Il viaggio di due padri, uno israeliano e uno palestinese, per la pace - Notizie
(di Francesca Melis) Hanno perso entrambi una figlia, uccisa dalla
violenza di un conflitto che da decenni divide i loro popoli. Ma
Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, hanno
scelto di non farne un motivo di odio. Da questa scelta nasce
"Venti di pace", il progetto che dalla Sardegna dà il via al loro
tour italiano: dopo la giornata di ieri a Villacidro, oggi i due
padri sono arrivati all'Università di Cagliari, nel Dipartimento di
Scienze politiche e sociali. Due esperienze segnate dal dolore che,
invece di trasformarsi in una nuova ragione di rancore, sono
diventate un'occasione di incontro e un impegno condiviso:
riconoscere il dolore dell'altro e interrompere la spirale della
violenza."Cambiare se stessi è un percorso lungo e difficile, ma scoprendo la propria umanità si scopre anche quella del vicino.
Serve coraggio per superare il dolore. Senza occupazione si potrebbe convivere, in uno Stato, in due o in cinque. Finché durerà, la resistenza continuerà a costare corpi e figli; ma nessuno sparirà, e un accordo arriverà. La domanda è quanto sangue dovrà ancora scorrere prima di capirlo", ha detto Aramin.
"Non cerchiamo vendetta, ma di trasformare il prezzo pagato in una scelta diversa: uscire dal buco nero di rabbia, frustrazione e uccisioni di innocenti", ha sottolineato Elhanan, "tutti i movimenti di pace in Israele e Palestina lavorano a una soluzione, perché nessuno se ne andrà e nessuno potrà piegare l'altro. Siamo fatti per vivere insieme, e proprio perché paghiamo il prezzo abbiamo l'autorità morale per indicare la via: un mondo unico, fondato sul rispetto. Rispettare chi ci sta accanto come vogliamo essere rispettati: semplice e complicato allo stesso tempo".
È questo percorso che il progetto intende portare all'attenzione dell'opinione pubblica italiana e internazionale.
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