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Via alle attese manutenzioni nelle strade dell’agro di Oristano
Il Comune fa partire i ripristini. Ecco come si procederà

Sono iniziati nella zona di Is Pasturas i lavori di manutenzione delle strade a fondo naturale programmati dall’Assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Oristano.

“Il Comune sta intervenendo per ripristinare e mantenere in efficienza e buono stato la rete stradale comunale a fondo naturale – osserva l’Assessore ai Lavori pubblici Francesco Pinna -. Iniziamo dalla zona di Is Pasturas e proseguiamo con Is Pastureddas e Tiria, particolarmente colpita dalle piogge delle scorse settimane. In queste zone le strade di campagna al momento presentano le difficoltà maggiori. Conclusi questi interventi saranno realizzati nuovi lavori nelle strade extraurbane delle frazioni con la risagomatura del fondo stradale e il riporto del materiale dove si renderà necessario”.

Giovedì, 15 novembre 2018

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Fonte: Link Oristano

Lotteria non autorizzata, nei guai un ente di promozione turistica
Biglietti in vendita per assistere a un concerto. Sanzione della Guardia di finanza di Oristano

Guardia di finanza

Hanno organizzato un evento musicale con ingresso apparentemente gratuito ma, in realtà, vendevano il biglietto per partecipazione  a un sorteggio a premi. Un ente di promozione turistica e culturale della provincia è stato sanzionato dalla Guardia di finanza di Oristano.

La lotteria non autorizzata prevedeva come premio un buono spendibile in un’agenzia di viaggi locale, del valore di 300 euro. Con la vendita dei biglietti, di 5 euro ciascuno,  l’ente ha incassato circa 22 mila.

La sanzione inflitta all’associazione di promozione turistica e culturale prevede il pagamento di una somma da un minimo di 1.032 euro a  un massimo di 10.329 euro.

Giovedì, 15 novembre 2018

 

 

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Fonte: Link Oristano

di Paolo Rapeanu

Ci sono ancora erbacce e polvere nell’area della pineta di Su Siccu nella quale, l’anno scorso, i chioschi dei ricciai erano già stati tirati su da una settimana. Dalla Regione, ieri, è arrivato il via libera alla stagione. A Cagliari, però, è ancora impossibile gustare una porzione di ricci e vino vista mare. Alcuni operai sono in azione per sistemare l’area, ma non c’è ancora una data certa sul calendario. Un fatto è sicuro: nel 2018 l’assalto si migliaia di cagliaritani e sardi ai ricci “all’aperto” inizia in ritardo.

Qualcuno è arrivato sino alla pineta, ricordando che dodici mesi fa i chioschi erano già belli che attivi, trovando il nulla e andandosene via a pancia vuota. Probabile che si tratti solo di questione di giorni, sono già almeno quattro i ricciai che hanno ottenuto la concessione.

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Fonte: Casteddu on Line

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (15 novembre 2018) una specifica istanza di accesso civico e informazioni ambientali riguardo lavori recentemente avviati lungo la viabilità che costeggia le Saline di Carloforte (SU) che hanno comportato l’asportazione della vegetazione.

Non è stato visto alcun cartello “inizio lavori” e si ignora la natura e le finalità dell’intervento.

Sono stati coinvolti il Comune di Carloforte e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

L’area è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e rientranel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Isola di San Pietro” (codice ITB040027), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.

Da anni le Saline di Carloforte sono oggetto di particolare attenzione da parte del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per la loro salvaguardia e corretta fruizione, in quanto autenticogioiello ambientale e storico-culturale tabarkino.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

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Fonte: Casteddu on Line

di Paolo Rapeanu

Il video della lite-pestaggio ha rimbalzato su migliaia di chat di WhatsApp. Un conto non pagato al Sushi Wok, locale di viale Diaz, con due ragazzini che hanno tentato la fuga. Adesso, a bocce ferme, parla uno dei camerieri coinvolti. Josh, 18enne originario delle Filippine, è intervenuto, cercando di bloccare i due: “Lo scorso sabato sera quel ragazzo e il suo amico hanno cenato nel nostro ristorante senza pagare. Li ho inseguiti, la mia titolare gli ha chiesto se avessero pagato e loro la hanno spinta, causandole danni alla gamba e ai piedi. Un ragazzo è scappato”, racconta il cameriere, “gli ho tirato la giacca ma mi ha dato un pugno”. “Per quello l’ho gettato sul pavimento e l’ho preso a calci. Mi è dispiaciuto, sono pronto a prendere le mie punizioni”.

Fonte: Casteddu on Line

“L’ultima ondata di maltempo ha provocato la caduta di circa 14 milioni di alberi e compromesso l’equilibrio ecologico di vastissime aree montane, nelle quali è necessario chiudere anticipatamente la stagione della caccia”.

Lo chiede Anna Rita Salaris Coordinatrice Regionale del Movimento Animalista Sardegna ai presidenti delle 12 Regioni e Province autonome che hanno ottenuto dal governo la dichiarazione di stato d’emergenza per gli eccezionali eventi meteorologici dei giorni scorsi: Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano. “Divieti temporanei e provvedimenti di sospensione non sono sufficienti a fronteggiare un disastro di simili proporzioni, che è tale non soltanto per le persone e per le attività umane, ma anche per la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato soggetto a particolare tutela nell’interesse nazionale e della comunità internazionale. Gli habitat degli animali selvatici sono distrutti e le risorse necessarie per prepararsi a sostenere l’inverno fortemente ridotte. In questo contesto, consentire l’attività venatoria è un vero e proprio delitto”.

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Fonte: Casteddu on Line

La Guardia di finanza di Nuoro © ANSA

Due milioni di euro evasi al fisco da aziende di autoricambi con un sistema di evasione fiscale diffuso nella provincia di Nuoro che è stato scoperto dalla Guardia di Finanza della Brigata di Bosa Marina. L'operazione, denominata Privato 4X4, che ha portato alla luce la maxi evasione relativa a quattro anni di operazioni commerciali ed economiche delle aziende controllate.
    Nel corso delle indagini i militari delle Fiamme gialle hanno individuato una contabilità parallela a quella ufficiale, gestita mediante codificazioni e criptodati inerenti ai soggetti coinvolti nel sistema di evasione fiscale. In particolare, le aziende di autoricambi utilizzavano un software gestionale, legale e normalmente in commercio, con il quale venivano gestite le cosiddette "schede cliente", con nominativo e partita Iva dell'autoriparatore, per le compravendite regolarmente fatturate. Parallelamente a questo era stato creato un sottoarchivio, accessibile esclusivamente mediante codici, nel quale erano contenute le "schede cliente" inerenti alle compravendite in nero non fatturate della clientela e codificate con un nominativo criptato.
    L'operazione, che ha permesso di individuare oltre 30 clienti che effettuavano acquisti di merce "in nero", si è conclusa con la contestazione di oltre 2 milioni di euro di imponibile recuperato a tassazione, violazioni complessive all'Iva per oltre 500mila euro e la richiesta all'amministrazione finanziaria dell'applicazione delle misure cautelari sulle disponibilità patrimoniali degli imprenditori coinvolti per garantire le casse dell'erario.
    L'operazione Privato 4X4 si inquadra nel piano di intensificazione delle attività di polizia economico-finanziaria disposte dal Comando Provinciale di Nuoro a contrasto delle forme più gravi e diffuse di evasione fiscale.

Fonte: Ansa

 © ANSA

Un chilo e mezzo di eroina sequestrato e quattro persone arrestate. È il bilancio dell'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Cagliari.
    In manette sono finiti un 62enne campano residente in Piemonte, bloccato a bordo di un'auto appena sbarcato a Cagliari, due fratelli di 47 e 49 anni, e un uomo di 62 anni, tutti e tre della provincia di Cagliari.
    I militari delle Fiamme gialle hanno seguito il campano dal momento dello sbarco fino a quello dell'incontro con gli altri arrestati. I quattro si sono incontrati nelle vicinanze di un casolare isolato, nelle campagne di Maracalagonis. Il campano ha iniziato a smontare i sedili dell'auto e il serbatoio recuperando gli involucri con l'eroina da consegnare agli altri tre, a quel punto gli uomini della Guardia di Finanza sono saltati fuori e hanno bloccato i quattro.
    Sequestrati tre panetti di eroina per un peso complessivo di un chilo e mezzo: immessa sul mercato, la droga avrebbe fruttato circa 180mila euro.

Fonte: Ansa

Nelle ultime settimane, la Guardia di finanza ha intensificato i controlli per intercettare le rotte di arrivo della droga in Sardegna ed ieri hanno individuato un 62enne campano, ma residente in Piemonte, che, sbarcato a Cagliari con la propria auto, si dirigeva verso una zona di campagna.

Lo hanno seguito e sono arrivati in un casolare isolato, dove, dopo aver parcheggiato, ha cominciato a smontare i sedili posteriori, estraendo una sorta di piccolo serbatoio. Nel frattempo, giungevano, a bordo di un’auto tre persone (due fratelli di 49 e 47 anni ed una terzo uomo di 64 anni) a cui venivano consegnati alcuni involucri estratti dal serbatoio.

A quel punto, i militari intervenivano e recuperavano tre panetti di eroina pura, per un peso complessivo di 1,5 chilogrammi, destinata al mercato cagliaritano: oltre 4.000 dosi per un valore ‘su piazza’ di circa 180.000 euro. All’interno del casolare è stata trovata una pistola ‘scacciacani’. Le Fiamme gialle hanno quindi arrestato i quattro con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti e li hanno condotti nel carcere di Uta.

L’attività della Finanza dall’inizio dell’anno ha condotto alla segnalazione di 339 assuntori alla Prefettura, alla denuncia di 21 persone ed all’arresto di 15 persone.  (red)

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia

Un artigiano di Villacidro, Raffaele Congiu, è stato rovinato dallo Stato. Mica l’unico, direte. Ma il suo caso è esemplare.

Ha realizzato per conto di una grande impresa italiana l’illuminazione della stazione di Afragola, cedendo il credito a una banca che lo ha finanziato. A causa dei ritardi dei pagamenti pubblici, la grande impresa è di fatto fallita e lo Stato le ha congelato i crediti.

Così il signor Congiu, che doveva incassare 300mila euro, non ha preso il becco di un quattrino. Lo Stato, però, ha preteso l’Iva, l’Irap, l’Ires, la Tasi. E la banca gli interessi di mora. E l’Inps la regolarità contributiva.

Ma uno che non viene pagato come fa a pagare? E così una punta di diamante dell’artigianato sardo corre il rischio di chiudere bottega mandando a casa i dipendenti.

Il Giardiniere

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia

Signor presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, signor vice presidente del Consiglio dei Ministri, Luigi di Maio, signor vice presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, signor ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, sono un artigiano e opero da trent’anni nel settore illuminotecnico.

Ho realizzato l’impianto di illuminazione della stazione Tav di Afragola nel 2017 con un contratto di subappalto col gruppo Astaldi. Qualche settimana fa il gruppo ha chiesto e ottenuto presso il Tribunale di Roma un concordato in continuità aziendale. Tutti i suoi debiti saranno congelati e i suoi creditori dovranno attendere mesi prima di riuscire a vedere saldate almeno in parte le proprie fatture. La mia ditta, d’intesa con Astaldi, ha ceduto i propri crediti a una società di factoring con un contratto pro solvendo, che nella mia ingenuità ritenevo fosse pro soluto. Astaldi non ha pagato e oggi mi ritrovo debitore, nei confronti della banca, di somme che non potrò mai restituire.

Prima di accettare questo lavoro non avevo debiti. In un anno sono diventato debitore di oltre mezzo milione di euro. Guardo le immagini apparse nelle migliori riviste di architettura col mio impianto di illuminazione, bello come lo aveva immaginato Zaha Hadid (architetto che ha progettato la stazione, ndr), e penso alle tante notti trascorse sulle piattaforme, coi miei dipendenti e con mia moglie, unica lavoratrice donna di tutto il cantiere, per rispettare i tempi dell’inaugurazione e per consentire all’allora premier Paolo Gentiloni di dare all’Europa l’immagine di un’Italia sana, efficiente e bella. Più volte sollecitai ad Astaldi, insieme al pagamento delle mie fatture, anche la cura e la manutenzione necessaria per preservare questo gioiello architettonico dalla decadenza precoce.

Non ho mai ricevuto risposta. Ho avviato la procedura prevista dall’articolo 105 del Codice degli appalti, nei confronti di Italferr, per ottenere di essere pagato dalla stessa stazione appaltante, ma sono abbastanza certo che anche quest’ultima speranza si arenerà nel binario morto di qualche cavillo burocratico. Alzo gli occhi verso lo Stato italiano, come quando si guarda un amico e non lo si riconosce. Avevo accolto con speranza ed entusiasmo il governo del cambiamento per le buone parole dette nei confronti delle imprese, per l’intuizione di usare come icona qualche imprenditore fallito al quale dire: lo Stato non ti lascerà solo. E invece siamo più soli di prima. Lo Stato continua a non pagare i suoi debiti, pretende la regolarità contributiva nonostante la propria inadempienza, pretende il versamento delle imposte e dell’Iva, anche se le fatture non sono state incassate; continua a opprimere con criteri fiscali folli, emettendo titoli esecutivi senza alcuna possibilità di difesa, sequestrando e pignorando anche i mezzi di produzione; a giorni approverà una riforma anche per le irregolarità formali che darà luogo a pene «esemplari», più severe di quelle riservate agli stupratori e ai rapinatori; induce le imprese al fallimento per punire coloro che hanno creduto nel sogno di fare impresa e di creare occupazione e che, a causa delle politiche ostili dello Stato stesso, hanno prodotto solo debiti.

Nessuna riforma fallimentare e un sistema tributario reso ancora più ostile, come se rinchiuso nel vostro labirinto ci fosse un oscuro minotauro che ha un incessante bisogno di sangue per alimentare la guerra dei sondaggi e il vostro presunto consenso dal basso. L’Italia che produce non odia, non popola i social, non fa manifestazioni di piazza non ne ha il tempo. Sta sulle piattaforme, nelle officine, negli studi professionali, nelle campagne e continua a sopportare le angherie di uno Stato nemico, capace di ascoltare solo chi sa urlare più forte. Non ho più molto tempo e ho sempre meno speranze. Aspetto un segnale concreto.

Raffaele Congiu – Rosaneon Villacidro (da “Il Giornale” del 15 novembre 2018)

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia





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