
Febbre, naso chiuso, mal di gola, tosse e difficoltà respiratorie. Influenza? Non sempre. Se vero che "come ogni anno il periodo compreso tra dicembre e febbraio rappresenta la fase di massima circolazione virale", con numeri record che nella stagione in corso stanno alimentando uno 'tsunami' di infezioni ribattezzato non a caso flunami, va ricordato che "le sindromi respiratorie osservate in questo periodo non sono causate esclusivamente dal virus influenzale". In questa fase, "complessivamente, i virus influenzali sono responsabili di circa un quarto delle infezioni respiratorie rilevate", con una prevalenza del "ceppo A/H3N2 presente nel vaccino stagionale, mentre i restanti casi sono attribuibili soprattutto a rinovirus, adenovirus e virus parainfluenzali, oltre al Sars-CoV-2" di Covid-19. Lo sottolinea Amcli Ets, l'Associazione microbiologi clinici italiani, evidenziando che, "a fronte della contemporanea circolazione di più agenti virali, la diagnosi clinica basata esclusivamente sui sintomi non consente di identificare con certezza l'agente responsabile dell'infezione.
"L'unico strumento capace di fornire una certezza diagnostica - indicano gli esperti - è il tampone nasofaringeo, che esaminato presso i Laboratori di Microbiologia permette, tra tutti i virus respiratori, di identificare con appropriatezza l'agente patogeno. L'impiego di test microbiologici rapidi e innovativi - rimarcano inoltre i microbiologi - consente di distinguere le infezioni virali da quelle batteriche, garantendo scelte terapeutiche appropriate ed evitando l'uso non necessario di antibiotici, inefficaci contro i virus, ma indispensabili nelle infezioni respiratorie sostenute da batteri come ad esempio lo pneumococco, principale microrganismo responsabile della polmonite".
In Italia le sindromi respiratorie acute sono in aumento, rileva l'Amcli che cita i dati più recenti del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità: "Nella settimana tra l'1 e il 7 dicembre sono stati registrati circa 695mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, circa 100mila in più rispetto alla settimana precedente. Nel complesso - conferma l'Amcli - si stima che nel corso della stagione possano essere coinvolti circa 16 milioni di italiani, un numero in linea con la passata stagione". Nella prima settimana del mese "l'incidenza delle infezioni respiratorie è stata pari a 12,4 casi ogni 1.000 assistiti, con un impatto particolarmente significativo nella fascia di età pediatrica sotto i 4 anni" in cui "l'incidenza risulta tripla rispetto alla popolazione generale. Le regioni maggiormente interessate sono Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Sardegna". I microbiologi rammentano che "la vaccinazione è raccomandata e gratuita per bambini dai 6 mesi ai 6 anni, donne in gravidanza, over 60, soggetti con patologie croniche, personale sanitario e personale di pubblica sicurezza", e "in alcune Regioni la gratuità è estesa all'intera popolazione. Considerata la prosecuzione della circolazione virale nelle prossime settimane, la vaccinazione rappresenta uno strumento di prevenzione ancora pienamente utile".
"La diagnosi microbiologica è fondamentale: consente di individuare l'agente infettivo e di evitare terapie inappropriate - afferma Pierangelo Clerici, presidente di Amcli Ets - E' importante però sottolineare che la vaccinazione resta l'unica arma efficace di prevenzione, non solo contro il virus dell'influenza, ma anche contro Sars-CoV-2, il virus respiratorio sinciziale" Rsv "e lo pneumococco".
"Oltre alla funzione diagnostica - conclude Clerici - i Laboratori di Microbiologia svolgono un ruolo strategico nella sorveglianza epidemiologica nazionale: i dati raccolti alimentano in tempo reale il sistema RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità, consentendo un monitoraggio costante della circolazione dei microrganismi responsabili delle infezioni respiratorie e supportando le attività di prevenzione".

La separazione tra Carlos Alcaraz e lo storico allenatore Juan Carlos Ferrero continua a far discutere. Il tennista spagnolo ha annunciato ieri su Instagram il 'licenziamento' di quello che è stato il suo coach per sette anni con un emozionato post di ringraziamenti, a cui Ferrero ha risposto con una, velata, frecciata: "Mi sarebbe piaciuto continuare", ha scritto il coach, facendo così intendere che la decisione di separarsi non sia stata del tutto condivisa. Ma quali sono stati i motivi dell'addio?
I motivi dell'addio
I motivi dell'addio[1] sembrano essere di natura contrattuale. Secondo quanto riportato da diversi media spagnoli, alla base della separazione ci sarebbe proprio il rinnovo del contratto di Ferrero. Il coach vantava infatti percentuali molto alte sugli introiti del giocatore, reduce da una delle migliori stagioni della carriera culminata con la riconquista del primo posto nel ranking Atp.
L'entourage di Alcaraz avrebbe quindi provato ad abbassare queste percentuali e a rinegoziare un accordo al ribasso, che però Ferrero non ha accettato. Da qui nasce la rottura che ha portato poi alla definitiva separazione. Ma non è tutto. Sempre dalla Spagna riportano di un rapporto che si era fatto più teso tra i due, con Carlos che avrebbe voluto più libertà rispetto a quella che gli 'concedeva' Ferrero, che negli ultimi anni ha lavorato per far sì che il tennis fosse al primo posto.
Toni Nadal: "In questa decisione non c'entra il tennis"
Ad avallare l'ipotesi 'contrattuale' è arrivato anche Toni Nadal, zio ed ex allenatore di Rafa: "la decisione capisco essere di Alcaraz, perché Ferrero ha detto che avrebbe voluto continuare continuare, quindi immagino che in questo caso il tennis c'entri poco", ha detto al programma spagnolo 'Radioestadio Noche', "le relazioni nel mondo del tennis sono difficili perché chi paga, ovvero il giocatore, di solito paga per ascoltare quello che vuole sentire".
Difficile dopotutto, visti i risultati, che i motivi siano di campo: "A livello di tennis Alcaraz deve essere molto soddisfatto del lavoro che Ferrero ha fatto in tutto questo tempo", ha detto Nadal, "avrei voluto che Ferrero continuasse perché penso che stesse facendo un ottimo lavoro, ma non penso che questo addio avrà ripercussioni su Carlos".

Il Milan è attento sul mercato di gennaio. I rossoneri di Massimiliano Allegri, secondi in Serie A, puntano a rinforzare l'attacco nella sessione di riparazione e hanno messo gli occhi su Niclas Fullkrug, attaccante tedesco con grande esperienza. Un uomo xche piace alla dirigenza del Diavolo per completare la rosa, visti i problemi fisici e di adattamento di Gimenez. Ecco chi è Fullkrug e perché è un obiettivo rossonero.
Ma chi è Niclas Fullkrug? Nato ad Hannover il 9 febbraio 1993, l'attaccante tedesco ha 32 anni e si sta facendo apprezzare soprattutto negli ultimi anni. Esploso nel Werder Brema, tra il 2019 e il 2023, Fullkrug ha segnato 49 gol in 125 partite con il club tedesco. In precedenza, era stato molto prolifico anche con le maglie di Norimberga (18 reti in 59 presenze) e Hannover (24 in 80). Da qualche anno, è nel giro delle convocazioni della Germania, con cui ha giocato i Mondiali 2022: fino a oggi, ha collezionato 24 presenze e 14 gol con la sua nazionale. Oggi Fullkrug gioca in Premier League con il West Ham, club a cui è arrivato nell'estate 2024 per 30 milioni. Fin qui, l'esperienza non è stata molto prolifica, con 3 gol in 28 partite.
Quali sono le sue caratteristiche? Fullkrug è un attaccante molto fisico, alto un metro e 89 e di piede destro. Caratteristiche che sarebbero utili a Massimiliano Allegri per diversificare le scelte in attacco, tra i vari Leao, Nkunku e Pulisic. L'arrivo del tedesco escluderebbe una permanenza in rossonero di Gimenez.

Entro il 2025 Terna prevede di avviare in esercizio infrastrutture di sviluppo per circa 800 milioni di euro. Il risultato registrato nell’anno conferma l’impegno della Società guidata da Giuseppina Di Foggia nel rafforzare sicurezza e resilienza della rete di trasmissione nazionale, a sostegno del percorso di transizione energetica del Paese. Dal 2023 il valore degli interventi consegnati alla piena operatività è di oltre 2 miliardi di euro.
“Le opere di Terna entrate in esercizio dal 2023 ad oggi, per oltre due miliardi di euro di investimenti, rendono la trasmissione dell’energia più sicura e la rete più flessibile. Il collegamento sottomarino con l’Isola d’Elba, il potenziamento della rete elettrica siciliana, le nuove interconnessioni con l’Austria e la Francia: infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare nuova energia rinnovabile”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, ad e dg di Terna.
"Nello stesso periodo, sono stati autorizzati oltre 80 progetti, per un valore record superiore ai sei miliardi di euro. Le principali opere sono già in fase di realizzazione: grandi infrastrutture che uniscono il Paese ed incrementano l'efficienza della rete, rendendola in grado di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dai punti di generazione alle aree con maggiore consumo. È la conferma della nostra capacità di esecuzione. E continueremo così: per garantire all’Italia un sistema elettrico più affidabile e pronto per le sfide del futuro”.
Nell’anno sono stati realizzati oltre 300 km di collegamenti elettrici, progettati assicurando la massima attenzione verso soluzioni a ridotto impatto ambientale. Tra le opere principali, quelle per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, con oltre 130 km di elettrodotti interrati per garantire una magliatura più robusta e affidabile della rete. In Sicilia, inoltre, è stata completata la direttrice a 380 kV Paternò–Pantano–Priolo, opera chiave per il sistema elettrico regionale, che contribuisce a migliorare la continuità del servizio e a supportare l’integrazione delle fonti rinnovabili.
Questi interventi si aggiungono ad altre importanti infrastrutture operative dal 2023 come l’interconnessione in cavo interrato tra Italia e Francia e quella tra Italia e Austria, che incrementano la capacità di scambio e rafforzano la stabilità del sistema energetico nelle regioni alpine, e il collegamento Elba–Continente, l’elettrodotto sottomarino che raddoppia le linee di connessione tra la rete dell’Isola e Piombino (Livorno).
Sul fronte autorizzativo, a oggi il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e gli Assessorati regionali competenti hanno dato il via libera a 36 nuovi interventi di Terna distribuiti su tutto il territorio nazionale, per un investimento complessivo di 1 miliardo di euro. Tra i principali progetti autorizzati nel 2025, la razionalizzazione della rete nella Brianza Ovest, la nuova stazione elettrica a Volpago (Treviso) e l’elettrificazione delle banchine del porto di La Spezia, prima a livello nazionale in questo ambito. Si aggiungono, inoltre, il riassetto del Quadrante Sud-Ovest di Roma, per incrementare l’efficienza della rete della Capitale, e la realizzazione della nuova stazione elettrica di Perdasdefogu (Nuoro) per garantire maggiore resilienza in un territorio soggetto a frequenti fenomeni nevosi.
Dal 2023 sono stati autorizzati progetti di Terna di rilevanza nazionale ed europea, che contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e aumenteranno la capacità di scambio tra zone di mercato. Di questi, i più importanti sono collegamenti sottomarini: il ramo ovest del Tyrrhenian Link, tra Sicilia e Sardegna; il Sa.Co.I 3, il progetto di rinnovo, ammodernamento e potenziamento dell’elettrodotto tra Sardegna, Corsica e Toscana; l’Adriatic Link, che unirà Marche e Abruzzo; Elmed, il ponte energetico tra Italia e Tunisia; e l’elettrodotto Bolano–Annunziata, tra Calabria e Sicilia.
Insieme allo sviluppo delle nuove opere, anche nel 2025 il Gruppo ha predisposto il Piano di Sicurezza, che definisce interventi dedicati alla prevenzione e mitigazione dei disservizi, attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate di monitoraggio e controllo, la digitalizzazione delle infrastrutture e misure per accrescere la resilienza della rete agli effetti dei cambiamenti climatici. Nel Piano Industriale il Gruppo ha destinato 2,3 miliardi di euro al potenziamento della sicurezza e della stabilità del sistema elettrico nazionale, prevedendo l’installazione di nuove apparecchiature di regolazione – tra cui compensatori sincroni, reattori, Statcom e resistori stabilizzanti – essenziali per garantire continuità del servizio e preparare la rete alle sfide della transizione energetica e della crescente digitalizzazione.

Pulsee Luce e Gas, società per le utenze domestiche di Axpo Italia, annuncia l’inizio della collaborazione con Stefano De Martino che sarà il nuovo testimonial ufficiale dell’azienda.
L’accordo, siglato con Rai Pubblicità, concessionaria pubblicitaria in esclusiva per l’artista, prevede attività di comunicazione e presenza su diversi canali e si pone l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Pulsee sul mercato italiano dell’energia promuovendo valori di innovazione, affidabilità, sostenibilità e trasparenza. Artista, showman e conduttore tra i più amati dal pubblico Italiano, protagonista di “Affari Tuoi” uno dei format televisivi di maggiore successo della rete ammiraglia della tv pubblica, Stefano De Martino ha visto negli ultimi anni crescere la sua popolarità grazie alla conduzione di diversi programmi di successo tra cui “Made in Sud”, “Bar Stella” e “Stasera tutto è possibile” in cui ad uno stile comunicativo coinvolgente ha unito una versatilità artistica in grado di renderlo punto di riferimento di un pubblico ampio e intergenerazionale.
Una spontaneità espressiva che lo rende il volto perfetto di una società energetica che, a pochi anni dal lancio sul mercato italiano dell’energia, ha messo al primo posto la trasparenza nei confronti dei consumatori, la volontà di innovare i linguaggi di un settore spesso legato a dinamiche fredde e distaccate, la credibilità di una società come Axpo Italia, presente da oltre 25 anni in Italia e tra le primissime aziende sul mercato libero dell’energia nazionale. Grazie a prodotti unici e innovativi, ad un ecosistema digitale semplice e intuitivo e a servizi che adattano l’energia che serve allo stile di vita del singolo, Pulsee ha inaugurato un nuovo modo di coinvolgere le persone, candidandosi a modificare il loro rapporto con l’energia di casa affinché diventi attivo, più consapevole, partecipato nel segno di tecnologia, innovazione e sostenibilità.
L’energia giusta di Stefano De Martino si unirà a quella di Pulsee Luce e Gas per una serie di attività di comunicazione che troveranno spazio in TV, online e sui social già nei prossimi mesi.
Il posizionamento del brand “Con l’energia giusta puoi fare qualsiasi cosa” prende vita nel racconto di Stefano De Martino che in tre spot descrive un’energia che va oltre luce e gas, arrivando all’energia che muove le persone. È così che, mentre sentiamo la voce dei suoi pensieri, ci godiamo piccoli frammenti di vita quotidiana: una mamma che sveglia la figlia al mattino, un bambino che si allena in un campetto, un uomo che sta per andare al lavoro con la sua auto elettrica. Piccoli, autentici istanti, che raccontano l’importanza di affrontare con l’energia giusta le sfide della quotidianità. Quell’energia semplice, moderna e trasparente, che ci permette grazie all’offerta Limit.e, di mettere un tetto ai costi ed essere protetti da aumenti estremi; o che grazie all’Energimetro ci aiuta a monitorare e comprendere i consumi degli elettrodomestici direttamente dallo smartphone, potendo migliorare i consumi e i costi in bolletta.
“Siamo davvero entusiasti di dare il benvenuto nella squadra di Pulsee Luce e Gas a Stefano De Martino" ha commentato Alicia Lubrani, ad di Pulsee Luce e Gas. “La scelta riflette una nuova fase della strategia di espansione di Pulsee Luce e Gas, che punta a rafforzare la presenza su tutto il territorio italiano e a rendere ancora più capillare la nostra proposta, affiancando a questa nuova dimensione espansiva fatta di punti vendita fisici in tutta Italia, il corredo genetico della marca che è composto da semplicità, accessibilità e sostenibilità. In questa direzione, la popolarità di Stefano e la sua capacità di comunicare in modo efficace ad un pubblico trasversale, si abbina in modo perfetto all’evoluzione di Pulsee in senso nazionale e territoriale e siamo certi che darà ulteriore impulso alla riconoscibilità del marchio. Quello dell’energia è un settore che ha un enorme bisogno di essere raccontato in modo semplice e non vediamo l’ora di mostrare a tutti i risultati di questo connubio che saprà trasmettere modernità, fiducia e uno sguardo innovativo verso il futuro”.
“Ho apprezzato questo nuovo progetto sin dal presupposto: con l’energia giusta è davvero possibile fare qualsiasi cosa. Il racconto della campagna esprime molto bene quanto questo concetto sia fonte d’ispirazione per Pulsee Luce e Gas così come per me”. E' il commento di Stefano De Martino. “L’energia è stata la forza che ha guidato ogni passo del mio percorso, anche quando ho scelto strade nuove, apparentemente rischiose o inaspettate. Autenticità e passione sono valori che mi rappresentano e che ritrovo nel brand, con cui condivido l’obbiettivo di raggiungere tutta l’Italia in modo trasversale, portando consapevolezza, trasparenza e affidabilità rispetto ad un elemento importantissimo per l’economia domestica. Raggiungere le famiglie mettendo a disposizione credibilità e impulso all’innovazione e al cambiamento contribuisce a coltivare l’idea che l’energia non è solo luce e gas ma è la sintesi di tutto quanto spinge a migliorarsi ogni giorno” conclude Stefano De Martino.

Gran finale per 'Un Professore 3', la fortunata serie in onda oggi su Rai1, alle 21.30, per gli ultimi due episodi intitolati 'Buddha' e 'L'esame'. A salutare il pubblico, a poche ore dall'ultima puntata, è lo stesso Alessandro Gassmann-Dante (il prof che interpreta) su Instagram. "Questa sera chiudiamo la terza stagione - scrive -. Davvero grazie per il calore e l’affetto che ricevo per questo personaggio. Il nostro lavoro consiste nel fingere di essere qualcun altro, ma abbiamo bisogno che voi fingiate di credere che noi lo siamo veramente. In questo caso, un po’, ci ho creduto anche io. Grazie davvero e buon Natale!!! Dante".
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Secondo le anticipazioni, questa sera gli studenti del liceo Da Vinci faranno una visita a sorpresa al loro prof. per convincerlo a rivedere la sua scelta di lasciare l'insegnamento. Greta sta meglio e stringe con Dante un patto: tornerà a scuola solo se anche lui farà lo stesso. Manuel, vedendo la madre in difficoltà, decide di prendere l'iniziativa e rivelare al professore il segreto che Anita non riesce a confessargli. E Anita e Dante, finalmente, si parlano davvero. Mesi dopo, è il momento dell'esame di maturità e i ragazzi devono affrontare le loro paure. Dante, ancora una volta, sosterrà la sua 5a B fino al grande giorno.

Realtà virtuale e controllo mioelettrico per la riabilitazione dell'ictus cerebrale. Un team di ricercatori della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, in collaborazione con l'università di Roma Tor Vergata, ha sviluppato e testato un nuovo sistema tecnologico che combina controllo mioelettrico e realtà virtuale per favorire il recupero motorio dell'arto superiore in persone colpite da ictus cerebrale. La strumentazione - per ora utilizzata in un contesto di ricerca, ma che ha portato a buoni risultati pubblicati sulla rivista 'Frontiers in Bioengineering and Biotechnology' - introduce un algoritmo di controllo assistivo e adattivo progettato per favorire il riapprendimento di schemi muscolari funzionali attraverso un'interazione attiva e personalizzata del paziente con un ambiente virtuale immersivo. Il sistema è stato testato in una fase pilota su 3 pazienti cronici post ictus, mostrando miglioramenti nella precisione del movimento, nella coordinazione muscolare e nella somiglianza dei pattern di attivazione rispetto a quelli di soggetti sani.
"Il nostro obiettivo è creare un ambiente di allenamento che stimoli il cervello a riapprendere il controllo motorio in modo attivo, combinando l'impegno volontario del paziente con un supporto intelligente e personalizzato - spiega Matteo Nocilli, bioingegnere e ricercatore del Laboratorio di Fisiologia neuromotoria della Fondazione Santa Lucia Irccs, che ha realizzato il sistema - I segnali elettrici dei muscoli del braccio colpito sono interpretati e tradotti dal sistema in movimenti virtuali realistici. Un algoritmo intelligente corregge questi movimenti in tempo reale, aiutando il paziente a riconoscere e rinforzare schemi di attivazione più funzionali".
Il principio alla base del sistema - descrive una nota - è quello di guidare gradualmente il paziente verso un controllo muscolare più fisiologico, senza sostituirne l'impegno attivo. L'algoritmo elabora in tempo reale i segnali elettrici generati dai muscoli del braccio colpito e li traduce nel movimento di un cursore all'interno dell'ambiente di realtà virtuale. L'assistenza viene fornita proiettando l'attività muscolare alterata del paziente su un modello di riferimento sano, che rappresenta un pattern di attivazione muscolare fisiologico. "In questo modo - illustra la ricercatrice responsabile del progetto, Denise Jennifer Berger - il paziente riceve un aiuto che lo guida a produrre movimenti più coordinati e naturali, pur continuando a impegnarsi attivamente nel controllo. Il livello di assistenza si adatta costantemente alla prestazione del paziente: aumenta quando il compito è difficile e diminuisce man mano che il controllo migliora, mantenendo il giusto equilibrio tra supporto e sfida". Questo approccio favorisce motivazione, apprendimento motorio e neuroplasticità, elementi chiave per il recupero funzionale dopo l'ictus.
Verso protocolli personalizzati da applicare anche a domicilio
"Si tratta di una tecnologia che unisce neuroscienze e ingegneria per ottenere un approccio di riabilitazione innovativo - sottolinea Andrea d'Avella, co-autore dello studio e docente di Fisiologia all'università di Roma Tor Vergata - In futuro potremo integrare questi algoritmi nei protocolli di riabilitazione personalizzata, anche a domicilio, rendendo la terapia più efficace e accessibile, e valutarne la generalizzabilità e l'applicabilità anche su ulteriori patologie quali ad esempio la paralisi cerebrale".
Per i ricercatori "i risultati ottenuti aprono la strada a studi longitudinali per valutare l'efficacia clinica del metodo su un numero maggiore di pazienti e nel lungo periodo". A questo scopo, è già stato avviato un trial clinico multicentrico coordinato dalla Fondazione Santa Lucia Irccs. Questo trial, condotto in collaborazione con il Laboratorio di Neuropsicofisiologia sperimentale guidato da Giacomo Koch del Santa Lucia Irccs, prevede il coinvolgimento di 45 pazienti post-ictus che parteciperanno a 12 sessioni di riabilitazione basate sul controllo mioelettrico assistito in realtà virtuale, combinate con una stimolazione cerebellare non invasiva. L'obiettivo è valutare se la combinazione di queste due tecnologie possa migliorare in modo più duraturo la funzionalità dell'arto superiore rispetto alle terapie convenzionali.
Lo studio - riporta la nota - è stato realizzato presso il Laboratorio di Fisiologia neuromotoria della Fondazione Santa Lucia, con il sostegno del ministero della Salute (finanziato dall'Unione europea - Next Generation Eu - Nrrp M6C2 - Investimento 2.1 Miglioramento e potenziamento della ricerca biomedica nel Ssn).

"La terapia chemio-free nel linfoma mantellare è fattibile, sicuramente è il futuro e ci auguriamo che questo tipo di terapia sia presto disponibile per tutti questi pazienti, perché attualmente vengono ancora trattati con la chemio-immunoterapia". Così Enrico Derenzini, direttore Divisione Oncoematologia, Ieo-Istituto europeo di oncologia di Milano e professore associato di Ematologia all'università Statale di Milano, commenta i risultati degli studi Echo e Traverse presentati all'Ash, il Congresso della Società americana di ematologia che si è svolto a Orlando. (VIDEO[1])
"Il linfoma mantellare - spiega l'oncologo - è una sindrome linfoproliferativa, un tipo di linfoma non Hodgkin che colpisce i linfociti B maturi. E' un linfoma tipico dell'adulto anziano con un'età media di incidenza intorno ai 70 anni, anche se in certi casi può colpire anche persone più giovani. Come tutti i linfomi si manifesta con ingrandimento dei linfonodi, per cui ci si può accorgere di avere un linfonodo ingrossato che si palpa, specialmente se il linfonodo è superficiale, ma può coinvolgere anche il midollo osseo dando talvolta sindrome leucemica, quindi linfociti B circolanti nel sangue periferico e in organi di vario tipo tra cui, in prima istanza, il tratto gastrointestinale. Infatti è molto facile ritrovarlo sia nell'intestino che nello stomaco con esami istologici fatti in corso di endoscopia".
Tradizionalmente, ricorda Derenzini, "il linfoma mantellare si cura con un approccio di tipo chemio-immunoterapico. Fino ad oggi è stato poco curabile: era facile indurre remissioni complete, ma spesso queste remissioni complete non duravano, con una storia naturale di malattia caratterizzata da molteplici recidive. I linfomi mantellari - illustra l'esperto - possono essere distinti con score", valori "di rischio, a seconda di alcuni fattori. In primis un rate di proliferazione cellulare aumentata, quindi la presenza di mutazioni di P53 che è un gene molto importante che regola la risposta ai farmaci e ai chemioterapici in particolare, e anche alcune varietà istologiche particolari come la varietà pleomorfa o la varietà blastoide che si associano a cattiva prognosi".
Lo studio Echo "di fase 3, randomizzato, presentato all'Ash - descrive l'oncologo - confrontava una terapia standard, un'immunoterapia (rituximab) associata a un chemioterapico (bendamustina), nel paziente con età maggiore o uguale a 65 anni. Questo standard veniva confrontato con lo stesso backbone (rituximab e bendamustina) associato o meno a un inibitore di Btk (Bruton tyrosine kinase) che è una chinasi attiva, essenziale per la proliferazione cellulare del linfoma mantellare. L'inibitore di Btk era acalabrutinib. Lo studio ha quindi confrontato la terapia standard con o senza acalabrutinib". I risultati, con un follow up arrivato a circa 50 mesi, "sono importanti - riferisce Derenzini - Hanno confermato la superiorità del trattamento sperimentale con acalabrutinib in termini di progression free survival, ma hanno anche evidenziato un altro dato molto importante, ovvero che la terapia combinata con acalabrutinib, a partire dalla prima linea, riduce di circa il 24% il rischio che il paziente faccia poi una terapia di terza linea. Questo significa che c'è un impatto tangibile sulla storia naturale di questa malattia". I dati "confermano il vantaggio che si ha nell'abbinare fin dalla prima linea di terapia l'inibitore di Btk - rimarca - Questo studio infatti prevedeva un crossover: i pazienti che non facevano acalabrutinib, quindi randomizzati al braccio di terapia standard, potevano riceverlo alla progressione. I dati ci dicono che utilizzarlo fin dall'inizio comporta un vantaggio che ci si porta dietro, nel lungo termine, la riduzione del rischio di dover fare almeno tre linee di trattamento".
All'ultimo Ash sono stati presentati anche risultati preliminari dello studio Traverse, "di fase 2, che ha analizzato una coorte di pazienti non precedentemente trattati, quindi sottoposti a un regime di terapia completamente chemio-free alla diagnosi - prosegue Derenzini - Questo prevedeva una prima fase di induzione composta da 3 farmaci: rituximab, acalabrutinib come inibitore di Btk, associato a un inibitore di Bcl2, venetoclax. Alla fine di questa fase di induzione, in presenza di malattia minima residua (Mrd) negativa, quindi di remissione completa, i pazienti erano randomizzati all'osservazione oppure a proseguire il solo acalabrutinib. Nello studio Traverse circa il 20% dei pazienti presentava alla diagnosi una mutazione del gene P53, che come sappiamo si associa a una cattiva prognosi dopo chemio-immunoterapia standard. Ebbene, con questo regime di terapia questi pazienti hanno avuto un tasso di remissioni complete assolutamente sovrapponibile a quello dei pazienti senza mutazione di P53".
L'endpoint primario di questo studio "era il tasso di remissioni complete con malattia minima residua negativa e ha dato risultati assolutamente promettenti, con un overall response rate superiore al 90% - riporta l'esperto - Si tratta di risultati molto preliminari, in quanto la grande maggioranza dei pazienti, al momento dell'analisi, era ancora durante il trattamento di induzione, ma con più del 50% di remissioni complete, praticamente tutte Mrd negative. Solo 12 pazienti al momento dell'analisi avevano completato tutta la fase di induzione, e tutti e 12 erano in remissione completa Mrd negativa. L'abbinamento di immunoterapia con rituximab, inibitore di Btk (acalabrutinib) e inibitore di Bcl2 (venetoclax) - conclude - può essere estremamente efficace anche in pazienti che fino a oggi sono stati classificati come a prognosi cattiva a seguito di trattamenti standard".

In Italia nel 2025 sono stimate circa 390.000 nuove diagnosi di cancro, un numero che segna una sostanziale stabilità rispetto al 2024, con una tendenza alla diminuzione alla luce della progressiva riduzione dei casi negli uomini. I dati emersi ieri pomeriggio da parte della Commissione europea confermano per la prima volta in Europa un calo dell'1,7% dei casi complessivi, addirittura del 2,6% in Italia. Questa tendenza è dovuta da un lato alla diminuzione totale della popolazione, dall'altro alla riduzione delle diagnosi di tumore del polmone nei maschi.
Un trend positivo, a cui si accompagna un complessivo calo del 9% dei decessi oncologici negli ultimi 10 anni nel nostro Paese, ancora più evidente nelle neoplasie del polmone (-24%) e del colon retto (-13%). Sono dati migliori rispetto alla media europea e si traducono in una sopravvivenza a 5 anni più alta nei tumori più frequenti, cioè in quelli di mammella (86% rispetto a 83%), colon retto (64,2% rispetto a 59,8%) e polmone (15,9% rispetto a 15%). Tuttavia, al Sud il 15% delle pazienti cambia regione per la chirurgia mammaria, arrivando quasi al 50% di interventi fuori regione nel caso della Calabria. E' quanto emerge dalla 15esima edizione del rapporto 'I numeri del cancro in Italia 2025' dell'Associazione di oncologia medica, frutto della collaborazione tra Aiom, Airtum (Associazione italiana registri tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale screening (Ons), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d'Argento e della Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica (Siapec-Iap), presentato questa mattina a Roma a Palazzo Baldassini.
Nel nostro Paese - rileva il report - in 5 anni (2020-2024) è aumentato il numero di cittadini che aderiscono ai programmi di prevenzione secondaria. Per lo screening mammografico la copertura è passata dal 30% nel 2020 al 50% nel 2024, per il test del sangue occulto nelle feci (per la diagnosi precoce del tumore del colon retto) dal 17% al 33% e per lo screening cervicale dal 23% al 51%. Significativo il recupero delle adesioni anche al Sud, dove è triplicata la copertura: la mammografia è aumentata dal 12% al 34%, il test del sangue occulto fecale dal 5% al 18% e lo screening cervicale dal 12% al 37%.
Tuttavia permangono criticità, come appunto l'elevata mobilità sanitaria regionale al Sud per interventi chirurgici per tumore della mammella, con indici di fuga 3 volte superiori a quelli del Centro-Nord. In Italia nel 2023 - evidenzia il rapporto - sono stati effettuati 66.351 interventi per carcinoma mammario (61.128 nella regione di residenza e 5.223 fuori Regione): a livello nazionale la percentuale di chirurgia mammaria in mobilità è pari a circa l'8%, ma si va dal 5% al Nord al 15% al Sud. Resta ancora molta strada da percorrere anche sul piano della prevenzione primaria, cioè degli stili di vita sani. In Italia il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso e il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario.
"Grazie al progresso terapeutico che introduce in pratica clinica nuove indicazioni e nuove sequenze di trattamento, e al prolungamento del tempo di cura, il carico di lavoro per le strutture sanitarie cresce notevolmente, molto più di quanto aumentino la forza lavoro e gli ospedali - afferma Massimo Di Maio, presidente Aiom - E i campanelli d'allarme per il numero di medici e infermieri del Servizio sanitario nazionale suonano in continuazione, non ultimo per fenomeni che giocano contro la tenuta del servizio pubblico. Che, al contrario, rappresenta una ricchezza del Paese, che va difesa in ogni modo. E allora abbiamo sempre più bisogno di prevenzione, sia per far diminuire il numero di persone che si ammalano sia per fare le diagnosi, laddove si può, più presto, quando la probabilità di guarire è più alta e l'impegno terapeutico, per il paziente e per il Servizio sanitario nazionale, è minore".
"Crediamo nella capacità delle istituzioni di programmare in maniera tempestiva perché, dietro la formalità dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), vi sono i bisogni dei pazienti che richiedono il rispetto dei tempi oltre che dell'appropriatezza delle prestazioni. L'ottimismo, però, non cancella i problemi - sottolinea Francesco Perrone, presidente Fondazione Aiom - La tossicità finanziaria, cioè l'impatto economico del cancro, continua a colpire in Italia. Bisogna tutelare il diritto alla salute e contenere le disequità, ancora troppo evidenti. E' grande anche il bisogno di cure palliative, da associare alle terapie antineoplastiche, per evitare che il fine vita si traduca in un momento di abbandono. La nostra società scientifica ha più volte evidenziato la necessità che il disegno di legge in materia di morte medicalmente assistita non escluda il Ssn, il solo in grado di garantire tutti i percorsi integrati, incluse le cure palliative simultanee. Ci auguriamo che il legislatore rispetti la dignità e i diritti dei pazienti oncologici, in maniera equa, e non demandi ad altri decisioni che vanno condivise in un contesto di alleanza terapeutica".

Arrestare la progressione della demenza frontotemporale con mutazioni del gene Grn. E' l'obiettivo di AviadoBio, azienda pionieristica nel campo della terapia genica, dedicata allo sviluppo e alla fornitura di farmaci potenzialmente rivoluzionari per le malattie neurodegenerative, che ha annunciato oggi l'avvio in Italia della sperimentazione clinica di fase 1-2 Aspire-Ftd. La sperimentazione valuta Avb-101, una terapia genica sperimentale, nelle persone affette da demenza frontotemporale (Ftd) con mutazioni del gene Grn (Ftd-Grn). L'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano è l'unico centro italiano che partecipa allo studio.
La Ftd è una forma devastante di demenza a esordio precoce che varia da individuo a individuo, informa la farmaceutica in una nota. E' la causa più comune di demenza nei soggetti di età inferiore ai 65 anni. I sintomi possono includere cambiamenti nella personalità o comportamenti insoliti, perdita progressiva del linguaggio, perdita delle funzioni esecutive e delle capacità cognitive, apatia e mobilità ridotta. Le persone affette da Ftd che presentano mutazioni del gene Grn, responsabile della malattia, producono una quantità ridotta della proteina progranulina. Abb-101 è una terapia sperimentale somministrata una sola volta, progettata per fornire una copia funzionale del gene Grn direttamente al cervello e ripristinare così i livelli di progranulina. Se questo meccanismo d'azione si rivelerà effettivo, il trattamento potrebbe contrastare la progressione della malattia nei pazienti affetti da Ftd-Grn.
"Siamo orgogliosi - dichiara David Cooper, Chief Medical Officer di AviadoBio - dei significativi progressi compiuti nell'avanzamento della parte dedicata all'aumento del dosaggio" del trattamento "nella sperimentazione clinica Aspire-Ftd a livello globale, e siamo lieti di collaborare con l'Istituto neurologico Carlo Besta per portare questa importante ricerca sulla terapia genica Ftd-Grn ai pazienti italiani affetti da Ftd. La missione di AviadoBio è quella di trasformare la vita delle persone affette da devastanti malattie neurodegenerative e non vediamo l'ora di condividere gli aggiornamenti clinici man mano che continuiamo a portare avanti questo programma fondamentale".
"Siamo lieti di partecipare a questa sperimentazione clinica in qualità di centro leader nel Paese nella ricerca sulle malattie neurologiche, attivamente coinvolto nel promuovere scoperte significative sulle strategie terapeutiche innovative per i disturbi neurologici - afferma Giuseppe Di Fede, responsabile dell'Unità di Neurologia 8 - Demenze e patologie degenerative del sistema nervoso centrale del Besta, e principal investigator del trial clinico - La prima fase dello studio, attualmente limitata a un numero ridotto di pazienti in tutto il mondo, mira essenzialmente a testare la sicurezza del trattamento - come obiettivo primario - e la sua efficacia preliminare nel contrastare la progressione della malattia. Se questi obiettivi saranno raggiunti nella prima fase della sperimentazione, la terapia genica sperimentale sarà probabilmente estesa a un numero elevato di individui affetti da Ftd-Grn. In caso di successo, questo approccio innovativo potrebbe un giorno portare benefici alle famiglie che convivono con la Ftd-Grn, non solo in Italia, ma in tutto il mondo".
Avb-101 - spiega la nota - viene somministrato come trattamento una tantum utilizzando una procedura neurochirurgica stereotassica minimamente invasiva direttamente nella parte del cervello chiamata talamo. Il talamo è un centro nevralgico per la connettività nel cervello con proiezioni diffuse in tutto l'organo, compresa la corteccia, un'area chiave colpita dalla Ftd-Grn. La procedura neurochirurgica per somministrare Avb-101 bypassa la barriera emato-encefalica, limitandola quindi solo al cervello stesso, dove è più necessaria. Allo stesso tempo, ciò riduce potenzialmente la quantità di dose richiesta e l'esposizione sistemica in altre parti del corpo.
"Il Dipartimento di Neurochirurgia dell'Istituto Besta è sempre stato all'avanguardia nelle terapie e nelle tecnologie innovative - evidenzia Vincenzo Levi, neurochirurgo funzionale del Besta e sub investigator del trial clinico - Da un punto di vista chirurgico, va sottolineato come il bypass della barriera emato-encefalica possa aumentare la possibilità di ripristinare i livelli di progranulina in questi pazienti, con l'intento di rallentare o arrestare - qualora tale approccio si rivelasse realmente efficace - la progressione della Ftd-Grn. Inoltre, l'esecuzione dell'intervento chirurgico sotto guida Rm", risonanza magnetica, "migliora la sicurezza - rimarca lo specialista - e fornisce una conferma in tempo reale del posizionamento della cannula e della copertura dell'infusione. In qualità di uno dei centri leader a livello nazionale nel campo della neurochirurgia, siamo entusiasti di sostenere questo importante studio di terapia genica nella nostra struttura dotata di risonanza magnetica intraoperatoria".

Un Natale all’insegna dell’auto regalo: da non intendersi come una forma di egoismo ma di gratificazione e per 'concedermi qualcosa che desidero fare da tempo' (per il 47% degli italiani). Sono oltre il 22% gli italiani che ricorreranno all’auto regalo per il Natale 2025, soprattutto giovani dai 25 ai 34 anni d’età (31,5%) che lo fanno anche per 'premiare la propria indipendenza e libertà' (19,1%). E quali sono gli auto-regali più gettonati? Al primo posto troviamo i prodotti tecnologici (26,1% degli italiani), seguiti da dall’abbigliamento (22,8%) e da un viaggio (per 17,9%), mentre il 2,5% dei giovani italiani si regalerà un animale domestico.
E' questa la fotografia che emerge dalla ricerca ideata e realizzata da Big (Business intelligence group) sotto la direzione del sociologo Gianni Bientinesi, ceo del gruppo, su panel Bilendi con oltre 3600 interviste eseguite soltanto nel mese di dicembre su individui italiani di entrambi i sessi con più di 24 anni.
Dai dati della ricerca emerge che la maggior parte degli italiani effettuerà almeno un regalo quest’anno e ‘i più gentili’ sono quelli di età compresa tra i 35 e i 44 anni (arrivano fino al 93%), seguiti dagli under 34 (il 91,3% farà un regalo), la fascia 45-54 (90,6%) e gli over 54 (88,8%). Se consideriamo le zone d’Italia, in testa in questa classifica il Centro (92,7%), poi il Nord Est (90,5%), il Nord Ovest (89,8%) e infine Sud e Isole (89%). Va specificato che un italiano su cinque tra coloro che vivono da soli, soli rimarranno anche a Natale e non faranno regali né a se stessi né agli altri (18.8%).
In generale, la tendenza in crescita per tutte le fasce di intervistati è quella all’auto regalo natalizio: primato per la fascia 25-34 anni: il 31,6% di loro farà un regalo a sé stesso e i single (19,8%), mentre si fermano tra il 22% e il 23% le fasce 34-45 e 45-54 che propendono un po’ di più per fare almeno un regalo a familiari, coniugi e colleghi.
In generale quali saranno gli auto regali più gettonati (sopra l’1%) secondo i dati della ricerca Big (Business intelligence group)? Boom per i prodotti tecnologici (26,1%), poi abbigliamento (22,8%), un viaggio (17,9%), accessori (15,9%), hobby e passioni (14,1%), prodotti per la cura di sé (10,1%), un’esperienza (4,9%), arredamento e decorazioni per la casa (4,2%), abbonamenti o servizi (2,6%), giochi e divertimenti vari (1,7%) e animali domestici (1,5%). Come emerso dalla ricerca, sono i giovani quelli che effettueranno più regali a sé stessi (fascia 25-34 anni) e opteranno anch’essi in primis per i prodotti hi-tech (26,3%), al secondo posto sale il viaggio (25,3%), mentre il 22,2% dei giovani amano auto regalarsi un nuovo capo d’abbigliamento. Bene anche i prodotti per la cura di sé (7,6%) e l’animale domestico (2,5%).
Per quanto riguarda le motivazioni che spingono gli italiani ad auto regalarsi qualcosa per questo Natale 2025, in testa la risposta 'per gratificarmi e concedermi qualcosa che desidero fare da tempo' (47%) soprattutto per gli over 34, al secondo posto 'per vivere un momento di piacere e di benessere personale' (14%). Sul gradino più basso del podio e selezionato da molti degli intervistati c’è anche 'per celebrare la mia indipendenza e libertà personale' (8,9%), voce che è molto più gettonata dalla fascia under 34 ed è selezionata da un intervistato su 5 (19,1%). Più indietro tra le motivazioni dell’auto regalo per questo Natale 2025 ci sono anche 'per alleviare lo stress accumulato nel corso degli ultimi mesi' (8,5%) e 'per compensare frustrazioni e tirarmi su di morale' (5,2%) che è considerata un po’ più importante per la fascia dei giovani 25-34 (10,2%).

Continua il calo demografico, aumentano gli anziani e diminuiscono i giovani, mentre le donne sono più degli uomini. Gli stranieri invece rappresentano il 9,1% della popolazione ed è proprio la dinamica migratoria, in aumento, ad attenuare il calo. Sono alcune delle fotografie che emergono dal censimento 2024 dell'Istat pubblicato oggi, giovedì 18 dicembre. Al 31 dicembre 2024 la popolazione abitualmente dimorante in Italia conta 58.943.464 individui. Rispetto alla stessa data del 2023 si osserva un lieve decremento di 27.766 unità, pari a -0,5 per mille.
Il calo di popolazione su base nazionale riflette dinamiche territoriali non omogenee, che vedono decrementi relativi più intensi nel Sud (-2,5 per mille) e nelle Isole (-2,8 per mille) e una diminuzione più lieve al Centro (-1,0 per mille). Al contrario, nel Nord-ovest e nel Nord-est si osservano incrementi (rispettivamente +1,4 e +1,2 per mille). Tra le regioni, si registrano variazioni negative della popolazione in tutte quelle del Mezzogiorno (con un picco di -6,1 per mille in Basilicata) e del Centro (-1,9 per mille in Umbria). Nel Nord, invece, fatta eccezione per la Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste (-2,8 per mille) e per il Friuli-Venezia Giulia (-1,1 per mille), la popolazione cresce in tutte le regioni, con un massimo del +4,0 per mille nella Provincia autonoma di Bolzano/Bozen.
La dinamica positiva della popolazione straniera concorre a contenere la flessione della popolazione a livello nazionale e a sostenere la lieve crescita riscontrata nel Nord. Infatti, al 31 dicembre 2024, gli stranieri residenti ammontano a 5.371.251 individui (+22,4 per mille rispetto al 2023) e la loro incidenza sul totale della popolazione residente raggiunge il 9,1% (era pari all’8,9% nel 2023).
Aumentano gli anziani, diminuiscono i giovani
Al 31 dicembre 2024 l’età media della popolazione è pari a 46,9 anni (48,2 anni per le donne e 45,4 anni per gli uomini), in ulteriore crescita, di oltre tre mesi, rispetto al 2023. Rispetto alla stessa data dell’anno precedente la quota di individui di 0-14 anni scende dal 12,2% all’11,9%. La popolazione in età attiva (15-64 anni), pari al 63,4%, si riduce ulteriormente di un decimo di punto, mentre cresce quella con almeno 65 anni di età, dal 24,3% al 24,7%. In aumento anche il numero dei grandi anziani (85 anni e più), che raggiungono 2 milioni e 410mila individui (+90mila in un anno) e rappresentano il 4,1% della popolazione totale.
Prosegue il processo di invecchiamento della popolazione che accomuna tutte le realtà del territorio, sebbene si osservi una certa variabilità nei livelli e nella velocità. La Campania continua a essere la regione più giovane con un’età media di 44,5 anni, seppur in costante aumento (era 44,2 nel 2023 e 43,9 nel 2022). La Liguria resta la regione più anziana, con un’età media di 49,6 anni, seguita dalla Sardegna (49,2 anni). Ordona (in provincia di Foggia) è il Comune più giovane di Italia, con un’età media di 37,6 anni, mentre Villa Santa Lucia degli Abruzzi (provincia dell’Aquila), con soli 83 abitanti, è quello con l’età media più alta, pari a 65,2 anni.
Confrontando la numerosità degli individui di 65 anni e più con quella dei bambini sotto i 6 anni, nel 2024 si contano per ogni bambino 6 anziani a livello nazionale (erano 5,8 nel 2023, 5,6 nel 2022, 3,8 nel 2011). Il fenomeno dell’invecchiamento 'al vertice e dal basso della piramide' appare quindi sempre più marcato.
Stranieri superano il 9%
Sono 5.371.251 i cittadini stranieri abitualmente dimoranti in Italia al 31 dicembre 2024, oltre 117mila in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente, e rappresentano il 9,1% della popolazione totale (nel 2023 erano l’8,9%). Come nell’anno precedente, si registra un sostanziale bilanciamento tra i sessi, con la componente femminile pari al 49,9% della popolazione straniera. I cittadini stranieri aumentano in tutte le Regioni. La crescita maggiore in termini assoluti si registra in Lombardia (oltre 18mila individui in più, pari a un tasso di incremento del 15,3 per mille), seppur più contenuta rispetto al biennio precedente (+22,9 per mille). Seguono il Piemonte (circa 14mila individui in più, pari a +32,4 per mille), la Campania (circa 13mila individui, pari a +48,7 per mille) e la Sicilia (circa 10mila cittadini in più, +49,9 per mille).
Il Nord e il Centro si confermano le ripartizioni più attrattive: il tasso migratorio interno è pari a +1,5 per mille nel Nord-ovest, +1,8 nel Nord-est e +0,5 per mille nel Centro. Al contrario, nel Sud e nelle Isole, la dinamica interna è negativa, con tassi pari a -2,8 e -2,1 per mille, rispettivamente. La regione più attrattiva è l’Emilia-Romagna, con un tasso migratorio interno pari a +2.6 per mille, mentre la regione con la dinamica migratoria interna maggiormente negativa è la Basilicata (-4,8 per mille).
Ci sono più donne che uomini
Le donne superano gli uomini di 1.200.030 unità e rappresentano il 51,0% della popolazione residente. Il rapporto di mascolinità è pari a 96 uomini ogni 100 donne. Per effetto della maggiore longevità delle donne, il peso della componente femminile cresce progressivamente al crescere dell’età. Fino alla classe 40-44 anni si registra una prevalenza maschile, dovuta sia al rapporto biologico alla nascita costantemente a favore degli uomini (105-106 maschi ogni 100 femmine), sia alla marcata connotazione maschile degli immigrati dall’estero nelle età giovanili-adulte. A partire dalla classe 45-49 anni prevalgono le donne con una quota sempre maggiore che cresce nelle età più avanzate, arrivando a rappresentare il 64,6% dei grandi anziani (85 anni e più) e l’82,4% degli ultracentenari.
A livello regionale il rapporto di mascolinità più alto si registra per il secondo anno consecutivo in Molise (98,6), seguito dal Trentino-Alto Adige (98,3) che, fino al 2022, aveva l’indice più elevato. Il valore più basso si registra in Liguria (93,9).

"L'amore vero? Nella quinta stagione Emily lo trova in sé stessa". Così Lily Collins racconta all'Adnkronos l’evoluzione del suo personaggio in 'Emily in Paris 5', disponibile da oggi su Netflix. Un percorso di crescita interiore che porta la protagonista ad acquisire una nuova sicurezza: "C'è un senso di sollievo nel permettersi di provare tutte le emozioni, di non essere perfetta e di lasciare che le cose vadano come devono. Diventa più disordinata, più umana, più empatica". I nuovi episodi rappresentano un vero punto di svolta per la serie creata da Darren Star (già dietro le serie cult 'Beverly Hills 90210' e 'Sex and the City'). "Questa è la stagione della maturità", spiega il creatore. "Tutti i personaggi crescono, cambiano e affrontano sfide reali". Un'idea condivisa anche da Collins: "Molti equilibri cambiano, ma è proprio grazie alla maturità di tutti che possiamo andare avanti. Se certi colpi di scena o nuove relazioni fossero arrivati nella prima stagione, probabilmente i personaggi sarebbero andati nel panico".
In 'Emily in Paris 5' la protagonista si trova a capo della sede romana dell’Agence Grateau, guidata da Sylvie Grateau (Philippine Leroy-Beaulieu). Trasferitasi in Italia dopo l’esperienza parigina, Emily deve adattarsi a una nuova città mentre affronta sfide professionali e sentimentali sempre più complesse. Quando tutto sembra finalmente andare per il verso giusto, un’idea lavorativa si rivela un fallimento, innescando delusioni amorose e nuovi ostacoli alla carriera. In cerca di stabilità, Emily si rifugia nel suo stile di vita francese, ma un grande segreto rischia di compromettere uno dei suoi rapporti più importanti. Affrontando i conflitti con maggiore sincerità, ne esce però più consapevole, con legami più profondi e la voglia di abbracciare nuove possibilità. La quinta stagione mette in discussione anche uno dei legami più amati della serie, quello tra Emily e Mindy. "È la prima volta che Mindy tiene qualcosa nascosto a Emily", racconta Ashley Park, interprete di Mindy. "Forse per proteggerla, forse per paura. La loro amicizia non ha mai funzionato sulla base della paura. Affrontare il conflitto e comunicare davvero rende il loro rapporto ancora più profondo".
Anche l'inscalfibile Sylvie vive una trasformazione significativa. L'attrice Philippine Leroy-Beaulieu descrive una donna finalmente messa alla prova: "Volevamo romperle l’armatura, metterla in situazioni in cui potesse fallire. Per un attore è una gioia. L’Italia, e Roma in particolare, la aiutano a lasciarsi andare. A Parigi è rigida, in Italia si apre. Poi, tornando a Parigi, torna anche la corazza". Girare in Italia ha lasciato il segno anche fuori dal set. Collins racconta di essere stata colpita "dal calore delle persone, dal rapporto con il cibo e da un tempo che scorre diversamente". Park aggiunge con ironia: "Pensavo di essere intollerante al glutine, poi ho scoperto la pasta italiana. L’Italia mi ha insegnato quanto cultura e storia siano legate al cibo e mi ha spinto a esplorare le mie radici". L’influenza italiana si riflette anche nel linguaggio visivo della serie. Darren Star rivela: "Ci siamo ispirati al grande cinema italiano, da 'Cinema Paradiso' a 'Vacanze Romane'. Per il pubblico americano, Roma è profondamente legata all’immaginario cinematografico". Dopo Roma e Venezia, Emily continuerà a esplorare l'Europa in una possibile sesta stagione? "Il suo cuore è a Parigi", sorride Star, "ma questo non significa che non possa continuare a vagare". (di Lucrezia Leombruni)

Incontri speciali per Jannik Sinner. Il tennista azzurro sta continuando la sua preparazione alla nuova stagione al caldo degli Emirati Arabi Uniti, tra Dubai e Doha, dove ieri è andata in scena la finale di coppa Intercontinentale tra Paris Saint-Germain e Flamengo. A trionfare sono stati i francesi, che si sono imposti ai calci di rigore con un super Safonov, portiere capace di parare quattro penalty su cinque.
Sugli spalti dello stadio Ahmed bin-Ali c'era anche Sinner, che prima del match ha potuto incontrare alcuni dei tanti ambassador invitati dalla Fifa. Tra loro Alexandre Pato, ex attaccante brasiliano del Milan, e Alessandro Del Piero, leggenda della Juventus, con cui Sinner ha scattato una foto condivisa nelle storie Instagram proprio da Pato.
"Del Piero allenati da! Perché con Sinner mi sono messo d'accordo per batterti", è stato il messaggio, accompagnato da una risata, a corredo della foto che ritrae tutti e tre in posa e sorridenti. E per Jannik quello con Pato è un incontro davvero speciale considerata la sua fede, mai nascosta, per il Milan.
Gli allenamenti a Dubai
Sinner si sta continuando ad allenare sotto il sole di Dubai[1]. Jannik ha aumentato già negli scorsi giorni l'intensità degli allenamenti per farsi trovare pronto al primo appuntamento del 2026, gli Australian Open, a cui arriverà da campione in carica.
L'azzurro è stato il protagonista di diversi video che nei giorni scorsi hanno fatto il giro dei social: petto nudo e il 'solito' cappellino, questa volta rosso. Sinner si è mosso soprattutto da fondocampo, colpendo prima di dritto e poi di rovescio: "Bravo Jannik! Ultime quattro!", ha urlato Simone Vagnozzi per spronarlo quando la fatica cominciava a farsi sentire.
Sinner si è anche allenato con la tennista rumena Simona Halep, che aveva annunciato il ritiro proprio in questo 2025. Il tutto è stato documentato da Darren Cahill in una storia pubblicata su Instagram: "Una coppia di campioni", aveva scritto il supercoach australiano. In un'altra storia invece Cahill aveva mostrato uno degli ormai classici momenti di svago del Sinner-team: una partita a beach soccer sulla spiaggia di Dubai, con il Burj Al Arab Jumeirah sullo sfondo.
Sinner a Dubai, vacanze e Formula 1
Sinner, insomma, sta prolungando il suo soggiorno in Medio Oriente. Dopo una breve vacanza alle Maldive[2], Jannik sarebbe volato proprio a Dubai con la fidanzata Laila Hasanovic. Ed è stata proprio la modella a offrire 'indizi' sugli spostamenti del tennista azzurro, postando sui social alcune foto tra cui il Burj Al Arab oltre a un selfie allo specchio e uno scatto con due lettini utili per una lezione di pilates reformer.
L'ultimo weekend invece è stato all'insegna di una delle grandi passioni di Sinner: la Formula 1. In occasione dell'ultimo Gran Premio dell'anno, quello di Abu Dhabi che ha incoronato Lando Norris campione del mondo, Jannik è arrivato al paddock[3] proprio insieme ad Hasanovic per assistere in prima fila alla gara.
Sinner, che già un anno fa fu ospite nel paddock di Abu Dhabi, è arrivato 'scortato' dal suo team, con il coach Simone Vagnozzi e il preparatore Umberto Ferrara. L'azzurro ha posato, in particolare, per una foto con Kimi Antonelli, pilota italiano della Mercedes. Con Antonelli, ha girato sul circuito a bordo di una AMG GT 63 con 585 cavalli. E proprio dal box delle Frecce d'argento ha assistito alla corsa.
Quando gioca Sinner
In Australia Sinner dovrà difendere il titolo degli Australian Open vinto negli ultimi due anni, ma prenderà parte anche alle esibizioni della opening week, la settimana che precederà l'inizio del torneo. Oltre a lui, in quei giorni saranno impegnati a Melbourne i migliori tennisti al mondo, tra cui Carlos Alcaraz, Alexander Zverev e l'altro azzurro Lorenzo Musetti.
Sinner sfiderà il canadese Felix Auger-Aliassime venerdì 16 gennaio alle 7.30 ora italiana, quando scenderà in campo alla Rod Laver Arena di Melbourne.

'Un Professore 3' su Rai 1 ha vinto la prima serata di ieri, mercoledì 17 dicembre. Il primo episodio della fiction con Alessandro Gassmann ha incollato allo schermo 3.539.000 telespettatori, pari al 19,79% di share, mentre il secondo ha raggiunto 3.182.000 telespettatori con uno share del 23%, totalizzando una media di 3.348.000 telespettatori con il 21,3% di share. A seguire, su Canale 5, ‘Stasera…che Sera!’ con Sal Da Vinci ha conquistato 2.163.000 telespettatori e il 17% di share. Su Rai 3, ‘Chi l’ha visto?’ ha interessato 1.312.000 telespettatori, pari all’8,7%, mentre su La7 il film ‘Una giornata particolare’ ha intrattenuto 1.106.000 telespettatori, con il 6,7% di share.
Su Italia 1, ‘The Woman King’ è stato visto da 869.000 telespettatori (5,7%), mentre su Rai 2 ‘True Lies’ ha ottenuto 674.000 telespettatori e il 4,3% di share. Sul Nove, ‘La Corrida’ ha segnato 472.000 telespettatori con il 3,8%, mentre su Rete 4 ‘Realpolitik’ ha totalizzato 357.000 telespettatori (2,9%). Poco sotto, su Tv8, il film ‘Robin Hood – Principe dei ladri’ ha raccolto 392.000 telespettatori, pari al 2,6% di share.
Nella fascia access prime time, su Canale 5 ‘La Ruota della Fortuna’ continua a macinare ascolti con il 28,3% di share. Su Rai 1, ‘Cinque Minuti’ ha ottenuto 3.708.000 telespettatori (20%), mentre ‘Affari Tuoi’ ha raggiunto 4.502.000 telespettatori, pari al 22,4%.

La potenza impegnata, cioè il massimo di energia elettrica da poter usare nello stesso momento, ha un costo fisso, indipendente dai consumi. Ogni kW impegnato pesa in bolletta per circa 25 euro all’anno (Iva inclusa). Di conseguenza: ridurre la potenza di 1 kW comporta un risparmio annuo di circa 25 euro; aumentarla di 1 kW determina un costo aggiuntivo della stessa entità. Va però ricordato che la variazione della potenza costituisce una modifica contrattuale e può prevedere, in alcuni casi, costi iniziali una tantum, che vanno valutati prima di procedere. Ecco come fare.
Perché ridurre la potenza impegnata
La riduzione della potenza può essere conveniente per chi non utilizza a pieno il valore contrattualmente disponibile. È il caso, ad esempio, di: abitazioni di piccole dimensioni; nuclei familiari poco numerosi; seconde case o case vacanza; abitazioni con un numero limitato di elettrodomestici. In queste situazioni, una potenza di 2 o 2,5 kW può risultare sufficiente e consentire un risparmio annuo stabile, in alcuni casi superiore a quello ottenibile con le tariffe biorarie.
Perché aumentare la potenza impegnata
Un aumento di potenza può invece migliorare il comfort domestico e favorire una maggiore efficienza energetica. È una scelta utile per chi: utilizza più elettrodomestici contemporaneamente; intende installare apparecchi elettrici ad alta efficienza in sostituzione di dispositivi alimentati a gas. Un esempio è se ci capita spesso di utilizzare contemporaneamente elettrodomestici che assorbono molta energia come condizionatori, forno, asciugacapelli per cui sarebbe utile andare oltre i 3 kW tradizionali.
Come richiedere la variazione di potenza
Per modificare la potenza impegnata il cliente deve presentare una richiesta al proprio venditore di energia, che funge da intermediario con il distributore locale. Il venditore: raccoglie la richiesta del cliente; trasmette la documentazione al distributore; comunica al cliente costi e tempi dell’intervento. La trasmissione delle richieste tra venditore e distributore deve avvenire entro un massimo di due giorni lavorativi.
Tempi e modalità dell’intervento
Si possono chiedere aumenti di 0,5 kW (es. 3,5, 4 etc.) per potenze fino a 6 kW . Il cliente riceve un preventivo rapido, con indicazione immediata di costi e tempi. Dopo l’accettazione, il distributore esegue l’intervento entro cinque giorni lavorativi, a condizione che non siano necessari lavori sulla rete o sulla presa. In caso di ritardi sono previsti indennizzi automatici. Per potenze superiori a 6 kW, il distributore predispone un preventivo dettagliato entro 15 giorni lavorativi. Una volta accettato dal cliente, i lavori vengono eseguiti nei tempi indicati nel preventivo stesso.
Una scelta da valutare con attenzione
Analizzare i propri consumi simultanei – ad esempio forno, lavatrice, climatizzatore e piano cottura – è fondamentale per scegliere la potenza più adatta. Una decisione consapevole permette di evitare disservizi e di non pagare in bolletta kW che non vengono realmente utilizzati.

I sintomi influenzali "possono essere scambiati per una recidiva, ma questo accade perché i meccanismi di difesa dell'organismo, quando entrano in azione contro un'infezione, possono far riaffiorare temporaneamente sintomi vecchi. La sclerosi multipla raramente richiede un intervento neurologico immediato. Nella maggior parte dei casi i disturbi collegati alla malattia non vanno gestiti nel giro di minuti, ma nell'arco di giorni". Così Pietro Iaffaldano, professore associato di Neurologia all'università di Bari 'Aldo Moro' e Clinical Project Coordinator del Big Multiple Sclerosis Data Network, in un articolo pubblicato sul sito livinglikeyou.com/it spiega che il ripresentarsi di "alterazioni della sensibilità agli arti inferiori, riduzione della vista da un occhio o disturbi motori" non significa necessariamente "una reale riattivazione della malattia".
Dopo la diagnosi di Sm e l'avvio della cura, sottolinea l'esperto, "è utile" contattare il centro di riferimento solo in presenza di "disturbi nuovi, diversi da quelli già sperimentati, che durano almeno da 24 ore e che persistono nell'arco della giornata. Se un sintomo compare al mattino e si ripresenta la sera e il giorno dopo, allora è opportuno parlarne con il medico, valutandone l'intensità senza però allarmarsi". In ogni caso Iaffaldano invita a non sottovalutare influenza e Covid. "Le infezioni respiratorie possono far peggiorare i disturbi e indurre la persona a temere una ricaduta. Ecco perché raccomandiamo la vaccinazione: i vaccini sono sicuri, indipendentemente dal trattamento in corso, e riducono il rischio di episodi che generano ansia e portano a sovraccaricare i centri specialistici". Non a caso, evidenzia, "tra le prime domande che poniamo ai pazienti ci sono: ha avuto febbre? Si sente influenzato? Ha sintomi respiratori?". Prevenire un'infezione, precisa lo specialista, "significa anche evitare sospensioni della terapia che metterebbero a rischio il controllo della malattia".
Il neurologo rimarca inoltre che oggi le ricadute nella sclerosi multipla "sono molto meno frequenti rispetto al passato". Il motivo è proprio nei trattamenti ad alta efficacia. "E' raro osservare riacutizzazioni significative - riferisce Iaffaldano - a volte non compaiono più o si manifestano in forma lieve". Tuttavia, la previsione delle recidive rimane impossibile. "Oggi comprendiamo meglio la cosiddetta progressione indipendente dalle ricadute: un graduale aumento della disabilità che può presentarsi anche in chi utilizza le terapie più efficaci. Contro questa forma di progressione disponiamo di pochi farmaci, ma possiamo intervenire con misure complementari". Su questo punto, l'esperto insiste. "Il controllo della malattia non dipende solo dai farmaci - puntualizza - Fumo, sovrappeso e sedentarietà sono fattori modificabili: smettere di fumare, raggiungere il peso forma e praticare attività fisica moderata o intensa può avere un impatto paragonabile a una terapia, perché contrasta i processi infiammatori e la neurodegenerazione". Ugualmente importante è "mantenere adeguati livelli di vitamina D". L'obiettivo, conclude il neurologo, "è che la persona resti in contatto con il centro, ma conduca una vita piena e attiva, senza farsi dominare dalla paura". L'articolo completo è su livinglikeyou.com/it[1].

La Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 illumina anche i siti produttivi e gli impianti della bioraffineria Enilive di Gela. Una testimonianza del rapporto stretto tra l'azienda e il territorio, alla quale i gelesi hanno risposto in massa per ribadire l'importanza dei valori dello sport e del lavoro di squadra. Un duplice impegno per Eni, quello con le olimpiadi invernali, che ha scelto di essere presente sia come Premium Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 che come Presenting Partner del viaggio della Fiamma Olimpica: un'occasione fondamentale non solo per celebrare i valori dello sport, ma anche per creare momenti di condivisione con le comunità dei luoghi nei quali Eni è presente da 60 anni. (VIDEO[1])
“Questo è un momento in cui c'è anche il connubio con la comunità gelese -ha dichiarato Luca Alburno, presidente della bioraffineria Enilive. Infatti la torcia è partita simbolicamente da Gela ed è arrivata fin qua per sancire questo forte legame tra Enilive bioraffineria e il territorio. Ma questa è un'iniziativa che crea anche una sorta di parallelismo tra gli sportivi olimpici e l'impegno di Eni sul territorio per una trasformazione energetica per il futuro”. Poco dopo le 11 la Fiamma Olimpica è entrata dentro la bioraffineria Enilive, accolta con entusiasmo dai numerosi presenti e dai 25 tedofori gelesi con i quali c'è stato il passaggio della torcia. Riconvertita nel 2019 da una raffineria tradizionale, l'attuale impianto lavora materie prime rinnovabili per produrre biocarburanti quali il diesel Hvo, utilizzato per i mezzi stradali e marittimi, e il Saf-biojet, destinato all'aviazione.
“La bioraffineria di Gela -spiegano dall'azienda- fornisce anche il bio-Gpl prodotto al 100% da materie prime rinnovabili, che alimenterà il bruciatore delle Torce Olimpiche e Paralimpiche Essential. Realizzate da Eni e Versalis, sono le prime nella storia delle Olimpiadi ad aver ottenuto la certificazione di ReMade® con classe di appartenenza A, per il contenuto di materiale riciclato con cui sono state prodotte”. Oggi, 18 dicembre, è previsto un passaggio anche a Priolo, in provincia di Siracusa, altro territorio in Sicilia in cui Eni è presente.

Enrico Ruggeri si è sottoposto a un'operazione per un problema alla gola. Il cantautore ha fatto sapere sui social di essere già uscito dall'ospedale e che ora dovrà stare un po' a riposo e a un "silenzio forzato". Su Instagram Ruggeri si è mostrato in piedi, vestito e pronto per tornare a casa.
"Ho evitato la foto terribile, quella dal letto, con il camicione, la flebo e il pollice a significare 'tutto ok'. Preferisco questa: sto uscendo dalla stanza per tornare a casa", ha scritto Ruggeri. "Pare che l’intervento sia riuscito, ora inizia la dura consegna del silenzio. Poco male, il programma è già in montaggio, lo vedremo assieme a gennaio. Grazie per i pensieri positivi, che ho percepito", ha aggiunto.
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Ruggeri si è operato per un polipo alla gola. Lo aveva annunciato qualche settimana fa, alla fine del suo programma 'Gli occhi del musicista': "Il rovescio della medaglia è che appena terminate le registrazioni dovrò operarmi per un altro polipo alla gola che mi tormenta da più di un anno, rendendo difficile e dolorosa ogni mia performance vocale. Sarà un Natale silenzioso".
Poi, aveva rassicurato i fan: "Stiamo lavorando per recuperare i concerti già fissati".



