Libreria - Fotogramma

(Adnkronos) - Ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d'inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall'AdnKronos. 

E' in libreria con Mondadori 'Ai confini del vento' di Nina Quarenghi. La promessa di un regalo alla piccola Lea, un bacio frettoloso a Luigi: così Ines lascia Parigi, senza immaginare che quel viaggio in treno la porterà molto più lontano di quanto pensa. La valigia che ha con sé nasconde nel doppiofondo il peso della sua condanna: quando viene aperta dagli agenti di frontiera, inizia a soffiare contro Ines un vento impetuoso, destinato a trascinarla da un carcere all’altro fino al confine del mondo, a Ponza. Sull’isola è il mare a segnare il perimetro della prigionia, un mare che non si può attraversare e che al tempo stesso misura la profondità dell’orizzonte, mentre l’isola vive secondo le sue regole. O meglio, i suoi divieti: niente radio, niente macchina fotografica, niente libri censurati, niente riunioni, processioni, uscite dopo il coprifuoco.  

Le lettere che Ines scambia con Luigi sono l’unica cosa capace di tenerla ancorata a un mondo lontano, dove lentamente il ricordo di sua figlia perde contorni e sostanza. Resta solo lo strazio della nostalgia. Il tempo a Ponza è scandito dalle stagioni che sembrano eterne, mentre la terra arida è percorsa da piedi maschili. Sono poche le donne confinate, si contano sulle dita di una mano. Se la mano si chiude, però, diventa un pugno capace di fare miracoli, di intessere una rete tanto solida da sostenere chiunque perda l’equilibrio. Anche Ines e Carla, la sorella minore che ha subìto la stessa condanna, entrano a far parte di quella rete, in cui ognuna ha il proprio ruolo senza bisogno di dirselo.  

L’amicizia che nasce è speciale: quelle donne non si sono scelte, sono capitate, proprio come succede con le sorelle. E allo stesso modo si sono accettate nonostante tutto. Mentre sorreggono il fardello dei giorni, le donne confinate a Ponza parlano di ribellione, e la Resistenza si fa quotidiana: è resistenza alla fame, al freddo, alle umiliazioni dei militi e, soprattutto, alla solitudine. È trovare un linguaggio segreto per comunicare con l’esterno, e avere il coraggio di fidarsi dei propri compagni di confino e di rimanere in silenzio di fronte all’appello. Con una lingua calda, misurata, intensa, Nina Quarenghi tratteggia un affresco corale capace di far emozionare e sentire sulla pelle quegli ideali che ancora oggi ci tengono in vita. E rende urgente la domanda: a cosa saremmo disposti a rinunciare per non tradirli? Nina Quarenghi è nata a Castiglione delle Stiviere nel 1973 e dal 2002 vive a Roma, dove insegna italiano e storia. Fa parte del direttivo dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar) ed è stata redattrice della rivista di didattica della storia “Novecento.org”. Tra le opere pubblicate, il romanzo 'Cuore Agro' (Arkadia, 2018) è stato vincitore dell’XI edizione del premio Nazionale Zingarelli. Per Garzanti ha curato il volume 'Registri di classe' (2023), nel quale sono stati raccolti tutti i diari di classe del poeta Giorgio Caproni, maestro elementare dal 1935 al 1973. 

E' sugli scaffali con Rizzoli 'Competere o sparire', il saggio dell'ex presidente del Consiglio Mario Draghi. “Stiamo assistendo - afferma - all’erosione delle fondamenta della nostra prosperità. Stiamo scivolando verso una maggiore dipendenza e insicurezza, e offriamo il fianco a chi vorrebbe sfruttare la nostra debolezza per dividerci. Stiamo diventando, passo dopo passo, meno liberi di scegliere il nostro destino. L’Unione Europea esiste per garantire che non venga mai meno il rispetto dei valori fondamentali dell’Europa: democrazia, libertà, pace, equità e prosperità nella cornice di un ambiente sostenibile. Se l’Europa non sarà più in grado di garantire questi valori ai suoi cittadini, avrà perso la sua ragion d’essere". Il vecchio ordine mondiale è andato in frantumi. Sul versante economico, l’Italia e l’Europa sono in ritardo nelle sfide tecnologiche e devono fare i conti con l’aggressività delle due vere superpotenze, gli Stati Uniti e la Cina. Su quello politico, la pace di cui l’Unione Europea è stata la principale garante non esiste più, travolta da guerre feroci di cui non si vede la fine.  

In questo scenario, Mario Draghi – che nel 2012, da presidente della BCE, ha salvato l’euro durante la crisi del debito sovrano e nel 2021 è diventato presidente del Consiglio nel pieno della pandemia – è stato chiamato a redigere un rapporto sulla competitività europea che traccia le linee guida per il rilancio dell’Unione. Questo libro è la più lucida analisi del nuovo, turbolento mondo in cui viviamo, e un appello per difendere, in nome dei valori su cui si fonda l’Europa, la nostra stessa libertà. Paradossalmente, “le forze che oggi mettono alla prova l’Europa stanno compiendo qualcosa che decenni di pace e prosperità non sono riusciti a fare: stanno spingendo gli europei a riconoscere, ancora una volta, ciò che hanno in comune e ciò che sono disposti a costruire insieme”: è oggi il momento di impegnarsi affinché l’Europa si riappropri del futuro. 

Pasolini nudo contro il suo tempo. E contro il nostro. Ascanio Celestini sfida l'autore di 'Ragazzi di vita' in un corpo a corpo con la memoria. Ne esce 'Pasolini. Una vita, anzi due', in libreria con Laterza: un libro urgente, necessario, scomodo. Senza filtri. Senza scuse. Vincenzo Cerami l’aveva capito: prendete tutta l’opera di Pasolini, dalla prima poesia infantile fino all’ultimo fotogramma di Salò, e avrete il ritratto, il disegno della storia italiana dalla fine del fascismo alla metà degli anni Settanta. Ascanio Celestini rilancia: facciamone un gioco. Un gioco vero, un azzardo pericoloso, che costringe a guardare in faccia le nostre contraddizioni. 1964: l’Italia del boom sta già franando, si trama un colpo di Stato e Pasolini che fa? Gira Il Vangelo secondo Matteo. Provocazione? Fuga? O uno sguardo così lucido da vedere due millenni di storia nello stesso momento?  

Valle Giulia, marzo 1968: gli studenti si scontrano coi poliziotti e Pasolini osa scrivere "io simpatizzavo coi poliziotti". E poche righe dopo "Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia". Tradimento? Follia? O l’unico intellettuale italiano che aveva il coraggio di rifiutare le ovvietà del proprio tempo? Il gioco è dunque quello di rimettere Pasolini nel suo tempo. Un tempo che fu breve e pieno. E che oggi è possibile guardare per intero, dall’inizio alla fine. Smettiamola con le domande inutili del tipo "chissà cosa direbbe Pasolini oggi" della distruzione di Gaza, del capitalismo di Stato in Cina o della guerra in Ucraina, di Internet e dei social!  

E raccontiamo non un solo Pasolini, ma almeno due: il poeta friulano e il regista romano, l’intellettuale corsaro e l’uomo fragile, il profeta della società dei consumi e la vittima della violenza di uno dei grandi ‘misteri italiani’. Ascanio Celestini vuole ritrovare lo sguardo del poeta. Solo così Pasolini resta una presenza viva, un interlocutore necessario per chiunque voglia comprendere le contraddizioni del presente. 

Solferino pubblica 'Le verità provvisorie' (Solferino) di Carmen Pellegrino. Quando la vita mostra il suo volto più duro, sono le storie a salvarci. Nei momenti di attraversamento è facile smarrirsi, ma qualcosa – una voce, un libro, una frase – torna sempre a orientare la bussola. Per Carmen, dopo la morte dei genitori, si apre il tempo dell’incertezza. Si chiede se sia stata una brava figlia, se esista un’espressione socialmente accettabile della tristezza, e si scontra con la fragilità, nella crisi, di molte relazioni, d’amore e di amicizia. Cerca un appiglio nella concretezza del mondo: le piante di cui riempie la casa, la terra amata da suo padre, gli ulivi. Ad accompagnare questo percorso frastagliato di elaborazione sono le pagine dei diari: i suoi e quelli degli altri. Così, nel prodigio delle scritture che sanno incontrarsi al di là del tempo e dello spazio, dialoga con la sé del passato, con la sua storia famigliare, con narrazioni di trincea e prigionia. Intanto, autori che hanno interrogato la perdita come Joan Didion, Susan Sontag, Paul Auster diventano presenze vive: illuminano il dolore, lo nominano, lo rendono abitabile. 

Questo memoir generoso, di inesauribile ricchezza letteraria, acuto e sensibile come un sismografo dell’anima, parla a chiunque abbia affrontato un lutto. Tende una mano alle nostre solitudini e trasforma l’esperienza individuale in una testimonianza condivisa. Perché la vita è più forte di ogni fine. 

Uscirà il 23 giugno con La Nave di Teseo 'Fox' di Joyce Carol Oates. Chi è davvero Francis Harlan Fox? Quando arriva alla Langhorne Academy, prestigiosa scuola privata immersa in un paesaggio idilliaco, Francis Fox conquista tutti: studenti, genitori, colleghi. Professore di inglese brillante, attento, sensibile e carismatico, sembra incarnare l’idea stessa dell’insegnante ideale. Eppure, dietro il fascino e l’intelligenza affilata, qualcosa resta inafferrabile: il suo passato è nebuloso, la sua storia personale piena di zone d’ombra. La sua scomparsa, il ritrovamento della sua auto semi-affondata in uno stagno e di resti umani nei boschi vicini causa paura e scalpore nella piccola comunità. L’indagine che segue non si limita a ricostruire una sparizione e una possibile morte: costringe tutti a interrogarsi su chi fosse davvero Francis Fox, su ciò che ha nascosto e su quanto profondamente abbia manipolato chi gli stava intorno. 

Joyce Carol Oates scava una volta di più nel cuore nero dell’America dando vita a un romanzo potente e inquietante, capace di raccontare il male più profondo, esplorando i confini ambigui tra vittima e predatore, colpa e complicità, vendetta e giustizia grazie a un protagonista tanto terribile quanto affascinante e, soprattutto, indimenticabile. Joyce Carol Oates ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti, tra i quali la National Medal of Humanities, il National Book Critics Circle Ivan Sandrof Lifetime Achievement Award, il National Book Award e il PEN/Malamud Award for Excellence in Short Fiction. Autrice enormemente prolifica, ha scritto alcune delle opere più significative del nostro tempo. Presso La nave di Teseo ha pubblicato 'Ho fatto la spia' (2020), 'Pericoli di un viaggio nel tempo' (2021), 'La notte, il sonno, la morte e le stelle' (2021), 'L’altra te' (2022), 'Respira' (2022), 'Babysitter' (2023), 'Dammi il tuo cuore' (2023), 'Macellaio' (2024), 'Un libro di martiri americani' (2025) e le nuove edizioni di 'Una brava ragazza' (2020), 'La figlia dello straniero' (2020), 'Blonde' (2021), 'Sorella, mio unico amore' (2022) e 'La madre che mi manca' (2024). Ha insegnato alla Princeton University ed è membro dell’American Academy of Arts and Letters dal 1978. 

E' sugli scaffali con Piemme 'Una vita da dieci', l'autobiografia di Giancarlo Antognoni scritta con Luca Calamai. "Giancarlo Antognoni dimostra di avere grandi qualità. Gioca guardando le stelle". Fu con queste parole che Sandro Ciotti, durante una storica radiocronaca, battezzò l'eleganza senza tempo di un ragazzo destinato a diventare leggenda. In questo libro, per la prima volta, l'Unico 10 si mette a nudo, raccontando cinquant'anni di una vita. Non è solo la cronaca di una carriera straordinaria - dai 450 milioni scommessi dal presidente Ugolini al debutto a Verona sotto lo sguardo di Liedholm, fino al trionfo mondiale del 1982 - ma è soprattutto la dichiarazione d'amore di un uomo che ha scelto di appartenere a un solo popolo, a una sola squadra: la Fiorentina.  

Antognoni ripercorre i suoi 'no' più celebri: quelli all'Avvocato Agnelli e alla Juventus, quelli a Dino Viola e al Milan. Scelte fatte ascoltando il battito del cuore più che il richiamo dei trofei o dei soldi. Tra queste pagine ritroviamo il calcio "pane e salame" delle bandiere come Gigi Riva e Gaetano Scirea, l'amicizia fraterna con Paolo Rossi i duelli con i campioni di ieri, ma anche le fragilità, i gravi infortuni e le amicizie nate nello spogliatoio e consolidate per le vie di una Firenze magica. In occasione del centenario della Fiorentina, Una vita da dieci è il viaggio di un "fiorentino adottato" che ha preferito l'abbraccio eterno della sua città a mille scudetti altrove. Un uomo, ma soprattutto un calciatore che non ha mai tradito, rimanendo per sempre nel firmamento di una sola squadra. 

Sarà disponibile dal 30 giugno con Marsilio 'Cemento e sangue' di Carlo Calabrò. San Paolo è una città che cresce divorando sé stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L’autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico.  

A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c’è un colpevole da smascherare: c’è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli. Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York. Calabrò ha scritto anche 'Meccanica di un addio', pubblicato nel 2024. 

Fazi manda sugli scaffali 'Anita de Monte ride per ultima' della statunitense Xochitl Gonzalez. Autunno 1985, New York City. Anita de Monte, giovane artista cubana, sta vivendo il suo momento di gloria: ha appena vinto un premio importante che la porterà a Roma, e le sue opere verranno esposte al Metropolitan Museum. Ogni sera frequenta party sfavillanti nel cuore pulsante di Manhattan, circondata dagli artisti e dai galleristi che contano; al suo fianco c’è sempre il marito Jack Martin: WASP di nascita e vero maschio alfa, nonché uno dei più acclamati scultori del suo tempo.  

Finché, una notte, Anita muore precipitando da una finestra. La sua tragica scomparsa per un po’ è sulla bocca di tutti. Fino a quando non lo è più. Nel 1998 il nome di Anita è stato quasi dimenticato. Raquel, studentessa di Storia dell’arte in un college prestigioso, sta preparando la sua tesi. Attorniata da colleghi privilegiati il cui futuro è già tracciato, si sente un’outsider: gli studenti di colore, come lei, sono una minoranza, e sa bene di dover lavorare il doppio per avere le stesse opportunità. Ma quando inizia una relazione con un laureando più grande, ricco e ben introdotto, si ritrova inaspettatamente a salire di rango nella scala sociale. Mentre cerca di destreggiarsi tra due mondi, Raquel si imbatte nella storia di Anita de Monte e inizia a rendersi conto che qualcosa non torna. Scoprirà che dietro la scomparsa dell’artista c’è una verità molto scomoda, che all’epoca dei fatti è stata opportunamente insabbiata. 

Anita de Monte ride per ultima è un’avvincente e spiritosa riflessione sul potere, sull’amore e sul mondo dell’arte contemporanea; con acume e umorismo, nel suo secondo romanzo la statunitense Xochitl Gonzalez mette a nudo le spietate dinamiche che governano il rarefatto mondo dell’élite. 

Sarà in libreria con Guanda dal 23 giugno 'Sono d'acqua i nostri pensieri' di Loretta Franceschin. Nel cuore nebbioso del Polesine, nei primi anni Settanta, la piccola Elena scopre l’esistenza di un fratello di cui nessuno le ha mai parlato. La madre Adelia, però, non è pronta a rivelarle ciò che le ha sempre tenuto nascosto. Soprattutto ora che il suo matrimonio inizia a mostrare delle crepe. Da qualche tempo il marito Alvise, innamorato della sua terra e desideroso di valorizzarne la bellezza, si è iscritto alla facoltà di architettura a Venezia.  

Qui assiste al fermento delle lotte studentesche e incontra Antonia, una ragazza affascinante e schiva. Con lei, nelle calli della città e lungo i canali, Alvise vive una stagione che non ha mai conosciuto e si allontana a poco a poco dalla famiglia. Adelia, nella loro casa sulle rive del Po, percepisce la distanza del marito, ma non riesce a coglierne la vera ragione. Fino a una sera di primavera che li costringerà a interrogarsi sul loro legame e a confrontarsi con le ferite che ognuno dei due si porta dentro. Loretta Franceschin racconta un amore che si sfalda, attraverso un paesaggio che lo riflette: quello delle acque del Po che nel loro scorrere accompagnano i segreti e i desideri dei personaggi, e si mescolano ai loro stati d’animo, divenendone specchio e vibrante metafora.