
Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Vito Mezzalira, il triestino ex dipendente di Poste italiane, originario di Modena, scomparso nel 2019 quando aveva 66 anni: sono suoi i resti trovati nel pozzo della villetta dove viveva a Sagrado, in provincia di Gorizia. Lo rivela 'Il Piccolo' spiegando che il dato è emerso dagli esami eseguiti sull'arcata dentale.
Per la sua scomparsa sono indagati la ex convivente, Mariuccia Orlando, il fratellastro di lei, Moreno Redivo, e il figlio della donna, Andrea Piscanec. L'accusa è di concorso in omicidio volontario, concorso in sottrazione di cadavere e truffa aggravata e continuata per il ritiro della pensione di Mezzalira anche dopo la sua scomparsa.

Dal 2026 i disagi in autostrada dovranno essere rimborsati. Il Consiglio dell’Autorità ha approvato la delibera 211/2025 che introduce il diritto al rimborso del pedaggio autostradale in caso di disagi dovuti alla presenza di cantieri e in caso di blocco del traffico dovuto a cause diverse (esempio incidenti, fenomeni meteo). Si tratta di un provvedimento unico nel suo genere e molto atteso, annunciato dal Presidente Zaccheo nella Relazione annuale al Parlamento del 17 settembre scorso. La misura, sottolinea l'Autorità, risponde a un’esigenza concreta: offrire maggiori garanzie ai cittadini che, sempre più spesso, si trovano a fronteggiare rallentamenti e disagi legati alla presenza di cantieri o a blocchi del traffico.
"Con questa delibera - commenta il presidente Zaccheo - l’Autorità ribadisce un principio essenziale: il 'pay per use', il pedaggio deve essere sempre equo e proporzionato al servizio effettivamente usufruito. È un atto di tutela verso i viaggiatori". D’altro canto, l’Autorità non può non tener conto dell’importanza dei cantieri per la manutenzione, la sicurezza, e il miglioramento dell’infrastruttura. "Occorre allo stesso tempo considerare un altro aspetto fondamentale - sottolinea Zaccheo - quello della sostenibilità complessiva del sistema: contemperare i diritti degli utenti con la tenuta economica delle infrastrutture è indispensabile per garantire un equilibrio duraturo".
Le misure sui rimborsi si applicano entro il 1° giugno 2026 per i casi di blocco traffico e per la presenza di cantieri su percorsi che insistono interamente su tratte gestite dal medesimo concessionario; entro il 1° dicembre 2026 per i rimborsi in caso di cantieri presenti su percorsi che insistono su tratte gestite da più concessionari. In un primo periodo, che durerà fino al 31 dicembre 2027, Art monitorerà l’applicazione delle misure e il funzionamento del meccanismo ed effettuerà una verifica di impatto da concludersi entro il 31 luglio 2027, in modo da poter provvedere, se sarà necessario, agli affinamenti del caso.
RIMBORSI CANTIERI: Per i percorsi con lunghezza < 30 chilometri, il diritto al rimborso è indipendente dal ritardo; per i percorsi con lunghezza tra i 30 e i 50 km: il rimborso si attiva per uno scostamento di almeno 10 minuti; percorsi con lunghezza > 50 km: il rimborso si attiva per uno scostamento/ritardo di almeno 15 minuti.
ABBONATI/PENDOLARI: Avranno diritto alle stesse tutele degli utenti occasionali, con la possibilità di recedere dall’abbonamento se i lavori diminuiscono la fruibilità del percorso abituale.
Non sono dovuti rimborsi di importo inferiore a 10 centesimi di euro (i rimborsi sopra i 10 centesimi vengono accreditati ed erogati a partire dalla somma di 1 euro) - se per il percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio - nel caso di cantieri emergenziali (ossia, i cantieri installati a seguito di incidenti, eventi meteo o idrogeologici di carattere straordinario e imprevedibile, attività di soccorso e connessi ripristini) - in un primo periodo di applicazione delle misure, saranno esclusi dal meccanismo di rimborso anche i cd. cantieri mobili. Resta fermo l’obbligo, per i concessionari, di fornire adeguata informazione all’utenza circa lo stato e la programmazione anche per tali tipologie di cantieri.
Per i casi di blocco del traffico, il rimborso si calcola sul pedaggio relativo alla tratta interessata secondo le seguenti soglie: Blocco tra i 60 e i 119 minuti, rimborso pari al 50%; Blocco di durata compresa tra i 120 e i 179 minuti, rimborso pari al 75% Blocco di durata > 180 minuti, rimborso integrale (100%)
Tutte le informazioni sulla viabilità e i rimborsi, automatici, saranno gestibili grazie a una App unica per tutti i gestori. Chi non utilizza l’app potrà comunque richiedere il rimborso tramite i canali messi a disposizione dai concessionari, come numeri verdi o portali web dedicati.
La disciplina dei rimborsi sarà inserita nelle nuove concessioni autostradali e applicata anche a quelle in corso attraverso atti aggiuntivi stipulati tra concedente e concessionario in occasione del primo aggiornamento o revisione del piano economico-finanziario. A regime, gli importi corrisposti agli utenti per i rimborsi in presenza di cantieri non possono essere recuperati dai concessionari tramite il pedaggio.
Per le sole concessioni già vigenti, al fine di consentire un passaggio graduale, Art ha previsto un meccanismo che consente un parziale e temporaneo recupero delle somme versate agli utenti a valersi sul pedaggio: pieno recupero (100%) per gli anni 2026 e 2027) e riduzione graduale negli anni successivi, fino al 2030 (75% nel 2028, 50% nel 2029 e 25% nel 2030). L’impatto sul pedaggio sarà praticamente impercettibile per gli utenti.
In questi casi, i rimborsi possono essere recuperati dai concessionari tramite il pedaggio. Possibilità condizionata ad eventi di forza maggiore (oggettivamente dimostrati dal concessionario
Mps-Mediobanca, l'allarme di Riva (Confindustria Assoconsult): "Le indagini non blocchino il risiko"

Le indagini non possono fermare il risiko bancario. Lo dice in un colloquio all'AdnKronos Luigi Riva, presidente Strategic Management Partners e Confindustria Assoconsult. "Il rischio principale - dice Riva - è che l'incertezza sugli assetti bancari si traduca in un irrigidimento delle condizioni di credito proprio in una fase delicata per le imprese italiane"
L'inchiesta su Mps-Mediobanca ha acceso i riflettori sul consolidamento bancario italiano. Quale lettura offre di questa vicenda?
La vicenda giudiziaria - su cui ovviamente non entro nel merito - pone una questione di fondo che va oltre i singoli protagonisti, perché pone un punto interrogativo sul processo di consolidamento del sistema bancario italiano. In un settore cruciale come quello del credito, che è il principale canale di trasmissione tra la finanza e le imprese, sarebbe masochistico che indagini su singoli episodi mettessero in discussione l'intero impianto.
Quale è il punto?
Il punto è che l'Italia ha bisogno di banche più forti e dimensionate per competere a livello europeo. Il settore affronta sfide strutturali: la compressione dei margini con la normalizzazione dei tassi, investimenti tecnologici nell'ordine di centinaia di milioni l'anno, requisiti di capitale sempre più stringenti da parte delle autorità di vigilanza. In questo contesto, il consolidamento non è un'opzione ma una risposta obbligata
Quali sono i rischi concreti per il finanziamento alle imprese in questo scenario?
"Il rischio principale è che l'incertezza sugli assetti bancari si traduca in un irrigidimento delle condizioni di credito proprio in una fase delicata per le imprese italiane. I dati parlano chiaro: il tasso di deterioramento del credito alle aziende è passato dal 2,4% del 2023 al 3,5% nel 2024, secondo le stime ABI-Cerved. Questo significa che le banche sono già più selettive. Quando un istituto è coinvolto in operazioni straordinarie o ristrutturazioni, tende naturalmente a concentrarsi sulla gestione interna piuttosto che sullo sviluppo del business. Per le imprese questo si traduce in tempi più lunghi per le istruttorie, condizioni meno favorevoli, maggiori richieste di garanzie. Le Pmi e le microimprese, che sono il 99% del tessuto produttivo italiano, risentono particolarmente di questa dinamica".
Altri rischi?
"C'è poi un rischio di sistema: se il processo di consolidamento si blocca o rallenta a causa di contenziosi legali o normativi, l'Italia rischia di trovarsi con un settore bancario frammentato in un'Europa che va verso player sempre più grandi. E banche piccole e frammentate hanno meno capacità di erogare credito, soprattutto per investimenti di medio-lungo termine".
Come impatta questa situazione sulla liquidità delle imprese?
"La liquidità complessiva del sistema bancario non è in discussione - le banche italiane sono solide e ben patrimonializzate. Il problema è più sottile e riguarda l'accesso effettivo delle imprese a questa liquidità e alle condizioni applicate. In fasi di incertezza, le banche tendono a essere più prudenti: alzano gli spread, richiedono più garanzie, privilegiano operazioni di breve termine rispetto ai finanziamenti per investimenti. Già oggi circa la metà delle imprese manifatturiere ritiene inadeguato il costo del credito. Con l'ulteriore incertezza, questo problema può accentuarsi".
Cioè?
"Il vero nodo è il finanziamento degli investimenti produttivi. Le imprese italiane devono affrontare la transizione digitale ed energetica, processi che richiedono capitale paziente e a lungo termine. Se il sistema bancario è distratto da ristrutturazioni interne o contenziosi, rischia di non poter supportare adeguatamente questo fabbisogno proprio quando il Pnrr e i fondi europei richiedono co-finanziamenti privati significativi".
Vede anche opportunità in questo scenario di cambiamento?
"Certamente. Il consolidamento bancario, se ben gestito, può rafforzare significativamente la capacità del sistema di sostenere l'economia. Banche più grandi e solide hanno maggiore capacità di diversificare il rischio, possono investire di più in tecnologie avanzate di valutazione del merito creditizio, riescono a costruire competenze specialistiche per settore. Le operazioni di consolidamento generano anche efficienza: le sinergie di costo liberano risorse che possono essere reinvestite nel business creditizio. E la formazione di pochi poli bancari forti può paradossalmente intensificare la competizione sui segmenti più strategici, come le medie imprese e le aziende in crescita. Inoltre, la discesa dei tassi di interesse da parte della Bce- prevediamo ancora diversi tagli nel 2025 - dovrebbe favorire una ripresa della domanda di credito. Un sistema bancario consolidato e ben capitalizzato sarà in grado di rispondere meglio a questa domanda, con benefici per tutto il tessuto produttivo. Il punto è arrivarci con un processo trasparente e rispettoso delle regole. Solo così il consolidamento può esprimere tutto il suo potenziale positivo per l'economia italiana.
Quali indicazioni darebbe agli imprenditori per navigare questa fase?
Tre raccomandazioni essenziali. Primo: bisogna diversificare le fonti di finanziamento, utilizzando non solo più istituti bancari, ma anche intermediari finanziari non bancari come società di leasing, società di factoring, società di private equity e venture capital. La finanza agevolata offre opportunità significative - dal Piano Transizione 5.0 che finanzia investimenti in efficienza energetica, alla Nuova Sabatini per i beni strumentali, al Fondo di Garanzia che facilita l'accesso al credito per le Pmi. Secondo: rafforzare la propria solidità finanziaria. In un contesto più selettivo, le imprese con bilanci trasparenti, gestione finanziaria disciplinata e prospettive di crescita chiare avranno accesso privilegiato al credito e a condizioni migliori. Lavorare sul proprio merito creditizio oggi significa avere più opzioni domani.
Il terzo?
"Terzo: pianificare con anticipo. Se un'impresa ha bisogno di finanziamenti per investimenti strategici, è il momento di muoversi. Le condizioni sono destinate a migliorare con la discesa dei tassi, ma i processi istruttori potrebbero allungarsi. Chi si fa trovare pronto, con progetti solidi e documentazione completa, avrà un vantaggio competitivo significativo. Il messaggio di fondo è questo: il sistema sta cambiando, ma le opportunità ci sono per chi è preparato e strutturato. L'incertezza del momento non deve paralizzare, ma spingere a rafforzare i fondamentali della propria azienda". (di Andrea Persili)

La salma di Nicola Pietrangeli, morto a 92 anni, è stata accolta questa mattina nel campo che porta il suo nome, all’interno del complesso del Foro Italico di Roma, dove è stata allestita la camera ardente. Sarà possibile rendere l'ultimo omaggio al grande tennista azzurro[1] fino alle 14. Poi alle ore 15 sono stati programmati i funerali a Ponte Milvio, presso la chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio.
Il feretro, accompagnato dal picchetto d’onore dei Carabinieri, è stato posizionato al centro del campo, decorato con fiori bianco-azzurri, accanto alla Coppa Davis conquistata dall’Italia nel 1976 sotto la sua guida da capitano. Un maxi-schermo ha trasmesso le immagini della sua carriera, mentre in sottofondo si è udita la sua musica preferita: note di Charles Aznavour.
Le prime persone a dare l’ultimo omaggio sono arrivate già alle 8.30 del mattino. Tra i presenti, i figli del campione, amici e figure di spicco dello sport italiano.
Tra loro il presidente della Fitp Angelo Binaghi: "Abbiamo pensato a lui nei giorni della Davis. Era la prima volta in 25 anni che non fosse affianco a noi. Io ho conosciuto Nicola 25 anni fa nel momento più buoi del tennis italiano ed è curioso come lui abbia deciso di andarsene in punta di piedi, aspettando che terminassero questi due mesi, forse i più belli del tennis italiano in cui i suoi ragazzi e le sue ragazze hanno vinto praticamente tutto", ha detto davanti alla camera ardente. "E' riduttivo dire che Nicola ha dato tanto al tennis italiano, è stato il tennis italiano soprattutto all'estero. E' stata una persona speciale, straordinaria, unica".
"Una cerimonia organizzata nel pieno delle sue volontà. Ha sbagliato solo l'ora delle esequie, doveva farle a mezzogiorno...", le parole di Giovanni Malagò. "Un fenomeno come atleta, ma faccio fatica a staccare il tennista da uomo perché mi ha visto crescere. Mi chiamava ‘Giovannino’ anche se tanto ‘ino’ non sono. Era scanzonato e ironico, ma soprattutto un amico di famiglia”, ha aggiunto l'ex presidente del Coni.
"Va via la storia e le storie come le sue non muoiono mai", le parole del n.1 dello sport italiano Luciano Buonfiglio. "Ci ha lasciato un messaggio del quale tutti dovremmo renderci conto. Ho avuto il privilegio di conoscerlo davvero, di parlare tante volte con lui. Ogni conversazione era un misto di esperienza e ironia. Sapeva metterti a tuo agio, non si è mai vantato di nulla. Era sempre disponibile, sempre cordiale".

Via libera della Camera con 151 voti a favore, 113 contrari e un astenuto al disegno di legge presentato dal governo sul consenso informato in ambito scolastico, in base al quale le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all'ambito della sessualità, mettendo a disposizione per la necessaria visione il materiale didattico che si intende utilizzare per queste attività.
Quest'ultime sono in ogni caso escluse per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. Il testo passa ora all'esame del Senato.

Francesca Fialdini è pronta a tornare in pista a Ballando con le stelle. La conduttrice, in gara con Giovanni Pernice, era stata costretta a un ritiro temporaneo a causa degli infortuni subiti, tra cui la frattura di tre costole. Ma dopo un periodo di riposo assoluto e fisioterapia, la conduttrice televisiva sembra aver recuperato le energie necessarie per riprendere la competizione.
Ad annunciarlo è stata la stessa Fialdini che sui social ha condiviso un video insieme al partner di ballo Pernice: "Siamo tornati, stiamo ballando... stiamo muovendo, però adesso è il momento di ritrovarci! Ci vediamo sabato sera", hanno detto in coro.
La pista di Ballando, tuttavia, continua a rivelarsi un percorso a ostacoli. Ad aver subito un infortunio è stata anche Barbara D'Urso che sui social ha mostrato il referto medico dove le si raccomanda riposo e l'uso di un tutore al braccio per sette giorni. Nonostante l'infortunio, la conduttrice ha deciso che sabato prossimo scenderà regolarmente in pista a Ballando con le stelle.

É Rai1 con 'L’Altro Ispettore' a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, martedì 2 dicembre 2025. La fiction ha incollato davanti allo schermo 3.184.000 spettatori, totalizzando il 18% di share. Secondo posto per Italia1, che con la partita di Coppa Italia - Juventus-Udinese, ha tenuto davanti al video 2.623.000 spettatori con il 12.8%.
Canale5, con 'La Notte nel Cuore' è stato scelto da 2.511.000 spettatori con uno share del 16.5%, mentre Rai2, che ieri trasmetteva l'ultima puntata di 'Belve', ha conquistato 1.390.000 spettatori pari all’8.9%. Su La7 DiMartedì è stato visto da 1.278.000 spettatori con il 7.6%, mentre Rai3, con 'Amore Criminale', ha ottenuto un ascolto medio di 776.000 spettatori e share al 4.3%. Su Rete4, 'È Sempre Cartabianca' ha convinto 562.000 spettatori realizzando uno share del 4.2%.
Nell'access prime time, Canale5 con 'La Ruota della Fortuna' è sempre sul podio con un ascolto medio di 5.743.000 spettatori, pari al 26.2%, mentre 'Affari Tuoi' è stato la scelta di 4.631.000 spettatori per il 21% di share.

In arrivo rimborsi per oltre 3 milioni agli abbonati annuali Metrebus. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso con impegni il procedimento avviato lo scorso febbraio nei confronti di Atac S.p.A. per violazione dell’art. 20 del Codice del consumo. In avvio alla società era stato contestato di avere sistematicamente disatteso, tra il 2021 e il 2023, gli obiettivi di qualità e quantità del servizio di trasporto pubblico locale, di superficie e in metropolitana, erogato a Roma, senza adottare misure per colmare le carenze nella regolarità e senza riconoscere agli utenti un adeguamento delle tariffe o ristori per i disagi arrecati.
Rimborsi agli abbonati
Tutti i consumatori in possesso di un abbonamento annuale valido almeno per un giorno nel corso del 2024 avranno diritto a un indennizzo, per un ammontare complessivo di oltre 3 milioni di euro. Nello specifico, ciascun abbonato annuale Metrebus avrà diritto a un rimborso pari a 5 euro, aumentato di altri 5 euro per chi abbia avuto l’abbonamento attivo almeno per un’altra annualità tra il 2021 e il 2023.
Ritardi: arriva il rimborso automatico via app
Attraverso la propria app, inoltre, Atac implementerà un sistema innovativo di ristoro, unico nel panorama del sistema TPL, che consentirà ai titolari di un abbonamento annuale Metrebus di ottenere un indennizzo in caso di ritardi superiori ai 15 minuti del mezzo di trasporto su cui intendono viaggiare. Il rimborso per il ritardo della corsa sarà pari a 0,50 euro, verrà erogato sotto forma di credito su un borsellino elettronico, presente nell’app di ATAC, e potrà essere utilizzato per l’acquisto di titoli di viaggio, personali o per terzi.
Migliorie al servizio
La società si è impegnata anche ad assumere nuovi operatori e a formare parte di quelli già in pianta organica da destinare ai presidi delle stazioni della metropolitana in qualità di agenti di stazione, con un investimento annuo pari a 2,6 milioni di euro. ATAC potenzierà poi i canali di informazione dedicati all’utenza, incrementando la visibilità di servizi già a disposizione dei clienti sul sito ufficiale della società, come la funzione di calcolo del percorso o di prenotazione degli impianti di traslazione per persone a mobilità ridotta. Infine, la società adotterà un programma di compliance per monitorare e prevenire condotte lesive dei diritti dei consumatori.
La nota dell'Unc
"Bene, ottimo precedente!" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando la chiusura con impegni dell'Antitrust per il procedimento contro l'Atac. "Finalmente gli utenti vengono indennizzati quando si offre un pessimo servizio di trasporto pubblico, insufficiente, inadeguato, non rispettoso dell'utenza e degli impegni di qualità contenuti nella Carta dei servizi" prosegue Dona. "I consumatori hanno diritto ad avere un servizio che corrisponda al prezzo pagato, senza disagi, ritardi, scale mobili guaste. Per non parlare dei borseggiatori in agguato, che anche l'Atac, pur non essendo direttamente competente a far rispettare l'ordine pubblico, potrebbe contrastare mettendo più personale alle stazioni" prosegue Dona.
"Ora, però, i consumatori devono essere adeguatamente informati di questo loro diritto al rimborso, dato che per ottenerlo devono registrarsi sulla App Atac, creare un proprio profilo personale, dare codice fiscale, indirizzo di residenza, indirizzo e-mail, documento di identità. Altrimenti il rimborso resterà solo sulla carta. Si spera, poi, che questi dati preziosi non vengano utilizzati per altre finalità", conclude Dona.

Le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines scomparso nel 2014 riprenderanno il 30 dicembre. Ad annunciarlo è stato oggi il Ministero dei Trasporti malese. Il Boeing 777 con a bordo 239 persone sparì dagli schermi radar l'8 marzo 2014, mentre era in volo da Kuala Lumpur a Pechino. Due terzi dei passeggeri erano cinesi, mentre gli altri includevano malesi, indonesiani e australiani, oltre a cittadini indiani, americani, olandesi e francesi. Nonostante sia stata condotta la più grande ricerca nella storia dell'aviazione, l'aereo non è stato ancora ritrovato.
Le nuove esplorazioni verranno condotte "in un'area stabilita considerata quella con maggiori probabilità di permettere di localizzare l'aereo", ha affermato il Ministero. L'ultima ricerca nell'Oceano Indiano meridionale era stata sospesa ad aprile.

Il governo degli Stati Uniti ha sospeso le domande di immigrazione per cittadini provenienti da 19 paesi. Secondo un memorandum ufficiale divulgato ieri, i Servizi per la Cittadinanza e l'Immigrazione degli Stati Uniti hanno sospeso l'elaborazione delle domande di green card e cittadinanza per chi proviene da Paesi già soggetti alle restrizioni di viaggio annunciate dal Presidente Donald Trump a giugno.
Il divieto di ingresso negli Stati Uniti riguarda i cittadini di Afghanistan, Birmania, Ciad, Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Gli altri sette paesi interessati sono Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela. Nella tarda serata di ieri il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un violento attacco contro gli immigrati somali, affermando che i migranti provenienti dal paese africano non sono benvenuti negli Stati Uniti.
"Non li voglio nel nostro paese. Sarò onesto con voi, ok. Qualcuno dirà: 'Oh, questo non è politicamente corretto.' Non mi interessa. Non li voglio nel nostro paese", ha affermato al termine di una riunione di gabinetto, sostenendo poi che gli Stati Uniti "andrebbero nella direzione sbagliata continuando ad accogliere spazzatura nel nostro paese". "Con la Somalia, che è a malapena un paese, sapete, non hanno niente. Corrono in giro uccidendosi a vicenda. Non c'è alcuna struttura," ha affermato Trump.
Successivamente si è dedicato a criticare la rappresentante Ilhan Omar, democratica e prima somalo-americana eletta al Congresso. "La guardo sempre," ha detto Trump, aggiungendo che Omar "odia tutti. E penso che sia una persona incompetente". "La sua ossessione per me è inquietante," ha scritto Omar in un post sui social media. "Spero che riceva l'aiuto di cui ha disperatamente bisogno."
All'indomani dell'incontro fiume tra Vladimir Putin, Steve Witkoff e Jared Kushner sembra invece sia saltato l'incontro, previsto per oggi, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky secondo il Kyiv Post che cita proprie fonti. Il giornale scrive inoltre che secondo il Cremlino Witkoff e Kushner "hanno promesso" di andare a Washington immediatamente dopo il loro incontro con il presidente russo Vladimir Putin.
Per il segretario di Stato americano Marco Rubio sono stati compiuti "alcuni progressi" nei colloqui con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina. "Il processo negoziale per la pace in Ucraina a trazione Usa è in corso", ha affermato ha affermato il segretario generale della Nato Mark Rutte entrando alla riunione dei ministri degli Esteri dell'Alleanza in corso a Bruxelles. "Ma qualora non si arrivasse a risultati è importante mantenere la pressione sulla Russia.

Si è chiusa la fase preliminare di Sanremo Giovani, il percorso a tappe che porterà quattro Nuove Proposte sul palco del Teatro Ariston per il Festival di Sanremo 2026. Con il quarto e ultimo appuntamento trasmesso martedì 2 dicembre su Rai 2, Rai Radio2 e RaiPlay, condotto da Gianluca Gazzoli, si è completato il quadro dei semifinalisti. La Commissione Musicale - composta da Ema Stokholma, Carolina Rey, Manola Moslehi, Enrico Cremonesi e Daniele Battaglia, con la supervisione del Direttore Artistico Carlo Conti e del Vicedirettore Intrattenimento Prime Time Claudio Fasulo - ha selezionato l'ultimo terzetto di artisti. A superare il turno sono stati Principe, Seltsam e Senza Cri.
Questi tre nomi si aggiungono agli otto artisti che avevano già ottenuto il pass per la fase successiva nelle puntate precedenti: Antonia, Angelica Bove, cmqmartina, Caro Wow, La Messa, Nicoló Filippucci, Petit e Welo.
La serata, tuttavia, ha riservato un colpo di scena. Durante la diretta, il conduttore Gianluca Gazzoli ha annunciato ufficialmente il ritiro di Soap, artista che si era già qualificata in una delle scorse puntate. La cantante ha deciso di rinunciare a proseguire il suo percorso verso il Festival, e di conseguenza non prenderà parte alla semifinale del 9 dicembre.
In una nota ufficiale, la Rai e la Direzione Artistica del Festival hanno prontamente chiarito le procedure: non verrà effettuato alcun ripescaggio tra gli artisti esclusi. La competizione proseguirà quindi con gli undici artisti rimasti in gara.
Il percorso per i giovani talenti entra ora nella sua fase più calda. Gli undici semifinalisti si sfideranno martedì 9 dicembre, sempre in diretta su Rai 2, per conquistare uno dei sei posti disponibili per la finalissima.
L'atto conclusivo, ‘Sarà Sanremo’, andrà in onda su Rai 1 sabato 14 dicembre. Durante questa serata speciale, dei sei finalisti in gara, solo due otterranno la qualificazione ufficiale per il Festival di Sanremo 2026, guadagnando il titolo di "Nuova Proposta".
A loro si aggiungeranno altri due giovani talenti provenienti dal concorso parallelo di Area Sanremo, completando così il quartetto di artisti che si esibirà nella categoria dedicata sul palco più prestigioso d'Italia. La corsa è ufficialmente lanciata.

È stata rivelata la data di arrivo della piattaforma streaming Hbo Max: il 13 gennaio 2026 è il giorno in cui il servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery debutterà in Italia.
Lanciato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2020, HBO Max si è progressivamente espanso in America Latina, Europa, Asia Centrale e nella regione Asia-Pacifico. Già disponibile in oltre 100 Paesi, la piattaforma streaming ha un’offerta che spazia tra le più celebri serie al mondo, film campioni d’incassi, storie tratte dalla realtà e sport in diretta. Sempre il 13 gennaio 2026, HBO Max debutterà anche in Germania, Austria, Svizzera, Lussemburgo e Liechtenstein, ampliando in modo significativo la presenza del brand in Europa e raggiungendo alcuni tra i mercati più rilevanti. Il servizio debutterà anche nel Regno Unito e in Irlanda all’inizio del 2026, completando così la sua presenza nel mercato europeo.
Serie, film e grande sport
Dall’attesissima ‘A Knight of the Seven Kingdoms’, serie spin-off de ‘Il Trono di Spade’, allo sport con la diretta dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e i primi due tornei dell’Australian Open e del Roland-Garros per vedere il ritorno in campo di Jannik Sinner. Storie ed eventi che trovano ‘casa’ in HBO Max - il servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery sbarcherà in Italia il 13 gennaio 2026 - e che saranno presentati questa sera a Londra, durante lo showcase guidato da Casey Bloys, chairman e ceo di HBO e HBO Max globale. Ad animare l’evento che offrirà un primo sguardo sulle novità che inaugureranno la nuova fase europea della piattaforma ci saranno anche alcuni dei talent coinvolti nei prossimi progetti targati HBO Max, protagonisti dei panel che scandiranno la serata. Un appuntamento pensato per tracciare la rotta del brand nel continente e per mostrare in anteprima l’ambizione della nuova strategia internazionale.
"Siamo entusiasti di portare HBO Max e le sue storie indimenticabili in nuovi Paesi europei a partire da gennaio. Con una delle line-up più forti di sempre con serie americane e locali targate HBO, i grandi successi cinematografici locali e internazionali e i Giochi Olimpici invernali, questo è il momento perfetto per rendere disponibile HBO Max a tutti gli spettatori. Non è mai stato così semplice accedere alle serie del momento, ai film di successo, all’imperdibile sport in diretta e alle straordinarie storie di real-life”, dichiara in una nota JB Perrette, ceo e president of Global Streaming and Games di Warner Bros. Discovery.
Le produzioni originali italiane
Non mancheranno le produzioni originali italiane. La prima a sbarcare sul servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery sarà ‘Portobello’, la serie di Marco Bellocchio, che debutterà il 20 febbraio. Presentata in anteprima alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia, ripercorre la vicenda di Enzo Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni: il celebre conduttore televisivo ingiustamente accusato di legami con la mafia negli Anni 80. Al centro della serie, il caos mediatico, la giustizia che deraglia e la battaglia di un uomo per riprendersi la propria dignità. La serie - una produzione Our Films (società del gruppo Mediawan), e Kavac Film, in coproduzione con Arte France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures (una società del gruppo Fremantle) - è stata scritta da Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore.
Come anticipato qualche settimana fa dall’Adnkronos, è in lavorazione la serie sull’omicidio di Melania Rea nel 2011 per mano di colui che allora era suo marito, Salvatore Parolisi. La serie - diretta da Stefano Mordini con protagonisti Maria Esposito (star della serie ‘Mare Fuori’ in cui ha interpretato Rosa Ricci) e Daniele Rienzo (lo scorso anno in sala con ‘Parthenope’ di Sorrentino) - racconta la storia di una donna che ha provato a riprendersi la propria vita, e di un Paese che, attraverso di lei, ha imparato a riconoscere la violenza che si consuma nel silenzio delle case. Il pomeriggio del 18 aprile 2011, Parolisi (Rienzo), caporalmaggiore dell’Esercito, si aggirava disperato con la figlia di diciotto mesi in braccio per il Pianoro di Colle San Marco, in provincia di Ascoli, alla ricerca della giovane moglie Melania (Esposito), allontanatasi per andare in bagno e poi scomparsa nel nulla. L’immagine cattura immediatamente l’attenzione dei media nazionali. Dopo due giorni di ricerche, il suo corpo viene ritrovato senza vita nel bosco di Ripe di Civitella, a quindici chilometri di distanza. Nelle prime ore, è stato proprio il marito a chiedere giustizia, ma la sua immagine di giovane padre e vedovo distrutto si sgretola rapidamente: Salvatore ha ucciso Melania, riuscendo a ingannare i media, l’opinione pubblica e persino la famiglia della vittima. La realtà rivela un quadro inquietante: una donna che avrebbe voluto porre fine ad anni di infelicità e controllo da parte del marito, ma che è stata uccisa prima di poterlo fare. La serie - prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci per Stand by Me - è scritta da Doriana Leondeff, Bianca Rondolino, Gloria Mottarelli e Mariano Di Nardo.
La cronaca è anche in due docu-serie che arriveranno prossimamente a ‘casa’ HBO Max. ‘Gina Lollobrigida: Diva Contesa’ ricostruisce in tre episodi la vicenda giudiziaria che ha catturato l’attenzione pubblica con un intreccio di intrighi, inganni e sorprendenti rivelazioni. Ripercorre la vita della grande diva del cinema internazionale - attrice, fotografa, scultrice, pittrice, simbolo di indipendenza - fino alla morte nel 2023, concentrandosi sulla battaglia legale esplosa attorno al suo ingente patrimonio milionario. A contendersi l’eredità economica, artistica e morale sono: il figlio Milko Skofic, l’ex marito Francisco Javier Rigau e il manager Andrea Piazzolla. Mentre gli ultimi anni della vita della diva si trasformano in un vortice di accuse, tradimenti e sospetti di manipolazione. La serie unisce il ritratto della grande star al racconto dell'ultimo periodo della sua esistenza, in cui Piazzolla, factotum e manager della “Lollo”, finisce sul banco degli imputati, perché accusato di circonvenzione di incapace e per aver sottratto beni al patrimonio dell'attrice.
Grazie ad una meticolosa analisi degli atti giudiziari, testimonianze esclusive, audio mai ascoltati e alla partecipazione di Rigau, Skofic, Piazzolla e del nipote di Gina Lollobrigida, Dimitri, la docu-serie svela retroscena inediti e fa luce sui tanti aspetti oscuri dell'affaire: la scomparsa di quasi tutto il patrimonio (stimato tra 10 e 20 milioni di euro, con fondi forse nascosti a Panama), la nomina di un amministratore di sostegno nel 2019 e la condanna in primo grado di Andrea Piazzolla nel 2023 a tre anni di reclusione e a un risarcimento da mezzo milione di euro per aver approfittato della fragilità della Lollobrigida. Una battaglia legale non ancora definita nei tre gradi di giudizio. Gli autori della docu-serie - prodotta da Indigo Stories con Loft Produzioni - sono Carlo Altinier e Matteo Billi, mentre Elena Martelli, Ilenia Petracalvina e Shaila Risolo hanno collaborato ai testi.
La seconda docu-serie è ‘Saman’. Diretta da Francesca Mazzoleni (episodi 1 e 2) e da Gianluca Santoni (episodio 3), la docu-serie ripercorre la vicenda della 18enne pachistana Saman Abbas, assassinata dal suo stesso clan familiare per aver rifiutato un matrimonio combinato. La docu-serie - prodotta da Aurora Tv, Giannandrea Pecorelli e Benedetta Fabbri - è scritta da Carmen Vogani e Lorenzo Avola, con la collaborazione di Simona Coppini. Al momento del lancio, HBO Max in Italia presenterà in esclusiva ‘Nonostante’, il nuovo film diretto e interpretato da Valerio Mastandrea, e da febbraio ‘Squali’, il debutto cinematografico di Daniele Barbiero con Lorenzo Zurzolo e James Franco, presentato all’ultima edizione di Alice nella Città, il festival autonomo e parallelo alla Festa del Cinema di Roma.
Quanto costerà Hbo Max
HBO Max offrirà tre piani mensili: 'Base con pubblicità' costerà 5,99 euro al mese e permeterò la visione su 2 dispositivi in Full HD; 'Standard', al costo di 11,99 euro al mese, permetterà la visione su 2 dispositivi in Full HD, con 30 download (con limitazioni); mentre 'Premium', a 16,99 euro al mese consentirà la visione su 4 dispositivi in 4K Ultra HD con Dolby Atmos (dove disponibile) e 100 download (con limitazioni). A qualsiasi piano sarà possibile aggiungere, per 3 euro al mese, il pacchettto sport, che include contenuti con pubblicità e permette la visione in contemporanea a due device.
Dove guardare Hbo Max
HBO Max sarà disponibile su TV selezionate, set-top box, dispositivi di streaming, smartphone e tablet, console da gioco, online su www.hbomax.com e tramite partner di distribuzione TV che verranno annunciati in seguito.
La creazione dei profili
Gli abbonati potranno creare fino a cinque profili personalizzati, ricevere consigli su misura e usufruire di funzionalità come 'Continua a guardare' e, a seconda del piano scelto, dei download per la visione offline. Le famiglie potranno configurare profili dedicati ai bambini con contenuti adatti all’età e parental control.

È stata rivelata la data di arrivo della piattaforma streaming Hbo Max: il 13 gennaio 2026 è il giorno in cui il servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery debutterà in Italia.
Lanciato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2020, HBO Max si è progressivamente espanso in America Latina, Europa, Asia Centrale e nella regione Asia-Pacifico. Già disponibile in oltre 100 Paesi, la piattaforma streaming ha un’offerta che spazia tra le più celebri serie al mondo, film campioni d’incassi, storie tratte dalla realtà e sport in diretta. Sempre il 13 gennaio 2026, HBO Max debutterà anche in Germania, Austria, Svizzera, Lussemburgo e Liechtenstein, ampliando in modo significativo la presenza del brand in Europa e raggiungendo alcuni tra i mercati più rilevanti. Il servizio debutterà anche nel Regno Unito e in Irlanda all’inizio del 2026, completando così la sua presenza nel mercato europeo.
Serie, film e grande sport
Dall’attesissima ‘A Knight of the Seven Kingdoms’, serie spin-off de ‘Il Trono di Spade’, allo sport con la diretta dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e i primi due tornei dell’Australian Open e del Roland-Garros per vedere il ritorno in campo di Jannik Sinner. Storie ed eventi che trovano ‘casa’ in HBO Max - il servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery sbarcherà in Italia il 13 gennaio 2026 - e che saranno presentati questa sera a Londra, durante lo showcase guidato da Casey Bloys, chairman e ceo di HBO e HBO Max globale. Ad animare l’evento che offrirà un primo sguardo sulle novità che inaugureranno la nuova fase europea della piattaforma ci saranno anche alcuni dei talent coinvolti nei prossimi progetti targati HBO Max, protagonisti dei panel che scandiranno la serata. Un appuntamento pensato per tracciare la rotta del brand nel continente e per mostrare in anteprima l’ambizione della nuova strategia internazionale.
"Siamo entusiasti di portare HBO Max e le sue storie indimenticabili in nuovi Paesi europei a partire da gennaio. Con una delle line-up più forti di sempre con serie americane e locali targate HBO, i grandi successi cinematografici locali e internazionali e i Giochi Olimpici invernali, questo è il momento perfetto per rendere disponibile HBO Max a tutti gli spettatori. Non è mai stato così semplice accedere alle serie del momento, ai film di successo, all’imperdibile sport in diretta e alle straordinarie storie di real-life”, dichiara in una nota JB Perrette, ceo e president of Global Streaming and Games di Warner Bros. Discovery.
Le produzioni originali italiane
Non mancheranno le produzioni originali italiane. La prima a sbarcare sul servizio streaming globale di Warner Bros. Discovery sarà ‘Portobello’, la serie di Marco Bellocchio, che debutterà il 20 febbraio. Presentata in anteprima alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia, ripercorre la vicenda di Enzo Tortora, interpretato da Fabrizio Gifuni: il celebre conduttore televisivo ingiustamente accusato di legami con la mafia negli Anni 80. Al centro della serie, il caos mediatico, la giustizia che deraglia e la battaglia di un uomo per riprendersi la propria dignità. La serie - una produzione Our Films (società del gruppo Mediawan), e Kavac Film, in coproduzione con Arte France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures (una società del gruppo Fremantle) - è stata scritta da Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore.
Come anticipato qualche settimana fa dall’Adnkronos, è in lavorazione la serie sull’omicidio di Melania Rea nel 2011 per mano di colui che allora era suo marito, Salvatore Parolisi. La serie - diretta da Stefano Mordini con protagonisti Maria Esposito (star della serie ‘Mare Fuori’ in cui ha interpretato Rosa Ricci) e Daniele Rienzo (lo scorso anno in sala con ‘Parthenope’ di Sorrentino) - racconta la storia di una donna che ha provato a riprendersi la propria vita, e di un Paese che, attraverso di lei, ha imparato a riconoscere la violenza che si consuma nel silenzio delle case. Il pomeriggio del 18 aprile 2011, Parolisi (Rienzo), caporalmaggiore dell’Esercito, si aggirava disperato con la figlia di diciotto mesi in braccio per il Pianoro di Colle San Marco, in provincia di Ascoli, alla ricerca della giovane moglie Melania (Esposito), allontanatasi per andare in bagno e poi scomparsa nel nulla. L’immagine cattura immediatamente l’attenzione dei media nazionali. Dopo due giorni di ricerche, il suo corpo viene ritrovato senza vita nel bosco di Ripe di Civitella, a quindici chilometri di distanza. Nelle prime ore, è stato proprio il marito a chiedere giustizia, ma la sua immagine di giovane padre e vedovo distrutto si sgretola rapidamente: Salvatore ha ucciso Melania, riuscendo a ingannare i media, l’opinione pubblica e persino la famiglia della vittima. La realtà rivela un quadro inquietante: una donna che avrebbe voluto porre fine ad anni di infelicità e controllo da parte del marito, ma che è stata uccisa prima di poterlo fare. La serie - prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci per Stand by Me - è scritta da Doriana Leondeff, Bianca Rondolino, Gloria Mottarelli e Mariano Di Nardo.
La cronaca è anche in due docu-serie che arriveranno prossimamente a ‘casa’ HBO Max. ‘Gina Lollobrigida: Diva Contesa’ ricostruisce in tre episodi la vicenda giudiziaria che ha catturato l’attenzione pubblica con un intreccio di intrighi, inganni e sorprendenti rivelazioni. Ripercorre la vita della grande diva del cinema internazionale - attrice, fotografa, scultrice, pittrice, simbolo di indipendenza - fino alla morte nel 2023, concentrandosi sulla battaglia legale esplosa attorno al suo ingente patrimonio milionario. A contendersi l’eredità economica, artistica e morale sono: il figlio Milko Skofic, l’ex marito Francisco Javier Rigau e il manager Andrea Piazzolla. Mentre gli ultimi anni della vita della diva si trasformano in un vortice di accuse, tradimenti e sospetti di manipolazione. La serie unisce il ritratto della grande star al racconto dell'ultimo periodo della sua esistenza, in cui Piazzolla, factotum e manager della “Lollo”, finisce sul banco degli imputati, perché accusato di circonvenzione di incapace e per aver sottratto beni al patrimonio dell'attrice.
Grazie ad una meticolosa analisi degli atti giudiziari, testimonianze esclusive, audio mai ascoltati e alla partecipazione di Rigau, Skofic, Piazzolla e del nipote di Gina Lollobrigida, Dimitri, la docu-serie svela retroscena inediti e fa luce sui tanti aspetti oscuri dell'affaire: la scomparsa di quasi tutto il patrimonio (stimato tra 10 e 20 milioni di euro, con fondi forse nascosti a Panama), la nomina di un amministratore di sostegno nel 2019 e la condanna in primo grado di Andrea Piazzolla nel 2023 a tre anni di reclusione e a un risarcimento da mezzo milione di euro per aver approfittato della fragilità della Lollobrigida. Una battaglia legale non ancora definita nei tre gradi di giudizio. Gli autori della docu-serie - prodotta da Indigo Stories con Loft Produzioni - sono Carlo Altinier e Matteo Billi, mentre Elena Martelli, Ilenia Petracalvina e Shaila Risolo hanno collaborato ai testi.
La seconda docu-serie è ‘Saman’. Diretta da Francesca Mazzoleni (episodi 1 e 2) e da Gianluca Santoni (episodio 3), la docu-serie ripercorre la vicenda della 18enne pachistana Saman Abbas, assassinata dal suo stesso clan familiare per aver rifiutato un matrimonio combinato. La docu-serie - prodotta da Aurora Tv, Giannandrea Pecorelli e Benedetta Fabbri - è scritta da Carmen Vogani e Lorenzo Avola, con la collaborazione di Simona Coppini. Al momento del lancio, HBO Max in Italia presenterà in esclusiva ‘Nonostante’, il nuovo film diretto e interpretato da Valerio Mastandrea, e da febbraio ‘Squali’, il debutto cinematografico di Daniele Barbiero con Lorenzo Zurzolo e James Franco, presentato all’ultima edizione di Alice nella Città, il festival autonomo e parallelo alla Festa del Cinema di Roma.
Quanto costerà Hbo Max
HBO Max offrirà tre piani mensili: 'Base con pubblicità' costerà 5,99 euro al mese e permeterò la visione su 2 dispositivi in Full HD; 'Standard', al costo di 11,99 euro al mese, permetterà la visione su 2 dispositivi in Full HD, con 30 download (con limitazioni); mentre 'Premium', a 16,99 euro al mese consentirà la visione su 4 dispositivi in 4K Ultra HD con Dolby Atmos (dove disponibile) e 100 download (con limitazioni). A qualsiasi piano sarà possibile aggiungere, per 3 euro al mese, il pacchettto sport, che include contenuti con pubblicità e permette la visione in contemporanea a due device.
Dove guardare Hbo Max
HBO Max sarà disponibile su TV selezionate, set-top box, dispositivi di streaming, smartphone e tablet, console da gioco, online su www.hbomax.com e tramite partner di distribuzione TV che verranno annunciati in seguito.
La creazione dei profili
Gli abbonati potranno creare fino a cinque profili personalizzati, ricevere consigli su misura e usufruire di funzionalità come 'Continua a guardare' e, a seconda del piano scelto, dei download per la visione offline. Le famiglie potranno configurare profili dedicati ai bambini con contenuti adatti all’età e parental control.

L’Ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai ha dato l’ok all’unanimità all’acquisizione da parte del Copasir della parte secretata dell’audizione di Sigfrido Ranucci nelle commissioni Antimafia e Vigilanza Rai (avvenute rispettivamente gli scorsi 4 e 5 novembre). Il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica aveva chiesto alla Vigilanza di poter acquisire il resoconto dell’audizione del conduttore di ‘Report’, durante le quali Ranucci ha raccontato, tra le altre cose, di essere stato pedinato da uomini dell’intelligence.

Proseguono mobilitazione e protesta di operai e sindacati dei metalmeccanici nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, oggi Acciaierie d'Italia. I manifestanti hanno passato la notte ai presidi della statale 100 Appia. E in mattinata, per protesta contro quello che definiscono "il piano di chiusura", dopo aver occupato la statale 7 Appia che collega la città a Bari, hanno occupato la statale 106 Jonica.
Stanotte i manifestanti hanno passato la notte all'aperto riscaldati da qualche piccolo fuoco. Dalle 12 di ieri prosegue inoltre lo sciopero a oltranza proclamato dai sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb.
“La dichiarazione di sciopero a oltranza proclamata delle categorie metalmeccaniche delle acciaierie di Taranto è un atto di dignità e assieme un grido di dolore che è dovere del Governo accogliere. I lavoratori chiedono un’assunzione di responsabilità della politica rispetto al futuro di migliaia di occupati, di un intero territorio e di un asset fondamentale qual è quello dell’acciaio per tutto il sistema produttivo italiano”, hanno dichiarato la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e Giovanni D’Arcangelo, segretario generale della Camera del Lavoro di Taranto.
“Il Governo ritiri un piano che non ha alcuna garanzia - dicono - se non quella di portare alla chiusura degli impianti, convochi urgentemente un tavolo a Roma con i sindacati, accolga le proposte che arrivano da chi conosce e vive quella fabbrica da anni. Serve una volta per tutte chiarezza, serve un vero piano industriale, serve capire quali investitori se ci sono e a che condizioni vogliono rilevare gli impianti per salvare tutti i posti di lavoro. A tutti i lavoratori va il sostegno e la solidarietà di tutta la Cgil pugliese", proseguono Bucci e D'Arcangelo.
“Il governo deve togliersi il vestito del cinismo e dare una risposta concreta alle istanze dei lavoratori. Parliamo di migliaia di famiglie tra i diretti e l'indotto, e le aziende dell'indotto hanno già iniziato a licenziare. Cos'altro deve succedere per far comprendere che se salta la manifattura industriale salta il lavoro e ogni genere di prospettiva? È una catastrofe sociale”, concludono i sindacalisti della Cgil.

Sono in tutto tre milioni le persone colpite dall'ondata di piogge torrenziali, alimentate da cicloni, che ha investito il Sud Est Asiatico
È salito a oltre 800 morti il bilancio delle vittime causate dalle inondazioni e dalle frane che hanno colpito l'Indonesia. Lo ha annunciato l'Agenzia nazionale per la gestione delle calamità naturali spiegando che più di 650 persone risultano ancora disperse. L'ultimo aggiornamento stima il bilancio delle vittime a 804 morti, con oltre 570mila sfollati interni a causa del disastro causato dalle piogge torrenziali in tre province indonesiane.
Sono in tutto tre milioni le persone colpite dall'ondata di piogge torrenziali, alimentate da cicloni, che ha investito il Sud Est Asiatico[1]. Non solo le alluvioni e le frane in Indonesia, ma anche in Thailandia, Malaysia e Sri Lanka. Milioni di persone si trovano ora a fronteggiare strade sommerse e villaggi isolati, mentre le ricerche dei dispersi proseguono in condizioni critiche e oltre 1100 persone hanno perso la vita.

“Oggi è la Giornata internazionale delle persone con disabilità. La disabilità non è un destino ineludibile: significa che possiamo costruire una società in cui ogni persona è pienamente inclusa, gode di pari diritti e opportunità, e dove si prevengono le forme di disabilità evitabili, oggi in Italia interessano milioni di cittadini, tra persone con disabilità e con non autosufficienza.Prevenire le disabilità significa tutela nelle prime fasi della vita, protezione di donne in gravidanza e bambini, sicurezza stradale, domestica e lavorativa, e promozione dell’invecchiamento attivo per limitare fragilità fisiche e cognitive". Così Francesco Vaia, già direttore della Prevenzione del ministero della Salute e oggi componente dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
"Costruire salute, benessere e ambienti inclusivi lungo tutto l’arco della vita non solo migliora la qualità della vita dei cittadini, ma permette all’Italia di candidarsi come Paese guida in Europa, consolidando un welfare socio-sanitario che favorisca una società più giusta, più equa e più solidale", conclude.

Arresti domiciliari per l'ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, indagato insieme ad altre 17 persone, per associazione a delinquere, turbativa d'asta e corruzione. Lo ha disposto il gip, a due settimane, dall'interrogatorio preventivo, accogliendo la richiesta della Dda di Palermo.
Per Cuffaro niente braccialetto elettronico. Per il giudice la misura cautelare degli arresti domiciliari è sufficiente a garantire le esigenze cautelari. Non viene applicato il braccialetto elettronico “non emergendo particolari esigenze da imporre il costante monitoraggio“, ma viene imposto un “assoluto divieto di comunicazione così da escludere qualsiasi possibilità di mantenere contatti con altri coindagati o con soggetti terzi, comunque appartenenti alla pubblica amministrazione e all’imprenditoria”, si legge nella misura cautelare.
Il gip di Palermo ha respinto invece la richiesta di arresti domiciliari, chiesti dalla Procura di Palermo, per il deputato di Noi Moderati Saverio Romano. Il parlamentare era stato ascoltato due settimane fa nel corso dell'interrogatorio preventivo respingendo tutte le accuse.
"Ancora non ho letto la misura, ho visto però che hanno riqualificato il reato per Cuffaro in traffico di influenza. Ma non conosco le motivazioni dell'ordinanza. Sono, comunque, conteno del fatto che, come dice il gip, non ci sono le esigenze cautelari nei miei confronti". Così all'Adnkronos Saverio Romano.
Cuffaro si era avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip di Palermo, ma ha reso dichiarazioni spontanee[1]. Sono 18 gli indagati, tra cui Romano.
Nei giorni a Cuffaro sono stati sequestrati dai carabinieri del Ros 80mila euro[2] in contanti nel giorno in cui sono state fatte le perquisizioni la scorsa settimana.



