Ue, no ai soldati in Ucraina e prudenza sugli asset russi: la linea di Meloni in vista del Consiglio

"L'Italia non intende inviare soldati in Ucraina" e, sugli asset russi, "abbiamo approvato il regolamento che ha fissato l'immobilizzazione dei beni russi senza, tuttavia, avallare ancora alcuna decisione sul loro utilizzo". Giorgia Meloni apre le comunicazioni alla Camera dei deputati in vista del Consiglio europeo di oggi e domani, tracciando la linea con cui il governo si presenta al vertice di Bruxelles: sostegno a Kiev senza coinvolgimenti militari diretti e senza forzature giuridiche, attenzione alla sostenibilità finanziaria e tutela degli interessi nazionali sui principali dossier europei.
Nel suo intervento di ieri a Montecitorio, la presidente del Consiglio chiarisce che il Consiglio europeo ha al centro "ancora una volta, la guerra di invasione Russa all'Ucraina". Riferisce, quindi, della partecipazione al vertice di Berlino con il presidente Volodymyr Zelensky, altri leader europei e i negoziatori americani, svoltosi in "un clima costruttivo e unitario", dal quale è nata una dichiarazione finale che "riprende tutte le priorità che l'Italia ha sostenuto in questi mesi difficili". Meloni indica, poi, i quattro pilastri che, dal punto di vista italiano, devono guidare il percorso verso la pace: "lo stretto legame tra Europa e Stati Uniti", "il rafforzamento della posizione negoziale ucraina", "la tutela degli interessi dell'Europa" e "il mantenimento della pressione sulla Russia". Una strategia che, secondo la premier, produce risultati concreti: "Oltre la cortina fumogena della propaganda russa, la realtà sul campo è che Mosca si è impantanata in una durissima guerra di posizione", tanto che "dalla fine del 2022 a oggi, è riuscita a conquistare appena l'1,45% del territorio ucraino".
I tre binari paralleli
Nel descrivere lo stato della trattativa, la presidente del Consiglio spiega che si consolida "un pacchetto che si sviluppa su tre binari paralleli: un piano di pace, un impegno internazionale per garantire all'Ucraina solide e credibili garanzie di sicurezza, e intese sulla futura ricostruzione della Nazione aggredita". Proprio sulle garanzie di sicurezza, Meloni ribadisce in Aula la posizione italiana: l'ipotesi di una forza multinazionale resta in discussione "con partecipazione volontaria di ciascun Paese", ma "l'Italia non intende inviare soldati in Ucraina". Resta invece sul tavolo l'ipotesi di "garanzie da parte degli alleati internazionali - a partire dagli Usa - sul modello dell'articolo 5 del Patto Atlantico", proposta che la premier ricorda essere stata avanzata "proprio dall'Italia". Quanto al nodo dei territori, Meloni indica nella richiesta russa sul Donbass "lo scoglio più difficile da superare nella trattativa" e ribadisce che "ogni decisione dovrà essere presa tra le parti e nessuno può imporre da fuori la sua volontà".
Gli asset russi congelati
Ampio spazio è dedicato anche al tema degli asset russi congelati, su cui Palazzo Chigi resta molto prudente. L'Italia, ricorda la presidente del Consiglio, sostiene il regolamento sull'immobilizzazione "pur non condividendo il metodo utilizzato", per evitare "dubbi sulla linea coerente di sostegno che il governo ha sempre mantenuto nei confronti dell'Ucraina". Allo stesso tempo, Meloni rivendica un principio chiave: "Decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale - come anche quella dell'eventuale utilizzo degli asset congelati - non possono che essere prese al livello dei leader". Roma considera "sacrosanto il principio secondo cui debba essere prioritariamente la Russia a pagare per la ricostruzione", ma chiede che ciò avvenga "con una base legale solida" e dopo aver chiarito i "possibili rischi connessi alla proposta", inclusi quelli "reputazionali, di ritorsione o legati a nuovi, pesanti, fardelli per i bilanci nazionali".
Pur precisando che il tema non è formalmente all'ordine del giorno del Consiglio europeo, Meloni fornisce anche un aggiornamento sull'accordo commerciale Ue-Mercosur, il patto commerciale con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay che punta a creare un'area di libero scambio per 700 milioni di persone attraverso l'Atlantico. L'Italia guarda con interesse all'intesa, ma ritiene che "firmare l'accordo nei prossimi giorni, come è stato ipotizzato, sia ancora prematuro". Le misure aggiuntive a tutela del settore agricolo - meccanismi di salvaguardia, fondo di compensazione e rafforzamento dei controlli fitosanitari – "seppur presentate, non sono ancora del tutto finalizzate". Per questo Roma intende approvare l'accordo "solo nel momento in cui saranno incluse adeguate garanzie di reciprocità per il nostro settore agricolo".
La replica alle accuse di Schlein
Nelle repliche alla Camera, Meloni alza il tono contro le opposizioni e difende la linea del governo sia in politica estera sia sui temi interni. Alla critica di dover scegliere tra Europa e Stati Uniti risponde seccamente, rivendicando un ruolo non subalterno dell'Italia: niente politica estera "da cheerleader", ma una strategia autonoma. Il messaggio è chiaro: se le viene chiesto da che parte sta, la risposta resta sempre la stessa, sta "con l'Italia". Nel mirino finisce in particolare il Partito democratico. Secondo Meloni, l'Europa che oggi "rischia l'irrilevanza" è il risultato delle scelte portate avanti negli anni dalla sinistra, mentre chiederne il rafforzamento continuando con ricette che non hanno funzionato è "sbagliato". Sulle accuse di divisioni nella maggioranza sull'Ucraina, la premier minimizza: il confronto esiste, ma la linea resta una e non cambia, a differenza di un'opposizione che si presenta con sei diverse risoluzioni.
Sul fronte sociale, Meloni replica alla polemica sul caro vita sollevata dalla segretaria Pd Elly Schlein, che parla di italiani con il "frigorifero vuoto"[1]. Un racconto giudicato "irresponsabile" dalla premier, che cita i dati della Fao, secondo cui l'insicurezza alimentare è in calo rispetto al momento dell'insediamento del governo. Non mancano i botta e risposta personali: ad Angelo Bonelli di Avs risponde di non temere un ritorno all'opposizione, dopo anni trascorsi in minoranza; al Movimento 5 Stelle replica con ironia quando viene chiamato in causa l'uso dei soldi pubblici ("non parlerò del superbonus..."). In chiusura, l'affondo più duro: gran parte delle accuse ascoltate in Aula, secondo Meloni, "non corrisponde alla verità", e agli italiani rivolge una domanda diretta: "chiedetevi perché l'opposizione ha bisogno di mentire...".

La strada verso la pace tra Russia e Ucraina è lunga e in salita, a giudicare dall'ultimo discorso di Vladimir Putin. Il numero 1 del Cremlino attacca l'Europa e ribadisce che Mosca raggiungerà i propri obiettivi, in guerra o con i negoziati: il Donbass, in sostanza, rimane in cima alla lista. Ce n'è abbastanza per spingere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad affermare che "la Russia si prepara ad un altro anno di guerra".
L'ottimismo di Donald Trump, convinto che la pace non sia mai stata così vicina, viene demolito da Putin a suon di proclami. La Russia non gradisce, eufemismo, il coinvolgimento dei leader europei nei negoziati e non intende rinunciare al Donbass, conquistato solo in parte in 4 anni di guerra. Se si considera che l'Ucraina continua a rifiutare l'idea di sacrifici territoriali, lo stallo appare inevitabile[1].
Il discorso di Putin
Putin, come spesso accade, nel suo discorso alterna parziali aperture al dialogo a fendenti durissimi. Il presidente russo, mentre l'Europa discute dell'eventuale utilizzo di asset russi a favore dell'Ucraina, attacca i leader del Vecchio Continente definendoli "porcellini" che "si sono immediatamente accodati alla precedente amministrazione americana, sperando di trarre profitto dal crollo del nostro Paese". Non solo, accusa gli europei di alzare "livello di isteria", "alimentando timori" sull'inevitabilità di uno scontro con la Russia.
"La Russia spera in un dialogo con l'Europa, ma è improbabile che ciò avvenga con le attuali élite politiche'', dice ancora Putin, puntando il dito anche contro i Paesi che fanno parte della Nato, rei di aver schierato nuovi tipi di armi e di aver rafforzato le forze offensive.
Capitolo territori: "Gli obiettivi dell'operazione militare speciale saranno certamente raggiunti", dice il leader del Cremlino[2]. "Preferiremmo farlo e affrontare le cause profonde del conflitto attraverso la diplomazia, ma se il Paese avversario e i suoi alleati stranieri rifiutassero di impegnarsi in discussioni sostanziali, la Russia otterrà la liberazione dei suoi territori storici con mezzi militari", aggiunge riferendosi al Donbass.
Il leader del Cremlino sottolinea quindi la Russia "accoglie con favore i progressi compiuti nel nostro dialogo con la nuova amministrazione americana" guidata da Trump, "ma la maggior parte dei paesi europei, a differenza degli Stati Uniti, non è impegnata nel dialogo".
Zelensky: "Putin si sta preparando a un altro anno di guerra"
A stretto giro, Zelensky tra conclusioni dopo aver ascoltato le parole del presidente russo. "Abbiamo ricevuto un altro segnale da Mosca, che si sta preparando alla guerra per il prossimo anno", dice il presidente ucraino alla vigilia di un Consiglio europeo cruciale. "Questi non sono segnali solo per noi - avverte -. È importante che i partner se ne rendano conto. Ed è importante che non solo se ne rendano conto, ma che reagiscano, in particolare gli Stati Uniti d'America, che spesso affermano che la Russia vorrebbe mettere fine alla guerra".
Quello di oggi a Bruxelles, afferma Zelensky, che secondo fonti Ue sarà presente, "sarà un incontro molto importante". Sul tavolo ci sarà anche il tema dell'utilizzo dei beni russi congelati per finanziare Kiev. "L'esito di questo incontro, il risultato che l'Europa produrrà, dovrà far capire alla Russia che il suo desiderio di continuare la guerra il prossimo anno è inutile, perché l'Ucraina avrà sostegno. Questo dipende interamente dall'Europa. L'Europa deve fare questa scelta".
I temi al centro dell'incontro a Bruxelles
Il nodo principale del summit è il via libera, o eventualmente lo stop, a un prestito Ue all'Ucraina, il cosiddetto prestito di riparazione, basato sui beni congelati alla Banca centrale della Federazione Russa, che ammontano a 210 miliardi di euro, 185 dei quali sono nelle disponibilità di Euroclear, colosso belga che è uno snodo critico del sistema finanziario globale, attivo nella compensazione, regolamento e custodia di titoli su molti mercati finanziari, non solo europei ma anche americani e asiatici.
Politico: nuovo round colloqui Usa-Russia a Miami nel weekend
Funzionari statunitensi e russi dovrebbero incontrarsi a Miami nel fine settimana, nell'ambito degli sforzi dell'Amministrazione Trump per mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo riporta Politico, citando due persone a conoscenza dei piani. Secondo il sito d'informazione americano, l'incontro non è certo, ma nel caso si tenesse l'amministrazione Usa presenterà ai funzionari russi l'esito dell'ultimo ciclo di discussioni avute anche con i partner europei.
Stando a una delle fonti, la delegazione russa dovrebbe includere Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo. Per gli Stati Uniti, invece, dovrebbero partecipare l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner.

Tutto muscoli e niente cervello? Niente di più falso, almeno in base ad uno studio condotto su 1200 uomini e donne di mezza età e appena presentato a Chicago nel meeting annuale della Radiological Society of North America. La ricerca ha offerto una nuova chiave di lettura nell'analisi del rapporto tra collegamento tra la condizione fisica delle persone e la 'salute' del cervello.
L'effetto dell'allenamento sul cervello
Come evidenzia il Washington Post, non è certo rivoluzionario affermare che l'esercizio fisico abbia effetti positivi sul cervello. Studi sui roditori, in particolare, hanno dimostrato che dopo l'esercizio fisico il cervello degli animali è ricco di una sostanza neurochimica identificata come 'fattore neurotrofico derivato dal cervello' o BDNF.
Tale elemento contribuisce alla creazione di neuroni: dopo l'esercizio, il cervello dei roditori genera una quantità di cellule cerebrali due o tre volte superiore rispetto al cervello di animali sedentari. Gli animali che fanno esercizio fisico collezionano anche risultati migliori nei 'test d'intelligenza'.
Altri studi hanno evidenziato che anche solo 25 minuti a settimana di camminata, bici, nuoto o attività simili possono essere strettamente correlati a un maggiore volume cerebrale nelle persone anziane. Camminare per appena 3.000 passi al giorno aiuta a rallentare il declino cognitivo nelle persone ad alto rischio di Alzheimer.
La maggior parte di queste ricerche ha riguardato l'esercizio aerobico e gli effetti cerebrali delle attività basate sulla resistenza. Pochi studi si sono concentrati finora sul ruolo della massa muscolare e sull'incidenza del grasso corporeo, in particolare di quello viscerale, sulla funzionalità cerebrale.
Bilancieri e manubri aiutano il cervello?
La ricerca più recente è stata condotta dagli scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis e di altre strutture: gli esperti hanno esaminato in profondità i tessuti e il cervello delle persone attraverso risonanze magnetiche.
Si sono basati su scansioni total body di 1.164 uomini e donne sani di 40, 50 o 60 anni. "Per comprendere il rischio di demenza, dobbiamo concentrarci sulla mezza età", ha spiegato Cyrus Raji, professore associato di radiologia e neurologia presso la Washington University School of Medicine e autore senior dello studio. "È nella mezza età che in genere iniziamo a sviluppare – o a evitare – la maggior parte dei fattori di rischio comuni per la demenza successiva".
Lo studio ha sfruttato l'intelligenza artificiale per analizzare le scansioni e determinare la massa muscolare totale e il grasso corporeo delle persone. Il grasso corporeo è stato caratterizzato come viscerale o sottocutaneo, individuato ad un livello più superficiale. I ricercatori hanno calcolato l'età apparente del cervello delle persone utilizzando algoritmi basati sugli esami eseguiti su decine di migliaia di altri cervelli: tali test hanno fornito parametri di riferimento per la struttura e il volume tipici del cervello di persone di qualsiasi età. I cervelli dall'aspetto più anziano vengono generalmente associati ad un rischio maggiore di declino cognitivo precoce.
Il legame muscoli-cervello
Gli scienziati hanno scoperto che la quantità di massa muscolare e di grasso viscerale delle persone sono elementi saldamente collegati all'età cerebrale apparente, sebbene in modi differenti. "Più grande è la massa muscolare, più giovane appare il cervello", ha sentenziato il professor Raji. "E più grasso viscerale è presente, più vecchio appare il cervello". Le persone con un rapporto tra grasso viscerale e massa muscolare particolarmente elevato – con un livello relativamente elevato di grasso viscerale e una bassa massa muscolare – tendono ad avere un cervello dall'aspetto più vecchio. Il grasso sottocutaneo, invece, non è stato in alcun modo collegato all'età cerebrale.
Lo studio non ha esaminato il modo in cui muscolo e grasso influenzano il cervello, ma entrambi i tessuti rilasciano una varietà di sostanze biochimiche che possono raggiungere il cervello e innescare vari processi. In sintesi, le sostanze provenienti dai muscoli tendono a promuovere la creazione e l'integrazione di cellule cerebrali e connessioni neuronali. Quelle provenienti dal grasso viscerale svolgono un'azione opposta.
Lo studio evidenzia che l'esercizio è "estremamente importante" per un sano invecchiamento cerebrale, ha detto ancora il professor Raji. La maggior parte delle persone inizia a a perdere massa muscolare nella mezza età, ma l'allenamento concentrato sulla forza può rallentare o addirittura invertire questo declino.
Effetti positivi per il cervello derivano anche dalla perdita di grasso viscerale: all'obiettivo possono contribuire anche l'esercizio aerobico e farmaci dimagranti, che però potrebbero anche comportare perdita di massa muscolare.
Il valore della ricerca, sottolinea il Washington Post, al momento è relativo. Lo studio non è stato pubblicato né sottoposto a revisione paritaria. Manca, in parole povere, un 'esperimento' in base al quale più muscoli e meno grasso addominale causino un invecchiamento cerebrale più lento, ma solo che queste condizioni sono collegate tra loro. I risultati ottenuti, in ogni caso, risultano in linea con quelli di altre ricerche. Il messaggio degli scienziati, al termine della ricerca, è elementare: chi vuole un cervello più giovane e sano, ha chiosato il professor Raji, "deve allenarsi con la forza".

E' il dolce simbolo del Natale, il Panettone, soffice e profumato, frutto di ore di lavorazione, dove tutto parte indiscutibilmente dal lievito madre. E se farina, uova, burro e zucchero sono gli ingredienti per l'impasto di base, per gli 'ortodossi' della ricetta tradizionale, quella milanese, arance e cedro canditi sono insostituibili. Ma a sdoganare questo che è un vero e proprio 'credo' ci pensano i pastry chef, che ogni anno si cimentano nello sperimentare qualcosa di nuovo, qualche variante sul tema che, pur senza stravolgere i 'fondamentali', propone nuovi aromi, nuovi frutti, nuove spezie, per arrivare, spesso dopo mesi di sperimentazioni, a sfornare un Panettone che vuole essere innovativo ma tradizionale al tempo stesso.
Così, per il 're dei lievitati' anche per questo Natale 2025 non mancano nuove accattivanti proposte. Eccone alcune, ma solo alcune, in questa carrellata (non esaustiva) tra Nord e Sud.
- PeachMary di Dario Loison. Ci sono voluti più di due anni per mettere d’accordo una pesca e un rametto di rosmarino. Un tempo fatto di prove, dubbi e assaggi e alla fine è nato il Panettone PeachMary, il nuovo 'colpo di teatro' firmato Loison per il Natale 2025. Una piccola provocazione del pasticciere veneto Dario Loison che, in anni in cui si parla sempre più di panettone d’estate o tutto l’anno, vuole fare l’inverso: portare l’estate dentro il panettone. Così è nato PeachMary, un incontro insolito tra la dolcezza solare della pesca e l’audacia del rosmarino, erba aromatica che raramente si concede al dessert e che in questo panettone diventa l’ingrediente strategico. E siccome anche il packaging vuole la sua parte, ad avvolgerlo è la scatola rigida in cartoncino teso verde salvia firmata da Sonia Design, con illustrazioni ispirate alle antiche tavole botaniche, che raffigurano aghi di rosmarino e rami di pesco in fiore, in delicate nuance che richiamano i due ingredienti protagonisti.
- Panettone all’Amarena a marchio Toschi. Toschi Vignola ha lanciato il primo panettone all’Amarena con il suo iconico marchio. Nella tradizione della storica azienda - specializzata nella produzione di Amarena candita, liquori, sciroppi, topping e prodotti per la gelateria - il Panettone all’Amarena Toschi rappresenta un esempio di qualità artigianale accessibile a un largo pubblico. La lenta lievitazione e l’uso di un lievito madre curato da quasi cento anni offrono un cuore soffice e alveolato che ospita le inconfondibili amarene dell’azienda vignolese. Il tocco intenso del frutto candito in sciroppo completa così un impasto ricco e vellutato.
- Panettone al Pomodoro dello chef Francesco Ferretti. Dopo il grande successo della scorsa stagione, il ristorante Scirocco dell’hotel LA Roqqa di Porto Ercole torna con il suo ormai celebre Panettone al Pomodoro ideato dallo chef Francesco Ferretti, che omaggia un ingrediente immancabile sulle tavole italiane, esplorandone le potenzialità in pasticceria e reinterpretandolo in chiave dolce. Lo chef torna a proporre una limited edition in occasione delle festività 2025. Un panettone dolce arricchito con pomodori canditi e cioccolato al lampone, realizzato con ingredienti di altissima qualità e perfezionato nel tempo per raggiungere un equilibrio ideale: un’insolita combinazione di sapori che trasforma il classico della tradizione delle feste con un tocco di estate mediterranea. Completa la preparazione un accurato processo di lievitazione naturale di circa 27 ore, che insieme a cottura e riposo porta a un panettone soffice, profumato e dalla consistenza perfettamente bilanciata.
- Panettone al Vermouth Storico firmato Cocchi. Nato dalla collaborazione tra Giulio Cocchi e Albertengo, due eccellenze piemontesi, il Panettone al Vermouth Storico, primo e originale panettone al Vermouth di Torino , unisce competenze e tradizioni per un risultato unico: un dolce che profuma di spezie, agrumi e convivialità. Il Vermouth Storico Cocchi è protagonista sia nell’impasto sia nella canditura delle scorze di limone e arancia. A completare l’armonia dei sapori, un tocco di zenzero fresco e gocce di cioccolato, che donano al panettone una ricchezza aromatica inconfondibile. La lavorazione prevede lievito madre, 48 ore di lievitazione naturale e solo ingredienti di prima scelta. Il consiglio di degustazione è con un calice di Storico Vermouth di Torino Cocchi ben freddo e l’immancabile scorzetta di limone.
- Panettone al Vin Santo del Chianti Classico di Fèlsina. Fèlsina presenta il Panettone al Vin Santo del Chianti Classico in collaborazione con Opera Waiting, laboratorio di pasticceria artigianale con sede a Poggibonsi (Siena) che da sempre valorizza qualità, ingredienti naturali e filiera corta. L’impasto soffice, preparato con lievitazione naturale e miele toscano, viene delicatamente bagnato con il Vin Santo del Chianti Classico di Fèlsina, un vino storico dell’azienda ottenuto da uve Trebbiano, Malvasia e Sangiovese appassite su graticci per mesi. Dopo la pigiatura, il mosto viene trasferito in caratelli sigillati di rovere insieme alla 'madre', una piccola parte di vino derivante delle annate precedenti, dove riposa per ben sette anni. Le peculiarità del Vin Santo del Chianti Classico arricchiscono naturalmente il panettone, che si distingue per aromaticità e identità uniche nel loro genere.
- CiaccoLab per DryMilano. Per il Natale 2025 si consolida la collaborazione fra due insegne dell’eccellenza e dell’innovazione, da cui nasce il Panettone firmato CiaccoLab per Dry Milano, per dar vita a un prodotto capace di unire la maestria di Guizzetti al tocco distintivo della mixology di DryMilano. Gli elementi identitari del Panettone CiaccoLab per DryMilano sono gli stessi che caratterizzano i lievitati di altissima qualità di Stefano Guizzetti: doppio impasto con farina italiana, 48 ore di lievitazione con lievito madre. All’impasto si aggiunge la cifra distintiva di DryMilano con i sentori del cocktail Clear Colada: il risultato è un panettone dalle note avvolgenti grazie alle aggiunte di burro di cocco, ananas candita, Rum Dominicano e cioccolato Tanzania di Marco Colzani, una combinazione che bilancia la dolcezza con un'insolita complessità aromatica.
- Il Panettone firmato dallo chef Fulvio Pierangelini per Café Ginori. E' un panettone d’autore quello firmato dallo chef Fulvio Pierangelini per il Café Ginori all’Hotel de La Ville a Roma, che per la stagione delle feste si trasforma in un salotto di eleganza contemporanea e raffinata convivialità dove degustare una fetta di panettone diventa gesto culturale e rituale condiviso. Le tavole del Café, allestite con i nuovi pezzi della collezione Ginori 1735 'Oriente Italiano' (Meringa, Castagna, Rubrum e Aurum) hanno composto un paesaggio estetico dove la porcellana pura diventa linguaggio espressivo e invito alla convivialità. Una mise en place che riflette la volontà del brand di trasformare ogni momento in un’occasione di bellezza e stile. E proprio ai sapori orientali e alla colore Aurum della Collezione 'Oriente Italiano' di Ginori 1735 si ispira il panettone del maestro Pierangelini per offrire un percorso gustativo che combina tradizione, tecnica e armonia.
- Il primo Panettone del maestro pizzaiolo Marco Quintili. E' un omaggio alla Campania il primo panettone di Marco Quintili, maestro pizzaiolo campano ma romano d’adozione: una Limited Edition da 200 pezzi che unisce tecnica, ingredienti di qualità e un’identità gustativa fortemente territoriale. Un progetto che nasce dalla sua lunga esperienza come panificatore e dalla profonda conoscenza dei lievitati. In un momento in cui il format Quintili si arricchisce di nuovi progetti e nuovi prodotti, arriva questa novità pensata proprio per le feste. Realizzato con farina tipo 0 Mulino Magri e lavorato con un approccio completamente naturale, il panettone di Quintili è il risultato di una lievitazione di 48 ore e dell’utilizzo di ingredienti di altissima qualità. L’obiettivo è chiaro: portare un sapore autenticamente campano, in cui emergano note che richiamano la pastiera napoletana, grazie alla presenza di ricotta, canditi di arancia e mandarino.
- Dal Don Lievitato al Panettone Zibibbo e Zabaione i sapori del Sud di Don Nino. Don Nino, realtà italiana riconosciuta a livello internazionale per l’approccio artigianale alla gelateria e alla pasticceria, porta sulle tavole di Natale il calore del Sud e propone una collezione di lievitati che interpreta la tradizione. Una linea che rafforza il legame del brand con la Calabria, valorizza la qualità delle materie prime e conferma una vocazione all’innovazione. A guidare il progetto di Don Nino è il talento di Francesco Mastroianni, gelatiere di terza generazione di Lamezia Terme. La selezione di prodotti, realizzata con lievito madre e un’accurata lavorazione artigianale, si distingue per tre proposte che celebrano i sapori mediterranei: il Don Lievitato, profumato con liquore al bergamotto - simbolo della tradizione calabrese - e arricchito da una crema alla vaniglia al bergamotto; il Panettone Zibibbo e Zabaione, con farcitura al cioccolato bianco, insieme al ripieno a base di zabaione e vino Zibibbo; e il Panettone al Pistacchio, con un soffice impasto verde arricchito da chunks di pistacchio e arancia. Completa la gamma una creazione dal gusto più contemporaneo, il Panettone al Cioccolato Bianco e Frutti Rossi, dove la freschezza dei frutti di bosco incontra la dolcezza del cioccolato bianco.

Dopo due anni di lavoro, la filiera dello Champagne presenta 'Migliori Insieme', il suo Rapporto d’impatto sulla responsabilità sociale. Questo documento strategico definisce una visione condivisa di sviluppo sostenibile, globale e strutturato, capace di integrare in modo coerente le dimensioni economica, ambientale e sociale. Frutto di uno studio che riguarda una filiera che coinvolge 16.200 Vigneron, 390 Maison de Champagne e 125 cooperative, il Rapporto individua quattro grandi assi di impegno e dodici sfide strategiche che guideranno le azioni future del settore. La Champagne è stata la prima regione viticola al mondo a redigere un bilancio delle emissioni di gas serra, già nel 2003, aggiornandolo regolarmente ogni cinque anni per monitorarne l’evoluzione. Nel 2022 è stato definito l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, in coerenza con gli impegni dell’Accordo di Parigi. Per conseguire questo traguardo, la filiera si è posta l’obiettivo di ridurre del 75% le proprie emissioni, mentre per il restante si farà il ricorso a misure di compensazione. Nel 2025 è stato raggiunto l’obiettivo della riduzione del 25% delle emissioni.
La Champagne è impegnata da oltre trent’anni nella riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari, con l’obiettivo di migliorare la qualità del suolo e dell’acqua e preservare la biodiversità. Questo percorso ha già portato a una diminuzione del 95% nell’utilizzo di insetticidi, resa possibile grazie a pratiche alternative come la confusione sessuale e il ripristino degli equilibri naturali. L’uso di erbicidi è stato ridotto del 15% grazie a lavorazioni meccaniche e all’inerbimento dei suoli, mentre i fertilizzanti chimici sono stati dimezzati a favore della fertilizzazione ragionata e allo sviluppo di materie fertilizzanti organiche.
Oggi il 68% delle superfici vitate è certificato, con l’obiettivo del 100% entro il 2030. Per affrontare le sfide del cambiamento climatico, la Champagne sperimenta nuove soluzioni, con sperimentazioni su nuovi vitigni come il Voltis e la partecipazione a progetti di ricerca interregionali, tra cui Qanopée, dedicato alla sicurezza del materiale vegetale. In trent’anni la temperatura media in Champagne è aumentata di circa 1,8 °C, ma la filiera continua a intervenire su tutte le componenti della produzione per garantire l’eccellenza e la tipicità dei suoi vini.
La gestione responsabile delle risorse si traduce anche in un’attenta politica di recupero e valorizzazione dei rifiuti prodotti. Ogni anno la filiera tratta circa 10.000 tonnellate di materiali, raggiungendo livelli di recupero pari al 92% attraverso le attività di ricerca e sviluppo. Dal 2014 il 100% degli effluenti vinicoli sono completamente trattati, mentre ogni anno sono valorizzati 110.000 tonnellate di sottoprodotti della vinificazione e 80.000 tonnellate di residui legnosi provenienti dalla potatura della vite. Parallelamente, la Champagne rafforza il proprio ruolo di motore territoriale, anche attraverso l’enoturismo e il coordinamento delle iniziative locali, con l’obiettivo di valorizzare saperi, mestieri e identità della regione.
La filiera riafferma il valore del proprio modello collettivo, unico al mondo, fondato su una governance paritaria, sulla condivisione equa del valore e sulla tutela della denominazione Champagne. Questo impegno si traduce anche in una difesa attiva del nome Champagne, che ha portato al riconoscimento della protezione giuridica in oltre 130 Paesi, con circa 500 nuove azioni legali ogni anno contro imitazioni e usi impropri. Il riconoscimento Unesco dei Coteaux, Maisons et Caves de Champagne rafforza ulteriormente la responsabilità della filiera nella tutela di un patrimonio culturale e paesaggistico unico.
“Responsabilità collettiva ed eccellenza sono legami indissolubili che uniscono gli Champenois generazione dopo generazione”, ha commentato David Chatillon, presidente dell’Union des Maisons de Champagne e co-presidente del Comité Champagne. Maxime Toubart, presidente del Syndicat Général des Vignerons e co-presidente del Comité Champagne ha aggiunto: “Da sempre gli Champenois sono animati da uno stesso spirito, rispettosi della tradizione e pionieri al tempo stesso. È quindi naturale che la responsabilità sociale d’impresa sia al centro della nostra strategia collettiva”.

Agguato in strada a Scisciano nel Napoletano, ucciso pregiudicato 48enne. Poco fa i carabinieri di Castello di Cisterna e i militari della stazione di San Vitaliano sono intervenuti a Scisciano in via Garibaldi per un agguato. A terra, ormai morto, un 48enne del posto già noto alle forze dell'ordine.
Dai primi accertamenti pare che sia stato freddato, mentre era sul suo scooter con diversi colpi d'arma da fuoco. Sul posto anche i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna. Indagini in corso.

Checco Zalone ha lanciato la canzone sulla prostata a reti unificate Mediaset, svelando in anteprima un estratto del videoclip del brano incluso nel suo nuovo film 'Buen Camino', dal 25 dicembre nelle sale con Medusa Film. "E' un dono a voi donne e alla pazienza che avete quando tu maschio hai la 'prostata inflamada'", dice Zalone nel videomessaggio trasmesso su Canale 5, Italia 1, Rete 4, Iris, La5, Cine34, TgCom24, Italia 2, Mediaset Extra, Focus, Top Crime, Twentyseven, Canale 20.
"Hai la prostata inflamada e non vi digo quanto ho pianto, e quell'urologo rideva mentre se sfilava il guanto", canta Zalone un po' in un italiano spagnoleggiante. E ancora: "Hai la prostata inflamada, la chicas stoy a dimenticar e con la prostata che duele manco 'Pablo può escobar'". Versi quelli di Zalone che si preparano a diventare un vero e proprio tormentone.
"Non era mai successo a nessuno, ah, tranne a Mattarella? E che film ha fatto?", dice il comico pugliese scherzando sul video-messaggio lanciato a reti unificate.
Il brano è un regalo di Natale in anticipo che Checco fa ai suoi fan, in attesa dell'arrivo in sala di 'Buen Camino'. Qui Zalone interpreta un erede ricchissimo e viziato, costretto a lasciare la sua vita dorata per mettersi sulle tracce della figlia adolescente. È così che finisce, suo malgrado, sul Cammino di Santiago: un'occasione per conoscersi davvero.

Jorginho si presenta sul dischetto e, questa volta, segna. È successo durante il secondo tempo di Paris Saint-Germain-Flamengo, finale di coppa Intercontinentale di oggi, mercoledì 17 dicembre. Il centrocampista naturalizzato italiano, che con la Nazionale azzurra ha vinto l'Europeo del 2021, ha segnato il calcio di rigore dell'1-1, spiazzando il portiere parigino Safonov e ridando speranza ai brasiliani. Eppure, visti proprio i suoi trascorsi con l'Italia, il penalty trasformato da Jorginho fa notizia.
Il primo, pesante, calcio di rigore sbagliato da Jorginho con la maglia dell'Italia risale al 5 settembre 2021. Durante le qualificazioni al Mondiale di Qatar 2022, l'ex centrocampista, tra le altre, del Napoli ha la possibilià di sbloccare il risultato in Svizzera contro gli elvetici, salvo però farsi ipnotizzare da Sommer. Il match terminò 0-0, in parità proprio come il ritorno giocato all'Olimpico un mese dopo.
Jorginho, in pieno recupero, ha la possibilità di regalare all'Italia la vittoria e farla volare ai Mondiali, ma ancora una volta il suo destro dal dischetto finisce alto e la partita termina 1-1, condannando poi gli azzurri al secondo posto nel girone e alla successiva eliminazione ai playoff per mano della Macedonia del Nord.
Ma non è l'ultimo errore in azzurro. Jorginho ha sbagliato un calcio di rigore anche nella lotteria della finale degli Europei 2021, quando l'Italia affrontò l'Inghilterra a Wembley, dopo che i 120 minuti si erano conclusi 1-1. Il regista ha infatti ciccato il quinto penalty, quello che poteva essere decisivo, venendo poi 'salvato' dalle parate di Donnarumma.

Novità in arrivo sul fronte delle pensioni e in particolare sul riscatto della laurea. "Nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l'attuale situazione. Qualsiasi modifica dovesse intervenire varrà solo per il futuro", ha precisato oggi, mercoledì 17 dicembre, nell'Aula del Senato la premier Giorgia Meloni, sottolineando che l'emendamento in questione "deve essere corretto".
L'ipotesi attuale
Dal 2031, in attesa di correzioni, il riscatto della laurea breve peserebbe meno per raggiungere i requisiti necessari al prepensionamento. Il testo in questione chiama in causa chi matura i requisiti per l'uscita anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) dal 1 gennaio 2031: per questi lavoratori non concorrono, al conseguimento dei suddetti requisiti, sei mesi – tra quelli di anzianità contributiva – riscattati dalla laurea breve.
Il valore del riscatto diminuisce di anno in anno: per chi matura i requisiti nel 2032 non concorrono 12 mesi tra quelli di anzianità contributiva riscattati dalla laurea breve, per chi li raggiunge nel 2033 i mesi diventano 18, poi 24 per chi matura i requisiti nel 2035 e infine 30 per chi li raggiunge nel 2035.
Cosa fa la Lega
Intanto Claudio Borghi, senatore della Lega e relatore della legge di bilancio, ha depositato in Commissione bilancio del Senato il sub emendamento alla proposta del governo alla Manovra, che punta a "cancellare la parte sulle pensioni relativa all'allungamento delle finestre del pensionamento anticipato e al riscatto della laurea", sostituendola con "una copertura che noi abbiamo individuato nell’Irap sulle banche, specificando però che si tratta di una clausola di salvaguardia". La necessità di questa clausola, spiega Borghi, viene dal fatto che "le regole europee, in termini di materia pensionistica, prevedono, anziché un orizzonte di tre anni, uno di dieci; e quindi, dato questo orizzonte e dato che la norma sulla previdenza complementare, in astratto, potrebbe indurre più persone al pensionamento anticipato, allora bisogna mettere gli eventuali oneri. Certo – chiosa il senatore leghista – che è tutto un 'se' incredibile, io non so che succede tra sette anni … stiamo parlando di nulla. Soprattutto, non so se" la norma in questione "viene accettata nella sua totalità: è come ai tempi di quota 100, che chiedeva una copertura da 9 miliardi e poi alla fine il tiraggio è stato di 3miliardi", ricorda.
Su Difesa: "Preferisco costosa libertà a comoda sudditanza"
"Io dico le stesse cose da quando ero all'opposizione, sia quando c'era l'amministrazione Biden, sia quando c'era l'amministrazione Trump" dice la premier Giorgia Meloni. "Cioè, ho il vizio della coerenza, senatore Monti... E' lei che mi chiede di cambiare le mie posizioni in base a chi arriva alla guida degli Stati Uniti, ma io non ragiono così. Io ho sempre sostenuto -l'ho fatto dall'opposizione e pochi altri partiti hanno avuto lo stesso coraggio- che l'Italia e l'Europa dovessero rafforzare la propria capacità di difesa, perché io preferisco una costosa libertà a una costosissima, ma apparentemente comoda, sudditanza. E' sempre stato così per quello che mi riguarda, è sempre sarà così''.
"L'Europa si sta condannando all'ininfluenza"
"Non dobbiamo parlare di quello che gli americani si aspettano da noi ma di quello che noi stessi ci aspettiamo" dice la premier. "E' un fatto che l'Europa si sta condannando all'ininfluenza e quindi qualcosa non ha funzionato. Io penso sia un errore nascondere la polvere sotto il tappeto e poi aspettare che qualcuno venga da fuori a spiegarci come rimetterci in piedi. Siamo in grado di stabilire da soli come l'Europa si mette in piedi". ''Ci deve essere la serietà - ha sottolineato Meloni- e la volontà politica per rimettere insieme questo continente. Non basta sventolare la bandiera con le stelle e dire devi stare con l'Ue o con gli Usa...''.

Gerard Piqué e le icone del calcio brasiliane Ronaldo e Kaká hanno presentato ufficialmente la Kings World Cup Nations 2026 (KWCN26), il Mondiale per nazioni della Kings League a San Paolo, in Brasile. Le tre leggende del calcio hanno vinto i Mondiali nelle loro straordinarie carriere e oggi si stanno spendendo per raccontare alle nuove generazioni un nuovo Mondiale. Fresco, moderno, capace di far appassionare al calcio anche i più giovani. Ma di cosa si tratta? In programma dal 3 al 17 gennaio 2026 a San Paolo, la KWCN26 riunirà 20 squadre nazionali e più di 250 giocatori in 40 partite per decretare il campione del mondo della Kings League.
I Mondiali di Kings League
Le squadre sono guidate dai più grandi streamer e content creator al mondo, leggende del calcio e giocatori d'élite di calcio a 7. Tra le leggende che ricoprono il ruolo di "Capitani" delle loro nazionali, supportando le squadre con contenuti sui social media e apparizioni in streaming, figurano: Blur (top streamer italiano su Twitch), Robert Lewandowski (Polonia), Wesley Sneijder (Paesi Bassi), Arturo Vidal (Cile), Neymar (Brasile), Kun Agüero (Argentina), James Rodríguez (Colombia), Miguel Layún (Messico) e Weston McKennie (USA).
Mondiali Kings League, subito Italia-Francia
Il Brasile, campione in carica dopo la spettacolare vittoria per 6-2 sulla Colombia nella finale dello scorso anno a Torino, all’Allianz Stadium, ospiterà la competizione. Due giocatori brasiliani diventati superstar della Kings League, e considerati da molti i migliori giocatori di calcio a 7 al mondo, Kelvin Oliveira e 'Lipão' Pinheiro, si sono uniti a Piqué, Ronaldo e Kaká alla conferenza di ieri. Il Brasile inizierà la difesa del titolo il 3 gennaio, nella prima giornata, con una grande partita contro la Spagna, con calcio d'inizio alle 22 ora italiana. Sarà però proprio l’Italia ad aprire le danze sfidando la Francia, alle 18 della stessa giornata. Nel girone con l'Italia anche la Polonia di Lewandowski e l'Algeria.
Gerard Piqué, fondatore e presidente della Kings League, ha dichiarato: "La Kings World Cup Nations è una celebrazione di tutto ciò che rende speciale la Kings League: la passione, la creatività e il legame con i fan. In sole due edizioni, questo evento è diventato uno dei momenti più importanti del nostro calendario globale. Portare il torneo in Brasile, con i campioni in carica che difendono il titolo in casa, lo eleva a un livello completamente nuovo: i fan di tutto il mondo rimarranno sbalorditi da questa edizione".

Luigi Nappi, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Foggia, è stato eletto presidente nazionale della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) per il biennio 2028–2029. L’elezione - informa una nota - è avvenuta nel corso del 100esimo congresso nazionale della Sigo a Bari, alla presenza del presidente della Federazione mondiale di Ginecologia e Ostetricia, del presidente del Collegio europeo e di oltre 1.500 ginecologi provenienti da tutta Italia. Già Presidente dell’Associazione ginecologi universitari e membro del Consiglio esecutivo del Board europeo, Nappi guiderà ora l’intera comunità dei ginecologi italiani, includendo professionisti ospedalieri, territoriali e universitari.
Nel delineare le linee del suo mandato, il neo Presidente ha sottolineato il forte valore istituzionale e sociale dell’incarico: "È per me motivo di grande orgoglio poter lavorare per il benessere della salute femminile e per i ginecologi che quotidianamente se ne prendono cura. Il mio mandato si colloca in una fase di profondi cambiamenti, che richiede interventi prioritari e condivisi da tutte le componenti professionali, in stretta collaborazione con il Ministero della salute, con le più alte Istituzioni nazionali e con quelle internazionali".
Nel corso della cerimonia inaugurale del congresso, ha inoltre richiamato il messaggio istituzionale della presidente Giorgia Meloni che, nel salutare l’apertura dei lavori del congresso Sigo, ha ribadito "la centralità della professione ginecologica nella crescita del Paese, a sostegno delle donne, delle famiglie e dell’intera società". Al prof. Nappi sono giunti gli auguri del Rettore dell’Università di Foggia, prof. Lorenzo Lo Muzio, che ha espresso "vivo apprezzamento per l’importante riconoscimento, sottolineando come l’elezione rappresenti motivo di prestigio per l’Ateneo e per l’intera comunità accademica" conclude la nota.

E' arrivato un provvedimento che fa giustizia in una storia che si trascinava da troppi anni. A Suada Hadzovic, trentatré anni vissuti tutti in Italia fin dalla nascita, un decreto del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno ha riconosciuto lo status di apolide. Una conquista, quella attestata nel documento che porta la data del 9 dicembre in possesso dell'Adnkronos, che la libera da una condizione di surreale costrizione, di fatto ostaggio del Paese in cui è nata e cresciuta perché impossibilitata ad avere un documento, il passaporto o anche solo la carta d'identità valida per l'espatrio. La storia di Suada era stata denunciata dall'agenzia di stampa più di un anno fa, a novembre 2024, evidenziando le conseguenze grottesche di un 'buco' di legislazione in cui è finita per la sola 'colpa' di un percorso di vita difficile, complicato ulteriormente dal cortocircuito di una burocrazia che ha prodotto un evidente paradosso. Oggi, il provvedimento amministrativo che le restituisce la libertà.
Suada Hadzovic nasce ad Albano laziale il 21 ottobre 1992, da due genitori stranieri di origini slave ma anche loro nati in Italia. Il padre, nato il 10 ottobre 1975 sempre ad Albano laziale e di nazionalità serba, muore il 16 ottobre del 2000, quando Suada ha 8 anni. La madre, sempre di nazionalità serba e nata a Torino il 29 luglio del 1975, decide alla morte del padre di affidare Suada a una casa famiglia, la Comunità 21 marzo di Terracina. Da questo momento, entra in gioco come tutrice legale un assistente sociale. Quando ha 14 anni, Suada viene trasferita in un'altra casa famiglia, la Comunità Domus Bernadette, a Roma.
Una sequenza di errori nella macchina della burocrazia
Al compimento del diciottesimo anno di età, in base alla legge 91 del 5 febbraio del 92, Suada avrebbe avuto il diritto di diventare cittadina italiana presentando una semplice dichiarazione di volontà all'Ufficio di Stato Civile del comune di Roma. Il problema è che il Comune di Roma non manda la relativa comunicazione nei sei mesi precedenti, come avrebbe dovuto fare in base all'art. 33 della legge 98/2013, e la tutrice legale non informa Suada di questa possibilità. La conseguenza è che al compimento del diciannovesimo anno di età la ragazza perde il diritto alla cittadinanza. Nel 2010 Suada ottiene il suo primo permesso di soggiorno in cui viene erroneamente indicata la cittadinanza serba, deducendola evidentemente dalle origini dei genitori. E qui c'è l'altro snodo chiave della vicenda. Perché la Serbia, come risulta dalla comunicazione ufficiale dell'Ambasciata serba in Italia, dichiara esplicitamente che Suada Hadzovic non è cittadina serba. Del resto, non ha mai messo piede in Serbia ed è vissuta in Italia fin dalla sua nascita.
La lunga battaglia legale, fino alla sentenza di oggi
Nel corso degli anni, Suada e i legali ai quali si è rivolta tentano diverse strade, incluse la richiesta di cittadinanza per residenza e la richiesta dello status di apolide. Ma tutte le istanze si infrangono su sentenze di Tribunale che non indicano mai una soluzione al problema. "Fatto sta che mi ritrovo a 32 anni prigioniera di un Paese, in cui sono nata e in cui vivo da sempre, che non mi riconosce come cittadina e che sostiene io sia cittadina di un altro Stato in cui non ho mai messo piede", sintetizzava con amarezza un fa, in attesa di rivolgersi al prossimo legale e di fare l'ennesimo tentativo per uscire dalla sua condizione di ostaggio. Diventata adulta, con un compagno e un figlio italiani, rimane senza nazionalità e senza cittadinanza, priva di passaporto e con una carta d'identità che continua a recitare la dicitura 'non valida per l'espatrio'. Da oggi, però, lo status di apolide libera Suada Hadzovic dalla sua condizione e le restituisce, finalmente, il diritto a muoversi anche fuori dall'Italia. (Di Fabio Insenga)

Il MUCIV-Museo delle Civiltà prosegue il processo di rinnovamento e accrescimento delle proprie collezioni inaugurando una nuova area espositiva: LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari.
Al centro del progetto sono gli straordinari reperti provenienti da Grotta Guattari – sito preistorico di fama internazionale situato a San Felice Circeo (Latina) – trasferiti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina. Gli ultimi ritrovamenti – che contribuiscono ad aggiornare le nostra conoscenze sui Neanderthal e sul territorio da essi abitato – si riuniscono ai reperti già precedentemente esposti, e proprio la loro riunificazione e musealizzazione permanente rende il MUCIV-Museo delle Civiltà l’epicentro non solo della loro conservazione e condivisione con il pubblico, ma anche delle ricerche ancora in corso su questo eccezionale patrimonio del nostro passato, configurando l’intero progetto come quello di un vero e proprio LABORATORIO NEANDERTHAL. (Fotogallery[1])
“Accolgo con grande soddisfazione la realizzazione di questo allestimento permanente atteso da anni che dà ragione, ancora una volta, del ruolo centrale del cranio di Homo neanderthalensis rinvenuto nel 1939 all’interno della Grotta Guattari a San Felice Circeo, nello studio di questo nostro ormai celebrato antenato e, più in generale, dell'evoluzione umana in Italia, ma che soprattutto consente di ricollocare e offrire all’analisi dei fruitori del MUCIV-Museo delle Civiltà, degli studiosi e degli addetti ai lavori, il prezioso reperto fossile nel suo contesto togliendolo dall’isolamento. Ciò è stato possibile grazie all’integrazione del cranio conservato dal 1961 nel Museo dedicato al grande paletnologo Luigi Pigorini, l’attuale MUCIV, con altri reperti fossili umani rinvenuti nel corso delle ricerche archeologiche condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, a partire dal 2019 e ancora in corso. La soddisfazione è ancora maggiore perché in progetti come quello che oggi si realizza, si fondono tutte le attività di cui si compone la tutela del patrimonio culturale, così come viene definita nel Codice dei beni culturali e del paesaggio: ricerca, studio e conservazione, finalizzate alla pubblica fruizione, e quindi alla diffusione della conoscenza delle nostre radici storiche e culturali. Non posso esimermi dal sottolineare infine lo straordinario contributo di conoscenza e competenza fornito dall’equipe multidisciplinare costituita da studiosi di fama internazionale nel campo della preistoria, dell’antropologia fisica, delle scienze applicate all’archeologia, della archeozoologia, funzionari del MUCIV e docenti universitari che hanno conferito solidità scientifica e garantito la correttezza delle informazioni a un progetto di allestimento moderno e accattivante. Merito anche del sapiente e paziente lavoro di coordinamento del direttore del MUCIV, Andrea Viliani”, spiega Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale
La nuova Sala Guattari presenta un inedito allestimento multimediale – progettato da Studio Azzurro sotto la direzione artistica di Leonardo Sangiorgi e Giuseppe Carmosino, e a cura di Maria Grazia Filetici e Andrea Viliani – i cui contenuti scientifici sono stati redatti con la supervisione di un Comitato Tecnico-Scientifico formato da Luigi La Rocca (Capo del Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale), Massimo Osanna (Direttore Generale Musei), Alessandro Betori e Antonio Borrani (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina), Andrea Viliani, Francesca Alhaique, Francesca Candilio e Alessandra Sperduti (MUCIV-Museo delle Civiltà), Stefano Benazzi (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), David Caramelli (Università degli Studi di Firenze), Giorgio Manzi e Alessia Nava (Sapienza Università di Roma), Mario Federico Rolfo (Università degli Studi di Roma Tor Vergata).
“Ogni nuova apertura al pubblico – commenta il Direttore generale Massimo Osanna – è, prima di tutto, un atto di responsabilità culturale e istituzionale: significa restituire alla comunità una parte fondante della sua storia, offrendo strumenti per leggere il patrimonio in modo accessibile. Nel caso di questo progetto, il racconto accompagna il visitatore nel lungo percorso delle civiltà e nelle grandi trasformazioni che hanno modellato il mondo, attraverso un dialogo continuo tra ricerca scientifica e narrazione museale.
Il Museo, epicentro attivo delle collezioni nazionali di archeologia preistorica, si propone come spazio di esperienza condivisa, capace di rendere comprensibili e attuali i risultati della ricerca, attraverso un racconto chiaro, coinvolgente e inclusivo, rivolto a pubblici diversi.
La Direzione generale Musei accompagna e sostiene questo progetto fin dal suo avvio, non solo per ampliare l’offerta culturale, ma per affermare un’idea di museo come infrastruttura pubblica della conoscenza, in cui conservazione, ricerca e accessibilità concorrono a costruire valore culturale e consapevolezza civile, trasformando il patrimonio del passato – anche quello più lontano – in una risorsa per il presente”.
Il progetto è il risultato di un’ampia e articolata collaborazione inter-istituzionale e inter-disciplinare che ha coinvolto, accanto al MUCIV, il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale, la Direzione Generale Musei, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi di Firenze e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
L’esposizione inaugura, inoltre, il programma di eventi che, nel 2026, il MUCIV-Museo delle Civiltà dedicherà ai 150 anni dall’apertura, nel 1876, del Regio Museo Preistorico Etnografico da parte dell’archeologo Luigi Pigorini. Il progetto rappresenta in questo senso un ulteriore, fondamentale capitolo nella storia del MUCIV che, da 150 anni appunto, custodisce, valorizza e studia le collezioni nazionali e internazionali di preistoria e protostoria. Unendo riflessione critica e nuove prospettive metodologiche, LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari si configura come una vera e propria “macchina del tempo” con cui raccontare le storie del pianeta e dei suoi abitanti dai primordi delle civiltà umane alla contemporaneità. Il museo prosegue, così, il proprio processo di aggiornamento con particolare attenzione all’accessibilità e alla diversificazione delle modalità di fruizione, mettendo a disposizione del pubblico e della comunità scientifica un patrimonio che integra tutela e ricerca, nuove tecnologie e antiche narrazioni. Come afferma Andrea Viliani, Direttore del MUCIV: “Con la musealizzazione permanente dei reperti provenienti dal sito neanderthaliano di Grotta Guattari il MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma conferma, amplia e rafforza il suo ruolo di museo nazionale dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla ricerca archeologica preistorica. Proprio nel 150 anniversario della fondazione (nel 1875) di queste collezioni da parte dell’archeologo Luigi Pigorini, il MUCIV non solo se ne rende responsabile erede ma altrettanto responsabilmente si radica nel presente e guarda al futuro per rendere accessibili a tutti i pubblici contemporanei le più autorevoli ricerche scientifiche del nostro tempo. Un progetto come questo - che trasforma dal vivo e in tempo reale il museo in un “laboratorio” educativo e formativo - richiede un coordinamento fra molteplici istituzioni pubbliche, di cui il museo si è messo al servizio. Ringraziamo tutto il Comitato Tecnico-Scientifico e le università coinvolte, il Dipartimento per la valorizzazione e il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, a partire dal Capo Dipartimento Luigi La Rocca, la Direzione generale Musei, a partire dal Direttore generale Massimo Osanna, e tutta la Soprintendenza per le Province di Frosinone e Latina. Un ringraziamento speciale va alle Funzionarie del Servizio di Bio-Archeologia del MUCIV, a partire dalle colleghe Francesca Alhaique e Alessandra Sperduti, e a tutto lo straordinario personale del MUCIV. Vi aspettiamo quindi al MUCIV, per condividere insieme tutte le meravigliose e affascinanti scoperte, per altro ancora in corso, della Grotta Guattari”.
Alessandro Betori, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, ricorda infatti che “Quando, in occasione delle celebrazioni per gli ottanta anni dalla scoperta del sito di Grotta Guattari (2019), si lanciò l’idea di una ripresa delle indagini, pochi avrebbero sperato in esiti tanto significativi, che consentono, da un lato un arricchimento sostanziale dello specimen di indagine, dall’altro la definitiva valorizzazione di rinvenimenti e sito. Quale migliore cornice del Museo che sin dal principio ha accompagnato studio, conoscenza e valorizzazione dei Neanderthal del Circeo? Alla Soprintendenza il compito di perseverare nella tutela del Circeo e delle sue grotte, tanto rilevanti per gli studi di paleoantropologia”.
La nuova Sala Guattari – che alla conclusione nel 2026 dei lavori previsti dai cantieri in corso del Grande Progetto si integrerà anche fisicamente, attraverso un passaggio interno, con il resto dell’itinerario di visita museale, divenendone l’incipit – avvierà d’ora in poi il percorso espositivo delle Collezioni di Preistoria e Protostoria che, dal piano terra, prosegue e si completa al secondo piano del Palazzo delle Scienze.
Concepito come uno spazio-tempo in cui la ricerca scientifica dialoga costantemente con la funzione didattica, l’allestimento intreccia i linguaggi visivo, luminoso e sonoro accompagnando i visitatori e le visitatrici in un percorso in cui la conoscenza dei reperti è mediata non solo da estesi apparati didascalici bilingui (italiano e inglese) ma, soprattutto, attraverso la percezione sensoriale. La presentazione dei reperti umani, faunistici e litici di Grotta Guattari restituisce, quindi, un’esperienza dal vivo e in tempo reale, interpretando l’evoluzione come co-evoluzione multi-specie, ovvero mettendo in evidenza le molteplici relazioni fra esseri umani, animali e vegetali così come fra i singoli componenti di ogni specie e l’ambiente in cui essi co-abitano.
“L’allestimento del progetto LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari nascono dalla suggestione tratta dalle parole scritte nel 1939 sul “diario di scavo” del professore Carlo Alberto Blanc – aggiunge Leonardo Sangiorgi, Studio Azzurro – che per primo – insieme al proprietario della grotta al Circeo che da lui prenderà nome – ne esplorò la cavità appena rinvenuta. Le parole del diario parlano di uno spazio dalle pareti color terra scura, come fosse bagnata, dalla quale spuntavano a tratti delle forme più piccole e più chiare, illuminate dalla luce che proveniva dall’esterno. L’allestimento della nuova sala del MUCIV-Museo delle Civiltà dedicata agli scavi di Grotta Guattari ripropone ed evoca quindi, senza tentare di riprodurlo fedelmente, uno spazio scuro, ipogeo, rischiarato dai bagliori di luce naturale che provengono da strette e sottili fessure formate dalle quinte ad angolo che chiudono le finestre della sala. Nelle aree ricavate fra queste strutture, alcune vetrine inserite nelle pareti espongono i reperti faunistici e litici, mentre in uno spazio separato, e più raccolto, sono presentati per la prima volta al pubblico i reperti più rari e straordinari, quelli umani, che testimoniano la presenza dei neandertaliani al Circeo. L’allestimento propone diverse modalità di visita, da quella per i visitatori che desiderano guardare e leggere le informazioni essenziali su ciò che è esposto, a quella dedicata ai visitatori che hanno più tempo e desiderano approfondire su specifici supporti multimediali i vari e articolati aspetti della ricerca scientifica, per arrivare infine a quella interattiva in cui poter ascoltare dalla viva voce dei ricercatori e degli scienziati, sfiorandoli con la mano, le risposte ad alcune domande che tutti noi ci poniamo sui neandertaliani.”
L’allestimento integra, dunque, reperti archeologici, tecnologie immersive e interattive (Tavolo dei gesti, Postazioni multimediali, Le voci della costa, Visita virtuale di Grotta Guattari), proponendo attività di mediazione didattica rivolte a tutti i pubblici; la nuova area valorizza una scienza praticata, e condivisa, non come disciplina statica, ma come costruzione dinamica: una narrazione plurale e in continua trasformazione che interpreta l’evoluzione non come qualcosa di concluso ma in costante in divenire, non come una semplice storia del passato, ma come una prospettiva in corso, intrecciata agli scenari che, per noi esseri umani contemporanei, sta definendo, per esempio, l’affermarsi dell’“AI-Intelligenza Artificiale” o il moltiplicarsi dei fenomeni climatici e ambientali del cosiddetto “Antropocene”. Tanto da poterci chiedere… “e se fossimo proprio noi i futuri Neanderthal?”.
Mario Federico Rolfo, Università degli Studi di Roma Tor Vergata racconta: "Le nuove campagne di scavo avviate nel 2019 a Grotta Guattari, promosse dalla Soprintendenza, hanno segnato una svolta fondamentale, permettendo di individuare altri 15 resti umani tra elementi del cranio, del post-cranio e denti isolati. Si tratta del campione di Neanderthal più consistente mai rinvenuto in un singolo sito nel territorio italiano, un archivio biologico straordinario che si ricongiunge oggi ai ritrovamenti storici del 1939. Oltre ai resti umani, le indagini condotte dal nostro team dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata hanno riportato alla luce industrie litiche e una ricca fauna — dai grandi mammiferi come elefanti e rinoceronti fino alle iene — che ci consentono di ricostruire con precisione inedita la co-evoluzione tra specie e ambiente. Questo progetto, configurandosi come un vero e proprio 'Laboratorio Neanderthal', trasforma finalmente la ricerca scientifica in corso in un’esperienza di conoscenza condivisa e accessibile a tutti. Per Roma, principalmente devo dire la verità, qui nel museo delle civiltà abbiamo dato una nuova linfa vitale e rimesso al centro l'importanza di questo museo: è la casa di tutti noi archeologi preistorici perché è dedicato al fondatore della preistoria".
Grotta Guattari si apre su un versante del monte Circeo (San Felice Circeo, LT), in un territorio che anche prima di questa scoperta aveva restituito evidenze della presenza del Neanderthal. L’individuazione dell’apertura della grotta, ostruita da una frana decine di migliaia di anni prima, avvenne casualmente il 24 febbraio 1939 da parte di un operaio che lavorava in un terreno di proprietà di Angelo Guattari. Verso il fondo della grotta, in un ambiente in seguito denominato “Antro dell’Uomo”, furono rinvenuti un cranio quasi completo e, nelle sue vicinanze, anche una mandibola, oggi noti come Guattari 1 e Guattari 2. Il paleoetnologo Alberto Carlo Blanc, chiamato a indagare il sito, comprese l’enorme importanza del ritrovamento e portò il cranio all’antropologo Sergio Sergi, il quale attribuì il reperto ad un’umanità estinta: Homo neanderthalensis.
Informata dell’eccezionale scoperta, la Regia Soprintendenza alle Antichità di Roma autorizzò l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana a intraprendere indagini archeologiche nella grotta. Le ricerche, coordinate da Alberto Carlo Blanc e Luigi Cardini, portarono alla luce numerosi resti faunistici e strumenti litici. Nel 1950, lungo la parete esterna della grotta, venne scoperta una seconda mandibola (Guattari 3).
Il cranio Guattari 1 è noto per essere stato a lungo interpretato come evidenza di cannibalismo rituale, in particolare del consumo del cervello, a causa della rottura alla sua base, e per essere stato rinvenuto al centro di quello che appariva come un cerchio di pietre. Anche se questa ipotesi può apparire molto suggestiva, i successivi studi, condotti negli anni ‘80 del secolo scorso, l’hanno messa decisamente in discussione. Infatti, un attento e completo riesame del contesto ha portato a concludere che la grotta, almeno nelle fasi precedenti alla sua completa chiusura causata da una frana avvenuta circa 50 mila anni fa, fosse stata una tana di iene e che i resti umani fossero stati probabilmente introdotti all’interno della grotta da questi carnivori al pari di quelli di altri animali.
A partire dal 2019, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, guidata dal Prof. Mario Federico Rolfo, ha avviato nuove campagne di scavo a Grotta Guattari. Le indagini hanno permesso di individuare altri 15 resti umani, comprendenti elementi del cranio e del post-cranio, oltre ad alcuni denti isolati. Ad oggi, si tratta del campione di Neanderthal più consistente mai rinvenuto in un singolo sito nel territorio italiano. Oltre ai reperti umani, i recenti scavi effettuati sia all’interno della grotta sia all’esterno, hanno restituito industrie litiche e resti faunistici inclusi cervi, bovini selvatici, cavalli, iene, elefanti, rinoceronti che permettono di ricostruire le condizioni climatiche e ambientali nel periodo in cui la grotta era stata frequentata dal Neanderthal e dalle iene. Vecchi e nuovi ritrovamenti sono attualmente oggetto di studio da parte di un’équipe di ricercatori italiani.
“La nuova Sala Grotta Guattari del Museo delle Civiltà, così come il progetto di musealizzazione permanente LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari, sono il risultato della collaborazione tra numerosi enti avviata nel 2021 dagli accordi fra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone e Latina e il MUCIV-Museo delle Civiltà, grazie al finanziamento sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione del Ministero della Cultura assegnato con Delibera CIPESS n.7/2021 e s.m.i. – conclude Maria Grazia Filetici, RUP, Layout museografico ed espositivo, Direttore dei lavori, Coordinamento esecutivo –Il progetto museografico – a cura di Maria Grazia Filetici e Andrea Viliani, la direzione artistica di Studio Azzurro e la realizzazione di Archedim S.R.L. – espone importanti reperti, studiati e conservati dalle Funzionarie del Laboratorio di Bio-Archeologia del MUCIV insieme a esperti della suddetta Soprintendenza che ne ha la tutela e la supervisione. La sinergia tra il Segretariato Generale, i Dipartimenti e le Direzioni Generali del Ministero della Cultura è alla base del piano progettuale che – con una presentazione multimediale e interattiva dei nuovi risultati degli scavi archeologici e delle ricerche e studi conseguenti – condivide tutto il lavoro scientifico e istituzionale condotto con il pubblico, coinvolgendolo attivamente in un’esperienza accessibile e accogliente. I primi ritrovamenti di Grotta Guattari a cura di Carlo Alberto Blanc ora giungono a noi presentandosi in una nuova veste interdisciplinare, in cui gli studi di settore parlano l pubblico con l’utilizzo di nuove tecnologie per definire un ambiente espositivo integralmente dedicato agli esordi della vita degli esseri umani sulla Terra. Questo nuovo Laboratorio Neanderthal rimarrà aperto non solo per le visite ma anche per integrare tutti i nuovi aggiornamenti provenienti degli studi ancora in corso e dai ritrovamenti che nel tempo ne implementeranno il percorso. Così come Elena Blanc Aguet ed Alberto Carlo Blanc nel 1939 modificano il loro viaggio di nozze per l’importante scoperta a Grotta Guattari del primo cranio Neanderthal, così la prosecuzione degli studi ci offrirà nuovi spunti e suggerimenti per mantenere sempre vivo e attuale questo “laboratorio” e ricollegarci idealmente al primo istante quando, sulla costa del Circeo, la demolizione di un crollo di pietre aprì l’ingresso alla grotta che oggi rivive in questa nuova sala museale. La memoria costituisce la base dinamica della nostra conoscenza di questi reperti e accoglie pertanto in sé anche quanto, nel corso del tempo, è intervenuto nella loro conservazione e ulteriore trasformazione. La cura di questo patrimonio universale, sia culturale che naturale patrimonio, è parte fondamentale della tutela della sua memoria. La ricerca, la manutenzione e il restauro non possono dunque che innestarsi in modalità di presentazione tecnologicamente contemporanee, che rendono questa storia lontana alquanto vicina a noi, amplificando l’importanza scientifica, antropologica e storica riunita in questa nuova sala: una grotta che è anche un laboratorio, un compendio di ricerche e di storie, di memorie e prospettive.”
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Eni e l'Open Innovation, intervista al presidente di Eniverse Ventures Giacomo Silvestri[7]
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A Bari il 100° congresso della Sigo[8]
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Nuovo brand per Agsm Aim, nasce Magis[9]
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A Roma l’edizione 2025 di LaborDì, evento dedicato all’incontro tra giovani e mondo del lavoro[10]
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Unpli presenta alla Camera il primo censimento del patrimonio immateriale italiano[11]
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Sanità, al Mind confronto sull'Health Data Revolution[12]
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Energia in Franciacorta[13]
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Nutrizionista Bernardi: "La pasta rende felici e fa bene alla salute"[14]
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Benessere ed energia vitale nei centri Marilab[15]
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“Una Notte d’Inverno”: Vivi la magia di Casa Batlló con un’emozionante esperienza notturna[16]
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FS, presentato Piano Strategico 2025–2029[17]
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Neurofibromi plessiformi, ok Ue a selumetinib anche in adulti con Nf1[18]
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Fanelli (Haleon): "CEOforLife Award premia impegno su invecchiamento attivo"[19]
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A Roma il premio 'Le Ragioni della nuova politica'[20]
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L’università Luiss Guido Carli ha inaugurato l’anno accademico 2025-2026[21]
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Obesità, presentata pdl per screening adolescenti[22]
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Nuovi paradigmi per Made in Italy all'assemblea soci di Confindustria Nautica[23]
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Manovra, Pagliaro (Inca Cgil): "Mostra un Paese sempre più sbilanciato, domani anche noi in piazza"[24]
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Consumi, a Milano Centromarca presenta indagine su abitudini degli italiani negli acquisti[25]
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Hiv, ViiV Healthcare presenta piattaforma RHIVolution[26]
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Cieffe Milano: la rivoluzione dell'Alta Moda attraverso la tecnologia AI dei computer Acer TravelMate[27]
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Ferrovienord, inaugurato Info Point Cantieri nella stazione di Milano Cadorna[28]
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Sisal presenta il quarto appuntamento con FutureS[29]
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Salute, online il vodcast per superare pregiudizio e stigma del diabete[30]
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Autogrill e PizzAut Onlus celebrano apertura simbolica della prima 'Palestra di Autonomia Abitativa'[31]
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Cancro metastatico, nuovi scenari di cura[32]
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La Fiamma Olimpica a Roma: Eni accompagna il viaggio verso Milano Cortina 2026[33]
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Grins, economia circolare può rappresentare tra principali leve politica industriale italiana[34]
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A Milano 'Oltreplastica', mostra su mutamento plastica contemporanea[35]
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Milano-Cortina, parte il viaggio della Fiamma Olimpica, Coca-cola accende Roma tra sport e musica[36]
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Artigiano in Fiera 2025[37]
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A Roma la XIII edizione del Premio “Salva la tua lingua locale"[38]
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3° Summit Equità e Salute in Italia[39]
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A Napoli il meeting finale di RETURN[40]
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Studi clinici, Bristol Myers Squibb e MUR insieme per la ricerca[41]
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“Il cerchio si apre. Salute, Comunità, Futuro”, alla Camera le istituzioni per progetto Circular for Kids[42]
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Cybersicurezza, Med-Or e Acn lanciano 'Cyberbridge' rivolto ai Paesi africani[43]
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A Roma la seconda edizione del Premio giornalistico Tg Poste[44]
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'7 idee per cambiare l’Italia', premiati i migliori progetti del bando promosso da L'Espresso[45]
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'Salva la tua lingua locale', domani in Campidoglio la premiazione[46]
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Influenza, al via spot Tv con Carlo Conti[47]
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Fondazione Fiera Milano, presentato piano 2026-2028[48]
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'Governance della comunicazione professionale: competenze certificate e responsabilità', presentate proposte Manageritalia certificazione dei comunicatori[49]
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A Milano cerimonia consegna del 'Premio Save the Children per la ricerca 2025'[50]

Più controlli su concerti, eventi e mercatini di Natale in vista delle festività natalizie. La decisione è stata presa nel corso del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica di oggi, mercoledì 17 dicembre, al Viminale. Resta alta la vigilanza sul rischio di estremismo di matrice antisionista e islamica, con uno sguardo attento anche alle dinamiche on line. Potenziato il monitoraggio in particolare del dark web.
All’incontro, presieduto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, hanno preso parte i vertici delle forze di polizia, dell'intelligence e della cyber security ed stato esaminato lo scenario internazionale, anche alla luce di recenti episodi di antisemitismo, registrati all'estero, che confermano un clima di tensione diffusa.

Il Regno Unito destinerà ad azioni umanitarie in Ucraina 2,5 miliardi di sterline (pari a 2,85 miliardi di euro) provenienti dalla vendita del Chelsea da parte dell'oligarca russo Roman Abramovich. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer. ''Il mio messaggio ad Abramovich è questo: il tempo stringe, onora gli impegni presi e paga subito'', ha detto il premier britannico, aggiungendo che se questo non accadrà ''siamo pronti ad andare in tribunale affinché ogni centesimo raggiunga coloro le cui vite sono state distrutte dalla guerra illegale di Putin".
Il Guardian ha ricordato che Abramovich ha venduto il Chelsea nel 2022 sotto la pressione del governo britannico dopo l'invasione russa dell'Ucraina. All'oligarca russo è stata concessa una licenza dal governo del Regno Unito per vendere il Chelsea, a condizione che il ricavato fosse speso a sostegno delle vittime della guerra in Ucraina. Il ricavato è stato depositato su un conto bancario britannico controllato dalla Fordstam, la società di Abramovich. Da allora il denaro è stato congelato a causa dell'impasse nei negoziati con Abramovich sulla possibilità di spenderlo esclusivamente in Ucraina o di distribuirlo anche all'estero.

ILLORAI – Una comunità intera si stringe nel dolore per la tragica scomparsa di Giovanna Galistu, insegnante di 56 anni, morta nella serata di lunedì 16 dicembre dopo essere stata investita da un’automobile. La notizia ha profondamente scosso Illorai e Silanus, i due centri nei quali la docente era molto conosciuta e stimata.
I funerali si terranno domani, mercoledì 18 dicembre, alle ore 15.30. In segno di rispetto e partecipazione, per consentire agli alunni di prendere parte alla funzione, le scuole elementari di Silanus, dove Giovanna Galistu lavorava come insegnante di sostegno, usciranno in anticipo rispetto al normale orario scolastico.
Sempre a Silanus, è stata annullata la festa di Babbo Natale prevista per venerdì 19 dicembre, una decisione condivisa dall’intero plesso scolastico come segno di lutto e vicinanza alla famiglia.
La dinamica dell’incidente
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la tragedia si è consumata nella serata del 16 dicembre. Giovanna Galistu stava attraversando la strada per raggiungere l’auto di un parente che l’attendeva per riaccompagnarla a casa, quando è stata travolta da un veicolo in transito. Le circostanze esatte dell’incidente sono ancora al vaglio delle autorità competenti, che stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
Chi era Giovanna Galistu
Originaria di Illorai, Giovanna Galistu era un’insegnante molto apprezzata per la sua dedizione al lavoro e l’attenzione verso gli studenti, in particolare nel delicato ruolo di docente di sostegno. Nel corso degli anni aveva costruito legami profondi con alunni, famiglie e colleghi, diventando un punto di riferimento nella scuola di Silanus.
La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto profondo non solo nel mondo scolastico, ma in tutta la comunità, che in queste ore si sta stringendo attorno ai familiari con messaggi di cordoglio e partecipazione.

Le malattie trasmesse da zanzare e zecche non sono più un fenomeno occasionale né confinato ai mesi estivi o ai viaggi nei Paesi tropicali. Il cambiamento climatico, con estati sempre più calde e inverni più brevi e meno rigidi, sta modificando in modo strutturale la diffusione dei vettori e la circolazione dei virus. Dengue, West nile, chikungunya, Toscana virus ed encefalite da zecche (Tbe) sono oggi una realtà stabile anche in Italia, con alcune aree che possono ormai essere considerate endemiche. Il 24esimo congresso della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), in corso a Riccione fino al 19 dicembre, è l’occasione per fare il punto su questi scenari, integrando i dati epidemiologici con l’esperienza clinica e le strategie di prevenzione, in un’ottica One health che tenga insieme clima, ambiente e salute umana.
I dati della sorveglianza nazionale coordinata dall’Istituto superiore di sanità confermano un quadro in evoluzione. Dal 1° gennaio al 9 dicembre 2025 - informa la Simit - sono stati notificati in Italia 463 casi di chikungunya, di cui 384 autoctoni, con diversi focolai di trasmissione locale. Nello stesso periodo si contano 204 casi di dengue, con casi autoctoni accertati, 113 infezioni da Toscana virus, quasi tutte contratte sul territorio nazionale, 58 casi di Tbe, prevalentemente autoctoni, e casi di Zika virus legati ai viaggi. Numeri che dimostrano come la distinzione tra malattie 'importate' e malattie 'locali' sia sempre meno netta.
"Il capitolo delle arbovirosi è oggi centrale anche nel nostro Paese – spiega Massimo Crapis, membro del Comitato di presidenza del congresso Simit –. Con il cambiamento climatico le stagioni fredde sono più brevi e meno intense, e questo riduce la mortalità di zanzare e zecche durante l’inverno. I vettori sopravvivono più a lungo e alcuni virus, come West nile o chikungunya, hanno ormai trovato le condizioni per circolare stabilmente. Malattie che fino a dieci anni fa associavamo quasi esclusivamente ai viaggi oggi devono entrare a pieno titolo nella diagnostica differenziale anche in Italia". Non solo la geografia, ma anche la stagionalità del rischio è cambiata. Se la maggior parte dei casi si concentra ancora tra giugno e settembre, le arbovirosi non possono più essere escluse nei mesi invernali.
"Le zanzare, sia Culex sia zanzara tigre, riescono a sopravvivere in ambienti chiusi e più caldi, come abitazioni e altri luoghi caldi – prosegue Massimo Crapis – Inoltre, possono trasmettere il virus alla progenie. Questo significa che, anche dopo periodi di quiescenza, con un rialzo delle temperature l’attività dei vettori può riprendere rapidamente". L’Emilia-Romagna rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa trasformazione. È tra le regioni con il maggior numero di casi notificati per diverse arbovirosi. Il West nile virus è ormai endemico in ampie aree della Pianura Padana; il Toscana virus vede proprio in Emilia-Romagna la regione con il più alto numero di casi autoctoni; la chikungunya ha registrato 322 casi autoctoni sul territorio regionale, configurandosi come una malattia di fatto endemica. Anche la Tbe, inizialmente circoscritta al Nord-Est, è oggi presente stabilmente in regione, con numerosi casi segnalati soprattutto nell’area di Modena. "Questi dati indicano chiaramente che non possiamo più considerare le arbovirosi come eventi sporadici – sottolinea Crapis – Servono attenzione clinica, sorveglianza continua e una consapevolezza diffusa, sia tra gli operatori sanitari sia tra i cittadini".
Alla luce dell’imminente periodo delle vacanze natalizie, gli infettivologi richiamano anche l’importanza di una corretta pianificazione dei viaggi, soprattutto verso Paesi a rischio. “Pensare a un viaggio oggi significa pianificare anche la propria protezione sanitaria – spiega Massimo Crapis – È fondamentale informarsi per tempo, rivolgersi al medico di medicina generale o agli ambulatori dedicati alla medicina dei viaggi, spesso gestiti da igienisti e infettivologi, per valutare vaccinazioni e profilassi che richiedono settimane per essere efficaci".
Nei Paesi dell’Africa subsahariana, del Sud-Est asiatico e di altre aree tropicali sono spesso raccomandate vaccinazioni come quelle contro tifo ed epatite A e B, oltre a profilassi antimalariche da personalizzare in base al singolo viaggiatore e alle possibili interazioni farmacologiche. Accanto a queste misure, negli ultimi anni si sono aggiunte nuove opzioni, come il vaccino contro la Dengue, disponibile anche in Italia, che consente di ridurre il rischio delle forme più gravi, come la febbre emorragica. Resta però centrale la prevenzione dalle punture di zanzara: uso di repellenti, zanzariere, abbigliamento adeguato ed eliminazione dell’acqua stagnante. "Queste precauzioni non proteggono solo il singolo viaggiatore – conclude Crapis – ma hanno un valore di sanità pubblica. Chi rientra in Italia con un’infezione come la Dengue, in presenza di vettori già diffusi sul territorio, può contribuire alla circolazione del virus. Prevenire significa proteggere sé stessi e la collettività". L’approccio One health e tutte le implicazioni delle arbovirosi sono al centro del 24esimo congresso della Simit, in corso fino al 19 dicembre al Palariccione, con oltre 1.200 infettivologi provenienti da tutta Italia. Per quattro giorni corsi, simposi, tavole rotonde e presentazioni di dati originali mettono a confronto la rete infettivologica nazionale.

Luigi Nappi, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Foggia, è stato eletto presidente nazionale della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) per il biennio 2028–2029. L’elezione - informa una nota - è avvenuta nel corso del 100esimo congresso nazionale della Sigo a Bari, alla presenza del presidente della Federazione mondiale di Ginecologia e Ostetricia, del presidente del Collegio europeo e di oltre 1.500 ginecologi provenienti da tutta Italia. Già Presidente dell’Associazione ginecologi universitari e membro del Consiglio esecutivo del Board europeo, Nappi guiderà ora l’intera comunità dei ginecologi italiani, includendo professionisti ospedalieri, territoriali e universitari.
Nel delineare le linee del suo mandato, il neo Presidente ha sottolineato il forte valore istituzionale e sociale dell’incarico: "È per me motivo di grande orgoglio poter lavorare per il benessere della salute femminile e per i ginecologi che quotidianamente se ne prendono cura. Il mio mandato si colloca in una fase di profondi cambiamenti, che richiede interventi prioritari e condivisi da tutte le componenti professionali, in stretta collaborazione con il Ministero della salute, con le più alte Istituzioni nazionali e con quelle internazionali".
Nel corso della cerimonia inaugurale del congresso, ha inoltre richiamato il messaggio istituzionale della presidente Giorgia Meloni che, nel salutare l’apertura dei lavori del congresso Sigo, ha ribadito "la centralità della professione ginecologica nella crescita del Paese, a sostegno delle donne, delle famiglie e dell’intera società". Al prof. Nappi sono giunti gli auguri del Rettore dell’Università di Foggia, prof. Lorenzo Lo Muzio, che ha espresso "vivo apprezzamento per l’importante riconoscimento, sottolineando come l’elezione rappresenti motivo di prestigio per l’Ateneo e per l’intera comunità accademica" conclude la nota.



