
(Adnkronos) - Nei pazienti con leucemia linfatica cronica "la terapia a base di acalabrutinib e venetoclax per una durata fissa di tempo - 14 cicli, circa 14 mesi - permette di avere una terapia efficace che controlla la malattia - dopo 36 mesi, 9 pazienti su 10 sono ancora liberi da un secondo trattamento - con una migliore qualità della vita perché la terapia permette delle pause”. Lo dice Paola Morosini, medical affairs head oncology di AstraZeneca, in occasione dell’incontro con la stampa sulle nuove frontiere del trattamento dei tumori del sistema linfatico organizzato, oggi a Milano dalla farmaceutica, in occasione del via libera di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, al rimborso di acalabrutinib, in combinazione con venetoclax in Llc, in prima linea, che "ha un altissimo valore strategico", oltre ad aprire alla "possibilità di portare l'innovazione in Italia".
“La terapia è orale – spiega Morosini – con effetti collaterali limitati e non gravi, senza quella parte di rischio cardiovascolare che, per questa tipologia di pazienti, è sicuramente rilevante". Il rimborso, inoltre, rigurda "anche l'indicazione di acalabrutinib nel linfoma mantellare sia in prima linea, con bendamustina rituximab, sia in seconda linea in monoterapia, fino a progressione”. Il linfoma mantellare, forma rara e aggressiva di linfoma non-Hodgkin che origina dai linfociti B nella zona del linfonodo chiamata mantello “è una patologia con un alto medical need - precisa - perché i pazienti hanno una prognosi decisamente difficile. Dopo anni, possiamo offrire un’opzione che cambia la storia naturale della malattia, associata a un minor rischio di eventi avversi e a una buona qualità di vita. Per noi è importante poter dare soluzioni che davvero fanno la differenza sia per il paziente che per tutti quelli che gli stanno intorno”, conclude Morosini.