ma ci sono anche i nuovi dispositivi alternativi che possono adottate come metodo per smettere di fumare. Utilizzandoli - ha rimarcato - si riduce il rischio di malattie polmonari, si migliorano i sintomi e, naturalmente, si riduce il rischio di un nuovo infarto o ictus. Tuttavia l'Oms è piuttosto rigida su questo punto, per questo dovremmo essere presenti alla Cop11 per dire che la politica di riduzione del danno dovrebbe essere discussa e dovrebbe essere regolamentata a livello centrale nell'Unione europea e anche a livello globale".
Leggi tutto: Fumo, medici su dispositivi alternativi: "Riducono danno e aiutano a smettere"



