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06.Ago

Iran, Trump: "Eravamo pronti a più grande attacco da Seconda guerra mondiale". E nega carenza munizioni

Donald Trump - (Afp)

(Adnkronos) - L'Iran ha chiesto negoziati dopo che gli Stati Uniti si erano preparati a sferrare un massiccio attacco militare. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un evento a Las Vegas, sostenendo che la pressione militare costante ha riportato Teheran al tavolo delle trattative. Rivolgendosi ai suoi sostenitori, Trump ha affermato che gli Stati Uniti erano "pronti per il più grande attacco dalla Seconda Guerra mondiale" prima che i funzionari iraniani li contattassero per chiedere un colloquio. "Mi hanno chiamato e mi hanno detto: 'Per favore, non farlo, parliamone'", ha dichiarato Trump. 

Trump ha affermato di preferire una soluzione diplomatica a ulteriori azioni militari, ma ha ribadito che la posizione dell'amministrazione non è cambiata. "Preferisco raggiungere un accordo perché non voglio uccidere nessuno", ha detto. "Ma l'Iran non può avere un'arma nucleare". Le dichiarazioni di Trump giungono mentre la sua amministrazione prosegue i negoziati con l'Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Ieri il presidente Usa aveva affermato che sono stati compiuti "molti progressi" e aveva suggerito che un accordo sarebbe potutto essere raggiunto già mercoledì o giovedì.  

L’Iran e l’Oman sono vicini alla definizione di un accordo quadro per la navigazione commerciale attraverso lo stretto di Hormuz. Tuttavia, l’accordo non comporterebbe la riapertura automatica della via navigabile, ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un’intervista all’agenzia di stampa statale Islamic Republic News Agency (IRNA). E secondo quanto affermato da un alto funzionario del Golfo, vi è una probabilità “50-50” che l’Iran e l’Oman raggiungano un accordo entro domani. L’Iran ha inoltre negato qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, affermando che i propri colloqui con l’Oman sono strettamente bilaterali. 

La proposta tecnica prevede l'impiego di una corsia settentrionale, in prossimità delle coste iraniane, per le unità in entrata, mentre il traffico in uscita transiterà attraverso le acque omanite, in coordinamento con la Repubblica islamica. Il piano esclude l'applicazione di pedaggi o commissioni e contempla la bonifica delle mine da una corsia centrale, destinata alla navigazione a doppio senso, mediante un'azione congiunta di Iran e Oman. 

L'obiettivo di Teheran è quello di mantenere a tutti i costi il controllo dello Stretto di Hormuz. Ma per la leadership iraniana si tratta di "una scommessa molto rischiosa". Rivendicando l'autorità su uno dei principali corridoi marittimi attraverso cui transita il petrolio greggio mondiale, scrive il 'Wall Street Journal', Teheran scommette sul fatto "che la propria capacità di infliggere danni all'economia americana rappresenti il miglior strumento di pressione per evitare future azioni militari da parte degli Stati Uniti e di Israele. 

Intanto Trump ha smentito le notizie sulla carenza di munizioni e ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che gli Stati Uniti dispongono di "enormi quantità" di munizioni, "specialmente di certi tipi". Secondoil tycoon, "vengono prodotte grandi quantità e fornite agli Stati Uniti a secondo delle necessità. Le aziende del settore della difesa stanno costruendo il maggior numero di fabbriche nella storia del nostro Paese". Ha aggiunto: "Chi ha fatto trapelare queste dichiarazioni traditrici sarà rintracciato. Saranno necessarie lunghe pene detentive!". 

La scorsa settimana il presidente degli Stati Uniti si è scontrato con il suo segretario alla Difesa, Pete Hegseth, affermando che la Casa Bianca era stata indotta in errore riguardo allo stato delle scorte di munizioni americane in vista di un possibile ritorno a importanti operazioni militari in Iran riportava il Washington Post, secondo cui il contrasto fra i due sarebbe avvenuto a Camp David, a margine di una riunione di gabinetto. Secondo il giornale, che cita due persone a conoscenza dell'accaduto, Trump avrebbe detto a Hegseth di ritenere che il problema – la carenza di missili a lungo raggio e intercettori – "fosse stato risolto". 

Secondo quanto riportato, il segretario alla Difesa ha scaricato la colpa sul suo vice, Stephen Feinberg. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha smentito categoricamente la notizia, dichiarando al Washington Post che si tratta di: "Notizie false al 100%. Non è mai successo. E il presidente Trump ha la massima fiducia nel segretario Hegseth". Allo stesso modo, il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato: "Il segretario Hegseth non ha tratto in inganno nessuno riguardo alla nostra situazione in materia di munizioni e non ha incolpato il vicesegretario Feinberg". "Queste affermazioni sulle scorte esaurite, sui disaccordi interni, sulla posizione del Segretario sull'Iran... sono altrettanto inventate", ha aggiunto. 

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