Ferragosto, lo slogan di Vaia per gli anziani:

(Adnkronos) - "Ferragosto, vecchietto mio ti conosco". È lo slogan scelto da Francesco Vaia, componente vicario dell'Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, per lanciare un appello a famiglie, cittadini e comunità: "Non lasciare soli gli anziani, soprattutto quelli più fragili", durante il periodo di Ferragosto. "E' uno slogan semplice, diretto e affettuoso. Un modo familiare per ricordarci quello che oggi possiamo e dobbiamo fare", spiega il medico all'Adnkronos Salute. 

L'Italia invecchia. "Oggi gli over 65 sono 14,8 milioni, un quarto della popolazione, e nel 2050 saranno più di 1 italiano su 3", ricorda Vaia. "Tra le persone con almeno 75 anni - sottolinea - 2,7 milioni vivono sole. Da tempo parliamo di invecchiamento attivo, prevenzione e politiche sociali e sanitarie capaci di accompagnare questa grande transizione demografica. Sono temi che devono essere al centro dell'attenzione del Governo, delle Regioni e dei Comuni". Ma c'è una domanda che Vaia rivolge anche alla società civile: "Noi cittadini cosa possiamo fare? Possiamo fare molto. Innanzitutto, adottare stili di vita corretti, coltivare la socialità e fare prevenzione. Perché abbiamo conquistato più anni di vita e ora dobbiamo aggiungere qualità alla quantità", rimarca il medico. "Ma pensiamo soprattutto agli anziani soli - precisa - alle persone fragili, a chi non è più autosufficiente e rischia di trascorrere le proprie giornate chiuso in casa".  

Da qui l'invito di Vaia, già direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma e capo della Prevenzione del ministero della Salute. "Il mio appello è semplice: facciamo di Ferragosto una giornata in cui nessun anziano si senta solo. Alle famiglie dico: se avete un nonno, una nonna o un genitore anziano, quando possibile state con loro. Tutti abbiamo bisogno di riposare e chi assiste quotidianamente un familiare ha pieno diritto al proprio tempo di sollievo. Organizziamoci, però, affinché qualche giorno di riposo non si traduca nell'isolamento della persona assistita". 

E per chi non ha più i propri genitori o nonni, Vaia propone un gesto concreto: "Facciamo un passo in più: 'adottiamo' un anziano. Pensiamo al vicino di casa, al condomino che conosciamo appena, a una persona anziana che sappiamo essere sola - esorta il medico - Chiediamole come sta, se ha bisogno di qualcosa, invitiamola a pranzo. Perché non organizzare, ad esempio, una festa di condominio a Ferragosto? Una tavola condivisa, qualcosa da mangiare, una chiacchiera. Una giornata semplice, ma vissuta in compagnia". 

"Non è poco", assicura Vaia. "E se lo facessimo in tanti, sarebbe il segnale concreto di una comunità che non lascia indietro le persone più fragili". Questo gesto semplice, osserva, "ha un valore che va oltre la giornata di festa. Perché una persona anziana che mantiene relazioni e resta inserita nella vita della comunità può vivere meglio e conservare più a lungo autonomia e benessere. Ecco perché dobbiamo occuparci degli anziani non soltanto quando sono malati o perdono l’autosufficienza, ma prima: con prevenzione, socialità e comunità". 

Ferragostom, conclude Vaia "può restare soltanto una giornata d'estate. Oppure può diventare un piccolo, concreto esercizio di comunità. 'Ferragosto, vecchietto mio ti conosco'. E quest'anno non ti lascio solo".