
(Adnkronos) - Silvia Monti, ex attrice e moglie dell’imprenditore Carlo De Benedetti, è morta all'età di 80 anni dopo una malattia. La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos.
Nata Silvia Cornacchia il 23 gennaio 1946 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza (e non a Venezia come riportano alcune biografie) è stata un volto noto del cinema italiano tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta. Silvia Monti aveva scelto di ritirarsi dalle scene quando la sua carriera era ancora in piena attività. Nel corso di pochi anni aveva lavorato con registi come Alberto Lattuada, Giuseppe Patroni Griffi, Gérard Oury, Lucio Fulci, Luigi Bazzoni e Alberto Sordi. Lasciato il cinema si sposò con il conte veneziano Luigi Donà dalle Rose con cui ha avuto due figli, Leonardo e Una. La coppia si separò nel 1994. Il 10 luglio 1997 l'ex attrice si risposo con l'imprenditore Carlo De Benedetti, col quale si è poi trasferita a Lugano, in Svizzera, dove ha vissuto negli ultimi anni.
Il debutto sul grande schermo per Silvia Monti era arrivato nel 1969 con 'Fräulein Doktor' di Alberto Lattuada, dove ebbe una piccola parte. Nello stesso anno recitò in 'Metti, una sera a cena' di Giuseppe Patroni Griffi, 'Il cervello' di Gérard Oury e 'Sai cosa faceva Stalin alle donne?' di Maurizio Liverani.
Negli anni successivi erano arrivati alcuni dei titoli più conosciuti della sua filmografia. Nel 1971 aveva preso parte a 'Una lucertola con la pelle di donna' di Lucio Fulci, 'Giornata nera per l’ariete' di Luigi Bazzoni e 'Il corsaro nero' di Lorenzo Gicca Palli. Nel 1972 aveva recitato in 'Afyon - Oppio' di Ferdinando Baldi. La sua attività cinematografica era proseguita con 'Sono stato io!' di Lattuada, 'Peccato d’amore', 'La mano spietata della legge' di Mario Gariazzo, 'Il domestico' e 'Milano: il clan dei calabresi'.
Nel 1974 arriva il grande successo con 'Finché c’è guerra c’è speranza' diretto e interpretato da Alberto Sordi che fa di Silvia Monti la co-protagonista. L'attrice interpreta il personaggio di Silvia, la moglie del protagonista Pietro Chiocca (lo stesso Sordi), che asseconda e gode pienamente dell'elevato tenore di vita e dei lussi garantiti dai lucrosi e spregiudicati affari del marito nel commercio internazionale di armi.
Al culmine della popolarità Silvia Monti a decise di abbandonare il cinema e di ritirarsi dalla vita pubblica. Dopo circa venticinque anni divorziò dal patrizio veneziano Donà dalle Rose, con cui tuttavia era rimasto un rapporto di stima reciproca, e si risposò in seconde nozze con Carlo De Benedetti. La cerimonia si svolse nel municipio di Torino, alla presenza dell'allora sindaco Valentino Castellani. Una fotografia dell’epoca ritrae la coppia dopo le nozze. Il loro legame aveva proseguito per quasi tre decenni, lontano dalla precedente esposizione pubblica dell’ex attrice. (di Paolo Martini)