Strade fotovoltaiche, proposta Fi per impianti rinnovabili lungo la 131 - Notizie
Utilizzare le aree lungo le principali arterie stradali e in
particolare lungo la statale Carlo Felice, per installare impianti
fotovoltaici, sia nelle fasce di rispetto, scarpate e svincoli, sia
in strutture sopraelevate. E' l'obiettivo della proposta di legge
236 presentata questa mattina in Consiglio regionale dal gruppo di
Forza Italia per trasformare le infrastrutture viarie in dorsali
energetiche. Secondo i calcoli, parziali e indicativi precisano i
proponenti, contenuti nel testo, "su una superficie utile stimata
tra 800 e 1.200 ettari, si prevede l'installazione di circa 500 MW
di potenza fotovoltaica, capaci di generare 800 GWh all'anno ed
evitare l'emissione di circa 400mila tonnellate di CO₂
all'anno".La norma prevede moduli a terra, barriere fonoassorbenti fotovoltaiche, coperture a pensilina e colonnine di ricarica nelle aree di sosta, privilegiando la vicinanza (entro 5-10 km) alle stazioni elettriche Terna. Il modello è quello degli investimenti privati tramite bandi a evidenza pubblica per la concessione delle aree, con l'esclusione tassativa dei terreni agricoli produttivi e la ripartizione dei canoni tra Anas (per la manutenzione viaria sarda), i circa 30 Comuni attraversati e la Regione per la tutela ambientale. Per il primo firmatario Piero Maieli, si tratta di "un'idea tanto semplice quanto innovativa: abbiamo immaginato che le aree idonee possano essere le strade - spiega - con benefici che riguardano anche le installazioni accessorie come batterie di accumulo, e il posizionamento di cavi, che sarebbero agevolati". Prevista anche l'idea dell'installazione di colonnine di ricarica nelle aree di sosta dell'arteria stradale che collega Cagliari a Sassari.
Presente alla conferenza stampa anche Michele Zuddas, avvocato portavoce dei comitati promotori della legge di iniziativa popolare Pratobello 24, che ancora attende l'esame in commissione: "È una legge che in parte riprende quelli che erano i principi della legge Pratobello, cioè...