
"Ti piace?". In occasione della sua prima storica visita alla Casa Bianca, il leader siriano Ahmed al-Sharaa ha ricevuto in dono da Donald Trump una bottiglia del suo profumo da uomo "Victory 45-47". In un video rilanciato da Al Arabiya, si vede il presidente americano spruzzare direttamente la fragranza addosso ad al-Sharaa, assicurandogli che si tratta della "migliore fragranza da uomo".
"Ce n’è anche uno da donna, per tua moglie - aggiunge Trump, per poi chiedere con un sorriso - Quante ne hai?". "Una", risponde il leader siriano. A quel punto Trump, rivolgendosi alle telecamere, commenta ridendo: "Non si sa mai con questi", e gli dà una pacca sul braccio.
Nel video, al-Sharaa chiede a sua volta a Trump quante mogli abbia. "Al momento una", la risposta del tycoon. Il leader siriano spiega quindi di aver inviato a Trump una serie di doni: "Gli ho mandato vari oggetti antichi, come il primo alfabeto della storia, il primo timbro, la prima nota musicale e la prima tariffa doganale. Sono tutte repliche di artefatti archeologici siriani".
Da parte sua, Trump ha donato ad al-Sharaa il profumo racchiuso in una confezione dorata che richiama la sua stessa silhouette, messo in vendita per celebrare il suo secondo mandato e dedicato, secondo il sito ufficiale dei souvenir Maga, ai "patrioti che non si arrendono mai, come il Presidente Trump".

"La tavola di oggi sulla sanità pubblica è il naturale seguito di quella di ieri, che ha visto protagonista la politica. Abbiamo ascoltato i rappresentanti dei vari partiti e cercato di far passare un messaggio chiaro: la sanità non è né di destra né di sinistra. E' di tutti. Ogni cittadino, prima o poi, può aver bisogno del Servizio sanitario nazionale. Oggi abbiamo riunito cittadini, direttori generali, rappresentanti delle Regioni, farmacisti e professionisti sanitari. L'obiettivo è uno solo: fare squadra per difendere e rafforzare il Ssn, una conquista fondamentale di democrazia e di uguaglianza. Purtroppo le diseguaglianze tra Nord e Sud stanno crescendo, anche nella sanità, e questo è un segnale preoccupante". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale di Sumai-Assoprof, in occasione del 57esimo Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali dal titolo "Dove finisce la teoria e inizia la cura', in corso a Roma.
"Serve un impegno comune per riformare il sistema, a partire dai contratti collettivi e dagli accordi nazionali di lavoro, fissando obiettivi condivisi. Se tutti abbiamo lo stesso scopo - tutelare la salute dei cittadini e garantire sostenibilità economica - faremo un passo avanti decisivo", è convinto Magi. E sulla collaborazione tra politica e professionisti aggiunge: "Finora i modelli organizzativi sono sempre arrivati dall'alto (top down). Ma è importante anche il contrario: partire dal basso (bottom up), dalle idee e dalle esperienze di chi lavora ogni giorno sul campo. Gli operatori sanitari e i cittadini devono essere ascoltati: solo così le politiche sanitarie possono funzionare davvero".
Sulla crisi della medicina territoriale, Magi non ha dubbi: "Negli anni il territorio è stato depotenziato. Molti specialisti sono andati in pensione senza essere sostituiti e non si è investito abbastanza per mantenere quella rete di assistenza di prossimità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i pazienti, non trovando più lo specialista nella propria Asl, si rivolgono ai pronto soccorso e aspettano qualche giorno in barella". Per il segretario Sumai "rilanciare la specialistica ambulatoriale è fondamentale per ricostruire quel filtro sul territorio. Così si ridurrebbero le liste d'attesa e si alleggerirebbe la pressione sui pronto soccorso, restituendo efficienza e dignità al nostro sistema sanitario".

"Nel dibattito promosso da Sumai-Assoprof è emerso che questa fase del Servizio sanitario nazionale va accompagnata con un senso di responsabilità collettiva da parte di tutti gli attori del sistema. Dalla tavola rotonda è arrivato l'invito, accolto dalla platea, a lavorare insieme per superare gli steccati professionali e interessi specifici. Per farlo servono una visione condivisa, una strategia chiara e un autentico senso di responsabilità da parte di tutti". Così all'Adnkronos Salute Fabrizio d'Alba, presidente Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma, al 57esimo Congresso nazionale degli specialisti ambulatoriali Sumai-Asosprof in corso a Roma.
"Quanto alla manovra economica in arrivo, è stato riconosciuto che il Governo continua a destinare risorse alla sanità - afferma d'Alba - I fondi per noi del sistema sanitario non sono mai abbastanza, ma è positivo che il percorso di incremento non si sia interrotto. Questo aiuta ad attenuare, anche se non a risolvere, i problemi di sostenibilità e di tenuta del sistema". Un punto centrale riguarda l'utilizzo delle nuove risorse e l'assunzione di personale. "Occorrerà capire come verranno impiegate: se destinate ai servizi territoriali, la scelta sarà coerente con l'obiettivo di rafforzare la medicina di prossimità. In caso contrario no. Tutti i decisori saranno chiamati a essere coerenti nell'allocazione dei fondi", sottolinea il presidente di Federsanità.

"Il trend di prenotazioni che registriamo nel periodo 6-22 febbraio per le Olimpiadi e 6-15 marzo, che è il momento interessato dall'evento delle Paralimpiadi, è estremamente positivo per le aree interessate dall'evento e cioè il Bellunese, il Trevigiano e di riflesso anche Venezia. I tassi di occupazione delle strutture sono buoni, anche se una percentuale puntuale non è ancora disponibile perché siamo ancora in fase di elaborazione. Sold out? In questo momento disponibilità ce n'è ancora. Quindi il consiglio che mi sento di dare è, nei limiti ovviamente delle proprie possibilità, di anticipare le prenotazioni su quelle aree per non trovarsi all'ultimo momento a non trovare disponibilità alberghiera". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto, fa il punto sull'offerta alberghiera del versante veneto in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Le polemiche sulla crescita dei prezzi
E sulle polemiche sul boom dei prezzi nelle strutture ricettive a Cortina e nel Bellunese per il periodo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina Schiavon risponde: "È inevitabile che anche ci sia un incremento dei costi ma questa è una legge di mercato e laddove c'è una maggiore pressione alla domanda è chiaro che l'offerta sale in termini di prezzo. Queste sono dinamiche di mercato che non è che abbiamo inventato noi o gli albergatori di Cortina. Dopo l'evento tutto tornerà a una sorta di normalità, di questo ne sono certo, dal punto di vista anche del prezzo che oggi preoccupa molto alcune fasce di clientela", sottolinea.
Schiavon ricorda che il tema ospitalità per l'evento "non riguarda solo ed esclusivamente l'area del Cortinese, ma andrà a interessare l'intero territorio della provincia di Belluno, si estenderà anche sul trevigiano e con qualche coda anche sul veneziano. Il brand è Cortina, ma in realtà su questo evento si stanno muovendo almeno due province, Belluno e Treviso, e anche Venezia di riflesso è interessata dall'evento", conclude.
Secondo i dati di Federalberghi a Belluno si contano 381 alberghi , 8393 camere, 17768 letti. E in particolare a Cortina 58 alberghi e 4742 letti. Le presenze nella provincia di Belluno nelle strutture ricettive nel 202 sono state 1997834.
Effetto traino per gli alberghi ancora prima dell'evento
E Schiavon spiega come i primi effetti per il settore turistico del territorio già si vedano. "In questo momento -spiega- l'evento Milano-Cortina, solo per come viene 'traghettato' anche nei media, sta generando dei flussi sui territori" di Cortina e del Bellunese "inaspettati. Abbiamo visto una crescita importante, anche un più 8% rispetto al 2024 dei tassi di occupazione delle strutture, in periodi magari dove in altre realtà del Veneto o erano statici o avevano perso qualche punto percentuale. Cominciamo a interrogarci sul come mai questo sta avvenendo, perché non abbiamo modificato sostanzialmente le nostre strategie di marketing o di partecipazione ai mercati internazionali, quindi questo ci lascia pensare che probabilmente il traino dell'effetto olimpionico e della promozione che sta facendo Milano-Cortina sta attraendo anche dei mercati ai quali non eravamo abituati a rivolgerci, perché c'è anche la presenza di un mercato asiatico nelle nostre montagne che onestamente per gli operatori costituisce una vera e propria sorpresa. Non erano abituati a avere a che fare con mercati asiatici. Quindi un traino che è già iniziato prima dell'evento, confermato ovviamente dai numeri in crescita che ha fatto registrare il cluster della montagna", sottolinea.
Secondo Schiavon "è un po' un volano che l'evento olimpionico sta generando, economico e anche di grandi opportunità di rilancio della destinazione e del prodotto turistico montano", aggiunge.
La situazione di infrastrutture e impianti
Ma a che punto sono infrastrutture e impianti? "Dal punto di vista infrastrutturale -spiega Schiavon- direi che complessivamente le cose stanno andando bene, anche come cronoprogrammi, sia sulle arterie di collegamento, sia sulla parte impiantistica. Sicuramente per l'evento arriveremo puntuali e pronti con tutto quello che è stato pianificato, sebbene in questo momento è chiaro che qualche disagio su quel territorio si manifesta. E' un po' una piccola rivoluzione che è stata messa in campo per consentire di ospitare un evento di questa portata".
Secondo Schiavon "a livello di strutture alberghiere è stato fatto uno sforzo importante anche di ammodernamento su quell'area, con l'innesto dei gruppi di investimento, anche di fondi esteri, che hanno rilevato strutture alberghiere, le hanno riclassificate, anche riposizionandole sul mercato del cinque stelle, quindi Cortina vedrà sicuramente elevarsi il livello qualitativo dell'offerta ricettiva di quell'area", sottolinea.
E per questo motivo secondo Schiavon "la valutazione che va fatta non deve considerare soltanto queste settimane di evento, ma sarà uno sforzo e una riqualificazione di un'area che poi forse vedrà i suoi effetti più sul lungo termine che sul breve e limitatamente appunto all'evento olimpionico", spiega. E Schiavon sottolinea che "se non avessimo avuto questa opportunità" delle Olimpiadi "difficilmente saremmo stati in grado, anche solo come Regione Veneto, di sostenere uno sforzo economico per realizzare le opere. Non ci sarebbero stati probabilmente i fondi, quindi questa diventa anche una occasione straordinaria in tutti i sensi. Non solo per far vedere quella che sarà la qualità della ricettività veneta e in termini di ospitalità di un evento di questo tipo, ma anche per rafforzare tutto il sistema infrastrutturale di quel territorio che diversamente non sarebbe stato possibile fare".
I disagi legati ai lavori per l'evento
Per Schiavon "è chiaro che qualcuno lamenta qualche disagio in questo momento, ma riteniamo che tutto sarà ampiamente compensato al termine di un'operazione che si concluderà dal punto di vista delle opere con le Olimpiadi, ma che dal punto di vista dei benefici si prolungherà per un lungo termine e questo darà competitività a quell'area e alle aziende di quel territorio", aggiunge.
E il presidente di Federalberghi rassicura i colleghi operatori del turismo che "hanno investito su una clientela fidelizzata e che rischiano di non poterla soddisfare nel corso delle Olimpiadi perché i posti verranno assorbiti ovviamente dalle ospitalità di tutta la macchina organizzativa e di tutti gli ospiti legati nello specifico all'evento. Penso che sia un po' un problema che potrà essere bypassato nel lungo termine. Una volta terminato l'evento avranno ancora un maggiore interesse, un maggiore impulso a tornare su quei territori, anche clienti che proprio nelle due settimane o quattro settimane dell'evento non sono riusciti a trovare posto e avranno ancora più voglia di tornarci. Quindi è una preoccupazione relativa", sottolinea.
E Schiavon sottolinea anche "che bisogna tenere conto che c'è un elemento meteorologico significativo che decreterà poi la partenza della 'macchina' delle prenotazioni sulla stagione invernale, e cioè le nevicate che in questo momento ancora languono su quell'area", aggiunge.
(di Fabio Paluccio)

Aumentano le nuove sostanze psicoattive (Nps) circolanti in Italia - ne sono state identificate 79 - che possono essere impiegate nei casi di violenza sessuale. Parliamo di sedativi, narcotici come il Gbl e il Ghb, ma anche oppiacei, stimolanti, cannabinoidi e allucinogeni: sostanze spesso sciolte in un drink all'insaputa della vittima per stordirla e favorire il cosiddetto 'drink spiking', un'aggressione sessuale. A novembre è stata lanciata dalle farmacie di Roma e provincia un'iniziativa in ottica di prevenzione e sensibilizzazione: la distribuzione di 1.500 kit rapidi per il rilevamento di sostanze stupefacenti versate nelle bevande. In pochi giorni ne sono stati distribuiti già 720, suscitando grande interesse. L'iniziativa 'Il consenso non si scioglie in un drink' è nata grazie alla collaborazione tra Federfarma Roma, Farmaciste insieme, Associazione Telefono Rosa, Associazione Differenza Donna, Associazione PonteDonna, Casa delle Donne Lucha y Siesta, Centro Donna Lisa, Cooperativa Be Free e GenerAct.
Gli stick (kit Cyd - Check Your Drink) permettono un controllo rapido e discreto: basta una goccia di bevanda sull'area reattiva per osservare subito un marcato cambio di colore in presenza delle sostanze ricercate (ECCO COME FUNZIONA[1]). Il kit è stato progettato per riconoscere un'ampia gamma di sostanze, con accuratezza fino al 98% per chetamina, Ghb, cocaina e scopolamina, la cosiddetta 'droga dello stupro'. E' possibile consultare il calendario con le farmacie aderenti e le date in cui sarà possibile ritirare il kit Cyd - Check Your Drink sul sito e sui social di Federfarma Roma.
L'Adnkronos Salute ha partecipato a una giornata di distribuzione a Roma alla Farmacia Po. Come funziona il kit? "All'interno ci sono delle strisce con due colorazioni, una gialla e una rosa - spiega Giorgio Damiani, titolare della farmacia - La persona a cui è stato offerto un drink, o che ha un sospetto rispetto a una bevanda, potrà con un dito toccare il drink e poi le strisce. Se si colorano vuol dire che c'è una sostanza psicoattiva che può essere cocaina, scopolamina, benzodiazepina, o altre che servono ai malintenzionati per far perdere i sensi e stordire una persona". Attenzione, però: non sempre ciò che è nel drink può essere rilevabile. "Sostanze colorate di rosso - precisa il farmacista - possono dare dei falsi positivi, se c'è il lime o il limone possono dare dei falsi negativi. L'iniziativa vuole essere di sensibilizzazione soprattutto ai giovani: state attenti a ciò che accade nei locali e in alcune situazioni a rischio. Il kit è un aiuto, ma non è una soluzione".
"Il valore dell'iniziativa è informativo - racconta Valeria Bertoni, volontaria di Donne in genere del Centro antiviolenza Donna Lisa - è un nuovo metodo per approcciarci alle persone e combattere le droghe dello stupro. Cerchiamo di fare formazione, di sensibilizzare e di coinvolgere le fasce d'età più basse. Si deve riflettere sul tema del consenso che - conclude - deve essere libero, informato e sempre esplicito. In questo modo di possono prevenire le violenze dirette dovute all'uso delle sostanze stupefacenti.

Ascendis Pharma Italia celebra 1 anno di attività nel nostro Paese. La farmaceutica ha aperto la filiale a Milano il 1° ottobre 2024. Fondata in Danimarca, è oggi una multinazionale europea impegnata a fornire una risposta terapeutica a bisogni clinici rilevanti e non ancora soddisfatti, in particolare nell'ambito dell'endocrinologia rara, ricorda l'azienda in una nota. Dalla sua nascita come startup ad oggi ha ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio di 2 farmaci in Europa, mentre un terzo trattamento è attualmente in fase di valutazione. Nel suo primo anno in Italia, Ascendis ha avviato una serie di iniziative volte a favorire una maggiore consapevolezza sull'ipoparatiroidismo e sulla complessità della gestione clinica delle patologie rare. Tra queste rientra la presentazione della 'Guida ai diritti dei pazienti', sviluppata da Omar - Osservatorio malattie rare con il supporto non condizionante dell'azienda, strumento informativo per facilitare l'accesso dei pazienti ai percorsi di cura e alle tutele disponibili, contribuendo a una più corretta presa in carico da parte del sistema sanitario. Il mese di novembre ha rappresentato inoltre un momento particolarmente rilevante per la comunità endocrinologica con la presentazione, durante il Congresso nazionale Ame -Associazione medici endocrinologi, delle prime linee guida nazionali dedicate all'ipoparatiroidismo, con indirizzi clinici condivisi a livello nazionale per migliorare la gestione di una condizione poco riconosciuta e soggetta a ritardi diagnostici. (VIDEO[1])
"Siamo orgogliosi del lavoro svolto nella redazione delle nuove linee guida dell'Istituto superiore di sanità per la gestione terapeutica dell'ipoparatiroidismo post-chirurgico dell'adulto - commenta Andrea Palermo, medico endocrinologo Uoc Patologie osteo-metaboliche e della tiroide, Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico Roma - Il comitato tecnico-scientifico e il panel delle linee guida, che riuniscono eminenti rappresentanti delle più autorevoli società scientifiche del settore, insieme all'associazione dei pazienti, hanno definito in modo chiaro e preciso gli ambiti di utilizzo clinico delle terapie sostitutive in funzione delle evidenze scientifiche disponibili, indicazioni terapeutiche approvate e buona pratica clinica".
Ascendis ha sostenuto anche un evento dedicato alle malattie endocrine rare, il 5 novembre scorso, nella residenza dell'ambasciatore di Danimarca in Italia: un confronto diretto tra istituzioni, comunità scientifica e rappresentanze dei pazienti per uno scambio di esperienze e competenze utili a migliorare gli standard di cura. Come ha sottolineato Peter Taksoe-Jensen, ambasciatore di Danimarca in Italia: "L'Europa deve agire insieme sulle malattie rare, perché per troppo tempo troppe persone hanno dovuto affrontare diagnosi tardive, cure frammentate e un accesso diseguale a trattamenti che cambiano la qualità della vita". Attraverso il consolidamento della filiale italiana, l'attivazione di progetti dedicati ai pazienti e la partecipazione allo sviluppo dei percorsi clinici nazionali, l'azienda conferma il proprio ruolo attivo nel supporto all'innovazione terapeutica, con l'obiettivo di favorire un accesso sempre più equo e omogeneo alle cure nel panorama delle malattie endocrine rare. "Siamo impegnati a continuare a collaborare con le autorità - conclude Thomas Carlo Maria Topini, General Manager di Ascendis Italia - per garantire l'accesso per tutti pazienti con ipoparatiroidismo cronico non controllato che attendono da anni una soluzione risolutiva".
in collaborazione con realme
realme conferma la sua vocazione all'innovazione presentando in Italia il GT 8 Pro, uno dei primi smartphone a integrare la recentissima piattaforma Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5. La piattaforma mobile più potente mai realizzata da Qualcomm, costruita sul sofisticato processo produttivo TSMC N3P a 3nm, con la sua nuova architettura octa-core (2+6) e una frequenza di clock che raggiunge i 4,6 GHz, offre una combinazione eccellente di potenza pura ed efficienza energetica.
Prestazioni gaming senza compromessi
Le performance sono ulteriormente elevate dall’ottimizzazione software di realme, affiancata dal chip proprietario Hyper Vision+ AI e dal nuovo motore di ottimizzazione GT BOOST 3.0. Queste tecnologie lavorano in sinergia per garantire un'esperienza fluida e stabile, anche nelle sessioni più esigenti. Il GT 8 Pro stabilisce un nuovo punto di riferimento nel mobile gaming, essendo capace di eseguire simultaneamente titoli ad alta intensità come PUBG e Genshin Impact mantenendo frame rate elevati per un'intera ora.
Il nuovo flagship realme eccelle anche in autonomia, grazie a una potente batteria da 7000 mAh, arricchita dalla ricarica rapida Ultra Charge da 120W e da quella wireless da 50W, riducendo al minimo i tempi di inattività. In test d'uso reali, il dispositivo ha raggiunto l'impressionante autonomia di 21,3 ore di riproduzione video su YouTube senza interruzioni.
L'esperienza visiva è assicurata dall'ampio display 2K da 6,79 pollici con refresh rate a 144Hz. Con una luminosità massima di 7000 nit (in picco HDR) e 2000 nit per l’uso quotidiano, lo schermo offre colori accurati, fluidità eccezionale e prestazioni HDR di alto livello. L'immersività è completata da potenti altoparlanti e dall'Ultra Haptic Motor, che restituisce un feedback aptico preciso. Per mantenere le prestazioni anche sotto sforzo, lo smartphone integra un sistema di raffreddamento a vapore di ampia superficie (7000 mm²).
realme UI 7.0: AI e Light Glass Design
Il debutto del GT 8 Pro segna anche il lancio della nuova realme UI 7.0, un’interfaccia evoluta basata su Android 16. Questa versione introduce un Light Glass Design, ispirato alle texture del vetro, che conferisce all’interfaccia profondità, trasparenza e fluidità, attraverso elementi rinnovati come le Ice Cube Icons e il Misty Glass Control Center. Il Flux Theme 2.0 espande le opzioni di personalizzazione con Always-On Display panoramici, supporto a Live Photos e sfondi video con effetto Dynamic Depth of Field basato su AI.

L'Intelligenza Artificiale assume un ruolo centrale nella realme UI 7.0, operando come un assistente silenzioso pensato per semplificare la vita digitale e supportare la creatività dell'utente. Questa intelligenza si manifesta in funzionalità specifiche come AI Notify Brief, che filtra e raccoglie le notifiche meno urgenti, sintetizzandole in brevi riepiloghi personalizzati mostrati solo in momenti strategici della giornata. Per gli appassionati di fotografia, l'AI Framing Master interviene attivamente per guidare la composizione degli scatti, identificando l'inquadratura ottimale in modo automatico e garantendo risultati di qualità professionale con estrema facilità. Infine, per i gamer, l'AI Gaming Coach apprende le abitudini di gioco dell'utente, offrendo ottimizzazioni e consigli in tempo reale per rendere le sessioni di gioco più fluide e coinvolgenti che mai.
Un elemento di spicco è l'introduzione di iPhone e Apple Watch Connect, una funzionalità che garantisce la compatibilità con l’ecosistema Apple, consentendo di ricevere chiamate e messaggi sui dispositivi realme e di sincronizzare i dati sulla salute dall’Apple Watch.
A livello di sistema, il Flux Engine migliora la reattività complessiva del 15% e la fluidità delle app del 29%, con Seamless Animations che garantiscono transizioni naturali e un ecosistema connesso e istantaneo.
Il realme GT 8 Pro sarà lanciato il 2 dicembre a Milano, è l'espressione dell'impegno dell'azienda nel fornire dispositivi potenti e all'avanguardia, in particolare per il pubblico più giovane. La realme UI 7.0 sarà preinstallata sul GT 8 Pro e sarà disponibile come aggiornamento per altri dispositivi realme, incluso il GT 7 Pro, a partire da novembre.

“Con l’aggiornamento del nostro Piano Strategico, rinnoviamo con determinazione l’impegno di A2A verso una crescita industriale solida e sostenibile, orientata alla creazione di valore per tutti gli stakeholder''. Lo dice Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A.
''Abbiamo incrementato gli investimenti complessivi, portandoli a 23 miliardi di euro entro il 2035, per accelerare il percorso di sviluppo del Gruppo e aprire nuove direttrici di business innovative. La presenza storica di A2A in Lombardia – area che oggi rappresenta un polo strategico per i data center – unita all'importante acquisizione delle reti elettriche nelle province di Milano e Brescia, ci offre una posizione privilegiata per contribuire in modo concreto alla diffusione di queste infrastrutture digitali, cogliendone al contempo le opportunità industriali ed economiche. Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo evolvere dal ruolo di partner energetico a piattaforma di sviluppo integrata, mettendo a valore i nostri asset, il nostro know-how e la capacità di innovazione”, co. “Per sostenere l’aumento della domanda di energia e il processo di elettrificazione dei consumi, continueremo a investire in infrastrutture “future-fit”, potenziando le reti, la generazione e le attività legate all’economia circolare''.
Mazzoncini sottolinea poi che la società intende ''consolidare la leadership di A2A in Italia e, al tempo stesso, proiettare il nostro modello di business anche a livello internazionale, valorizzando le competenze distintive maturate nei settori dell’ambiente e delle energie rinnovabili. Il motore di questo Piano restano le nostre persone: sono loro che, con professionalità e dedizione, trasformano ogni giorno gli obiettivi in risultati. La sostenibilità rimane centrale nella nostra strategia. Confermiamo il target del Net Zero al 2050 e la riduzione del fattore emissivo entro il 2030, coerentemente con la visione di un futuro energetico responsabile, nel rispetto delle nuove generazioni e delle risorse del Pianeta''

Utile netto di 1,1 mld e investimenti per 23 mld. Questi gli obiettivi dell'aggiornamento del piano strategico di A2a al 2035. In particolare il gruppo ha stabilito che 23 miliardi di euro siano suddivisi in 7 miliardi per l’Economia Circolare e 16 miliardi per la Transizione Energetica, che permetteranno di raggiungere nel 2035 un Ebitda di 3,6 miliardi di euro e un utile netto superiore a 1,1 miliardi di euro.
''L’ambizione del Gruppo al 2035 -si sottolinea in una nota- cresce su entrambi i pilastri: per la Transizione Energetica sono previsti 4 miliardi di euro di RAB nelle reti elettriche, 3,7 GW di capacità eolica e fotovoltaica e 5 milioni di clienti; per l’Economia Circolare 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti trattati e nuovi data center da realizzare sfruttando gli asset energetici come piattaforma di sviluppo''.
Il Consiglio di Amministrazione di A2A presieduto da Roberto Tasca nell' esaminare e approvare l’Aggiornamento del Piano Strategico 2024-2035 ha mantenuto saldi gli obiettivi di crescita industriale del Gruppo definiti nel Piano di novembre 2024. La strategia, che rimane incentrata sui due pilastri della Transizione Energetica e dell’Economia Circolare, rilancia gli obiettivi industriali rafforzando i business core ed evolvendo grazie a nuovi sviluppi. Il Piano prevede investimenti per 23 miliardi di euro. Oltre il 35% del programma di investimenti è già concluso o in corso di realizzazione.
L’ambizione del Gruppo al 2035 cresce su entrambi i pilastri: per la Transizione Energetica sono previsti 4 miliardi di euro di RAB nelle reti elettriche, 3,7 GW di capacità eolica e fotovoltaica e 5 milioni di clienti; per l’Economia Circolare 6,6 milioni di tonnellate di rifiuti trattati e nuovi data center da realizzare sfruttando gli asset energetici come piattaforma di sviluppo.

A2a conferma la politica dei dividendi, con una crescita sostenibile del DPS (dividendo per azione) di almeno il 4% annuo. E' quanto emerge dall'aggiornamento al piano strategico.
L’Utile Netto Ordinario è atteso a 0,7 miliardi di euro nel 2028 e sopra 0,8 miliardi di euro nel 2030, mentre si prevede si attesti a oltre 1,1 miliardi di euro nel 2035. Il CAGR risulta pari al 6% nel periodo 2025-2030; all’8% nel periodo 2028-2035. In termini di redditività, l’aggiornamento del Piano Strategico sul periodo 2025-35 mostra un ROI medio maggiore del 9%, un ROE medio del 12%.
L’Utile Netto Ordinario è atteso a 0,7 miliardi di euro nel 2028 e sopra 0,8 miliardi di euro nel 2030, mentre si prevede si attesti a oltre 1,1 miliardi di euro nel 2035. Così in dettaglio quanto scritto nell'aggiornamento del piano strategico di A2a al 2035.
Il CAGR risulta pari al 6% nel periodo 2025-2030; all’8% nel periodo 2028-2035. In termini di redditività, l’aggiornamento del Piano Strategico sul periodo 2025-35 mostra un ROI medio maggiore del 9%, un ROE medio del 12%. Confermata infine la politica dei dividendi, con una crescita sostenibile del DPS (dividendo per azione) di almeno il 4% annuo.
Per l’anno 2026 Sulla base dello sviluppo dei progetti industriali e tenendo conto dell’andamento dello scenario dei prezzi e delle condizioni di mercato, si prevede che il Gruppo A2A traguarderà per il 2026: - un EBITDA compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro - un Utile Netto Ordinario di Gruppo tra 0,63 e 0,66 miliardi di euro
''L’Utile Netto Ordinario di Gruppo -si sottolinea- include la stima di maggiori ammortamenti derivanti dal processo di Purchase Price Allocation relativo all’acquisizione del 90% della società Duereti S.r.l.. Potenziale valore addizionale''
Sono state poi identificate ulteriori opportunità strategiche di sviluppo per creare valore addizionale, che potrebbero generare ulteriori 300 milioni di euro di EBITDA al 2035, con un contributo bilanciato sui due pilastri di Piano. ''Il portafoglio di progetti addizionali -si evidenzia- può fungere da backup e garantire il raggiungimento degli obiettivi industriali ovvero può consentire al Gruppo di cogliere opportunità di mercato favorevoli per accelerare o incrementare la crescita anche sfruttando le partnership come potenziale fattore abilitante''.
Per l’esercizio 2025 A2a conferma la previsione di un Ebitda nella parte alta del range compreso tra 2,17- 2,20 miliardi di euro e di un utile netto di gruppo, al netto delle poste non ricorrenti, compreso tra 0,68-0,70 miliardi di euro. Emerge dalle note di accompagnamento ai conti al 30 settembre esaminati dal cda.

A2a archivia i primi nove mesi dell'anno con ricavi a 10.170 milioni di euro: +12% rispetto ai primi nove mesi del 2024 in seguito al consolidamento della società Duereti e all’aumento dei prezzi all’ingrosso delle commodities energetiche. L'utile netto è di 581 milioni di euro, in riduzione del 19% rispetto all’analogo periodo del 2024 (713 milioni di euro). Al netto del solo effetto relativo alla normalizzazione dell’idraulicità, l’utile netto è in riduzione del 7%. (segue)
A2A, RISULTATI AL 30 SETTEMBRE 2025
Accelerano gli investimenti a favore della transizione ecologica
Si conferma la solidità dei risultati economici e patrimoniali
Migliora significativamente la posizione finanziaria netta
Nasce A2A Life Ventures, la nuova società di open innovation integrata del Gruppo
Investimenti organici pari a 1.037 milioni di euro (+15% rispetto all’anno precedente) principalmente finalizzati al potenziamento ed efficientamento delle reti di distribuzione elettrica e all’aumento della flessibilità degli impianti di generazione, nonché alla crescita dei business in ambito Circular Economy
Margine Operativo Lordo a 1.729 milioni di euro (-4% rispetto ai primi nove mesi del 2024), a seguito prevalentemente della normalizzazione della produzione idroelettrica. Al netto di tale effetto, l’EBITDA è in crescita del 3%.
EBITDA da attività regolate al 30%1 (24% a settembre 2024) grazie anche al positivo contributo della nuova società di distribuzione elettrica Duereti.
Posizione Finanziaria Netta a 5.317 milioni di euro (5.835 milioni di euro al 31 dicembre 2024), grazie ad un flusso di cassa operativo che ha garantito la copertura degli investimenti e dei dividendi, nonché agli incassi da asset disposal. Rapporto PFN/EBITDA, pari a 2,4x (2,5x al 31 dicembre 2024).
Si consolida la crescita della customer base del segmento libero mass market elettricità, in aumento del 7% rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Costituita A2A Life Ventures, la prima società in Italia creata da una corporate per integrare in modo sinergico tutte le leve di open innovation, con l’obiettivo di sviluppare e testare soluzioni concrete digitali, fisiche e basate sull’AI, all’interno di A2A e poi sul mercato esterno.
Sottoscritto con ERG un Power Purchase Agreement (PPA) di energia rinnovabile della durata di 15 anni che, a partire dal 1° gennaio 2027, garantirà ad A2A circa 2,7 TWh di energia eolica. Questa fornitura soddisferà il fabbisogno di circa 41 mila famiglie, per complessive 74 kt/anno di CO2 evitata.L’EBITDA regolato include la distribuzione elettrica, la distribuzione gas, il ciclo idrico, il teleriscaldamento e la parte regolata di raccolta e trattamento rifiuti
Questi gli altri punti principali del bilancio al 30 settembre esaminato dal cda. Il Margine Operativo Lordo è di 1.729 milioni di euro (-4% rispetto ai primi nove mesi del 2024), a seguito prevalentemente della normalizzazione della produzione idroelettrica. Al netto di tale effetto, l’Ebitda è in crescita del 3%.
L'Ebitda da attività regolate è al 30% (24% a settembre 2024) grazie anche al positivo contributo della nuova società di distribuzione elettrica Duereti.
Gli investimenti organici sono pari a 1.037 milioni di euro (+15% rispetto all’anno precedente) principalmente finalizzati al potenziamento ed efficientamento delle reti di distribuzione elettrica e all’aumento della flessibilità degli impianti di generazione, nonché alla crescita dei business in ambito Circular Economy.
La Posizione Finanziaria Netta è di 5.317 milioni di euro (5.835 milioni di euro al 31 dicembre 2024), grazie ad un flusso di cassa operativo che ha garantito la copertura degli investimenti e dei dividendi, nonché agli incassi da asset disposal. Rapporto PFN/EBITDA, pari a 2,4x (2,5x al 31 dicembre 2024).
A2a segnala poi che ''Si consolida la crescita della customer base del segmento libero mass market elettricità, in aumento del 7% rispetto ai primi nove mesi del 2024''. e sottolinea che è stata Costituita'' A2A Life Ventures, la prima società in Italia creata da una corporate per integrare in modo sinergico tutte le leve di open innovation, con l’obiettivo di sviluppare e testare soluzioni concrete digitali, fisiche e basate sull’AI, all’interno di A2A e poi sul mercato esterno'' cosi com è stato sottoscritto con ERG un ''Power Purchase Agreement (PPA) di energia rinnovabile della durata di 15 anni che, a partire dal 1° gennaio 2027, garantirà ad A2A circa 2,7 TWh di energia eolica. Questa fornitura soddisferà il fabbisogno di circa 41 mila famiglie, per complessive 74 kt/anno di CO2 evitata''.

Due nuovi Medical Center della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico apriranno nel 2027 a Roma nei quartieri Eur Torrino e San Paolo, potenziando l'offerta sanitaria in 2 aree strategiche della Capitale per offrire ai cittadini cure sempre più efficaci e accessibili, grazie anche all'attività svolta in 'Tariffa amica', oltre a quella in regime privato e assicurato. I nuovi centri - informa la Fondazione in una nota - estenderanno il modello di prossimità del policlinico, fondato sull'integrazione tra territorio e ospedale, in grado di unire innovazione, qualità clinica e attenzione alla persona.
Il poliambulatorio del Campus Bio-Medico nel quartiere Eur Torrino aprirà a inizio 2027 in via Amsterdam, a meno di 10 minuti di auto dalla via Pontina e dalla via del Mare, e si svilupperà su oltre 2mila metri quadrati distribuiti su 2 piani. Sarà dotato di 32 ambulatori specialistici, uno chirurgico e ambienti dedicati alla diagnostica per immagini, che comprenderanno risonanza magnetica 3 Tesla con tecnologia Whole Diffusion, ecografia, mammografia, radiografia, mineralometria ossea computerizzata (Moc) e Cone Beam. Completerà l'offerta un punto prelievi. Il nuovo poliambulatorio rappresenterà un presidio moderno e facilmente accessibile, pensato per rispondere in modo concreto ai bisogni di salute della popolazione nel quadrante sud della città.
Il Medical Center del Campus Bio-Medico in zona San Paolo, invece, aprirà nell'autunno 2027 in via Ostiense, a pochi passi dalla Basilica di San Paolo fuori le mura e dalla fermata della metropolitana B di Roma. Si estenderà su 4 piani per un totale di 2.655 metri quadrati. Il centro sarà focalizzato su check-up personalizzati e medicina preventiva, con 16 ambulatori specialistici, un ambulatorio chirurgico e una dotazione tecnologica di diagnostica avanzata che comprende risonanza magnetica 3 Tesla con tecnologia Whole Diffusion, Tac di ultima generazione, mammografia, Moc, Rx Polifunzionale, Cone Beam e 4 stanze per le ecografie. A questi servizi si aggiungeranno un punto prelievi e un'area odontoiatrica con 4 riuniti operativi. L'attività della struttura sarà specialmente dedicata alla Tariffa amica, l'iniziativa di privato sociale del policlinico che consente di effettuare visite specialistiche ed esami diagnostici a prezzi calmierati. L'obiettivo è rendere l'accesso alle cure di qualità sempre più equo e sostenibile, a beneficio delle famiglie e dei cittadini. La riqualificazione dell'immobile, inoltre, permetterà di restituire al quartiere un centro di prossimità e cura in un'area storica di Roma in profonda trasformazione.
"Con queste 2 nuove aperture la nostra Fondazione compie un passo importante nel percorso di crescita e di servizio alla collettività - dichiara il presidente della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Carlo Tosti - E' un progetto che nasce da una visione chiara: portare la professionalità e i valori che ci contraddistinguono sempre più vicino ai cittadini, nel solco di quella scienza per l'uomo che guida da sempre la nostra istituzione. Con questi nuovi centri vogliamo rendere più semplice l'accesso alle cure e ai percorsi di prevenzione, garantendo servizi affidabili e in sintonia con la vita quotidiana delle persone, là dove vivono, lavorano e studiano".
"I 2 nuovi Medical Center del Campus Bio-Medico nei quartieri Eur Torrino e San Paolo rappresentano una tappa strategica del piano di sviluppo del nostro policlinico - afferma l'amministratore delegato e direttore generale della Fondazione, Paolo Sormani - Sono spazi pensati per rafforzare sempre più l'integrazione ospedale-territorio ampliando la nostra rete di prossimità con strutture moderne, tecnologicamente avanzate e focalizzate sulla persona, in linea con la nostra missione che ha sempre al centro l'umanizzazione delle cure. In questo quadro, la Tariffa amica gioca un ruolo fondamentale: ci permetterà di offrire prestazioni di alto livello a prezzi sostenibili, così da rendere concreto il nostro impegno per una sanità accessibile e solidale. In una sola frase: un'unica missione, più luoghi di cura".
Le 2 nuove strutture - ricorda la nota - si aggiungono ai poliambulatori già operativi in via Longoni nel quartiere Prenestino e a Porta Pinciana nel cuore di Roma e al Centro per la salute dellanziano (Cesa) di Trigoria, rafforzando la rete di presidi sanitari nella regione e creando una filiera integrata tra policlinico e territorio in grado di offrire continuità assistenziale e percorsi di prevenzione facilmente accessibili alla cittadinanza e alle comunità locali.

In Italia si stima che oltre 1,2 milioni di persone convivano con una demenza, di cui circa 600mila con malattia di Alzheimer, con più di 4 milioni di familiari che assolvono al ruolo di caregiver. Con il progressivo invecchiamento della popolazione, questi numeri sono destinati a crescere sensibilmente nei prossimi anni. Ma il Paese è pronto per affrontare questa nuova sfida? In questo contesto è stata presentata oggi in Senato - promossa da Guido Quintino Liris, membro della V Commissione permanente Bilancio di Palazzo Madama, e alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali - l'iniziativa di un'indagine conoscitiva sullo stato della rete nazionale Alzheimer. L'obiettivo è raccogliere dati, testimonianze e analisi per verificare il grado di prontezza del Servizio sanitario nazionale nella presa in carico dei pazienti e per orientare futuri interventi legislativi. L'indagine mira inoltre a definire le azioni necessarie per garantire l'integrazione delle terapie già disponibili in altri Paesi (come Usa, Cina, Giappone e Australia) nel Ssn italiano, e a proporre un modello di governance uniforme che riduca le disuguaglianze oltre che assicurare un accesso equo e tempestivo ai percorsi di diagnosi, cura e assistenza.
"L'Alzheimer rappresenta una delle più grandi sfide del nostro tempo, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale, economico e umano - afferma Liris - Oggi più che mai è necessario un impegno condiviso per costruire una nuova governance nazionale capace di garantire equità, tempestività e qualità nei percorsi di diagnosi, cura e assistenza". L'indagine prevede una serie di audizioni che coinvolgeranno ministero della Salute, ministero dell'Università e della Ricerca, Conferenza delle Regioni, Aifa, Istituto superiore di sanità, Agenas, società scientifiche, associazioni di pazienti ed esperti di settore e sarà avviata tra gennaio e febbraio 2026.
L'iniziativa - spiegano in una nota gli organizzatori - nasce dalla consapevolezza della necessità di aggiornare il quadro di governance e di rafforzare la capacità organizzativa del sistema, adottando un approccio sistemico che integri prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle innovazioni terapeutiche e presa in carico sul territorio. Il Piano nazionale demenze del 2014, infatti, se a suo tempo ha rappresentato un passo avanti importante, oggi mostra evidenti limiti rispetto alle esigenze attuali: non tiene conto, ad esempio, delle innovazioni e dei progressi in ambito diagnostico e terapeutico, né delle attuali sfide demografiche. Di conseguenza, la mancanza di linee guida aggiornate e integrate con le nuove tecnologie e approcci terapeutici limita la capacità dei professionisti sanitari nella fornitura di cure adeguate. "Su questo tema - sottolinea Alessandro Padovani, già presidente della Società italiana di neurologia e direttore della Clinica Neurologica dell'università di Brescia - ci sarebbe molto da dire, ma potremo cominciare con il modello delle reti oncologiche, ovvero di un sistema che permetta di definire livelli di complessità dal territorio al centro hub, che prevede lo sviluppo di gruppi multidisciplinari in grado di gestire la complessità delle nuove terapie biologiche e personalizzate e focalizzati sulla cura integrata del paziente in ottica olistica e di benessere a 360 gradi".
"La risposta alla sfida dell'Alzheimer passa da un dialogo costante tra pubblico e privato, fondato sulla condivisione di conoscenze - evidenzia Adele Patrini, presidente di Fondazione per la sostenibilità sociale - È per questo che la Fondazione si pone anche come ponte tra il mondo delle aziende e quello delle istituzioni, favorendo un confronto trasparente e costruttivo che metta al centro il paziente e la qualità delle cure. Collaboriamo da tempo con il cluster neuro e con aziende come GE HealthCare ed Eli Lilly che, insieme, rappresentano un modello virtuoso di alleanza tra ricerca, innovazione e istituzioni. Modello che si pone l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una governance nazionale capace di valorizzare l’innovazione a favore dei pazienti".
"Oggi abbiamo visto un esempio concreto di come le istituzioni, i clinici e le aziende possano fare squadra per migliorare la vita dei pazienti - dichiara William Vaccani, General Manager Pharmaceutical Diagnostics di GE HealthCare Italia - La diagnostica per immagini gioca un ruolo fondamentale nel percorso terapeutico dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer. In questo contesto, GE HealthCare investe nell'innovazione tecnologica e farmaceutica in ambito Pet e risonanza magnetica per portare soluzioni a supporto dei pazienti e dei loro caregiver". Aggiunge Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Italy Hub-Lilly: "L'Alzheimer è oggi una delle principali priorità di salute pubblica, con enormi ricadute sociali che gravano su famiglie e comunità locali. Da oltre trent'anni Lilly è in prima linea nella ricerca di opzioni terapeutiche per questa patologia. E' fondamentale intervenire precocemente: una diagnosi precoce può restituire tempo e qualità di vita. Ecco perché, oggi più che mai, è necessaria una forte sinergia tra pubblico e privato per implementare diagnosi e presa in carico precoce, collaborando nello sviluppo di nuovi modelli sanitari che rendano accessibile l'innovazione terapeutica a tutti coloro che sono ancora in attesa di una speranza di cura".

"Guardare all’Arabia Saudita oggi significa guardare al futuro dell’imprenditoria europea". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Gianni Gallucci, direttore generale di Gallucci e segretario generale di Yes for Europe, in occasione della sua partecipazione al Biban Forum 2025 e in vista della prossima missione istituzionale organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il 25 e 26 novembre. Dopo anni segnati da crisi geopolitiche, conflitti e instabilità dei mercati, Gallucci sottolinea la necessità di diversificare i propri orizzonti commerciali e di esplorare nuovi scenari di crescita.
"L’aumento dei dazi - spiega Gallucci - imposti dagli Stati Uniti e l’incertezza legata ai rapporti commerciali transatlantici stanno mettendo sotto pressione molte filiere produttive europee. In questo contesto, il Medio Oriente e in particolare l’Arabia Saudita, rappresenta un mercato strategico per bilanciare il rischio Paese, aprendo nuove rotte di collaborazione economica e culturale che permettono alle imprese di rafforzare la propria presenza globale".
"Le difficoltà - sottolinea - che il mondo della moda e del manifatturiero stanno attraversando, unite alle tensioni nei rapporti commerciali internazionali, ci spingono a guardare verso mercati più dinamici, solidi e aperti alla collaborazione. L’Arabia Saudita oggi rappresenta esattamente questo: una piattaforma per costruire valore nel lungo periodo".
Grazie alla Vision 2030, il Regno Saudita sta trasformando la propria economia, investendo in innovazione, design, turismo, sostenibilità, cultura e formazione. "E' un Paese - prosegue Gallucci - che sta ridefinendo la propria identità economica e culturale e che guarda con grande interesse all’esperienza e alla qualità del Made in Italy. I clienti non cercano solo prodotti, ma storie, competenze e partnership: un terreno ideale per le imprese europee che vogliono crescere e innovare" La storia della Gallucci, azienda calzaturiera di famiglia dal colore arancio che affonda le proprie radici centenarie nel distretto marchigiano, riflette pienamente questo spirito di adattamento e visione strategica. Oggi, accanto alla produzione di calzature per bambini, l’azienda distribuisce anche una linea di scarpe da adulto di alta qualità, scelta che nasce proprio dalla volontà di diversificare i mercati e i segmenti di prodotto di fronte a un contesto globale sempre più complesso.
Attualmente, l’azienda distribuisce principalmente in Europa, Russia e Nord America. Nel corso degli anni, la qualità delle calzature e degli accessori in pelle 100% Made in Italy ha conquistato clienti d’eccellenza: la famiglia reale svedese, la famiglia reale belga, celebrità internazionali come Madonna, Jennifer Lopez, Sarah Jessica Parker, e sportivi di fama mondiale come Klay Thompson, Stephen Curry e Kevin Durant. Nel 2017, Gallucci ha avviato una partnership con la NBA (National Basketball Association), realizzando prodotti esclusivi per gli atleti in occasione dell’All Star Game, e nel 2020 ha fornito le calzature ai giocatori del Cagliari Calcio per celebrare il centenario della società. Attraverso Yes for Europe, che riunisce le associazioni dei giovani imprenditori di oltre venti Paesi europei, Gianni Gallucci porta avanti la stessa visione di apertura e collaborazione internazionale, promuovendo progetti e scambi che favoriscano la nascita di nuove reti imprenditoriali euro-mediterranee.
“Il nostro obiettivo -sostiene - è creare ponti e non confini. L’Arabia Saudita è oggi una delle destinazioni più attrattive per chi vuole connettere tradizione e modernità, visione e concretezza. E' il momento per le imprese europee di esserci, insieme, con fiducia e strategia".

in collaborazione con: Cosmedica
Uno dei trattamenti estetici maggiormente richiesti negli ultimi anni sono i trapianti di capelli. Questo perché ai nostri giorni abbiamo una tecnologia tale da riuscire ad andare a risolvere disparate casistiche, dando una soluzione definitiva. Questo può essere grazie alle tecnologie ma anche alle procedure di routine affiancate e l’attenzione individuale verso ogni casistica. Tutti questi aspetti fanno la differenza che porta a propendere il paziente nel fare la sua scelta.
L’offerta internazionale è copiosa, ma spiccano certi paesi piuttosto che altri per vari motivi. Uno dei paesi con ingente richiesta è la Turchia, che si conferma come meta di destinazione del turismo medico specializzato, per chi soffre di caduta dei capelli. Tutte le procedure sono svolte in modo sicuro e professionale, per questo il trapianto capelli Turchia è oggi apprezzato a livello internazionale. I vantaggi di scegliere come meta questo paese non sono solo di tipo tecnologico. Andiamo ad analizzare 5 cliniche richieste e capiamo perché la scelta del trapianto capelli Turchia è gettonata.
Il Boom del Settore del Trapianto Capelli in Turchia
Da dieci anni la Turchia è diventato un vero e proprio paese di riferimento nel settore della tricologia. Andare a fare il trapianto di capelli Turchia è un'opzione che porta vantaggi al paziente. Fra i cinque principali vediamo:
1. Il costo trapianto capelli Turchia[1] è molto più vantaggioso rispetto ad altri paesi fra cui gli Stati Uniti e l’Italia.
2. Il personale è qualificato e multilingue, si può avere anche un interprete in aiuto.
3. Ci sono strutture moderne e vengono utilizzati metodi dell'avanguardia.
4. In aggiunta al trattamento, è possibile anche avere tutto il pacchetto di spostamento e logistica.
5. Il paziente viene anche seguito nella fase post operatoria.
Andando ad analizzare i dati per quelli che sono gli interventi di trapianto in Turchia, questi sono in crescita costante del 20% annuo, il che implica che gli utenti si fidano e la scelgono come meta. Vediamo quindi quali sono le cliniche più apprezzate dai clienti.
Top 5 Cliniche per Trapianto Capelli Turchia
Numerose sono le cliniche per il trapianto capelli in Turchia[2]. Queste cliniche vengono considerate efficienti per tutte le motivazioni sopra menzionate. Conosciamole insieme.
1. Cosmedica
Cosmedica è presente in Turchia da oltre ben da oltre 16 anni e viene guidata nel settore dal Dottor Levent Acar, che è uno specialista di esperienza pluriennale con alle spalle oltre 20.000 interventi di successo e ha un approccio estremamente professionale, andando a utilizzare delle tecniche come la DHI Sapphire e la FUE.
In questa clinica si utilizzano delle strumentazioni e delle tecniche avanzate. Fra i suoi fiori all'occhiello il fatto che il suo team è comunque parlante inglese, con possibilità di avere traduttori nella lingua richiesta e i prezzi medi possono andare dai 2.000 ai 3.000 euro rispetto ai prezzi medi dalla tecnica DHI Saphire completa in Italia, che si aggirano sui 6-8000 euro.
2. Medhair Clinic
Al secondo posto posizioniamo la Medhair Clinic, dove si applicano il trapianto di capelli FUE e DHI. Una delle caratteristiche di questa clinica è quella di offrire il trapianto "chiavi in mano": si occuperà anche in questo caso di tutto la clinica. Il paziente viene seguito passo dopo passo con spiegazioni chiare su cosa succederà e sulle routine da adottare.
Lo staff organizza il viaggio, la logistica e la cura post operatoria. Sul sito della clinica è presente una copiosa galleria che mette in evidenza quelli che sono gli effetti del trapianto di capelli prima e dopo[3] in maniera da potersi fare un'idea chiara. Agiscono anche su altre parti del corpo quale potrebbe essere, per esempio, la barba.
3. Elithair Clinic
Specializzata in alopecia androgenetica, questa clinica è quella che viene definita la più grande al mondo nel settore della tricologia: infatti ha una superficie di circa 18.000 metri quadrati disposti su 12 -13 piani e si trova nella città di Istanbul. La clinica adotta delle tecniche all'avanguardia come per esempio la NEO FUE che è stata strutturata in questa versione della clinica stessa.
Inoltre, vanta il sistema sleep - deep che promette di gestire i trattamenti senza alcun dolore. Come le altre cliniche ha pacchetti all inclusive e la cura dei capelli trapiantati anche in fase post operatoria da remoto.
4. Smile Hair Clinic
Questa clinica si focalizza soprattutto sull'analisi dell'area donatrice, andando a progettare con cura il numero di innesti e la distribuzione estetica di tutte le unità follicolari quindi personalizzandola. In questa, come in altre cliniche, i follicoli piliferi vengono prelevati dalla parte posteriore della testa in quanto ci sono zone con maggiore capacità di essere aree donatrici: la metodologia applicata è la FUE o la DHI. Lo scopo principale è quindi dare già al paziente quale sarà il risultato finale come risultato finale dello studio attento della posizione di ogni unità follicolare.
5. Hair Palace
Hair place è una clinica specializzata, che utilizza le tecniche della FUE e DHI, offre anch’essa pacchetti all-inclusive. L’obiettivo primario della clinica è creare una esperienza rilassata al paziente con molta attenzione individuale anche all’aspetto psicologico e questo implica l’accompagnarlo in tutto il percorso, spiegandogli come e cosa avverrà passo dopo passo: in alcuni casi questa particolare attenzione al paziente deve essere alla base.
Le domande più frequenti dei pazienti
Un percorso come un intervento di trapianto, benché abbia una anestesia locale, implica un coinvolgimento fisico ed economico. Questo porta naturalmente al sorgere di domande da parte dei potenziali pazienti. Fra le varie richieste quelle a seguire sono le più comuni.
1. Una delle prime domande principali che si pongono i pazienti è se sia sicuro fare un trapianto in Turchia. La risposta è affermativa, perché le cliniche sono certificate e seguono dei protocolli internazionali. Bisogna però sempre dare un occhio al curriculum del chirurgo.
2. Una seconda domanda che sorge è se vi è differenza di prezzo soprattutto con l'Italia e la risposta anche in questo caso è affermativa: i costi sono più bassi del 50-70%.
3. Ci si domanda poi quali siano le tecniche disponibili. In cliniche come Cosmedica le tecniche applicate sono la FUE e la DHI Sapphire, che sono metodologie moderne con risultati meno invasivi rispetto alle tecniche precedenti quale la FUT.
4. Un'altra domanda frequente da parte dei pazienti è cosa aspettarsi dopo l’intervento. La crescita richiede un percorso: il risultato non è immediato. Le cliniche Turche seguono con attenzione la fase post operatoria. Le prime settimane sono incentrate alla fase di guarigione del cuoio capelluto. Si incomincia ad avere una ricrescita naturale dei capelli dopo il trapianto fino al raggiungimento di una chioma armoniosa e folta dagli 8 ai 12 mesi post intervento.
Considerazioni Finali
Arrivando a delle considerazioni finali, le offerte su trapianti di capelli a livello internazionale sono oggi molto diffuse in tanti paesi, ma bisogna tenere in considerazione che i costi cambiano da paese in paese. Con il trapianto capelli Turchia con un budget minore ci si può permettere delle tecniche più avanzate, che vanno a beneficio del paziente stesso.
Per questo motivo la Turchia è diventata una meta molto interessante per chi soffre di alopecia androgenetica e di caduta dei capelli, perché riesce a risolvere in una maniera qualitativamente elevata il proprio problema, pur contenendo l'aspetto economico.

Da ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, un incremento superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quanto evidenziato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%). Lo rileva l'Istat nel Focus nella nota sull'andamento dell'economia italiana.
Alla forte crescita negli anni 2022-2023 ha contribuito lo choc sui listini dell’energia, che ha colpito in misura rilevante il settore degli alimentari non lavorati, sia in modo diretto, dato il rilevante peso degli input energetici, sia in modo indiretto, alimentando l'incremento del prezzo di importanti prodotti intermedi, come i fertilizzanti.
Negli ultimi due anni, la dinamica di crescita è stata più contenuta e, in parte, sostenuta dal recupero dei margini di profitto delle imprese del settore agricolo.
L'Istat rileva inoltre il Pil stazionario nel terzo trimestre. Secondo la stima preliminare, nel terzo trimestre il Pil italiano è rimasto invariato rispetto ai tre mesi precedenti. Il risultato è stato inferiore a quello di Francia e Spagna e analogo a quello della Germania. La domanda nazionale (al lordo delle scorte) ha fornito un apporto negativo, mentre la componente estera netta ha contribuito positivamente. L’incremento congiunturale nullo è stato il risultato di un aumento in agricoltura, una contrazione dell’industria e di una stazionarietà nei servizi. La variazione acquisita per il 2025 è pari a +0,5%.

in collaborazione con: lineonline
Chi lavora ogni giorno in cantiere, in officina o in fabbrica sa bene quanto sia importante indossare delle scarpe antinfortunistiche affidabili[1]: queste rappresentano uno degli equipaggiamenti di sicurezza più importanti, perché spesso fanno la differenza tra un piccolo incidente e un infortunio vero e proprio.
Non a caso negli ultimi anni è stata posta ancora più attenzione agli standard di sicurezza che definiscono le calzature antinfortunistiche: il 2025 è stato l’anno che ha visto attuare il grosso dei cambiamenti dovuti all’aggiornamento della normativa europea EN ISO 20345.
La nuova versione, pubblicata nel 2021 ed entrata in vigore nel 2022, sostituisce la vecchia norma del 2011 e introduce una serie di miglioramenti concreti, nati per aumentare la sicurezza, la comodità e la durata delle scarpe da lavoro.
Nuove classi di sicurezza
Le vecchie sigle che rappresentano le classi di sicurezza della scarpe come S1, S2 e S3 restano, ma sono state introdotte due nuove classi: S6 e S7. Le novità di queste? Il riferimento a scarpe completamente impermeabili, pensate per chi lavora in ambienti molto umidi o all’aperto.
Un’altra importante novità è la resistenza agli idrocarburi (FO) non più considerata obbligatoria nelle classi S1-S3, ma diventata ora un requisito aggiuntivo.
Le principali novità tecniche
La nuova EN ISO 20345:2022 ha introdotto test più realistici, materiali innovativi e sigle aggiornate per garantire maggiore sicurezza e comfort.
Ecco, in breve, le principali novità da sapere:
• Protezione dalla perforazione
Introdotti tre nuovi tipi di lamina contro la perforazione da oggetti:
P → indica una lamina in acciaio, molto resistente;
PL → indica una lamina tessile, leggera e flessibile;
PS → indica una lamina tessile rinforzata e garantisce la massima protezione da oggetti sottili.
La lamina tessile è quella da prediligere se si è alla ricerca di scarpe antinfortunistiche leggere[2].
• Test antiscivolo e resistenza all’acqua
In passato, per distinguere una scarpa antiscivolo, si utilizzavano le sigle SRA, SRB e SRC. Adesso queste sono state sostituite da un’unica sigla: SR.
Questa può sembrare una banale semplificazione ma in realtà, sta a indicare che il test a cui è stata sottoposta la scarpa è più preciso e soprattutto, realistico: la suola viene testata su superfici bagnate e scivolose simili a quelle che si sperimentano realmente sul posto di lavoro.
Anche per quanto riguarda la resistenza all’acqua, sono state introdotte alcune novità importanti:
la vecchia sigla WRU è stato sostituita da WPA, che indica quanto la parte superiore della scarpa sia in grado di resistere all’acqua.
In passato, il controllo WRU si limitava a verificare la resistenza all’acqua sullo strato superficiale della scarpa; ora invece, la sigla WPA indica un test volto a misurare in modo preciso quanta acqua penetra e quanta viene invece assorbita dalla tomaia della scarpa.
Se si è alla ricerca di una scarpa completamente impermeabile, la sigla a cui prestare attenzione è WR (dall’inglese, water resistance).
A cosa prestare attenzione oggi
In pratica, oggi la nuova EN ISO 20345:2022 è ormai una realtà consolidata: dal 2022 i produttori certificano i nuovi modelli seguendo questi standard e tutte le scarpe in commercio dovranno adeguarsi a queste regole.
Prima di acquistare un nuovo paio di scarpe antinfortunistiche o un capo di abbigliamento da lavoro[3], è quindi essenziale verificare sempre che il modello scelto sia conforme alle normativa aggiornate.
Lineonline.it è da anni un punto di riferimento affidabile per chi cerca prodotti conformi e garantiti dai migliori marchi del settore.

"L'ho accoltellata e voglio darle fuoco". Momenti di terrore a Ficarazzi, nel Palermitano, dove un 24enne, già noto alle forze dell’ordine e affetto da disturbi psichici, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri per atti persecutori nei confronti della ex compagna. A far scattare l’intervento dei militari è stata una chiamata al 112 proprio del giovane che, in preda al delirio, ha detto loro di trovarsi in un casolare abbandonato, di aver accoltellato la fidanzata e di volerle dare fuoco. Giunti immediatamente sul posto, i carabinieri hanno trovato la donna, sotto choc, che ha raccontato loro di essere stata poco prima afferrata per la gola e minacciata con un coltello. Anche davanti ai carabinieri, il 24enne, che già aveva iniziato ad appiccare le fiamme ad alcune sterpaglie all’interno del casolare, ha continuato a minacciarla di morte.
Il giovane, trovato con due coltelli (uno a serramanico di 12 centimetri e uno da cucina con la lama di 9 centimetri) e un accendino, è stato bloccato e arrestato. Agli investigatori dell'Arma la vittima ha raccontato i mesi di paura vissuti, le persecuzioni e le centinaia di messaggi con minacce che l’hanno costretta a vivere in uno stato di costante d’ansia. L'arresto del 24enne è stato convalidato e il gip di Termini Imerese ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Sorpresa per Achille Polonara. Il cestista azzurro è tornato a casa dopo il trapianto di midollo osseo e il comaper 10 giorni per combattere la leucemia mieloide diagnosticatagli lo scorso giugno. Ad attendere il giocatore, che ha firmato per la Dinamo Sassari, infatti c'era Bruno Barbieri, che ha preparato per lui un pranzo di bentornato con il suo piatto preferito, i tortellini alla panna.
Una sorpresa organizzata da Nicolò De Devitiis e andata in onda nell'ultima puntata delle Iene di martedì 11 novembre. Il servizio testimonia il ritorno a casa del campione e l’abbraccio con i suoi figli, Achille Jr. e Vittoria, che lo attendevano con trepidazione, oltre al coraggio della moglie Erika Bufano, che lo ha sostenuto in ogni momento.
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Nicolò De Devitiis (@divanoletto)[1]
Il tutto è stato documentato anche da un post Instagram di De Devitiis, che pubblicato un carosello di foto sul proprio profilo scrivendo: "Bentornato finalmente a casa Achillone!! A Le Iene il rientro definitivo a casa con due sorprese speciali".



