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22.Lug

Caso Fakir, le reazioni all'intervista al poliziotto. Fratelli d'Italia: "Lepore deve dimettersi"

Gli scontri di Bologna - Ipa/Fotogramma

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia chiede le dimissioni del sindaco di Bologna Matteo Lepore dopo le parole del poliziotto ferito negli scontri seguiti alla manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir. Luca Calabrese, intervistato in esclusiva dall'Adnkronos, aveva raccontato dall'interno i tumulti giudicandoli come una vera e propria "guerriglia urbana", scatenando così le reazioni della politica. 

“Sono toccanti le parole di Luca Calabrese, il poliziotto ferito nella guerriglia urbana che si è scatenata a Bologna qualche giorno fa, che ha detto di essere rammaricato per la mancata solidarietà da parte del sindaco Lepore", ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami all'Adnkronos, "dinanzi alle scene viste, alla violenza e alle devastazioni rimango attonito per il silenzio del primo cittadino, che subito avrebbe dovuto esprimere vicinanza alle nostre donne e uomini in divisa oggetto, per l’ennesima volta, di indegne aggressioni dei soliti estremisti di sinistra".  

"Io stesso nell’immediatezza avevo telefonato al Questore esprimendo per suo tramite solidarietà e vicinanza ai nostri ragazzi in divisa", ha continuato Bignami, "questo silenzio è l’ennesimo schiaffo ai bolognesi onesti che hanno dovuto assistere alla loro città nuovamente messa a ferro e fuoco. Tutto ciò conferma che Lepore non può rimanere un minuto di più alla guida di questa città, che va liberata dal ricatto degli estremisti e dei violenti di sinistra. Fratelli d’Italia ribadisce con forza la richiesta delle dimissioni sue e di tutta la Giunta”.  

"Le dichiarazioni dell’agente del Reparto Mobile di Bologna Luca Calabrese" intervistato dall'Adnkronos "sono un duro monito e meritano di essere ascoltate con il massimo rispetto. Chi era in prima linea parla di una vera guerriglia urbana, racconta di bottiglie, pietre, cartelli stradali, reti metalliche e biciclette usati contro le Forze dell’Ordine e denuncia un livello di violenza mai visto prima", ha detto invece Cristina Almici, deputata di Fratelli d'Italia. 

"Ancora più significativo è il passaggio in cui afferma di non aver ricevuto dal sindaco Matteo Lepore neppure una parola di solidarietà dopo quanto accaduto. Non chiede scuse, chiede il minimo che un rappresentante delle istituzioni dovrebbe garantire a chi indossa una divisa e tutela la sicurezza dei cittadini. Sessantaquattro agenti feriti non sono un incidente di percorso", ha spiegato Almici, "sono il segno di un fallimento politico nella gestione dell’ordine pubblico e del clima che si è creato attorno a quella manifestazione. La morte di Abderrahim Fakir deve essere accertata dalla magistratura con serenità e senza strumentalizzazioni. Ma trasformare quella tragedia in una piazza dove gli antagonisti hanno trovato spazio fino ad arrivare agli scontri è una responsabilità politica che non può essere ignorata. Le parole del poliziotto ferito confermano ciò che molti hanno visto e che qualcuno continua a non voler ammettere. Per questo ritengo che Matteo Lepore debba compiere un gesto di responsabilità. Se ha davvero a cuore Bologna, i suoi cittadini e il rispetto delle Forze dell’Ordine, rassegni le dimissioni. Quando viene meno l’autorevolezza di chi guida una città, non basta un comunicato il giorno dopo. Servono responsabilità e coerenza". 

Sulla stessa lunghezza d'onda Francesco Filini, deputato di Fratelli d'Italia: "Le parole del poliziotto Luca Calabrese, ferito durante la guerriglia urbana di Bologna, rappresentano un atto d'accusa durissimo nei confronti di un sindaco che, ancora una volta, ha scelto il silenzio invece della solidarietà verso chi ogni giorno difende la sicurezza dei cittadini", ha detto commentando l'intervista dell'Adnkronos, "di fronte a 64 appartenenti alle forze dell'ordine feriti, Bologna meritava un primo cittadino capace di condannare senza ambiguità la violenza e di schierarsi dalla parte dello Stato. Matteo Lepore non lo ha fatto, confermando una distanza inaccettabile dalle donne e dagli uomini in divisa e da tutti quei cittadini che pretendono legalità e sicurezza. Chi non è in grado di rappresentare l'intera comunità e di difendere le istituzioni nei momenti più difficili non può continuare a guidare una grande città. Per questo chiediamo le immediate dimissioni del sindaco Lepore e della sua Giunta: Bologna deve essere liberata dall'ambiguità e dalla sudditanza culturale verso chi trasforma le piazze in campi di battaglia". 

Un pensiero condiviso anche dal vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia in Senato, Raffaele Speranzon: "Il sindaco di Bologna Matteo Lepore dovrebbe almeno avere la decenza di dimettersi. La guerriglia urbana che si è scatenata nel capoluogo emiliano a seguito della manifestazione per la morte di Fakir trova in Lepore il principale responsabile. A questo va aggiunto che uno dei poliziotti feriti a seguito degli scontri, Luca Calabrese, si è detto rammaricato per la mancanza di solidarietà da parte del primo cittadino bolognese, un fatto che la dice lunga sul suo atteggiamento al riguardo di quanto accaduto", ha dichiarato, "è una vergogna, il sindaco di una città dovrebbe avere un comportamento quanto meno imparziale su quanto è successo e invece Lepore manca di sensibilità, salvo trovare il tempo per polemizzare con la premier Meloni. Per quanto ci riguarda ribadiamo il concetto che coi violenti ci vuole tolleranza zero e su questa linea ci muoveremo con fermezza”. 

 

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