Francia, l'esperta: "Repressione alimenta convergenza tra lotte degli studenti e gilet gialli"

(Adnkronos) - "La storia non si ripete mai", ma "è possibile una convergenza delle lotte nella manifestazione" di oggi. Ad affermarlo all'Adnkronos è Magali Della Sudda, ricercatrice e autrice del libro 'Gilets jaunes, les raisons de la colère: Portrait d'un pays en tensions démocratiques' (Edizioni Agone, in uscita nel 2027). L'appello degli studenti a scendere in piazza "non è stato lanciato direttamente dai gilet gialli, ma da individui e account sui social media che non sono riuscita a individuare. All'inizio i gilet gialli erano abbastanza cauti”. Secondo la ricercatrice, però, le quasi quattro settimane di movimenti studenteschi nel paese hanno cambiato le carte in tavola: "La risposta delle autorità, che hanno usato la repressione e la violenza contro il movimento liceale, è stata accolta dall'opinione pubblica francese con un sentimento di mancanza di rispetto per i giovani e di inquietudine".
Queste ultime settimane, secondo Della Sudda, potrebbero aver convinto anche le persone che prima erano caute sulla mobilitazione di oggi, annunciata come una "giornata nera", e averle spinte a decidere di scendere in piazza in una "convergenza dei cortei". "È difficile fare scommesse - aggiunge - ma è sicuro che le cause strutturali di crescita delle disuguaglianze e delle insoddisfazioni sono radicate qui in Francia".
Non è la prima volta, però, che in Francia si annuncia un ritorno dei gilet gialli: il 10 settembre 2025, per esempio, era stata prevista una grande giornata di disordine sociale e di ritorno del movimento del 2018. La giornata si era risolta con diversi scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, ma senza l'impatto che aveva avuto il movimento anni prima. "I gilet gialli hanno mostrato una potenza sovversiva, una potenza conflittuale, una potenza di essere uditi, che è poi stata capita anche da altri movimenti sociali. Hanno ripreso l'ideale sovversivo e rivoluzionario del 1789 e, per la prima volta, hanno rinnovato questo immaginario".
La ricercatrice spiega per esempio che, oltre ai gilet catarifrangenti che hanno dato il nome al movimento, i manifestanti si sono appropriati per la prima volta anche della bandiera francese, diventata dal 2018 un simbolo rivoluzionario. "Oggi gli studenti, quando scendono in piazza, sventolano la bandiera francese come un simbolo che è stato reinvestito dai gilet gialli di una potenzialità democratica, repubblicana e rivoluzionaria". (di Veronica Gennari)