
C'è la competizione sportiva. Dominante, con tanti momenti da ricordare per l'Italia Team a Milano Cortina 2026. E c'è poi una gara collaterale alle Olimpiadi, in cui non si vincono medaglie ma si possono stabilire record. È la corsa ai gadget più iconici dei Giochi Olimpici invernali. Dalle pins da collezione, come quella rarissima della leggenda del rap Snoop Dogg (inviato Nbc per il grande evento e coach onorario della nazionale Usa), alle mascotte Tina e Milo, ormai introvabili negli store ufficiali e anche sul web. Negli ultimi giorni di Olimpiadi, gli appassionati cercano di assicurarsi il cimelio più bello da piazzare in camera. Una fotografia del grande evento.
Primo capitolo, ubi maior, dedicato alle pins. Da Milano a Cortina, passando per Bormio e Livigno, quella delle spillette è una tradizione che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici estivi e invernali da decenni. Una passione che unisce atleti, giornalisti, appassionati e curiosi, tutti a caccia di un ricordo unico dell'evento a cinque cerchi. Le spillette, che arrivano a essere migliaia durante i Giochi, raccontano storie e curiosità. Simboli culturali, animali, tradizioni, mascotte. In una sorta di linguaggio universale, che colora i ricordi dell'esperienza olimpica.
Oltre alle spille ufficiali di questa edizione dei Giochi, quelle degli sponsor e quelle che i vari Comitati Olimpici Nazionali distribuiscono agli atleti e alle atlete, a Milano Cortina esistono spille speciali. Come le pins di Snoop Dogg (tra le più ricercate) e dei tedofori. Chi ha accompagnato la fiamma olimpica nel suo viaggio ha ricevuto il ricordo speciale. Blu, con il logo di Milano Cortina 2026, realizzata con lo stesso diametro della Torcia 'Essential'. Un pezzo storico, da collezione. In edizione limitata. Su siti come Ebay, sono in vendita anche a 1500 euro. E non finisce qui. Perché da Bormio a Livigno, solo per restare in Valtellina, tanti locali si sono attrezzati sostituendo i classici salvadanai per le mance dei clienti con appositi raccoglitori. "Fateci un regalo. Lasciate qui le pins del vostro Paese". Un modo alternativo (ed efficace) per accaparrarsi il ricordo. (QUI IL RACCONTO[1])
Discorso diverso per le mascotte, parte essenziale dei Giochi Olimpici dal 1968. Tina e Milo, quelle di questa edizione (prodotte e distrubuite dal brand italiani Trudi) sono ormai sold out. Introvabili pressoché ovunque, come visto tra Bormio e Cortina nei giorni scorsi, durante le presentazioni ufficiali con i campioni azzurri Deborah Compagnoni e Giorgio Rocca.
Tina, che è il diminutivo di Cortina, è un ermellino bianco e rappresenta le Olimpiadi invernali, mentre il fratello Milo, diminutivo di Milano, color marrone, è il volto dei Giochi Paralimpici. Rappresentano le montagne italiane, simbolo di natura, avventura e sport. E un concetto: i Giochi sono di tutti e per tutti. Inoltre, mentre Tina è la sognatrice creativa che guarda al futuro, Milo è un simbolo di resilienza e inclusione. Nato senza una zampa, grazie alla sua notevole forza di volontà si aiuta con la coda per andare avanti e superare gli ostacoli. Tanti bambini arrivati alle Olimpiadi con i loro genitori (ma non solo) da giorni le cercano senza venirne a capo. Decine di appassionati si palesano nelle venue addirittura fin dalle prime ore del mattino, per cercare di mettere in piedi scambi con altri gadget a cinque cerchi, come i berretti con il logo delle federazioni.
Le mascotte torneranno in vendita negli store ufficiali e anche sul web (dove sono però pre-ordinabili) in quattro taglie: M (la più grande), S, XS e XXS (versione portachiavi). Un'alternativa per ottenerle? Vincere una medaglia alle Olimpiadi. Facile facile. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)

L'allenatore del Bodo Glimt 'spaventato' dal caso Bastoni. Oggi, martedì 17 febbraio, Kjetil Knutsen, tecnico dei norvegesi che affronteranno l'Inter nei playoff di Champions League, si è espresso anche sul caso che ha riguardato il difensore nerazzurro, autore della simulazione che ha portato alla seconda ammonizione, e alla conseguente espulsione, di Pierre Kalulu in Inter-Juventus.
"Spero sia una partita leale", ha detto in conferenza stampa, "quello che andrebbe discusso in questo caso è l'uso del Var, che dovrebbe servire a impedire che si verifichino situazioni antisportive".
"I trucchi sporchi pagano, ma non dovrebbe essere così nel calcio", ha continuato Knutsen, "siamo pronti per affrontare l'Inter, che è una squadra esperta e sta usando tutto quello che può, anche noi dobbiamo concentrarci su come gestire la partita ed essere noi stessi il più possibile".

"I dati diffusi dal Nas nel 2025 sugli illeciti in materia di liste di attesa e attività libero-professionale intramuraria riportano al centro il tema dei controlli. Il nodo non è solo repressivo, ma strutturale: serve un sistema di verifica continuo, efficace e realmente operativo da parte dello Stato nei confronti delle Regioni e delle aziende sanitarie. Oggi il principale strumento di valutazione delle performance regionali sui livelli essenziali di assistenza, il nuovo Sistema di garanzia dei Lea, prevede un solo indicatore 'core' dedicato alle liste di attesa". A dirlo è Tonino Aceti, presidente di Salutequità, secondo il quale "le liste d'attesa e l'intramoenia restano un problema, ma non si sa ancora nulla sull'organismo di verifica e controllo dell'assistenza sanitaria con poteri sostitutivi delle Regioni".
La piattaforma nazionale attivata sul tema, spiega Aceti, "non garantisce ancora un livello di trasparenza sufficiente: i dati pubblicati sono aggregati su base nazionale e non consentono confronti puntuali tra Regioni o tra singole Asl. Per rafforzare i controlli, il Decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73 (convertito nella Legge 29 luglio 2024, n. 107) ha istituito presso il ministero della Salute l'organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria. All'organismo sono attribuiti compiti rilevanti: verificare l'attuazione delle norme sulle liste di attesa, accedere alle agende di prenotazione per individuare criticità e, in caso di ripetute inadempienze regionali, esercitare poteri sostitutivi". La legge "ne ha definito struttura, personale e finanziamenti dedicati - sottolinea il presidente di Salutequità - Solo nell'agosto 2025, tuttavia, è stato emanato il Dpcm che disciplina modalità e procedure per l'esercizio dei poteri sostitutivi, con un ritardo di circa 10 mesi rispetto ai termini previsti. Inoltre, tra la segnalazione di un'inadempienza e l'intervento sostitutivo possono trascorrere fino a 4 mesi, un arco temporale difficilmente compatibile con l'urgenza delle prestazioni sanitarie. Resta poi il tema della trasparenza sull'attività svolta: l'organismo dovrebbe redigere entro il 10 gennaio di ogni anno una relazione sulle azioni intraprese in sostituzione delle amministrazioni inadempienti, ma non risultano documenti pubblicati".
Sul piano formale, dunque, "l'impianto normativo è completo: l'organismo è stato istituito, finanziato e dotato di poteri. Sul piano sostanziale, però - rileva Aceti - mancano informazioni chiare sulla sua effettiva operatività, sull'organigramma e sulle attività concretamente svolte. La domanda rimane aperta: l'organismo di verifica è davvero attivo e in grado di incidere sulle liste di attesa? La sua piena funzionalità - conclude - appare decisiva per trasformare i dati raccolti a livello nazionale in interventi concreti e strutturali, andando oltre il pur rilevante lavoro di accertamento svolto dal Nas".
Bandiere e interventi di condanna e solidarietà alla Palestina...
Cinema, musica e sottoculture nell'evento organizzato da Vox Day... 
La Commissione europea ha approvato depemokimab per due indicazioni: come trattamento di mantenimento aggiuntivo per l'asma grave con infiammazione di tipo 2 caratterizzata da conta eosinofila ematica, in adulti e adolescenti dai 12 anni in su che non sono adeguatamente controllati nonostante l'assunzione di corticosteroidi inalatori ad alto dosaggio (Ics) più un altro farmaco per il controllo dell'asma; come terapia aggiuntiva con corticosteroidi intranasali per il trattamento di pazienti adulti con rinosinusite cronica con polipi nasali (Crswnp) grave, per i quali la terapia con corticosteroidi sistemici e/o la chirurgia non forniscono un adeguato controllo della malattia. Lo annuncia in una nota Gsk, spiegando che si tratta del primo e unico biologico a durata d'azione ultra-lunga nell'Ue con queste indicazioni.
L'approvazione - spiega l'azienda - si basa sui dati degli studi di fase III Swift e Anchor, che hanno dimostrato un'efficacia sostenuta con un regime di dosaggio di depemokimab 2 volte all'anno. Ciascuno dei 4 studi ha raggiunto i propri endpoint primari o co-primari con risultati statisticamente e clinicamente significativi, confrontando l'aggiunta di depemokimab allo standard di cura rispetto al solo standard di cura stesso. "L'approvazione di depemokimab nell'Ue - dichiara Kaivan Khavandi, Svp Global Head, Respiratory, Immunology & Inflammation R&D di Gsk - significa che ora esiste un'opzione innovativa a durata d'azione ultra-lunga che offre un’efficacia sostenuta su 6 mesi per proteggere i pazienti dalle gravi riacutizzazioni dell'asma e dai sintomi debilitanti associati alla Crswnp. Depemokimab può contribuire a ridefinire la terapia per i milioni di pazienti che convivono con queste condizioni persistenti e gravose, supportandoli nel raggiungimento dei loro obiettivi terapeutici con sole due dosi all'anno".
L'asma colpisce più di 42 milioni di persone in Europa. Circa il 5-10% dei pazienti soffre di asma grave e molti continuano a manifestare esacerbazioni e una riduzione della qualità della vita nonostante il trattamento. Inoltre, i pazienti con Crswnp presentano sintomi quotidiani debilitanti e quasi la metà rimane incontrollata. Depemokimab - descrive la nota - è una nuova terapia che combina un'elevata affinità di legame dell'interleuchina-5 (IL-5) e un'elevata potenza con un'emivita prolungata, consentendo la soppressione sostenuta dell'infiammazione di tipo 2, che causa la malattia, con un dosaggio semestrale che potrebbe rispondere al continuo bisogno insoddisfatto di queste malattie.
"Le persone affette da asma grave devono affrontare esacerbazioni persistenti causate da un'infiammazione di tipo 2 incontrollata - afferma Stephanie Korn, responsabile del Centro di ricerca clinica Ikf Pneumologie Mainz, Germania - Una nuova opzione con somministrazione semestrale, in grado di garantire una soppressione prolungata dell'infiammazione di tipo 2, rappresenta un'innovazione promettente per i pazienti europei affetti da asma grave che necessitano urgentemente di nuove soluzioni". Aggiunge Eugenio De Corso, professore all'università di Perugia: "La Crswnp ha un impatto profondo sulla vita quotidiana del paziente, causando un'ostruzione nasale debilitante che può rendere la respirazione, l'olfatto, il sonno e altre attività fondamentali difficili da portare avanti. Un'opzione terapeutica innovativa come depemokimab, che potrebbe aiutare i pazienti a raggiungere i loro obiettivi terapeutici con meno dosi, rappresenta un importante progresso".
Nel dettaglio - continua la nota - gli studi di fase III Swift mostrano che il trattamento con depemokimab ha determinato una significativa riduzione del 58% e del 48% del tasso di riacutizzazioni asmatiche annualizzate (attacchi d'asma) nell'arco di 52 settimane. In un endpoint secondario degli studi Swift-1 e Swift-2, i pazienti trattati con depemokimab hanno avuto un numero inferiore di riacutizzazioni richiedenti ospedalizzazione e/o visita al pronto soccorso (1% e 4%) rispetto al placebo (rispettivamente 8% e 10%). Un'analisi aggregata predefinita dei 2 studi ha mostrato una riduzione del 72% del tasso annualizzato di esacerbazioni clinicamente significative richiedenti ospedalizzazione e/o visita al pronto soccorso su 52 settimane per il trattamento rispetto al placebo. I risultati completi degli studi sono stati presentati alla Conferenza internazionale della European Respiratory Society del 2024 e pubblicati sul 'New England Journal of Medicine'. Inoltre, negli studi di fase III Anchor, il trattamento con depemokimab ha determinato un miglioramento (riduzione) rispetto al basale nel punteggio dei polipi nasali (scala: 0-8) a 52 settimane e nella scala di risposta verbale all'ostruzione nasale (scala: 0-3) nelle settimane 49-52. I risultati completi sono stati presentati al Congresso congiunto dell'American Academy of Allergy, Asthma and Immunology (Aaaai) e della World Allergy Organization (Wao) del 2025 e pubblicato su 'The Lancet'. In tutti questi studi, depemokimab è stato ben tollerato, con pazienti che hanno manifestato una frequenza e una gravità degli effetti collaterali simili a quelle dei pazienti trattati con placebo.
Depemokimab ha recentemente ricevuto l'approvazione negli Stati Uniti per il trattamento dell'asma grave, nonché l'autorizzazione all'immissione in commercio nel Regno Unito e in Giappone per il trattamento dell'asma grave e della Crswnp.

Olimpiadi, ma non solo. Messo da parte il 'caso' dei preservativi di Milano Cortina 2026 esauriti al Villaggio olimpico, in occasione dell’inizio ufficiale dei Giochi Pornhub ha analizzato l’andamento delle ricerche e del traffico in Italia. Il risultato? Un impatto significativo dell’evento a cinque cerchi sulle abitudini digitali degli utenti. Si tratta di un’analisi basata sui dati di traffico del sito, che mostra come i grandi eventi sportivi influenzino le ricerche online e i comportamenti digitali. Focus specifico, stavolta, sull’Italia e su Milano. Con un incremento legato (con alte probabilità) alla maggiore presenza di atleti e turisti nei giorni delle Olimpiadi.
Milano Cortina, ricerche su Pornhub in crescita
Rispetto al mese precedente, le ricerche legate ai Giochi olimpici e agli sport invernali hanno registrato aumenti straordinari. La chiave 'winter olympics' ha segnato la crescita più alta, con un incremento del +5452%, seguito da 'olympic village' (+4361%) e 'gold medal' (+3803%). Accanto a queste keyword più istituzionali, emergono ricerche più specifiche e curiose: 'speed skating' ha registrato un +2442%, 'nude olympics' un +2077%, mentre termini come 'gym leggings' e 'velor tracksuit' sono cresciuti rispettivamente del +1771% e del +1656%. Un segnale chiaro di come l’attenzione mediatica verso le discipline olimpiche si rifletta immediatamente anche nei comportamenti di ricerca online.
Parallelamente al boom di keyword a tema sportivo, l’andamento del traffico durante la cerimonia di apertura racconta un’altra dinamica interessante. A partire dal pomeriggio del giorno dell’evento, il traffico verso Pornhub in Italia e nel resto del mondo ha iniziato a diminuire. Alle 20, in concomitanza con l’inizio ufficiale della cerimonia, in Italia si è registrato un calo del –12% rispetto a una giornata media, mentre a livello globale la flessione è stata del –8%. Già alle 21 il traffico è ripartito, riducendo il calo al –3%. Alle 22 il dato mondiale era tornato in positivo (+1%), con l’Italia quasi in linea (-1%). Entro mezzanotte, l’effetto rimbalzo si è fatto evidente: il traffico globale ha raggiunto un +9% rispetto alla media, mentre quello italiano si è attestato a +7%.
Olimpiadi e ricerche su Pornhub
L’analisi delle città ospitanti mostra inoltre alcune differenze tra Milano e Cortina. All’inizio della cerimonia, Cortina ha registrato un calo più marcato (-18%) rispetto a Milano (-13%). Durante la parte centrale dell’evento entrambe le città si sono attestate intorno al –5%, ma alle 22 Cortina è scesa ulteriormente al –9%, mentre Milano è rimasta più vicina alla media con un –3%. A mezzanotte Cortina ha segnato un +9% sopra la media, mentre Milano ha raggiunto il suo picco all’1 con un +11%. Confrontando infine il traffico delle città ospitanti con quello del resto del Paese, emerge un dato particolarmente significativo: alle 14 Milano ha registrato un impressionante +814% rispetto alla media nazionale, probabilmente trainata dall’afflusso di atleti, visitatori e operatori media presenti in città. Cortina ha invece segnato un picco del +527% rispetto al resto d’Italia subito dopo la fine della cerimonia.
Le Olimpiadi Invernali 2026 confermano così come i grandi eventi globali influenzino non solo l’audience televisiva, ma anche le dinamiche di ricerca e navigazione online, con picchi e flessioni che seguono da vicino i momenti chiave della manifestazione.

"Difendere la Biblioteca significa difendere la residenzialità e il diritto delle famiglie a vivere il centro storico come uno spazio di comunità. In una fase in cui il nostro territorio è sottoposto a forti pressioni, mantenere e rafforzare i presìdi culturali per l’infanzia è una scelta politica chiara: vogliamo un centro storico vivo, abitato e capace di offrire servizi pubblici di qualità". Così la presidente del Municipio Roma I Centro, Lorenza Bonaccorsi dopo che la giunta del municipio ha formalmente richiesto al Sindaco di Roma Capitale, a Biblioteche di Roma e all’Assessorato alla Cultura di garantire la permanenza della Biblioteca Centrale per Ragazzi all’interno del territorio municipale, riconoscendone il valore strategico come presidio culturale e sociale.
La Biblioteca Centrale per Ragazzi, situata in via di S. Paolo alla Regola, rappresenta da decenni un punto di riferimento fondamentale per la promozione della lettura, dell’educazione permanente e dell’accesso alla cultura per l’infanzia e l’adolescenza. Un luogo che svolge una funzione educativa e aggregativa essenziale per le famiglie residenti nel centro storico. Per l'assessore alla Cultura del Municipio I Giulia Silvia Ghia, "la Biblioteca Centrale per Ragazzi è un presidio culturale insostituibile per il nostro territorio. Non parliamo soltanto di uno spazio dedicato ai libri, ma di un luogo di crescita, inclusione e partecipazione per bambini, ragazzi e famiglie. È nostro dovere garantire che questo servizio continui a vivere nel cuore del centro storico, in una sede adeguata, accessibile e all’altezza della sua funzione".
La Memoria approvata dalla Giunta prende atto delle criticità strutturali e dei problemi di accessibilità dell’attuale sede, evidenziando la necessità di una riflessione condivisa sul futuro della struttura. Tuttavia, il Municipio ritiene imprescindibile che la Biblioteca continui a operare nel territorio del Municipio I, anche attraverso l’individuazione di una nuova sede idonea qualora quella attuale non risultasse più adeguata. Il provvedimento si inserisce in un contesto urbano segnato da un progressivo calo della residenzialità nel centro storico, aggravato dalla pressione turistica e da una fruizione sempre più orientata a utenti temporanei. In questo scenario, la presenza di servizi culturali stabili, in particolare quelli dedicati a bambini e ragazzi, costituisce un argine fondamentale allo svuotamento sociale e un presidio di cittadinanza attiva. La Giunta municipale chiede pertanto a Roma Capitale e a Biblioteche di Roma di riconoscere formalmente la Biblioteca Centrale per Ragazzi come presidio culturale strategico per il territorio e di avviare ogni azione necessaria a garantirne la permanenza nel Municipio Roma I Centro.

"L'iniziativa che presentiamo oggi è diversa dal solito: mira ad aumentare la possibilità di arrivare a più persone parlando di prevenzione" partendo dal "mondo sportivo, in particolare dal calcio femminile. Abbiamo unito il concetto della parata con quello dell'azione del vaccino che blocca, in questo caso, il virus Hpv particolarmente dannoso per la salute umana, responsabile di più di 6 forme diverse di cancro che riguardano le donne, ma anche i maschi". Sono le parole di Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, all'evento per la presentazione della campagna 'Blocca l'Hpv con la vaccinazione', lanciata dall'azienda farmaceutica con Serie A Women e approvata dal ministero della Salute.
La parata simbolica al centro della campagna di comunicazione rappresenta "il nostro sistema immunitario" attivato da "un vaccino - spiega Luppi - E' una vaccinazione che quest'anno compie vent'anni e che in questo caso diventa protezione non di una partita, ma di una vita intera. Il primo obiettivo, anche a livello europeo, è quello di sconfiggere il cancro della cervice uterina e far sì che possa diventare non solo una malattia rara, ma addirittura, così come già in Australia, possa essere eliminato".
Trattandosi di una vaccinazione che riguarda anche gli uomini, l'auspicio di Luppi è che "anche il mondo del calcio maschile vorrà alzare l'opportunità di una parata e portare un messaggio di salute e prevenzione così importante". La vaccinazione, conclude, è "il nostro alleato più straordinario anche per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Saremo più che contenti di abbracciare uno spettro ancora più ampio" di popolazione.

“Il tema caldo di questi mesi è la scarsità di offerta per quanto riguarda le memorie RAM, dovuta all'aumento di domanda da parte delle big tech che stanno investendo sempre di più nel mercato dell'intelligenza artificiale. Questo, come sempre accade quando la domanda supera l'offerta, sta spingendo i costi delle componenti sempre più in alto e vediamo dei costi aumentare di mese in mese. Pertanto, la domanda che tutti si stanno ponendo è: cosa succederà al mercato italiano con questo aumento dei costi? La risposta che ci stiamo dando è che ci sarà un effetto negativo sulla disponibilità di prodotto, soprattutto nelle fasce ‘entry level’ del mercato, sia per quanto riguarda i prodotti consumer sia per quanto riguarda i prodotti gaming”.
Così Luca Bendazzoli, direttore Business consumer Italia e Iberia di Acer, all’incontro con la stampa di celebrazione dei 50 anni di Acer a Milano, che è stato occasione per presentare la visione dell’azienda per il prossimo futuro.
“Abbiamo anche visto, però, che da sempre il consumatore decide che prodotto acquistare in base al budget che è disposto a spendere, quindi non modifica il budget in base al costo del prodotto. Ciò fa sì che ci sarà una grossa opportunità per il mercato Chromebook, che avrà molto più spazio perché ci sarà molta meno concorrenza di prodotti Windows nella parte bassa del mercato - spiega Bendazzoli - ci sarà, però, una scarsità di prodotto gaming nella fascia intorno ai 1000 euro, perché oggi i costi dei componenti non permettono di riuscire a offrire un prodotto in quella fascia di mercato”.
“Il miglioramento tecnologico della connettività fa sì che l'utente finale possa ripensare al proprio modo di approcciarsi alla tecnologia, in particolare a quella del personal computer - sottolinea - Fino ad oggi si è sempre pensato che aumentare la configurazione e le componenti del proprio pc fosse l'evoluzione naturale, perché non si è mai presa in considerazione la possibilità di lavorare con un pc meno carico dal punto di vista delle performance, ma che permettesse di salvare i propri dati nel Cloud. Questa possibilità è offerta, in particolare, da Chromebook nel mercato”.
“Acer è stata uno dei primi brand a credere in questa nuova possibilità di approcciarsi al laptop, infatti siamo leader in Italia per quanto riguarda il mercato Chromebook, e ricollegandomi alla scarsità del mercato delle componenti delle memorie, pensiamo che questo sarà un mercato che crescerà molto nel futuro e da leader vogliamo continuare a mantenere la leadership e questo ci aiuterà a consolidare la nostra posizione nel mercato italiano”, conclude Bendazzoli.

"E' possibile prevenire l'infezione da Hpv mediante la vaccinazione e così prevenire l'insorgenza di tumori. E' l'unica possibilità che abbiamo di prevenzione primaria, cioè di prevenire dell'insorgenza di un tumore. Un'opportunità che non dobbiamo assolutamente perdere". Così Elsa Viora, presidente Sigo - Società italiana ginecologia e ostetricia, partecipando oggi a Roma all'incontro con la stampa per la presentazione della nuova campagna di comunicazione, approvata dal ministero della Salute, 'Blocca l'Hpv con la vaccinazione', lanciata da Msd Italia e Serie A Women.
"A livello mondiale - ricorda Viora - l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito l'obiettivo di eliminare il tumore della cervice" uterina "entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che non verrà raggiunto, ma a cui dobbiamo tendere. In Italia tutti i piani regionali prevedono la vaccinazione gratuita" anti-Hpv "per le ragazze e i ragazzi di 11-12 anni. Per chi non rientra nel gruppo" è possibile "l'accesso alla vaccinazione gratuita fino a 18 anni, con differenze a seconda delle Regioni". Per gli adulti la vaccinazione è possibile "con una partecipazione alla spesa, sempre con differenze da Regione a Regione".
"Non tutti i tumori della cervice sono dovuti all'infezione da Hpv - precisa l'esperta - ma certamente una gran parte". E' noto però che "l'infezione da Hpv ha un ruolo importante e fondamentale anche" nello sviluppo "di altri tumori, non solo delle donne, ma anche degli uomini. Quindi è fondamentale che vengano vaccinate non solo le ragazze, ma anche i ragazzi: solo in questo modo - conclude - si raggiunge un obiettivo importante di copertura della popolazione".

Nei secoli i teatri sono stati i palcoscenici non solo di grandi opere e di spettacoli indimenticabili, ma anche di tragedie che hanno segnato la storia della cultura mondiale: da Londra a Napoli, da Venezia a Chicago, passando per Bari, Barcellona e New York. Luoghi nati per divertire, educare e far sognare, sono spesso diventati trappole mortali, preda di fiamme che hanno divorato legno, paglia, stoffe e ogni decoro scenico. Luci a gas, candele, fuochi scenici e perfino cannoni teatrali hanno trasformato momenti di festa in autentici inferni, lasciando cicatrici profonde nell'immaginario collettivo e stimolando riforme che hanno cambiato per sempre la sicurezza nei teatri.
Il primo grande incendio teatrale di cui si ha memoria risale al 29 giugno 1613, nel cuore di Londra, al Globe Theatre, il celebre teatro dove William Shakespeare portava in scena le sue opere. Durante la rappresentazione di 'Enrico VIII', un cannone scenico, pensato per stupire il pubblico, incendiò il tetto di paglia, riducendo in cenere l'intero edificio. Fortunatamente, nessuno rimase ucciso, ma quell'episodio lasciò un monito chiaro: la meraviglia del teatro poteva trasformarsi in pericolo mortale in un batter d'occhio.
Nei secoli successivi, il rischio si moltiplicò. I teatri, spesso costruiti in legno e decorati con stoffe e materiali infiammabili, erano illuminati da lampade a olio, candele e luci a gas. Ogni spettacolo comportava, implicitamente, un rischio di incendio. Eppure, gli spettatori continuavano a riempire sale e palcoscenici, ignari della precarietà della loro sicurezza, attratti dal fascino di mondi inventati e storie indimenticabili.
In Italia, il Teatro di San Carlo di Napoli, uno dei teatri più antichi e prestigiosi del continente europeo, fu devastato da un incendio il 12 febbraio 1816, causato da una lanterna lasciata accesa durante le prove. Gli interni furono distrutti, ma la ricostruzione fu rapida e in meno di un anno il teatro tornò a splendere, simbolo della resilienza napoletana e della volontà di preservare la cultura nonostante le tragedie.
La storia del Teatro La Fenice di Venezia è forse ancora più drammatica. Bruciato per la prima volta il 13 dicembre 1836 a causa di una caldaia difettosa, il teatro fu ricostruito e tornò a ospitare opere di fama internazionale. Ma il 29 gennaio 1996, un incendio doloso distrusse quasi interamente l'edificio, riducendo in cenere decenni di storia e patrimonio artistico. La Fenice fu nuovamente ricostruita 'com'era, dov'era', trasformando la tragedia in simbolo di rinascita culturale, con la solenne inaugurazione del 14 dicembre 2003 con un concerto diretto da Riccardo Muti.
Nel Sud Italia, il Teatro Petruzzelli, inaugurato nel 1903, visse un destino simile. Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 un incendio doloso devastò il teatro, distruggendo sala e scenografie. Dopo 18 anni di chiusura e complessi lavori di ricostruzione, il teatro venne riaperto e inaugurato ufficialmente il 4 ottobre 2009, restituendo alla città il suo prestigioso contenitore culturale.
Anche Barcellona, città di grandi tradizioni teatrali, ha conosciuto incendi drammatici. Il Gran Teatre del Liceu, inaugurato nel 1847, ha visto il suo splendore spegnersi due volte tra le fiamme. Il 9 aprile 1861, appena quattordici anni dopo l'apertura, un incendio distrusse gran parte del teatro, risparmiando solo l’ingresso e il celebre Salone degli Specchi. Il 31 gennaio 1994 un nuovo incendio devastò auditorium e palcoscenico, e fu necessario un lungo lavoro di ricostruzione che si concluse nel 1999, restituendo alla città il suo simbolo culturale con una struttura moderna ma fedele all’originale.
Il Teatre Principal di Barcellona, il più antico della città, fondato alla fine del XVI secolo, subì incendi ripetuti nel corso dei secoli, tra cui quelli del 1787, del 1915, del 1924 e del 1933, che ne segnarono progressivamente la decadenza come centro teatrale di riferimento. Anche teatri più piccoli della città catalana, come il Teatro Olímpia, subirono incendi minori, come quello del 1906, durante la proiezione di un film, che provocò almeno una vittima e numerosi feriti.
Nel XIX secolo la pericolosità dei teatri europei divenne drammaticamente evidente. Le strutture erano spesso in legno, le decorazioni in tessuto e il pubblico affollava sale illuminate da lampade a gas. La vita media di un teatro raramente superava i vent'anni, e molti edifici andavano in fiamme entro cinque anni dall'inaugurazione. L'ingegnere tedesco August Foelsch stimava che il 25% dei teatri europei sarebbe andato in fumo entro pochi anni dall'apertura. Tra le tragedie più famose si ricordano: l'Arena degli Acquedotti a Livorno, 1857, dove un fuoco d'artificio provocò 40 morti e oltre 200 feriti; il Ring Theater di Vienna, 1881, dove una lampada a gas durante la rappresentazione dei 'Racconti di Hoffmann' uccise oltre 400 persone; il Théâtre Municipal di Nizza nel 1881 con circa 200 vittime; la Salle Favart a Parigi, nel 1887, con 84 morti; e il Theatre Royal di Exeter, nel 1887, che causò 186 vittime in quello che fu il più grave rogo nella storia del teatro inglese.
La pericolosità dei teatri non passò inosservata. Nel 1876 Eyre Massey Shaw, capo della Metropolitan Fire Brigade di Londra, pubblicò 'Fires in Theatres', ammonendo: 'È un grave rimprovero alla nostra epoca dover riconoscere che la vita di centinaia, in alcuni casi migliaia di persone può essere messa in grave pericolo. Può essere difficile rendere ogni parte di un teatro ignifugo, ma bisogna tentare'. Le sue parole segnarono l'inizio di una nuova attenzione alla sicurezza, con la formazione di vigili specializzati e l'adozione di regole più rigorose per le vie di fuga e le vie di accesso ai palcoscenici.
Negli Stati Uniti, la situazione era spesso più grave. Al Brooklyn Theatre di New York il 5 dicembre 1876 un fuoco causato da una lampada di scena durante lo spettacolo 'The Two Orphans' provocò la morte di quasi 300 persone. Il 30 dicembre 1903, il Iroquois Theater di Chicago, inaugurato da pochi mesi, fu testimone del più mortale incendio teatrale della storia americana. Pubblicizzato come 'totalmente ignifugo', il teatro aveva una capienza di 1.600 posti, ma il pubblico presente superava le 2000 persone. Quando scintille da una lampada ad arco incendiarono una tenda, il sipario in amianto progettato per contenere le fiamme si impigliò. Le uscite, aprendo verso l'interno, si bloccarono nella calca, mentre mancando telefoni e allarmi l'arrivo dei soccorsi fu tardivo. Il bilancio finale fu di circa 600 morti. L'incidente portò a rivoluzionarie riforme di sicurezza: uscite con apertura verso l'esterno, maniglioni antipanico, segnaletica chiara e regolamenti rigidi per la gestione del pubblico. Da quel momento, la sicurezza nei teatri americani non sarebbe mai stata più trascurata. (di Paolo Martini)
Restringimenti per la posa dello strato drenante sino al 4 marzo...
'Non solo perdita dei raccolti per gli agricoltori sardi'... 
"Arriva il truffatore". E' l'accoglienza gelida, non solo per questioni meteo, che la Norvegia riserva a Alessandro Bastoni. Il difensore dell'Inter, nella bufera per la clamorosa simulazione nel match di sabato scorso contro la Juventus, domani sarà impegnato sul campo del Bodo Glimt nell'andata dei playoff di Champions League. Il 'caso Bastoni' trova spazio sui media norvegesi e in particolare sul sito An.no. "Quello che è successo a San Siro sabato scorso dimostra quanto alcuni calciatori italiani siano disposti a spingersi oltre pur di avvantaggiare la propria squadra. Mercoledì, Alessandro Bastoni sarà in campo e, a dire il vero, il pubblico di Glimt ha tutte le ragioni per farglielo sapere: con fischi e fischi, non con odio e minacce".
"Le reazioni sui social media nei confronti di Bastoni sono state incessanti e ben oltre l'accettabile. Le riprese tv e i festeggiamenti hanno scatenato un'enorme ondata di odio; si dice che abbia ricevuto minacce di morte, tra le altre cose, e l'Inter, come club, ora lo sostiene e condanna l'odio. Questo è del tutto inaccettabile, a prescindere da ciò che accade in campo", si legge nell'articolo di Borre Arntzen.
"Ma tutta questa situazione, inclusa l'esultanza provocatoria di Bastoni" dopo l'espulsione di Kalulu provocata dalla simulazione, "la dice lunga su quanto i giocatori italiani siano disposti a spingersi per vincere le partite di calcio. Quello che abbiamo visto a San Siro è la versione estrema di qualcosa che Glimt incontra raramente nel campionato norvegese", si legge ancora, con riferimento ad "una cultura in cui ingannare l'arbitro è quasi considerato parte del mestiere. È sicuramente qualcosa che Glimt noterà nelle due partite che si giocheranno ora contro l'Inter, una squadra composta da giocatori fantastici, un collettivo eccellente e un gruppo tatticamente preparato che è molto, molto difficile da battere". "Certo, non sarà più facile se più di Bastoni deciderà di ricorrere a imbrogli e inganni", la conclusione.

Le navi da guerra sono certamente pericolose, "ma ciò che è più pericoloso è l'arma che può affondarle in mare". Così la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, minacciando le due portaerei Usa, la Ford e la Lincoln, che Donald Trump ha deciso di inviare nel Golfo come strumento di pressione per spingere Teheran a un accordo sul nucleare.
In un discorso pronunciato a Tabriz in occasione dell'anniversario della rivolta anti-Shah del 1978 e nel giorno del secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Ginevra[1], Khamenei ha reagito alle ripetute affermazioni del presidente americano sulla forza dell'esercito Usa.
"Dicono che il loro esercito è il più forte al mondo. Ebbene, l'esercito più forte al mondo a volte potrebbe subire un colpo così duro da non riuscire più a rialzarsi", ha scandito Khamenei, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Mehr.
"Il Presidente degli Stati Uniti, in una delle sue recenti dichiarazioni, ha affermato che per 47 anni l'America non è stata in grado di eliminare la Repubblica Islamica. Questa è una buona ammissione. Io dico: non sarete in grado di farlo nemmeno voi", ha proseguito la Guida Suprema.
"Queste dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti - a volte minaccia, a volte dice quello che deve essere fatto e che non deve essere fatto - significano che stanno cercando di dominare la Nazione iraniana - ha aggiunto Khamenei - Una nazione come la nostra, con questa cultura, questa storia, questi nobili insegnamenti, non giurerà fedeltà a individui corrotti come quelli che oggi sono al potere in America".
L'ayatollah ha ribadito che il diritto dell'Iran all'energia nucleare, incluso l'arricchimento dell'uranio, è riconosciuto dalle norme internazionali, tra cui quelle dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) e ha affermato che le pressioni esterne per limitare questi diritti riflettono un "comportamento illogico". Ha infine sottolineato che possedere capacità di deterrenza militare è necessario per la sicurezza nazionale, sostenendo che i Paesi privi di adeguati strumenti di difesa diventano vulnerabili.

Panico, ressa e fuggi fuggi da una discoteca di Ripalimosani, vicino Campobasso, dove intorno all'una, nel momento di massima affluenza, due giovani tunisini hanno spruzzato spray urticante tra la folla, scatenando il panico tra centinaia di ragazzi, in gran parte minorenni, che stavano partecipando a una festa di Carnevale.
Fortunatamente le vie di fuga e le uscite di sicurezza hanno garantito l’uscita in sicurezza per le centinaia di giovani presenti nel locale. Lo spray al peperoncino sarebbe stato spruzzato contro alcune ragazzine che stavano ballando. Una di loro ha avvertito difficoltà respiratorie, altre hanno accusato bruciore agli occhi e tosse. In pochi istanti si è diffuso il caos, con un fuggi fuggi generale.
Sul posto sono intervenute tre ambulanze del 118, i Vigili del fuoco e i Carabinieri della stazione di Ripalimosani. I sanitari hanno assistito alcuni giovani colpiti dagli effetti irritanti e altri in stato di ansia. Nel frattempo i militari della stazione di Ripalimosani, guidati dal maresciallo Christian Sceppacerqua, hanno avviato immediatamente le ricerche dei responsabili. Una pattuglia ha intercettato due giovani che si dirigevano a piedi verso Campobasso e li ha fermati all’altezza di Meca Poce.
Grazie alle indicazioni fornite dai presenti e all’abbigliamento descritto, i Carabinieri hanno accertato che si trattava dei presunti autori del gesto. Si tratta di due maggiorenni di nazionalità tunisina: uno residente a Campobasso, già destinatario di un Daspo urbano nel capoluogo, l’altro residente a Petacciato. Entrambi sono stati denunciati a piede libero e nei loro confronti è stato disposto un ulteriore Daspo valido per due anni anche per il territorio di Ripalimosani, in attesa degli sviluppi giudiziari. L'obiettivo dei due era quello di strappare catenine e oggetti di valore durante i momenti di concitazione. Alcuni ragazzi hanno già denunciato il furto di oro.

Il 2025 si chiude con un risultato complessivamente positivo per il sistema portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale. Nel periodo gennaio–dicembre 2025 i porti del network laziale hanno movimentato 13.128.936 tonnellate di merci, con un incremento dello 0,3% rispetto al 2024 (+34.718 tonnellate). La crescita del traffico complessivo è sostenuta in particolare dall’andamento del porto di Civitavecchia che, con 8.125.234 tonnellate (+3,1%), rappresenta il 61,9% del traffico totale del sistema. Il porto di Fiumicino si attesta a 3.217.385 tonnellate (-5,8%), traffico costituito prevalentemente dal jet fuel destinato all’aeroporto “Leonardo da Vinci”, mentre Gaeta registra 1.786.317 tonnellate, con una lieve flessione dello 0,7%.
Nel network complessivo, le merci solide raggiungono 7.821.652 tonnellate (+4,7%), mentre le merci liquide si attestano a 5.307.284 tonnellate (-5,7%). A Civitavecchia, le merci solide superano i 6,9 milioni di tonnellate (+3,9%), trainate in particolare dal traffico Ro-Ro che cresce del 5,6%, superando i 5,2 milioni di tonnellate. Il traffico containerizzato si attesta a 114.662 TEU, in aumento del 7,6%, con una crescita significativa dei contenitori pieni (+10,7%). A Gaeta si registra una dinamica molto positiva delle merci solide (+12%), con una forte crescita dei prodotti metallurgici (+86,6%) e del carbone (+30,5%), che compensano la contrazione delle rinfuse liquide (-10,6%).
Il traffico passeggeri sulle linee regolari raggiunge nel network 1.549.271 unità (+0,2%). Il traffico crocieristico supera la soglia dei 3.558.568 crocieristi (+2,8%), consolidando Civitavecchia come primo porto crocieristico d’Italia e tra i principali hub europei e mondiali, con un ruolo sempre più rilevante come home port. In crescita anche il traffico di automezzi, che supera 1.003.000 unità (+7,2%), con un incremento significativo delle autovetture in polizza (+13,2%).
Latrofa (AdSP MTCS) 'Risultato positivo su cui costruire una nuova fase di sviluppo'
"I dati del 2025 confermano la solidità e la capacità competitiva del sistema portuale del Lazio – dichiara il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale, Raffaele Latrofa – in un contesto internazionale ancora segnato da instabilità geopolitiche e trasformazioni dei traffici globali”.
“Civitavecchia si consolida come hub logistico e crocieristico di livello mediterraneo, mentre Gaeta dimostra importanti margini di crescita in segmenti strategici delle rinfuse solide. Fiumicino, con il traffico energetico a servizio dell’aeroporto intercontinentale, continua a svolgere una funzione essenziale per il sistema infrastrutturale della Nazione”. “Il risultato complessivo è frutto di un lavoro sistemico che abbiamo rafforzato nel corso del 2025: monitoraggio costante delle opere in corso, pieno utilizzo delle risorse PNRR, rilancio della pianificazione strategica, attenzione alla sostenibilità ambientale e alla digitalizzazione dei processi”.
“Il prossimo triennio sarà decisivo. Stiamo lavorando per consolidare la posizione dei porti di Roma e del Lazio nella rete TEN-T europea, potenziare le connessioni intermodali e rendere il nostro network sempre più attrattivo per investitori e operatori internazionali. La crescita registrata nel 2025 non è un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire una nuova fase di sviluppo”.

Il fronte del sì al referendum sulla riforma della giustizia vede tra le sue schiere una significativa testimonianza del mondo riformista e progressista in vista del voto del 22 e 23 marzo. Tra i partiti, pur se con qualche eccezione, le posizioni sono ben definite. Ma è soprattutto nella società civile, nel mondo accademico, tra gli intellettuali e tra gli ex esponenti politici che si trovano 'testimonial' di sinistra per sì.
Nell'opposizione il sì più netto al referendum arriva dal Psi: "Non si tratta solo di una scelta politica ma di una posizione coerente con la storia della comunità socialista", ha detto il segretario Enzo Maraio. Idem da socialisti di oggi e di ieri, da Bobo Craxi a Fabrizio Cicchitto. Tra i partiti, più sfumata la posizione di +Europa, che mantiene diverse critiche alla riforma Nordio, mentre Matteo Renzi formalmente ha dato libertà di voto a Iv, riservandosi di prendere una posizione a ridosso dell'urna. Molti esponenti di Italia viva, a partire dalla presidente dei senatori Raffaella Paita, hanno già dichiarato il proprio sì. Per Azione Carlo Calenda non ha avuto dubbi: "La riforma era nel nostro programma".
Sì convinto anche dalla neo calendiana Elisabetta Gualmini, appena approdata ad Azione dopo l'addio al Pd. In casa dem il referendum è un tema caldo. La linea dettata dalla leader Elly Schlein non prevede tentennamenti: no deciso. Tra i riformisti, però, il dibattito referendario è acceso. Pina Picierno, la vice presidente del Parlamento Ue, spesso critica con Schlein, è una delle testimonial della 'Sinistra per il sì': "Questa riforma riguarda concretamente la vita delle persone. E io credo che sia molto importante provare a discutere nel merito", recita in video social.
Uscendo dalle sedi dei partiti si trovano però le posizioni più decise e ascoltate. A partire da Augusto Barbera: l'ex presidente della Consulta, ex parlamentare Pci-Pds e ex (per una breve parentesi) ministro è il 'front man' del mondo progressista per il sì. Un fronte animato dal costituzionalista e ex parlamentare dem Stefano Ceccanti, con l'attività di 'LibertàEguale'. Presidente dell'associazione di area di centrosinistra è Enrico Morando, già senatore Pds-Ds, vice ministro con i governi Renzi e Gentiloni e fondatore del Pd, impegnato nella campagna per il sì.
Con lui tanti volti noti ex Pds-Ds dichiaratamente per il sì, come la filosofa e storica Claudia Mancina, componente della Direzione del Pd. Ma non solo: Chicco Testa, Claudio Petruccioli, Cesare Salvi, Umberto Ranieri, Nicola Latorre, Mario Oliverio portano nella campagna per il sì la cultura politica della Quercia. A questo proposito, tra i primi a prendere posizione c'è stato Marco Minniti: "Ritengo che questa riforma sia un passo in avanti, che rende l’Italia più moderna, più europea e anche più sicura. Per questo voterò sì al referendum sulla giustizia", ha detto l'ex ministro dell'Interno nonché figura chiave del governo D'Alema.
Ma il sì viene pronunciato anche dall'ex senatore Giorgio Tonini, fondatore del Pd e tra i principali ispiratori del 'Lingotto', e Tommaso Nannicini, ex parlamentare dem e esponente di spicco del think thank a supporto del governo Renzi. A favore del sì, anche la ex parlamentare dem Anna Paola Concia. Per confermare la riforma del governo anche l'ex ministro dell'Interno del governo Prodi Enzo Bianco e, dalla Cgil, il sindacalista Michele Magno.



