
La voce che ha conquistato il talent è pronta a riempire la piazza: Sabato 27 dicembre, alle 19:30 in Piazza Roma a Carbonia, si accenderà un concerto speciale con EroCaddeo!
Dopo il successo nazionale a X Factor 2025, il cantautore fa tappa nella sua terra per un live carico di energia ed emozioni, organizzato da Proloco Carbonia e Assessorato allo Spettacolo.
🗓️ SAVE THE DATE
📍 Piazza Roma, Carbonia
⏰ 27 dicembre, ore 19:30
🎟️ Ingresso gratuito
È l’occasione perfetta per:
🎵 Vivere dal vivo le sue atmosfere pop-cantautorali
🎶 Sentire in anteprima l’inedito presentato a X Factor
📀 Scoprire in anteprima i dettagli del nuovo CD in uscita a gennaio 2026: “scrivimi quando arrivi (punto)”, una versione ampliata dell'EP, con tutti i brani già amati + il nuovo inedito!
Un evento per tutta la Sardegna, per condividere un momento che segna un nuovo capitolo nel percorso di EroCaddeo.
👉 Condividi, segna in agenda e porta chi vuoi bene!

La Squadra Mobile della Questura di Sassari ha messo fine alla latitanza di uno dei nomi più pericolosi della malavita organizzata in Sardegna. Giovanni Chessa, 55 anni, originario di Irgoli ma residente nelle campagne di Thiesi dove gestiva un'azienda agricola, è stato arrestato e tradotto nel carcere di Bancali (Sassari).
La cattura arriva dopo circa un mese dalla sentenza definitiva della Cassazione, che lo ha condannato a 13 anni di reclusione. Chessa, invece di costituirsi, era scomparso nel nulla, dando il via a una caccia all'uomo conclusasi con successo dagli agenti guidati dal dirigente Michele Mecca.
Le Condanne Definite: Colpo da 534mila euro e Assalto Sventato
La condanna irrevocabile riguarda due gravissimi episodi di banditismo:
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La Rapina al Portavalori di Bonorva (2015): Un colpo che fruttò alla banda un bottino da 534 mila euro.
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Il Fallito Assalto alla Sede Mondialpol di Sassari (2020): Un piano elaborato di cui Chessa era ritenuto il capobanda e l'ideatore. L'assalto fu sventato sul nascere dagli agenti, che tenevano già sotto controllo il gruppo di malviventi.
La Corte di Cassazione, con la stessa sentenza, lo ha invece assolto dalle accuse relative ad altri due clamorosi fatti di cronaca nera: il maxi-assalto da 11 milioni di euro alla Mondialpol di Sassari del 2016 e la rapina al supermetcato Conad di Ittiri nel dicembre 2019.
L'Arresto dopo una Meticolosa Indagine
Gli investigatori della Mobile di Sassari sono risaliti al latitante dopo una delicata operazione investigativa, supportata da contatti prolungati con le persone a lui vicine. Non si è trattato di un blitz, ma di una trattativa che ha portato lo stesso Chessa a consegnarsi spontaneamente alle forze dell'ordine nelle campagne di Thiesi, nella zona della sua attività agricola.
Con l'arresto, per Giovanni Chessa inizia ora l'effettiva espiazione della pena. Considerando la durata della condanna, dovrà scontare ancora circa 11 anni di carcere. La sua cattura rappresenta un colpo significativo ai vertici della criminalità organizzata nell'isola.

Dopo il successo nazionale a X Factor 2025, EroCaddeo fa ufficialmente ritorno nella sua terra per un concerto-evento di grande impatto. L'appuntamento, dal titolo “ERO CADDEO – LIVE BACK TO HOME”, è fissato per martedì 23 dicembre 2025 all'Opera Music Forum, lo spazio eventi coperto all'interno della Fiera Internazionale della Sardegna a Cagliari.
Il live, concepito come un vero e proprio ritorno alle origini per l'artista originario di Sinnai, non sarà una semplice esibizione ma una lunga notte di musica e festa. Le porte del venue si apriranno alle ore 20.00 per un percorso che andrà dal pre-show fino al party finale.
Il Programma della Serata: Una Notte di Musica Senza Sosta
La serata è progettata per offrire un'esperienza completa:
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Apertura (dalle 20:00): La atmosfera sarà scaldata dai DJ set di Radiolina, Cozzolino e Ruido in consolle.
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Open Act: A seguire, il palco sarà affidato a Donato Cherchi, un altro talento del territorio.
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Live Principale: Il cuore dell'evento sarà ovviamente l'attesissima esibizione di ERO CADDEO - LIVE "BACK TO HOME".
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Afterparty (fino alle 02:00): La festa continuerà poi sulla pista da ballo con l'afterparty a cura di DJ Roly & D-Spe.
Informazioni Pratiche per la PartecipazioneùL'evento è organizzato dalla società di produzione "Tra le Nuvole", tra le più attive in Sardegna nel settore degli eventi, in collaborazione con Radiolina. Per partecipare è fondamentale ricordare che:
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L'ingresso è libero.
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È però obbligatoria la registrazione, da effettuarsi esclusivamente sul sito operamusic.it.
Il Significato di un Ritorno a Casa
Questo concerto segna la prima data ufficiale dell'artista in Sardegna dopo la grande visibilità ottenuta al talent show Sky. Per EroCaddeo, al secolo Damiano Caddeo, si tratta di un momento fortemente simbolico. Proprio da Radiolina, media partner dell'evento, era iniziata la sua avventura musicale quando nel 2021 vinse il "Radiolina Contest".
Il ritorno a Cagliari avviene in un momento di grande successo per il cantautore. Il suo inedito "Punto", presentato durante X Factor, ha rapidamente scalato le classifiche digitali, piazzandosi nella Top 50 Italia di Spotify e raggiungendo milioni di stream. Inoltre, è già in preordine il suo primo CD autografato "scrivimi quando arrivi (punto)", in uscita il 9 gennaio 2026 per Warner Music.
Il 23 dicembre alla Fiera di Cagliari non sarà quindi solo un concerto, ma una celebrazione collettiva per riabbracciare un artista che ha portato il nome della Sardegna alla ribalta nazionale.
Per Approfondire
Per avere un quadro completo della carriera di EroCaddeo e del suo legame con il territorio, potrebbe interessarti conoscere altri suoi recenti impegni in Sardegna.
| Artista | Evento | Data | Luogo | Note |
|---|---|---|---|---|
| EroCaddeo | Concerto "Back to Home" | 23 dicembre 2025 | Opera Music Forum, Fiera di Cagliari | Prima data ufficiale post-X Factor. Ingresso con registrazione. |
| EroCaddeo | Concerto a Carbonia | 27 dicembre 2025 | Piazza Roma, Carbonia | Annunciato dall’Assessorato allo Spettacolo |

Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi del SuperEnalotto. Centrati invece sei '5' che vincono 28.516,31 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 90,3 milioni di euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Quali sono i punteggi vincenti?
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come so se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 14, 44, 72, 81, 85, 86. Jolly: 80. SuperStar: 47.

Tre no e un nuovo obiettivo. La fine della guerra in Ucraina non è una priorità per la Russia di Vladimir Putin. Kiev dialoga con gli Stati Uniti per trovare un punto di incontro sul piano di pace elaborato da Donald Trump, ma nel complesso mosaico diplomatico rischia di mancare un pezzo determinante: Mosca intende davvero sedersi al tavolo e trattare? Sono almeno 3 gli indizi che autorizzano a dubitare sulla disponibilità della Russia, come evidenzia l'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora quotidianamente il conflitto.
I 'no' di Mosca e il negoziato in salita
I segnali, secondo l'Isw, si accumulano con puntualità. Putin ribadisce che Mosca raggiungerà i suoi obiettivi e, se necessario, lo farà sul campo. La priorità del Cremlino è il Donbass, che le truppe russe controllano solo in parte. Già le ambizioni territoriali costituiscono un potenziale ostacolo alla rapida soluzione positiva dei negoziati.
Negli ultimi giorni, si sono aggiunti nuovi elementi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky da sempre ribadisce l'importanza delle garanzie di sicurezza per Kiev. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha affermato che, sebbene la Russia non intenda entrare in guerra con l'Europa, il Cremlino risponderà a "qualsiasi passo ostile": la definizione riguarda lo schieramento di contingenti militari europei in Ucraina e il sequestro di beni russi congelati. Il primo vicepresidente della Commissione Affari Internazionali della Duma, Alexei Chepa, nelle stesse ore ha sentenziato che che la Russia prenderà deliberatamente di mira qualsiasi contingente militare europeo schierato in Ucraina.
Sul tavolo, la Russia pone anche il tema della legittimità del governo ucraino. Da tempo Mosca considera Zelensky 'un usurpatore', visto il mandato scaduto. Negli ultimi giorni, anche Trump ha evidenziato l'importanza di tenere elezioni a Kiev. Nella migliore delle ipotesi, un pressing 'a tenaglia' sul presidente ucraino, che tra l'altro ha ribadito la assoluta disponibilità a organizzare elezioni nei prossimi 60-90 giorni in condizioni di sicurezza garantite da Usa e Europa.
Per Mosca, questa non è la soluzione giusta: Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, ha accusato Zelensky di "cinismo" e ha definito la sua richiesta di intervento americano e europeo una rinuncia alla sovranità. Tali parole, nota l'Isw, sono in linea con le 27 dichiarazioni di Putin, che punterebbe alla firma di un accordo di pace con un governo pro-russo a Kiev.
A completare il quadro più recente di paletti posti da Mosca, l'ennesimo no alla proposta ucraina di uno stop agli attacchi alle infrastrutture. Zelensky ha fatto riferimento a una "tregua energetica", che prevederebbe il semaforo rosso agli attacchi ucraini nei confronti di raffinerie e impianti petroliferi. La proposta è stata respinta, come ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: "Lavoriamo per la pace, non per una tregua".
Il dialogo procede tra una serie di ostacoli, intanto sul campo si continua a combattere[1]. Il fulcro della guerra, in questo periodo, rimane il Donetsk: la Russia, afferma l'Isw, non ha acquisito il controllo di Pokrovsk nonostante gli annunci di Putin.
Un nuovo obiettivo per Mosca?
Secondo il think tank, però, non esclude l'apertura di ulteriori fronti in una guerra che la Russia non ha interesse a chiudere in tempi brevi. Mosca "potrebbe stabilire le condizioni per minacciare l'oblast di Odessa dalla Transnistria occupata dalla Russia, nel tentativo di stabilizzare le forze ucraine nell'Ucraina sudoccidentale". L'Isw fa riferimento a informazioni fornite dall'intelligence militare ucraina (Gur), secondo cui il Cremlino sta tentando di rafforzare la propria presenza in Transnistria richiamando riservisti, ritirando le armi dai depositi e avviando centri di produzione e addestramento per droni.
Tali misure aumenteranno il rischio di infiltrazioni di gruppi di sabotaggio e ricognizione russi nell'oblast di Odessa dalla Transnistria: la capitale Tiraspol si trova a circa 80 chilometri dalla città di Odessa, potenziale obiettivo di attacchi di droni russi a medio raggio. Le forze di Mosca hanno già condotto con successo attacchi nelle retrovie ucraine a una profondità operativa (circa 25-100 chilometri) utilizzando unità di droni specializzate e probabilmente potrebbero trasferire alcune di queste capacità alle unità in Transnistria.
Una simile strategia potrebbe consentire alla Russia di distogliere le risorse ucraine dalla prima linea e dalle retrovie, costringendo le forze di Kiev a difendersi in un nuovo teatro. Per l'Isw, è improbabile che gli invasori possano conquistare gli oblast di Odessa e Mykolaiv nel breve termine: le operazioni si svilupperebbero con blitz limitati e attacchi dei droni.

Margaret Thatcher è stata "una donna che ha lasciato il segno nel XX secolo ed è entrata nella storia per le sue idee coraggiose". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ricevendo il premio Margaret Thatcher Awards in occasione dell'evento organizzato dalla fondazione New Direction nel centenario della nascita della Lady di Ferro. "Ancor più, per la libertà con cui ha espresso quelle idee senza paura di andare controcorrente, quando semplicemente era importante farlo per la gente e per il proprio Paese. Dunque non penso di meritare questo premio. A essere onesti, c'è molto lavoro da fare e molto ancora da dimostrare per essere a quel livello. Stiamo semplicemente cercando di fare del nostro meglio. Io mi considero principalmente un soldato e mi considero un soldato di un'idea".
"Noi dalla parte giusta della storia"
"Voglio ringraziarvi per far parte di questa famiglia, per combattere da un lato nel quale sappiamo che non è facile combattere. Non facciamo ciò che facciamo perché è facile o difficile. Facciamo ciò che facciamo perché è giusto. E sappiamo di essere dalla parte giusta della storia". "La parola rispetto viene dal latino 'respicere', che significa 'guardare in profondità'. Non puoi rispettare gli altri se non cerchi di capirli. Ma non puoi chiedere rispetto se non difendi chi sei e non cerchi di mostrarlo. E questo è il lavoro che cerchiamo di fare ogni giorno. Non perché vogliamo guardare indietro, alle nostre spalle. Ma perché vogliamo andare avanti, perché semplicemente quando impari le lezioni del passato, allora puoi saltare nel futuro. E questo è il lavoro che ogni conservatore fa".
"Conservatorismo antidoto a civiltà che non crede più in se stessa"
"Essere conservatori significa difendere ciò che ami, difendere ciò che ti ha reso ciò che sei. Tuttavia, in questi giorni, in quest'epoca, farlo è diventato qualcosa di rivoluzionario. Perché il mondo in cui viviamo ci spinge nella direzione opposta. Sembra che vogliano che siamo un vuoto da riempire con qualunque cosa. Un perfetto consumatore pronto a comprare qualsiasi cosa semplicemente perché non amiamo più nulla". "Il conservatorismo è l'antidoto a una civiltà che non crede più in se stessa. Una civiltà che demolisce le cose belle e pure che ha creato nella sua storia. Ma la verità è che, come sempre, se distruggi ciò che sei, se distruggi da dove vieni, non sarai niente di meglio. Sarai semplicemente più debole", conclude Meloni.

Tassazione al 21% per solo per il primo appartamento in locazione breve e obbligo di partita Iva a partire dal terzo immobile. Lo prevedono le riformulazioni del pacchetto di emendamenti alla manovra del governo. Per la seconda casa l'aliquota sarà al 26%. Inoltre con la modifica al ddl si riduce da 5 a 3 il numero minimo di appartamenti che, se destinati ad affitti brevi, producono l'effetto di qualificare il locatore, per presunzione legale, come imprenditore ai sensi dell'articolo 2028 del codice civile.
Ridotto il taglio al fondo per il Cinema, 610 milioni nel 2026
Integrare di 60 milioni di euro per il 2026 la dotazione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo. Lo prevede uno degli emendamenti nel pacchetto dei riformulati del governo alla manovra che ritocca il taglio inizialmente previsto nella finanziaria. Lo stanziamento previsto per il fondo passa quindi da 550 milioni a 610 milioni: la sforbiciata prevista per il prossimo anno, con le risorse che passavano da 700 milioni a 550 milioni, si riduce così a 90 milioni. Resta invece il taglio da 200 milioni previsto per il 2027.
Piano reclutamento ricercatori
Arriva un piano di reclutamento straordinario per i ricercatori di Università statali e non statali ed enti di ricerca, rivolto per il 50% a progetti nell’ambito Pnrr. Lo prevede uno degli emendamenti contenuto nel pacchetto dei riformulati del governo alla manovra, prevedendo un finanziamento complessivo di circa 50 milioni di euro per il Fondo ordinario di ricerca (Foe) e il Fondo per finanziamento ordinario delle università.
Per quanto riguarda le Università statali, il piano opera attraverso l’attivazione di contratti di ricercatore tenure track, sostenuta parzialmente da un cofinanziamento statale fino al 50% del costo annuo. La copertura prevede uno stanziamento pari a 11,3 milioni di euro per il 2026 e a 38,7 milioni di euro annui per il 2027. Nel complesso, la misura può consentire l’avvio di procedure concorsuali per 1618 ricercatori RTDA. Per le università non statali legalmente riconosciute si applica lo stesso meccanismo, con un contributo dello Stato fino alla metà delle risorse necessarie, e si calcola uno stanziamento pari a 300 mila euro per il 2026 e a 1,7 milioni nel 2027. Contestualmente, la norma permette agli enti di ricerca di assumere a tempo indeterminato personale ricercatore e tecnologo (di cui sempre la metà in ambito di progetti Pnrr), prevedendo uno stanziamento di 7,27 milioni nel 2026 e di 1,45 milioni nel 2027.
Raddoppia l'aliquota sulla Tobin Tax
Raddoppia l'aliquota dell'imposta sulle transazioni finanziarie: secondo una riformulazione degli emendamenti alla manovra del pacchetto del governo l'aliquota sulla Tobin Tax passa dallo 0,2% allo 0,4%.
Contributo di 2 euro per i pacchi postali[1] di valore dichiarato entro i 150 euro in arrivo da paesi extra-Ue. Lo prevede una riformulazione di emendamenti del governo. Gli effetti finanziari sono stimati pari a 201 milioni di euro.
Si riduce deducibilità perdite banche, gettito circa 300 milioni l'anno
Cala la percentuale di deducibilità sulle perdite pregresse delle banche. In base ad una riformulazione degli emendamenti del governo la soglia passa dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. La stima sugli effetti è di 305 milioni nel 2026 e 300 milioni nel 2027.
L'Irap resta al 2%, come già previsto dalla manovra ma esclude i soggetti con minore base imponibile e introduce una franchigia di 90mila euro applicabile sulla maggiore imposta dovuta (+2%) solo per i periodi d'imposta 2027 e 2028.

I capelli diventano prima grigi, poi bianchi. Presto o tardi, tocca più o meno a tutti. E' l'età che avanza, è uno dei segnali dell'invecchiamento. "I capelli invecchiano come la pelle e come gli altri organi nel corpo", la sintesi della professoressa Helen He, del Kimberly and Eric J. Waldman Department of Dermatology alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai. Il cambiamento del colore dei capelli può avvenire in periodi diversi, generalmente i primi segnali evidenti si concentrano tra i 30 e i 40 anni, quando le cellule staminali dei melanociti, ovvero le cellule del follicolo pilifero responsabili del deposito del pigmento nel fusto del capello, possono iniziare a 'spegnersi' o a diventare gradualmente meno funzionali.
Questione d'età ma non solo
Stress e predisposizioni genetiche possono incidere sul processo, legato di base all'invecchiamento. Il Washington Post ricorda che uno studio del 2012, relativo a oltre 4mila persona tra i 45 e i 65 anni, ha evidenziato che quasi tre quarti dei soggetti avevano capelli almeno parzialmente grigi. Sul processo, secondo studi più recenti, non incide solo l'elemento anagrafico: alcuni fattori potrebbero avere un'influenza sul processo di più di quanto si pensi.
Il ruolo dei geni
I geni, ovviamente, hanno un ruolo fondamentale. Non solo quando si parla di capelli grigi, ma anche per l'eventuale calvizie, la forma delle sopracciglia e la 'quantità' di barba. Gli studi svelano che i bianchi tendono ad avere capelli grigi rispetto a persone di origine africana e asiatica. Menzione speciale per i biondi naturali: il grigio può arrivare in anticipo e in percentuale maggiore.
Non c'è sostanziale differenza di tempistiche tra uomini e donne, ma il sesso biologico potrebbe influenzare la zona in cui compaiono i primi capelli grigi: gli uomini tendono a diventare grigi intorno alle basette e alle tempie, mentre le donne spesso notano prima i capelli grigi nella parte anteriore della testa.
Carenze nutrizionali e stress pesano
Su un iter naturale, incide anche lo stile di vita. Alcuni studi hanno scoperto che le carenze di vitamina B12 e ferro sono associate all'ingrigimento precoce dei capelli. E' assodato che anche lo stress giochi un ruolo. "Si è sempre notato che le persone sotto stress sembrano ingrigire", dice Sarah Millar, professoressa presso il dipartimento di scienze oncologiche e il dipartimento di dermatologia del Mount Sinai. Uno studio del 2020 pubblicato sulla rivista Nature evidenzia che nei topi lo stress si configura come causa della perdita di cellule staminali melanocitarie.
In un altro studio del 2021, i ricercatori del Vagelos College of Physicians and Surgeons della Columbia University hanno esaminato i singoli capelli di 14 volontari e hanno osservato un'associazione tra la variazione del colore dei capelli e le settimane in cui i partecipanti hanno riportato livelli di stress più elevati.
Come si può rallentare il processo?
E' difficile quantificare l'effetto positivo dell'eventuale riduzione dello stress. In attesa di elementi forniti da ulteriori studi, gli esperti si limitano ad affermare che alcune scelte - non fumare (abitudine nota per causare capelli grigi), dormire abbastanza, seguire una dieta sana - possono avere un effetto anche sulla salute dei follicoli piliferi. "Queste sono, in generale, ottime abitudini anti-invecchiamento, e parte di ciò implica potenzialmente ritardare il processo di ingrigimento dei capelli", dice Natasha Mesinkovska, dermatologa all'UCI Health. IL discorso potrebbe allargarsi anche all'esercizio fisico: uno studio, ricorda il Washington Post, ha collegato l'ingrigimento precoce a uno stile di vita sedentario.
Invertire rotta (e colore): speranza o utopia?
Con qualche attenzione, quindi, si può provare a rallentare un processo inevitabile. Invertire la rotta, e il colore, è utopia? "In passato, il campo si concentrava principalmente sulla caratterizzazione dei cambiamenti delle cellule staminali dei melanociti", spiega Mayumi Ito Suzuki, professoressa presso il Dipartimento di Dermatologia Ronald O. Perelman della NYU Grossman School of Medicine. "Il passo successivo è capire come invertire questi cambiamenti per non avere capelli grigi".
Alcuni esperti ipotizzano che le cellule staminali dei melanociti potrebbero 'bloccarsi' nella posizione sbagliata durante il processo di rigenerazione. "In teoria, se le cellule staminali sane vengono preservate, l'ingrigimento dei capelli può essere transitorio", aggiunge Suzuki. I farmaci e i prodotti attualmente esistenti, a quanto pare, non garantiscono l'inversione: cellule staminali dei melanociti che producono pigmento si trovano nella parte più profonda del follicolo pilifero, quindi fuori dalla portata dei trattamenti. Infine, un mito da sfatare: si pensa che se si strappano i capelli grigi se ne formeranno altri. In realtà, con ogni probabilità, il capello che crescerà dal follicolo sarà grigio.

"Ho sempre avuto fiducia nella giustizia, abbiamo fatto tutto sempre solo nell'interesse dell'azienda. Resta però l'amarezza perché mi sono stati tolti 10 anni di vita professionale". Così all'Adnkronos l’ex amministratore delegato di Atac Gioacchino Gabbuti commenta l’archiviazione dell’inchiesta per bancarotta[1], aperta nel 2019 che lo vedeva indagato insieme con altre 39 persone tra i quali ex manager della municipalizzata del Comune di Roma.
"La Corte dei Conti ha riconosciuto a me e all’allora Consiglio d’amministrazione un rimborso di 250mila euro, condannando la parte civile che aveva denunciato l’acquisto della nuova sede. Questo – spiega Gabbuti – fa capire che chi raccoglie una denuncia dovrebbe valutare meglio quello che viene denunciato”.
Quella dell'ex ad di Atac è una lunga vicenda giudiziaria che arriva nel pieno del dibattito sulla riforma della giustizia. "Sicuramente c’è qualcosa che va rivisto. Ci sono ottimi magistrati, che studiano le carte, e nel mio caso sia la richiesta di archiviazione del pm che l’archiviazione decisa dal giudice lo dimostrano. Per questo penso che la magistratura debba fare il suo corso, ma in maniera più obiettiva, separando chi indaga da chi poi giudica, anche perché poi – conclude - ci sono dinamiche legate ad accordi interni, carriera e quant’altro”.

La Fiorentina batte 2-1 la Dinamo Kiev oggi, giovedì 11 dicembre, nel match valido per la quinta giornata della fase campionato di Conference League, disputato allo stadio 'Artemio Franchi' di Firenze. A decidere la partita i gol di Kean al 18' e Gudmundsson al 74'. Per gli ospiti momentaneo 1-1 di Mykhaylenko al 55'.
In classifica i viola salgono a quota 9, gli ucraini restano fermi a 3. Tra una settimana la Fiorentina chiuderà la fase campionato in trasferta in Svizzera contro il Losanna, mentre la Dinamo Kiev ospiterà gli armeni del Noah.

Quella di Natixis-Generali "era un'operazione che trovava diverse critiche e in alcuni aspetti erano critiche fondate nell'ambito dell'assetto societario delle Generali: se viene meno questa operazione, tutto sommato si determina una situazione nella quale si possano effettuare convergenze per trovare, se sarà necessario, delle soluzioni alternative". Così spiega all'Adnkronos l'analista economico, editorialista ed ex di Bankitalia, Angelo De Mattia, parlando dell'addio di Generali a Natixis nella creazione della joint venture.
Premettendo che bisogna capire "quali sono i motivi della rottura delle trattative", De Mattia spiega che quell'operazione "presentava molti aspetti che erano sostanzialmente oggetto di critiche" e sottolinea: "Se viene meno un'operazione che è stata diffusamente criticata oppure è stata oggetto di necessità di chiarimenti, allora secondo me alla fine è un fatto positivo", conclude.

"Ringrazio chi ha partecipato per il coraggio di raccontare la sua esperienza personale". Così Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica e adesioni di Fdi, ad Atreju in chiusura del panel ‘Non con la mia faccia. Deep fake, web reputation e odio social' si è rivolta agli attori Raoul Bova (VIDEO[1]) e Fabio Ferrari e alla giornalista e scrittrice Francesca Barra che sul palco hanno raccontato le loro disavventure. "Ho subìto un'uccisione pubblica", dice Raoul Bova, che sul palco ha raccontato i mesi più difficili della sua vita: audio privati sottratti, un tentativo di ricatto e chat che in poche ore sono diventate virali sui social hanno travolto la sua sfera privata - segnando anche la fine della relazione con Rocio Munoz Morales - e anche la sua vita professionale.
Il ricatto e la scelta di non accettare
"Mi hanno chiesto dei soldi. Ho riascoltato le chat e i vocali e ho capito che non c'era motivo di cedere. E poi: se cedo una volta, cosa succede dopo? Così ho deciso di non accettare". L'attore ha ammesso poi di essersi sentito "sbeffeggiato, deriso, reso virale per la mia frase 'occhi spaccanti'. Questa è stata l'Italia che mi ha massacrato. Viviamo in una società che sembra aver bisogno di vedere crollare qualcuno per sentirsi migliore: distruggiamo, attacchiamo, e così ci sentiamo vivi. È una società malata".
L’attore ha sporto denuncia alla Polizia Postale, nel frattempo ha vissuto un senso di isolamento: "Mi sono sentito completamente solo. Né le istituzioni né parte della stampa hanno riconosciuto che diffondere quegli audio fosse un reato. Nessuno si è alzato per dire: 'Blocchiamolo'", conclude l'attore.
Anche l'attore Fabio Ferrari, celebre per il suo ruolo ne 'I ragazzi della 3ª C', ha portato sul palco la sua esperienza personale: "Io sono stato vittima di odio social. Mi hanno detto 'sei un fallito', 'devi morire', 'maledetta quella che ti ha partorito'. Questo ti mette un po' di ansia", ammette l'attore. "Ogni tanto mia moglie mi dice 'non la dire questa cosa sui social perché magari poi ti trovi il matto sotto casa'".
La vicenda di Francesca Barra
Dagli insulti alla reputazione scalfita, quella della giornalista e scrittrice Francesca Barra: delle sue foto manipolate tramite l'Ia e finite su siti pornografici. "Quello che mi è accaduto mi ha umiliata, ferita e spezzata. Ho deciso di denunciare per immaginare un futuro migliore per i miei figli. Penso a tutte le donne e ragazze che subiscono questi abusi, che non hanno i miei strumenti per difendersi e spesso hanno paura di una vittimizzazione secondaria o terziaria, e per questo non denunciano. Questo non è un gioco né una forma di morbosità: è un reato vero e proprio", sottolinea Barra.
Per Arianna Meloni è "importante l'esempio che diamo. Io non ho mai insultato un personaggio politico che la pensa diversamente da me. Forse mi è capitato di rispondere a qualche insulto molto violento su mia sorella (la premier Giorgia Meloni,ndr). Ora ho smesso di fare anche quello. Mi difendo non guardando e non leggendo". Riguardo all'odio social e i deepfake ha sottolineato: "Le leggi ci sono, bisogna fare di più anche con l'educazione digitale. Solo quando si conosce la macchina puoi riuscire a difenderti". Ma anche "educare le fasce più deboli, i minori, gli anziani e le donne, che sono drammaticamente le più colpite. Serve spiegare che il cyberspazio non dimentica, noi dobbiamo parlare di questo ai giovani", riflette Meloni.
"Noi dobbiamo governare questo strumento con formazione, consapevolezza, informazione e un approccio etico, che può provare a dare i confini di questo nuovo mondo. Noi siamo la culla della spiritualità e noi oggi dobbiamo difendere le persone", osserva Meloni che ha assicurato l'impegno a portare avanti questa "battaglia in Europa" sul tema. La responsabile Fdi Segreteria politica e adesioni ha concluso ricordando le parole di Papa Francesco, che ha detto al G7 Italia: "Di fronte ai prodigi delle macchine che sembrano saper scegliere in maniera indipendente, dobbiamo avere ben chiaro che all'essere umano deve rimanere la decisione, altrimenti condanneremo l'umanità a un futuro senza speranza".
Arianna Meloni: "Ho smesso di rispondere agli insulti, anche quelli a mia sorella"
"E' importante l'esempio che diamo" sottolinea Arianna Meloni. "Io non ho mai insultato un personaggio politico che la pensa diversamente da me. Forse mi è capitato di rispondere a qualche insulto molto violento su mia sorella (la premier Giorgia Meloni, ndr.). Ora ho smesso di fare anche quello. Mi difendo non guardando e non leggendo".
Riguardo all'odio social e i deepfake ha sottolineato: "Le leggi ci sono, bisogna fare di più anche con l'educazione digitale. Solo quando si conosce la macchina puoi riuscire a difenderti". Ma anche "educare le fasce più deboli, i minori, gli anziani e le donne, che sono drammaticamente le più colpite. Serve spiegare che il cyberspazio non dimentica, noi dobbiamo parlare di questo ai giovani", riflette Meloni. "Noi dobbiamo governare questo strumento con formazione, consapevolezza, informazione e un approccio etico, che può provare a dare i confini di questo nuovo mondo. Noi siamo la culla della spiritualità e noi oggi dobbiamo difendere le persone", osserva Meloni che ha assicurato l'impegno a portare avanti questa "battaglia in Europa" sul tema.

"L’Europa è sicuramente in una fase di difficoltà, lo riscontriamo giorno per giorno, ora per ora, però sappiamo anche che non basta criticarla: bisogna cercare di farla ripartire con le idee dei Paesi fondatori". Lo ha affermato Giorgio Fossa, presidente della Luiss, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Ateneo. Fossa ha sottolineato che, oltre a indicare cosa fare, "bisogna anche dire qual è la strada per farlo", richiamando in questo ruolo la responsabilità del sistema universitario.
"Le università, non solo la Luiss ma anche la Luiss, sono a disposizione per formare sempre più i giovani che porteranno al cambiamento dell’Europa verso l’Europa che tutti vogliamo e desideriamo". Il presidente ha evidenziato come, valorizzando il pensiero accademico, emergeranno giovani capaci di guidare non solo il futuro del continente, ma anche di interpretare un mondo "sempre più interconnesso".
Fossa ha concluso con un appello diretto agli studenti: "Devono tornare a credere prima di tutto in loro stessi per portare il cambiamento e migliorare il mondo che hanno trovato, lasciandolo ai loro figli meglio di come lo hanno ricevuto".

"L’inaugurazione è sempre un momento molto bello. Io ho avuto l’onore di essere presidente qui per nove anni, ci torno sempre molto volentieri". Lo ha affermato Emma Marcegaglia, presidente e amministratrice delegata di Marcegaglia Holding, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico della Luiss. Marcegaglia ha definito l’appuntamento "una giornata molto bella".
Nel suo intervento ha sottolineato la rilevanza del momento per il Paese: "L’Italia ha recuperato credibilità e rating, ma ha ancora un problema di crescita, quindi è importante capire le riforme da fare, quello che serve". Marcegaglia ha richiamato anche le imminenti decisioni europee su Ucraina e debito comune per difesa e altri ambiti, definendo il contesto "difficile ma anche pieno di opportunità".
Ha concluso evidenziando il valore del confronto in un’università "così prestigiosa e importante", aggiungendo che la partecipazione degli studenti all’ascolto di figure di grande esperienza è "forse l’aspetto più interessante, più bello".

"La priorità è continuare a rafforzare l’architettura del nostro sistema formativo. Siamo in una fase di grandissimo cambiamento, non solo economico-industriale ma anche geopolitico". Lo ha affermato Paolo Boccardelli, rettore della Luiss, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Ateneo. Boccardelli ha richiamato l’impegno dell’Università nel contribuire, attraverso la ricerca, a interpretare la complessità che investe l’Europa e a produrre idee utili alla definizione di una nuova architettura europea, "necessaria per processi decisionali più veloci, una efficienza amministrativa migliore e una rafforzata capacità competitiva", senza sacrificare pluralismo, democrazia e diritti.
Il rettore ha illustrato anche le linee di sviluppo dell’offerta formativa, annunciando il nuovo Teaching and Learning Innovation Hub, "una partnership con Google for Education pensata per creare un laboratorio di innovazione a disposizione di studenti, docenti e della ricerca".
Centrale, per Boccardelli, l’equilibrio tra tecnologia e persona: "Per noi la priorità è combinare la tecnologia e la centralità della persona, al punto che apriremo una palestra cognitiva che alimenti il pensiero critico dei nostri studenti". Ha infine evidenziato il rafforzamento del Dipartimento di Studi Umanistici come supporto al pensiero critico, ricordando che "l’intelligenza artificiale è un’opportunità se colta in maniera responsabile e con la volontà di utilizzarla non come sostituto ma come supporto al lavoro cognitivo".

Una cerimonia che unisce il traguardo accademico all’ingresso immediato nel mondo del lavoro. All’INI Grottaferrata sono stati proclamati 25 fisioterapisti e 16 infermieri formati nei corsi dell’Università di Roma “Tor Vergata” ospitati nella sede del Gruppo INI. Un appuntamento che, oltre a celebrare la conclusione del percorso universitario, ha acceso i riflettori su un tema cruciale per il sistema sanitario italiano: la mancanza strutturale di personale.
Il valore della partnership INI–Tor Vergata
La giornata si è aperta con un convegno istituzionale in cui accademici e rappresentanti sanitari hanno illustrato il modello formativo sviluppato dal 2010 dalla collaborazione tra INI e Tor Vergata. Un percorso che integra la formazione teorica universitaria con la pratica clinica quotidiana nei reparti dell’INI, permettendo agli studenti di maturare competenze professionali complete e immediatamente operative.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti il Magnifico Rettore di Tor Vergata, prof. Nathan Levialdi Ghiron, il preside della Facoltà di Medicina prof. Roberto Bei, la prof.ssa Rosaria Alvaro e la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, presidenti dei rispettivi corsi, insieme alla manager sanitaria dell’INI, Jessica Veronica Faroni.
Dal 2010 a oggi la collaborazione ha permesso di formare oltre 200 infermieri, dei quali uno su cinque è stato assunto direttamente dal Gruppo INI. Nel 2022 è nato anche il Corso di Laurea in Fisioterapia, che oggi ha visto laurearsi i primi 25 professionisti formati interamente in struttura.
Una firma che vale un futuro: assunzioni in diretta durante la cerimonia
Momento clou della cerimonia è stata la firma, davanti al pubblico, dei contratti di lavoro di Veronica e Daniel, rispettivamente infermiera e fisioterapista, assunti dal Gruppo INI. Un gesto dal forte valore simbolico e operativo: dimostrare che il ponte tra formazione e occupazione può essere diretto, rapido ed efficace. Movimento che, in un contesto nazionale segnato da carenze di personale sanitario, assume un significato ancora più forte.
«Il personale sanitario è sempre meno e trovarlo è sempre più difficile – ha dichiarato Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI –. Per questo servono investimenti nella formazione territoriale e nella pratica in corsia. Il pubblico e il privato hanno la responsabilità di formare chi un giorno si prenderà cura di tutti noi».
Formazione vicino a casa e opportunità per i giovani
La manager sanitaria del Gruppo INI, Jessica Veronica Faroni, ha ricordato che la scelta di aprire sedi universitarie dentro le strutture INI nasce per ridurre gli ostacoli economici e logistici degli studenti: «Non tutti possono permettersi di vivere in città per studiare. Portare l’università sul territorio significa dare un’opportunità in più ai ragazzi».
Numeri e prospettive: verso nuovi percorsi formativi
Dal punto di vista accademico, la prof.ssa Rosaria Alvaro ha espresso grande soddisfazione: «Vedere oltre 40 studenti laurearsi e due contratti firmati in diretta è un risultato straordinario, soprattutto in un momento in cui il sistema sanitario ha urgente bisogno di professionisti».
L’Ateneo e il Gruppo INI hanno confermato l’intenzione di espandere ulteriormente la collaborazione, guardando anche alla possibilità di ospitare in futuro percorsi per la formazione dei medici.

La scelta della Cina di tassare i preservativi con una norma, approvata a fine 2024 ma in vigore da gennaio 2026, che di fatto cancella l'esenzione fiscale per i prodotti anticoncezionali "dimostra come gli esseri umani sbagliano spesso". Nello specifico in Cina "hanno sbagliato quando hanno imposto la politica del figlio unico, incentivando la denatalità che oggi è evidentemente uno dei grandi problemi di quel Paese, e sbagliano oggi a incentivare la natalità attraverso il blocco di alcuni strumenti fondamentali, perché i metodi anticoncezionali come il preservativo sono anche metodi per limitare la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse che proprio in Cina sono così diffuse negli ultimi anni". E' l'analisi di Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, che commenta all'Adnkronos Salute la virata del gigante asiatico.
"Da quando la Cina ha aperto un po' di più i propri dati rispetto a quello che avveniva nell'epoca pre-Covid, sappiamo che nel Paese sono moltissimi i casi di Hiv, sono stati moltissimi i casi di vaiolo delle scimmie (Mpox) e moltissimi anche i casi di altre malattie sessualmente trasmesse come sifilide, gonorrea, clamidia, herpes. Quindi è chiaro che questo limitare l'uso del preservativo attraverso una politica di tasse è completamente anacronistico, una scelta sbagliata e fuori dal mondo". Allargando l'obiettivo, "anche il nostro Paese ha preso una direzione che non va completamente dalla parte del preservativo. La Francia al contrario ha fatto tantissimo negli anni, addirittura rendendo i preservativi disponibili gratuitamente in farmacia per i ragazzi più giovani. Da noi invece si tende purtroppo a non parlare nelle scuole di questo fenomeno o a far parlare sempre di meno gli esperti, e a lasciare alle famiglie l'educazione sessuale. I preservativi, poi, costano troppo e non c'è una politica sul prezzo".
Quello che è successo in Cina, conclude dunque Bassetti, "è grave e certamente non piace, anche perché non dimentichiamoci che 'bomba biologica' può rappresentare la Cina: nel momento in cui si aumentano le tasse sul condom, se un Paese che ha 1 miliardo e mezzo di abitanti - quindi intorno al 20% della popolazione mondiale - non usa più il preservativo o lo usa di meno, è chiaro che rischia di diventare una bomba biologica di malattie sessualmente trasmesse per il resto del mondo".

"Ringrazio l'onorevole Mulè per essersi fatto promotore di un'iniziativa che considero molto importante per la tutela della salute pubblica, in particolare dei bambini e degli adolescenti. Vorrei ricordare che proprio grazie al suo impegno l'Italia si è dotata del primo screening nazionale per il diabete di tipo 1 e per la celiachia nella popolazione pediatrica. La nuova proposta guarda a un altro tema fondamentale per la salute: l'obesità. Come sappiamo, si tratta di uno dei principali problemi sanitari a livello mondiale. Non riguarda solo gli adulti, ma purtroppo in Italia anche molti bambini e ragazzi. E' noto che un bambino in sovrappeso ha maggiori probabilità di diventare un adulto obeso. E l'aumento costante dei casi di obesità è strettamente legato alla crescita di malattie croniche, metaboliche e anche tumorali, che mettono a rischio la salute e pesano in modo significativo sul Servizio sanitario nazionale, anche in termini di costi". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo da remoto all'evento 'Obesità nell'età evolutiva', oggi a Roma (Sala Matteotti, Montecitorio), durante il quale il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha presentato la prima proposta di legge (la 2663) in Italia sullo screening per adolescenti per il contrasto all'obesità.
"Per questo è essenziale puntare sulla prevenzione - ha sottolineato Schillaci - La proposta di legge di cui parliamo oggi va proprio in questa direzione: individuare e prendere in carico precocemente i casi di sovrappeso e obesità tra i 13 e i 19 anni, con screening effettuati direttamente a scuola e il coinvolgimento dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale, delle famiglie e dei servizi territoriali. Ripeto spesso che dobbiamo pensare ad una sanità 'proattiva'. Questa iniziativa ne è un esempio concreto. E' un approccio che dobbiamo consolidare coinvolgendo tutti: istituzioni nazionali e locali, scuole, famiglie e strutture sanitarie. La nostra attenzione per la prevenzione e la cura dell'obesità è molto alta. Lo dimostra anche la legge recentemente approvata che, per la prima volta al mondo, riconosce l'obesità come una malattia cronica. La norma introduce misure importanti per la prevenzione, la cura e anche la formazione degli operatori sanitari. Si inserisce in un percorso che comprende l'aggiornamento del Piano nazionale della cronicità, con strategie comuni per garantire un'assistenza uniforme ai pazienti in tutto il Paese, anche attraverso il potenziamento dell'assistenza territoriale e domiciliare".
Infine, "con la legge di Bilancio dello scorso anno abbiamo istituito un fondo specifico per la prevenzione e la cura dell’obesità e, con la manovra ora all'esame del in Parlamento, abbiamo aumentato le risorse dedicate alla prevenzione, per rafforzare le campagne di informazione e sensibilizzazione sugli stili di vita corretti. La prevenzione resta una priorità. Lavoriamo ogni giorno per promuovere comportamenti salutari, a partire da un’alimentazione corretta, da un’adeguata attività fisica, sia per gli adulti sia per bambini e adolescenti. In Italia persistono ancora livelli elevati di sedentarietà e una scarsa aderenza alla dieta mediterranea – o, come mi piace chiamarla, 'dieta italiana'. Sono fattori che contribuiscono allo sviluppo di sovrappeso e obesità. Ecco perché - conclude il ministro - è importante continuare a lavorare insieme, governo e Parlamento, per la tutela della salute di tutti, a partire dai più giovani".

"La prevenzione è la migliore medicina, anche per l'obesità bisogna agire presto e in fretta. Questo significa avviare uno screening sulla popolazione fino ai 17 anni, perché già oggi abbiamo oltre il 20% di ragazzi in sovrappeso e quasi il 5% colpito da obesità: una popolazione destinata ad avere delle patologie gravi o gravissime che comunque incidono nella vita quotidiana. Dunque lo screening - che è previsto in una proposta di legge (2663, ndr) - grazie alla sensibilità del ministero della Salute entra nella legge di Stabilità con uno stanziamento di 2 milioni di euro che permetterà nel 2026 di avviare questa attività che è la via maestra per affrontare il problema dell'obesità". Lo ha detto Giorgio Mulè (Fi), vicepresidente della Camera dei deputati, alla presentazione della prima proposta di legge in Italia sullo screening per adolescenti per il contrasto all'obesità, oggi a Roma (Sala Matteotti, Montecitorio) all'evento 'Obesità nell’età evolutiva'.



