
(Adnkronos) - Seconda puntata di Belve oggi su Raidue. Francesca Fagnani conduce il programma in onda alle 21.20. Gli ospiti di stasera sono Iva Zanicchi, Irene Pivetti e Adriano Pappalardo. Come nella prima puntata di martedì scorso è prevista una sorpresa speciale con Maria De Filippi. Dopo i faccia a faccia, con le domande della conduttrice a 360 gradi, sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato ormai negli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico di Belve.
Iva Zanicchi, in studio, si districherà tra domande su Mina, i guai col fisco, il ritorno del 'suo' programma Ok il prezzo è giusto che sbarca sulla Rai - con altri conduttori - nel 2026.
"Invidia per Mina? No, a volte ho provato rabbia. Non potevi essere rivale di Mina. È un mito perché si è ritirata nel momento giusto, ma è rimasta: ogni anni fa uscire un disco, la tv tutte le sere e anche il mattino manda suoi filmati. Non si fa più vedere e le consiglio caldamente di rimanere a Lugano perché se torna finisce il mito. Tu rimani lì, non ti muovere!", afferma Zanicchi.
Capitolo tasse: "Le ho sempre pagate, ma alcune persone che consideravo come genitori mi hanno fregato. Per seppellire tutto, ma sono fiera, ho dato tutto quello che avevo, in più ho chiesto alle banche, ho pagato un conto così salato: 7 miliardi e 500 milioni" spiega.
Ok il prezzo è giusto torna in tv: "Come può esistere 'OK' senza Zanicchi?" dice la cantante, che poi lancia il suo anatema. "Ricordate: se fate 'OK' senza di me sarà un flop tremendo". "Saranno contenti i dirigenti" chiosa con un sorriso Fagnani
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(Adnkronos) - Esattamente un anno dopo la vittoria che ha riportato Donald Trump alla Casa Bianca e a un anno dalle elezioni di midterm del 2026, oggi martedì 4 novembre negli Stati Uniti si svolgono elezioni e referendum che potrebbero diventare un test elettorale. Gli occhi di tutti puntati su New York, e sulla possibile vittoria del giovane socialista dem Zohran Mamdani, che diventerebbe il primo sindaco musulmano della città, ma si vota anche in California, nel New Jersey, in Virginia e nel Maine.
Oggi si svolge un referendum che di fatto apre, e forse determinerà, la battaglia per il controllo della Camera nelle elezioni del prossimo anno. Con la Proposition 50 gli elettori californiani sono chiamati ad autorizzare l'Assemblea legislativa a ridisegnare i distretti elettorali in modo da aiutare i democratici a strappare almeno cinque seggi ora in mano ai repubblicani.
La misura è risposta del governatore Gavin Newsom alle manovre su Donald Trump per chiedere agli stati repubblicani di ridisegnare i distretti elettorali per favorire i repubblicani e difendere così la loro maggioranza alla Camera. Nonostante questo, l'opposizione repubblicana, con l'ex governatore Arnold Schwarzenegger in testa, accusa la leadership dem californiana di abuso di potere. Mentre la proposition vanta sostenitori importanti a livello nazionale da Barack Obama e Alexandria Ocasio-Cortez, cosa che sottolinea la sua importanza a livello nazionale.
Si prevede un testa a testa all'ultimo voto nello Stato dove vi sono 850mila elettori democratici in più e ha avuto un solo governatore repubblicano negli ultimi 23 anni, Chris Christie. Nelle ultime settimane si è infatti progressivamente ristretto il vantaggio di Mikie Sherrill, deputata dem, sul repubblicano Jack Ciattarelli, e negli ultimi sondaggi la democratica viene data appena un punto avanti. Numeri che stanno facendo crescere la speranza dei repubblicani di incassare una vittoria significativa in uno stato tradizionalmente dem dove Trump lo scorso anno ha fatto molto meglio del previsto.
Ha invece un vantaggio significativo Abigail Spanberger, l'ex deputata, in lizza contro la vice governatrice, l'afroamericana Winsome Earle-Sears, che punta a succedere all'attuale governatore repubblicano, Glenn Youngkin. La democratica sta concentrando la sua campagna sulla critica alla politica economica e sul costo della vita per gli abitanti della Virginia, dove risiede una gran parte dei dipendenti federali che hanno subito i licenziamenti e i tagli imposti dall'amministrazione Trump. "Questi sono attacchi agli abitanti della Virginia e alla nostra economia e abbiamo bisogno di un governatore che si batte contro di questi", ha detto in un comizio a Charlottesville la candidata democratica che sta insistendo nel legare il suo avversario alla politica del presidente.
Ggli elettori sono chiamati a votare per un referendum che testerà il potere della campagna che da anni Donald Trump porta avanti contro il voto per posta. Un gruppo conservatore, Dinner Party, ha infatti presentato una misura per limitare il voto per posta e imporre l'obbligo di presentare un documento di identità con foto per votare. Nello stato dove nel 2024 160mila democratici hanno votato per posta, contro i 105mila repubblicani, i democratici del Maine si oppongono al referendum mentre i repubblicani l'appoggiano.
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(Adnkronos) - New York al voto oggi, martedì 4 novembre, per eleggere il nuovo sindaco. La sfida è tra il candidato democratico Zohran Mamdani, l'ex governatore Andrew Cuomo e il repubblicano Curtis Sliwa.
Se Mamdani vincerà il duello con Cuomo, come prevedono i sondaggi in cui però negli ultimi giorni l'ex governatore ha accorciato le distanze, diventerà il primo sindaco musulmano della città, e forse anche il primo con un passato da rapper. Nato 34 anni fa a Kampala, in Uganda, dove vivevano i suoi genitori indiani, Zohran si è trasferito a New York con la famiglia quando aveva 7 anni, diventando poi cittadino americano nel 2018. Dalla sua vittoria a sorpresa nelle primarie dem su Cuomo, che poi ha deciso di candidarsi da indipendente, i genitori di Mamdani hanno attirato una certa attenzione mediatica, anche perché entrambi famosi e di successo nei loro campi professionali: la madre Mira Nair, regista di film nominati agli Oscar come Salaam Bombay e Mississippi Masala, e il padre Mahmood Mamdani, docente di politica internazionale e antropologia della Columbia University, noto e rispettato africanista, anche per gli studi sul 'settler colonialism', termine che i sostenitori della causa palestinese usano per condannare Israele.
La chiave del successo di Mamdani è la promessa di "abbassare il costo della vita per la classe lavoratrice di New York" definita "una città troppo costosa" nel suo programma elettorale che delinea risposte concrete ai problemi di tutti i giorni dei newyorkesi non milionari: casa, spesa, trasporti, bambini.
La corsa di Mamdani per la guida della principale, e più iconica, metropoli americana appare rivoluzionaria, e per alcuni inquietante, non solo per le posizioni politiche 'socialiste' del candidato, ma anche per la sua fede religiosa. Subito dopo la sua vittoria alle primarie di giugno, Mamdani aveva provocato le proteste e l'allarme della comunità ebraica newyorkese per aver difeso lo slogan, ritenuto antisemita, "globalize the intifada", globalizzare l'intifada, salvo poi qualche settimana dopo, parlando a un gruppo di business leader newyorkesi, prendere le distanze dallo slogan. "Mi fa soffrire essere chiamato antisemita", disse in quell'occasione ai giornalisti.
Cuomo, che aspira a un ritorno alla carica dopo le dimissioni da governatore quattro anni fa in seguito ad accuse di molestie sessuali da lui respinte, ha recentemente focalizzato la sua attenzione sugli elettori repubblicani per consolidare la sua base centrista, proponendosi come l'unico candidato in grado di contrastare Mamdani e puntando a raccogliere il sostegno della potente comunità del business newyorkese allarmata dal programma di Mamdani. E ha profetizzato come una vittoria del candidato socialista che l'ha umiliato lo scorso giugno farebbe "scomparire la New York che conosciamo".
Secondo uno degli ultimi sondaggi l'ex governatore sarebbe al 33%, mentre il 34enne candidato demal 43%, con un vantaggio di 10 punti consistente, ma dimezzato rispetto ai 20 punti di un mese fa. Il duello per New York è "un testa a testa", ha affermato Cuomo nell'ultimo giorno di campagna elettorale. E riguardo alle accuse di molestie sessuali, che nel 2021 costrinsero il democratico a dimettersi dal terzo mandato da governatore di New York, ha affermato che si è trattato di "accuse politiche".
Sliwa, fondatore del gruppo di vigilanza sulla criminalità Guardian Angels e figura di spicco del panorama radiofonico newyorkese, che segue a distanza gli altri due candidati (sarebbe al 14%) mira a compromettere le prospettive di entrambi i candidati democratici. Ha intensificato la sua presenza nelle strade e nelle metropolitane, indossando il suo caratteristico berretto rosso, per diffondere il suo messaggio incentrato sulla sicurezza pubblica.
Sliwa non ha dato ascolto ai ripetuti, pubblici, appelli a ritirarsi da parte di Donald Trump: il presidente ha detto che "è meglio avere un democratico che un comunista" alla guida della sua città natale, riferendosi al fatto che senza il repubblicano in corsa Cuomo avrebbe più chance di battere il 'comunist' Mamdani.
Sul non tanto velato sostegno di Trump a Cuomo, Mamdani ha continuato a martellare: "Questa è una campagna per i commessi dei negozi e i proprietari delle bodega, la campagna di Andrew Cuomo è per i miliardari finanziatori di Donald Trump e i loro conglomerati". "La risposta alla presidenza di Donald Trump è non creare la sua immagine specchiata qui alla City Hall, ma creare un'alternativa che possa parlare di quello che i newyorkesi vogliono disperatamente vedere, una città che crede nella dignità di tutti quelli che la considerano la propria casa", ha deto Mamdani, nella sua ultima giornata di campagna elettorale.
"Congratulazioni Cuomo, so che hai lavorato tanto per questo", ha scritto sui social Mamdani, subito dopo la messa in onda dell'intervista con le parole di Trump su Cuomo, che ha sempre negato, di fronte all'elettorato della città super dem, ogni suo legame con Trump, pur continuando a corteggiare gli elettori repubblicani.
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(Adnkronos) - La Russia avanza e conquista territorio in Ucraina. Il fulcro della guerra da settimane è Pokrovsk, snodo cruciale del Donetsk che Mosca vuole conquistare a tutti i costi: gli attacchi si susseguono a ondate continue, con perdite enormi che non provocano cambiamenti nella strategia del 'tritacarne'.
La Russia continua a cercare la spallata per coronare un'avanzata costante a ottobre. I dati diffusi dall'Institute for the Study of War (Isw) analizzati dall'Afp, evidenziano che nel mese scorso l'esercito russo ha conquistato 461 chilometri quadrati di territorio dell'Ucraina.
In particolare emerge che l'oblast del Donetsk ha subito i combattimenti più intensi dell'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina e l'esercito di Kiev sta ora lottando per mantenere il controllo di Pokrovsk, centro determinante per il controllo di rifornimenti e trasporti, nonché 'piattaforma' ideale per un'ulteriore offensiva verso ovest.
La Russia controlla ora l'81% dell'oblast di Donetsk, di cui rivendica l'annessione e dove sta combattendo per garantirsi il controllo totale, sottolinea l'Isw. Mosca ha anche chiesto a Kiev di ritirare le sue truppe dal Donetsk, così come dall'oblast di Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, come precondizione per avviare i colloqui di pace, ma l'Ucraina ha sempre respinto questa richiesta giudicandola inaccettabile. I dati dell'Isw hanno inoltre mostrato che a ottobre la Russia ha occupato 150 chilometri quadrati della regione di Dnipropetrovsk, a ovest di Donetsk.
In totale la Russia controlla, o afferma di controllare, il 19,2% dell'Ucraina, compresa la penisola di Crimea che ha annesso nel 2014 e parti dell'oblast di Donetsk e Lugansk che sono state conquistate dai separatisti sostenuti da Mosca prima dell'invasione su larga scala del 24 febbraio del 2022. L'importante polo logistico di Pokrovsk, che Mosca cerca di conquistare da più di un anno, è stato sottoposto a nuove pressioni nelle ultime settimane. Per l'esercito di Kiev, che nel fine settimana ha inviato forze speciali, "è in corso l'operazione di liberazione di Pokrovsk dagli occupanti". Al culmine della sua invasione, nel marzo 2022, la Russia controllava il 27,7% dell'Ucraina.
Secondo il think tank americano, che monitora il conflitto sin dall'inizio a febbraio 2022, sia le forze ucraine che quelle russe hanno recentemente compiuto avanzamenti tattici nell'area di Pokrovsk. L'Isw fa riferimento a filmati geolocalizzati pubblicati il primo novembre che indicano l'avanzamento di reparti di Mosca nel sud-est di Pokrovsk.
Documenti video più recenti, pubblicati il 2 novembre, mostrano l'azione di militari di Kiev che colpiscono 2 soldati a nord di Pokrovsk: per l'Isw, si trattava di un tentativo di infiltrarsi. Gli analisti prendono in considerazione anche le informazioni diffuse dai blogger militari russi: i reparti di Mosca avrebbero guadagnato terreno nel nord e nel sud-est di Myrnohrad, a sud di Hnativka e Rih (tutti a est di Pokrovsk).
In un quadro estremamente dinamico, lo Stato Maggiore ucraino ha riferito il 2 novembre che le forze di Kiev ucraine hanno riconquistato 400 metri quadrati in un'area non specificata in direzione di Pokrovsk, probabilmente riferendosi ai recenti contrattacchi tattici a nord e nord-ovest della città.
I due eserciti pagano a carissimo prezzo gli scontri senza soluzione di continuità. In particolare, le tattiche d'assalto russe stanno causando alti tassi di vittime. Un sottufficiale ucraino (NCO) che opera nella direzione di Pokrovsk ha recentemente riferito che le forze russe hanno ridotto l'intensità delle azioni nella direzione di Kostyantynivka dopo un assalto meccanizzato fallito il 27 ottobre.
Il comandante di un battaglione ucraino, riferisce ancora l'Isw, afferma che unità d'assalto russe cercano percorsi per aggirare i punti di forza ucraini a Pokrovsk e infiltrarsi nelle retrovie ucraine mentre altre unità di Mosca - probabilmente equipaggi di droni o artiglieria o fanteria di qualità inferiore - lavorano per distruggere difese di Kiev.
L'ufficiale sostiene che le forze russe inviano soldati non addestrati negli assalti per attirare il fuoco di droni e artiglieria ucraini, rivelando le posizioni degli equipaggi di droni e artiglieria ucraini. Quindi, la fanteria d'assalto russa addestrata tenta di ingaggiare le formazioni ucraine in combattimento ravvicinato. La strategia degli invasori prevede attacchi sistematici lungo le stesse rotte, con perdite inevitabili ma ritenute sostenibili.
Leggi tutto: Ucraina, Russia avanza: i dati e l'analisi. Battaglia per Pokrovsk, il piano di Putin

(Adnkronos) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha negato che ci sia ''un piano di pace in 12 punti'' concordato per la fine della guerra con la Russia. Lo ha annunciato Zelensky ai giornalisti, come riferisce Ukrinform. "Ci sono diverse riflessioni e proposte europee per una soluzione pacifica", ma ''io come presidente non ho visto questo piano'', ha detto Zelensky.
''E' strano sentire che la Russia sia al tavolo delle trattative, perché al momento nessun leader europeo o presidente degli Stati Uniti può costringere la Russia a sedersi al tavolo delle trattative - ha aggiunto - Attualmente sono in corso consultazioni, ma non c'è ancora un piano chiaro sul tavolo".
Zelensky ha detto di aver avuto un buon colloquio con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e ricordato che oggi sarà pubblicata la relazione annuale del Pacchetto Allargamento 2025. ''Abbiamo discusso dei progressi dell'Ucraina nel percorso verso l'adesione all'Unione Europea e ci sono tutte le ragioni per aspettarsi un esito positivo'', ha scritto su 'X'.
''Naturalmente abbiamo parlato anche di sostegno energetico. Ursula ha parlato del coordinamento con diverse istituzioni e Paesi, nonché dei fondi che saranno destinati a sostenere il nostro settore energetico'', ha aggiunto il presidente ucraino, affermando che ''i contributi potrebbero essere molto significativi e continueremo a lavorare per aumentarli''. Infine, ha concluso, ''abbiamo concordato che i nostri team inizieranno a lavorare all'attuazione di tutti i nostri accordi questa settimana e abbiamo coordinato i prossimi contatti e le prossime azioni congiunte''.
Intanto il presidente finlandese Alexander Stubb ha ipotizzato un possibile incontro tra i leader di Ucraina, Russia e Stati Uniti in occasione del vertice del G20 in Sudafrica a fine novembre. Il Cremlino aveva precedentemente detto che Putin non avrebbe partecipato all'evento, previsto a Johannesburg il 22 e il 23 novembre. Anche Trump aveva affermato che avrebbe saltato l'incontro, affidando la rappresentanza degli Stati Uniti al vicepresidente J.D. Vance.
Secondo Stubb, gli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina continuano dietro le quinte. Il presidente finlandese ha dichiarato di aver discusso la situazione la scorsa settimana con i leader di Kazakistan e Uzbekistan, che incontreranno Trump il 6 novembre e si recheranno a Mosca la settimana successiva. "I Paesi dell'Asia centrale potrebbero potenzialmente fare da messaggeri tra la Casa Bianca e il Cremlino", ha dichiarato Stubb in una conferenza stampa a Helsinki, secondo quanto riportato dal canale di notizie Mtv Uutiset.
Il presidente finlandese ha aggiunto che "se le cose andranno come previsto nelle prossime due o tre settimane, allora forse il luogo in cui i presidenti Putin e Zelensky potrebbero incontrarsi potrebbe essere il vertice del G20 a Johannesburg".
Leggi tutto: Ucraina-Russia, Zelensky: "Non c'è piano di pace concordato"

(Adnkronos) - Donald Trump ha minacciato un possibile intervento militare Usa in Nigeria, Paese multietnico, il più popoloso dell'Africa, con circa 237 milioni di persone e una popolazione praticamente divisa tra musulmani, per lo più nel nord, e cristiani. E' il Paese in cui sono attivi gruppi estremisti, come Boko Haram, protagonisti dell'insorgenza contro il governo. Secondo un rapporto di quattro anni fa di un'organizzazione no-profit nigeriana citato dal Wall Street Journal, Boko Haram e altri gruppi sono responsabili per la morte di 43.000 cristiani tra il 2009 e il 2021, con 17.500 attacchi registrati contro le chiese. Nello stesso periodo per l'International Society for Civil Liberties and Rule of Law sono stati uccisi 29.000 musulmani.
Anche il Washington Post cita analisti secondo cui le violenze nel Paese hanno avuto conseguenze per tutti i nigeriani e spiega come la situazione sul terreno cambi da zona a zona del Paese con Boko Haram che si batte per l'influenza nelle aree più a nord, "banditi" che seminano sempre più il caos nel nordovest e i conflitti che da anni dividono pastori e agricoltori negli stati centrali.
Malik Samuel, ricercatore di Good Governance Africa che da oltre dieci anni studia Boko Haram, ha sottolineato - rilancia il Post - che la situazione nel Paese ha fatto vittime allo stesso modo tra cristiani e musulmani, negando l'esistenza di una campagna contro i cristiani e confermando che nelle località nel nord della Nigeria più colpite dalle violenze di Boko Haram e dello Stato islamico della Provincia dell'Africa occidentale la stragrande maggioranza di vittime sono musulmani. Lo stesso, secondo l'esperto, vale per le vittime nel nordovest, mentre nei conflitti tra pastori e agricoltori si sono contate più vittime tra i cristiani perché è la comunità che tende a prevalere nel settore.
Sottolinea Ladd Serwat, del progetto Armed Conflict Location and Event Data (Acled), che "gruppi di insorti come Boko Haram e Stato islamico della Provincia dell'Africa occidentale presentano spesso le loro campagne come anti-cristiane, ma in realtà si tratta di violenza indiscriminata", che "devasta intere comunità". Per Atta Barkindo, religioso a capo del Kukah Center, un istituto di ricerca locale, non ci sono tentativi deliberati di "uccidere i cristiani o di dispiegare attori statali per uccidere i cristiani", ma le parole di Trump segnalano un problema più grave che riguarda le capacità del governo di proteggerei suoi cittadini. "Si tratta di come battere queste attività terroristiche - ha detto - Per 15 anni hanno seminato il caos in questo Paese e non può andare avanti così".
Sabato in un post su Truth il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di aver dato istruzioni al Dipartimento della Difesa di preparare un possibile intervento in Nigeria, con l'obiettivo dichiarato di "spazzare via completamente i terroristi islamici", e ha minacciato di bloccare tutti gli aiuti al Paese se "continuerà a consentire l'uccisione di cristiani".
Per il presidente della Nigeria, Bola Ahmed Tinubu, definire la Nigeria come Paese dell'"intolleranza religiosa non rispecchia la nostra realtà a livello nazionale". Daniel Bwala, consigliere del presidente nigeriano eletto nel 2023, ha contestato le parole di Trump secondo cui i cristiani verrebbero presi di mira in modo particolare, ma ha aggiunto di apprezzare l'attenzione del tycoon. Per il governo nigeriano, secondo Bwala, le dichiarazioni di Trump sono una tattica negoziale. "La lotta al terrorismo è motivo di interesse per il mondo intero - ha detto - Non ci aspettiamo un intervento militare in Nigeria ma crediamo che i due presidenti possano arrivare a un'intesa comune".
Per Shehu Sani, con un passato nel Senato della Nigeria e attivista per i diritti umani, se Trump deciderà per un intervento militare, "innescherà una crisi religiosa ed etnica in Nigeria" e "creerà più problemi che soluzioni". Tra l'altro, sottolinea il Wsj, l'attenzione di Trump per la Nigeria è arrivata dopo il rimpasto dei vertici militari voluto alla fine del mese scorso da Tinubu dopo voci di un tentativo fallito di golpe a inizio ottobre.
Leggi tutto: Nigeria, le parole di Trump: i cristiani e la 'realtà' sul campo

(Adnkronos) - La Lazio batte il Cagliari 2-0 all'Olimpico nel posticipo della 10ª giornata di Serie A. A sbloccare il risultato è Isaksen al 65’, mentre Zaccagni sigla il raddoppio al 91’, sfruttando un errore di Prati. Seconda sconfitta consecutiva per la squadra di Pisacane, mentre la Lazio si porta a -2 dal Como.
Copo in trasferta del Genoa in casa del Sassuolo per 2-1, nel primo posticipo del lunedì. I padroni di casa hanno mancato la possibilità di salire nelle zone nobili della classifica e con questo risultato restano a 13 punti, mentre il Genoa riesce a risollevarsi e lasciare l'ultimo posto in classifica, salendo a 6 punti agganciando il Pisa e lasciando ultima a 4 la Fiorentina, con il Verona a 5 punti. Entrambe le squadre potrebbero, a ore, cambiare allenatore con De Rossi favorito per la panchina rossoblu.

(Adnkronos) - Vincenzo Lanni, 59 anni, solitario e fanatico dei gialli. Nel 2015 la cronaca si è già occupata di lui e oggi è di nuovamente in manette: è sospettato di essere l'aggressore della donna accoltellata alla schiena in piazza Gae Aulenti a Milano, Anna Laura Valsecchi. Nell'agosto di dieci anni fa aveva ammesso di aver accoltellato due pensionati bergamaschi a Villa di Serio e di Alzano, e al pubblico ministero aveva confessato l'intenzione di uccidere delle donne come reazione alla frustrazione per la sua vita, che giudicava fallimentare. Una promessa macabra, a rileggere la stampa di allora, che oggi si è quasi compiuta.
Originario di Bergamo, incensurato, mai in cura psichiatrica, nessuna moglie o fidanzata, nessun amico e una sorella gemella che lo ha riconosciuto dall'immagine diffusa dai carabinieri, su autorizzazione della Procura di Milano, per dare un nome al sospettato del tentato omicidio. Appassionato di scacchi, amante di polizieschi e trattati di criminologia, nel 2012 aveva perso il lavoro di programmatore informatico. Anche dieci anni fa si era procurato un coltello dalla cucina - con una lama di 23 centimetri - e nel giro di poche ore aveva colpito due volte. Mentre i carabinieri erano già impegnati a dargli la caccia, armato di un cavo per le cuffie da usare come laccio per strangolare, era pronto a colpire la prima donna sola che avrebbe incontrato. Per fortuna non si è presentata l’occasione.
Anche nel 2015 è stato tradito da una telecamera. Era stato ripreso con una borsa di tela verde mentre si allontanava a piedi dalla zona della prima aggressione. Una scena quasi identica a quella immortalata oggi dalle telecamere che puntavano sulla piazza in zona Garibaldi. E' stato rintracciato all’interno di un albergo del capoluogo, dove era ospite da qualche giorno, dopo essere stato allontanato da una comunità di recupero del Varesotto. Con sé aveva i vestiti indossati nel corso dell’aggressione. Anche questa volta non sono emersi collegamenti tra lui e la vittima.
Leggi tutto: Donna accoltellata in Gae Aulenti: chi è Vincenzo Lanni, recidivo che colpisce a caso

(Adnkronos) - I dolci Loison trionfano al Merano Wine Festival. WineHunter Award Oro per il Panettone Novità 2025 PeachMary e la torta Tosa BlackHabana: dolci che raccontano creatività e maestria Loison. Anche i biscotti Canestrello BlackHabana e Canestrello Caramel ricevono l’Award Rosso, confermando l’eccellenza della maison oltre i lievitati tradizionali. Con più di 45 premi dal 1997 e una presenza costante al Merano WineFestival fin dalle prime edizioni, Loison conferma la propria vocazione alla qualità e all’innovazione. I dolci vincitori e le altre golosità Loison saranno presenti al Merano Wine Festival, alla Gourmet Arena, Tavolo 16/A, dal 7 all’8 novembre.
La novità 2025 Panettone PeachMaryè un incontro insolito tra la dolcezza solare della pesca e l’audacia del rosmarino, erba aromatica che raramente si concede al dessert. Dopo oltre due anni di ricerca e prove, nasce un lievitato unico: impasto soffice arricchito con pesche semicandite e note di rosmarino, completato da una crema alla pesca che dona rotondità e freschezza. La torta Tosa BlackHabana rappresenta l’evoluzione della pasticceria firmata Loison: un incontro elegante tra cioccolato cru monorigine e rum, con tre strati che ne esaltano la complessità: frolla al cacao, ganache fondente e frangipane al cioccolato. Un dolce pensato per un’esperienza sensoriale raffinata e decisa.
In parallelo, anche i biscotti Canestrello BlackHabana e Canestrello Caramel si sono aggiudicati il WineHunter Award Rosso, confermando come l’eccellenza Loison si estenda ben oltre i lievitati da forno tradizionali estendendo il piacere durante tutto l’anno. Il Canestrello BlackHabana reinterpreta il classico biscotto con cioccolato cru e un tocco aromatico di rum, offrendo un piacere autentico e contemporaneo.
I risultati economici di Loison Pasticceri dal 1938 si distinguono per la loro eccezionalità rispetto a una tipica realtà artigianale e, al contempo, rivelano una solida vocazione internazionale, frutto di oltre 30 anni di presenza sui mercati esteri: oltre 70 Paesi raggiunti, grazie alla forza del gusto e della tradizione; il 98% della produzione è a marchio Loison, a conferma del valore intrinseco e riconoscibile del marchio gourmet; più di 600 clienti diretti nel mondo, segno di una filiera snella e di relazioni fondate su trasparenza, fiducia e fidelizzazione duratura; 13 milioni di euro di fatturato nel 2024, di cui il 65 % generato dall’export, un dato che ribadisce la proiezione cosmopolita e la naturale inclinazione all’innovazione della maison dolciaria.
Numeri che raccontano un’eccellenza riconosciuta e costantemente rinnovata: una realtà artigianale capace di competere con una visione globale, mantenendo intatta la propria identità e il valore delle radici.
Questo riconoscimento si inserisce in una lunga tradizione di eccellenza per Loison: dal 1997 la maison dolciaria ha accumulato oltre 45 premi nazionali e internazionali. Questi premi inoltre si collocano anche all’interno di un percorso di presenza continua e riconosciuta: fin dalle prime edizioni Loison è presente ininterrottamente al Merano Wine Festival, uno degli appuntamenti enogastronomici più prestigiosi d’Italia e d’Europa. Una presenza costante che testimonia non solo l’eccellenza dei prodotti, ma anche la capacità dell’azienda di innovare nel rispetto della tradizione, anno dopo anno, conquistando l’apprezzamento delle Commissioni ufficiali guidate da Helmuth Köcher.
Leggi tutto: Enogastronomia, Merano Wine Festival premia i dolci Loison con il WineHunterOro

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi del Superenalotto. Centrati tre '5' che vincono 57.256,92 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 73,3 milioni di euro.
Quali sono i punteggi vincenti?
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Quanto costa una schedina?
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.
L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Come faccio a sapere se ho vinto?
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 30, 56, 80, 81, 85, 87. Jolly: 67. SuperStar: 2.
Leggi tutto: SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 3 novembre

(Adnkronos) - La curva nord della Lazio ricorda Vincenzo Paparelli a pochi giorni dal 46mo anniversario della morte del tifoso laziale ucciso nel 1979 da un razzo partito dalla curva sud.
Leggi tutto: Lazio, la curva nord ricorda Vincenzo Paparelli
(Adnkronos) - Crollo della Torre dei Conti, si cerca di far luce sulle cause che hanno provocato il cedimento. "Sarà oggetto di varie valutazioni tecniche, di periti, e immagino che anche il tribunale farà la sua parte, come è giusto che sia" dice all'Adnkronos l'assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. "Aspettiamo solo i rilievi tecnici oggettivi per capirlo e capire le reali condizioni della Torre che, a vista, comunque, appaiono molto precarie: ma anche questo ce lo faremo dire dagli ingegneri strutturisti, dagli architetti, da chi conosce bene quel cantiere, per capire come metterlo in sicurezza". Per sicurezza, prosegue l'assessore alla Cultura, "è stato sgomberato il palazzo accanto (alla Torre): anche lì ha operato Roma Capitale con i servizi sociali a disposizione dei cittadini. Insomma, mi pare che c'è stata una reazione corale a un evento non previsto e ancora adesso si opera per raggiungere gli obiettivi e in primis salvare la vita a questa persona".
La Torre, ricorda Smeriglio, "era chiusa dal 2006 ed era necessario un intervento di messa in sicurezza e di riqualificazione per rimetterla nella disponibilità dei cittadini. Adesso, le indicazioni su cosa dovremmo farne le riceveremo nei prossimi giorni insieme ai tecnici, a chi ci dirà cosa possiamo fare concretamente e come riprendere poi successivamente, dopo immagino il naturale sequestro dell'area, i lavori. In queste prime ore però abbiamo affrontato un'emergenza e lo abbiamo fatto tutti insieme: è stato importante essere là a testimoniare la vicinanza agli operatori da parte del sindaco Roberto Gualtieri, del ministro della Cultura Alessandro Giuli, mia personale, del presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone, del prefetto di Roma Lamberto Giannini, che ha svolto un ruolo fondamentale anche di comunicazione. Si sta operando nel migliore dei modi, anche coinvolgendo Acea e ditte private, Autostrade per l'Italia e tutti coloro che potranno dare una mano per mettere a disposizione i mezzi per tentare di arrivare il prima possibile all'operaio che ancora si trova sotto le macerie".
Il restauro della Torre dei Conti, prosegue l'assessore, è "l'aspetto che va rivendicato: il lavoro - coerente e coordinato tra il comune e il governo - di rifacimento complessivo di tutta l'area centrale tra i Fori Imperiali, l'area intorno al Celio, l'area intorno al Circo Massimo, un progetto ambizioso che prevede 113 interventi". Quello in Largo Corrado Ricci, prosegue Smeriglio "era uno dei più grandi, con un finanziamento di quasi 7 milioni di euro per rigenerare, rendere ancora più fruibile, non solo ai turisti, anche ai cittadini romani, la Torre dei Conti: il nostro progetto era quello di mettere lì un'aula studio, pubblica e gratuita, un polo culturale come abbiamo fatto sul Celio e mettere a disposizione dei nostri ragazzi e ragazze anche luoghi molto belli, di pregio, di tutta la città. Questa opera di riqualificazione dell'area Sacra, dell'area più importante della città di Roma tra Piazza Venezia, Colosseo e il Circo Massimo rimane l'obiettivo".
Per l'amministrazione, comunque, spiega Smeriglio, in questo momento è fondamentale "mettere in sicurezza l'area, che è un'area di pregio, in cui passano centinaia di migliaia di turisti, di cittadini romani, in cui vivono le persone, in cui ci sono ristoranti, attività. Per farlo, ci sarà bisogno di una perizia che ci spieghi lo stato dell'arte. Da domani ragioneremo sui rilievi tecnici: in questo momento speriamo di tirare fuori l'operaio, e tutti gli sforzi e tutti i ringraziamenti vanno ai vigili di fuoco che stanno operando in condizioni difficilissime e che, dopo il primo crollo, hanno operato in maniera egregia per mettere al sicuro gli operai che erano rimasti all'interno. Poi purtroppo il secondo crollo ha compromesso il recupero immediato del quarto operaio".
Lep, affitti, banche, tasse e sanità: allarmi e richieste delle associazioni al Senato sulla manovra

(Adnkronos) - Dall'allarme sui Lep agli strali per il rialzo delle tasse sugli affitti brevi, dalla richiesta di alleggerire il fisco sui professionisti alla scarsa attenzione per le politiche green. E' una miscellanea di richieste, rilievi e proposte quella che è emersa oggi alla prima giornata di audizioni sulla manovra. Ben 26 auditi, tra associazioni, consigli di categoria, fondazioni in rappresentanza di svariate categorie, dal cinema alle banche, dagli affittuari alla sanità privata e le famiglie, solo per citarne alcuni, e una suora, Anna Monia Alfieri, membro dell’Unione Superiore Maggiori d'Italia (Usmi).
ABI: MISURE COLPIRANNO ANCHE ISTITUTI PICCOLI - "L'impatto" del contributo delle banche previsto nella manovra "sarà su tutte le banche: è in funzione delle dimensioni ma colpirà tutte le banche in tutte le sue composizioni", affermano i rappresentanti Abi durante l'audizione, quantificando "il maggior gettito" che deriva dal contributo per il quadriennio 2026-2029 a circa 9,6 miliardi di euro. Un costo che tra gli altri oneri comporta anche un mancato impiego della liquidità che se fosse stata investita in titoli di stato "avrebbe generato ricavi finanziari per circa 800 milioni di euro (fine orizzonte 2030)", si rileva.
AFFITTI BREVI, PER FIMAA RIALZO TASSA DISCRIMINATORIO - L’aumento al 26% della cedolare secca sulle locazioni brevi è "irragionevole e fortemente discriminatoria, poiché penalizza in modo diretto l’intera categoria dei mediatori immobiliari, e colpisce proprio coloro che garantiscono la trasparenza e la regolarità del mercato", sottolinea Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario di Fimaa Italia-Confcommercio, in audizione sul ddl Bilancio. "L’aumento della cedolare secca - ha spiegato Pezzetta, - rischia di produrre effetti contrari agli obiettivi sperati, generando un impatto negativo sui conti pubblici e incentivando l’evasione invece di contrastarla".
ALLARME LEP DA SVIMEZ - "La previsione di nuovi Lep sociali prevalentemente senza copertura e con un chiaro richiamo agli effettivi beneficiari rischia una cristallizzazione della spesa storica e quindi dei divari", avverte lo Svimez in audizione.
RISCHIO DEFINANZIAMENTO SANITA' PER GIMBE - La Fondazione Gimbe mette in guardia contro il rischio di "definanziamento strutturale" della sanità pubblica. "A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto, la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio, mentre per cittadini e Regioni crescono liste di attesa, spesa privata e diseguaglianze di accesso", affermano i rappresentanti della Fondazione.
CONFPROFESSIONI CHIEDE PIU' CORAGGIO SU FISCO - La manovra è "equilibrata" ma serve "un po' più coraggio" per alzare la platea del taglio Irpef ed in particolare affrontare il "problema di fondo" non risolto dell'equità orizzontale "perché lavoratori autonomi pagano più tasse dei dipendenti: ogni euro di imposta al dipendente, per il professionista sono 4 euro", denunciano i rappresentanti di Confprofessioni davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.
FOCUS SU EMERGENZE SOCIALI PER FORUM TERZO SETTORE - Gli orientamenti della manovra sono "comprensibili e accettabili" ma serve maggiore attenzione "ad alcune emergenze sociali, in particolare al contrasto delle disuguaglianze, all'investimento sulla coesione sociale", sollecita il forum del terzo settore.
WWF CHIEDE INVERSIONE ROTTA SU GREEN - "Come Wwf siamo convinti che sia necessaria l'inversione di rotta per costruire un'economia della transizione, della sicurezza climatica e della tutela della biodiversità. Inversione che purtroppo, dobbiamo dirlo, non troviamo in questa manovra che, al contrario, continua quasi ad ignorare la crisi climatica e ambientale e taglia fondi per la protezione del territorio e della natura".

(Adnkronos) - Cresce solo Fratelli d'Italia, gli inseguitori calano. E' il quadro del sondaggio Swg per il Tg La7 che fotografa le intenzioni di voto oggi, in caso di elezioni il 3 novembre 2025. Fratelli d'Italia guadagna lo 0,2% e sale al 31,4%.
Il partito guidato da Giorgia Meloni aumenta il vantaggio sul Pd di Elly Schlein, che cede lo 0,1% e scende al 21,9%. Passo indietro anche del Movimento 5 Stelle, che perde lo 0,2% e ora vale il 12,6%. Ai piedi del podio, stabile la Lega all'8,2% mentre Forza Italia lascia sul terreno lo 0,1% e scivola all'8%. Giù anche Verdi e Sinistra (-0,2%), ora accreditati del 6,6%.
Staccate Azione (3,1%), Italia viva (2,5%), +Europa (1,7%) e Noi Moderati (1%). Le altre liste, nel complesso, valgono il 3%. Non si esprime il 31% del campione.
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(Adnkronos) - Daniele De Rossi potrebbe diventare a breve il nuovo allenatore del Genoa. Ripartire sulla panchina lasciata libera da Patrick Viera può rilanciare la 'nuova' carriera di DDR, bruscamente interrotta dall'esonero incomprensibile alla Roma della scorsa stagione e fino a oggi sospesa in attesa dell'occasione giusta.
Se tutto dovesse andare in porto, come sembra, sarà il campo a dire se l'allenatore romano e romanista sarà in grado di conquistare la salvezza, che vorrebbe dire permanenza al Grifone e, anche una nuova prospettiva di crescita sul piano personale. A sostenerlo nella nuova avventura ci sarebbero ovviamente i tifosi rossoblù, che vogliono una svolta dopo un avvio di stagione difficilissimo, e che sono pronti ad accoglierlo e accompagnarlo nella sua seconda esperienza su una panchina di Serie A.
Ma a tifare 'a distanza' per il Genoa ci sarebbe anche una buona parte del tifo romanista, quella che non ha ancora digerito la brusca separazione dalla propria bandiera. De Rossi è stato per anni in campo 'capitan futuro', in attesa di ereditare la fascia da Francesco Totti. Prima è stato un vice fidato, poi ha messo la fascia al braccio praticamente fino alla fine della carriera (considerandone l'esperienza al Boca Juniors un'appendice) dopo l'addio al calcio del suo capitano. Da allenatore della 'sua' Roma non ha avuto il tempo di fare quello che avrebbe voluto, per una rottura con l'allora Ad della Roma, Lina Soulouku, poi 'defenestrata' subito dopo il 'suo' frettoloso e improvviso esonero. Il presidente Dan Friedkin, già nel momento della separazione, ha detto chiaramente che, prima o poi, sarebbe tornato ad allenare la Roma.
Daniele De Rossi viene percepito come 'mister futuro', in attesa di riprendere il testimone da Gianpiero Gasperini, che sta convincendo la piazza con i risultati. Chi tifa Roma, tifa l'allenatore che c'è alla Roma e Gasperini si sta candidando a rimanere fino a quando ne avrà la forza (dei risultati) e la voglia. De Rossi dovrà fare bene a Genova e chissà in quale altra piazza ma Roma lo aspetta e, se potesse parlare con una sola voce, oggi direbbe: "in bocca al lupo, mister". (Di Fabio Insenga)
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(Adnkronos) - Un passo avanti nella tutela della sicurezza dei lavoratori, ma anche un banco di prova per le imprese e per la filiera degli appalti. Il decreto Sicurezza sul lavoro 2025, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 ottobre, rappresenta una svolta nel modo in cui il Paese affronta il tema della prevenzione e della responsabilità nei luoghi di lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la cultura della sicurezza, intervenendo su tre fronti principali: inasprimento delle sanzioni, maggiore tracciabilità dei lavoratori e ampliamento degli obblighi di valutazione e prevenzione, anche sul piano psicosociale.
Il provvedimento interviene in un contesto ancora segnato da un numero troppo elevato di infortuni gravi e mortali. Da qui, la scelta del governo di puntare su strumenti digitali di controllo, patente a crediti e badge di identificazione, in un sistema che mira non solo a punire, ma soprattutto a prevenire e responsabilizzare. Le modifiche al D.Lgs. 81/08 - il Testo Unico sulla sicurezza - introducono infatti nuovi obblighi per imprese, committenti e subappaltatori, ma anche incentivi per chi dimostra un impegno concreto in materia di sicurezza e formazione.
Come spiega Valentina Pepe, avvocato, partner dello studio legale Pepe & Associati, “il nuovo decreto introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, nell’ottica di un rafforzamento della cultura della sicurezza, di un incremento della prevenzione e della riduzione degli infortuni in ogni ambito lavorativo". "Il decreto Sicurezza - specifica - introduce, tra l’altro, una serie di modifiche al meccanismo della ‘patente a crediti’ nei cantieri, intervenendo sull’art. 27 del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza) che disciplina la materia, come già modificato dal decreto-legge del 2 marzo 2024, n. 192. A decorrere dal 1° ottobre 2024, come noto, sono tenuti al possesso della patente le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili. La patente è dotata di un punteggio iniziale di trenta crediti e consente di operare nei cantieri temporanei o mobili con una dotazione pari o superiore a quindici crediti”.
Tra le novità principali del decreto Sicurezza, l’inasprimento delle sanzioni per chi opera nei cantieri senza la 'patente a crediti', con l’importo massimo che passa da 6.000 a 12.000 euro, ferma restando la previsione relativa all’esclusione per un periodo di sei mesi dalla partecipazione ai lavori pubblici di cui al codice dei contratti pubblici. Il decreto, spiega ancora Pepe, “oltre ai ‘provvedimenti definitivi’ già contemplati della norma, prevede ora che, per le violazioni relative al lavoro irregolare, la decurtazione dei crediti si applichi automaticamente al momento della notifica del verbale di accertamento da parte degli organi di vigilanza, anche avvalendosi delle informazioni contenute nel Portale nazionale del sommerso (Pns), migliorando così l’efficacia e la tempestività dei controlli”.
In caso di infortuni gravi, mortali o con esiti invalidanti permanenti, inoltre, il decreto prevede che le Procure trasmettano tempestivamente all’Inl tutte le informazioni necessarie per adottare il provvedimento, basandosi sugli elementi oggettivi e soggettivi contenuti nei verbali dei pubblici ufficiali intervenuti sul luogo e nelle immediatezze del sinistro, al fine di supportare l’azione degli ispettori. “L’inasprimento delle misure di controllo e sanzionatorie in tema di ‘patente a crediti’ introdotte dal decreto Sicurezza 2025 - osserva Pepe - dimostrano la crescente attenzione delle istituzioni non solo in materia di sicurezza, ma anche rispetto ai fenomeni di lavoro irregolare e all’istituto del subappalto che, negli ultimi anni, è stato ampiamente strumentalizzato nell’ottica della riduzione dei costi del lavoro e dell’eluzione delle normative di tutela”.
Sul piano organizzativo, il decreto richiede alle imprese una revisione profonda dei propri sistemi di controllo. Secondo Andrea Puccio, avvocato, founding partner dello studio legale Puccio Penalisti Associati, “il potenziamento dei controlli ispettivi, specie per i soggetti che operano in regime di subappalto, imporrà certamente alle imprese una più rigorosa attenzione all’organizzazione della sicurezza e alla tracciabilità delle responsabilità lungo la filiera”. Un obbligo che, però, può diventare anche un’opportunità. “D’altra parte - precisa - si tratta di una misura coerente con l'obiettivo dichiarato del decreto, che mira a rafforzare ulteriormente la prevenzione, così da ridurre la frequenza degli infortuni sul lavoro. L’auspicio è, dunque, quello di rendere la conformità un elemento strutturale della gestione aziendale; in questo senso, il decreto prevede anche meccanismi di incentivazione economica, che legano la performance in materia di sicurezza ai costi contributivi delle imprese, tramite la revisione delle aliquote Inail”.
Dal punto di vista delle aziende, il nuovo impianto normativo segna un cambiamento profondo nel modo di gestire la sicurezza operativa. Come afferma Marius Neagu, fondatore di Macos Srl, “il nuovo decreto Sicurezza lavoro 2025 rappresenta un cambio di passo significativo in materia di controllo e tracciabilità dei lavoratori nei cantieri, introducendo l’obbligo del badge digitale di riconoscimento per tutti, inclusi i lavoratori di ditte subappaltatrici”.
Un obbligo che, se disatteso, non grava più solo sul singolo subappaltatore: “Nel caso in cui un subappaltatore non rispetti l’obbligo del badge digitale - prosegue Neagu - la responsabilità ricade anche sull’impresa appaltatrice, che è tenuta a garantire la regolarità dei flussi di accesso e la corretta identificazione di tutto il personale operante in cantiere. In assenza di tali verifiche, l’appaltatore può essere ritenuto corresponsabile e incorrere in sanzioni amministrative, sospensione delle attività e, nei casi più gravi, interdizione temporanea dai lavori. È dunque fondamentale che le imprese strutturino un sistema di controllo interno rigoroso, con protocolli di verifica preventiva e monitoraggio costante dei soggetti coinvolti nella filiera”.
Per Macos, già da tempo certificata Iso 9001 (qualità), Iso 45001 (sicurezza sul lavoro), con attestazione Soa Og1 classe 8 - illimitata, Rating di Legalità Agcm e che ha adottato un Modello organizzativo 231, “il badge digitale non è soltanto un adempimento tecnico, ma uno strumento che rafforza la cultura della sicurezza e della trasparenza". "Ci auguriamo che la sua introduzione favorisca una maggiore tracciabilità delle presenze e un più efficace coordinamento tra imprese, subappaltatori e istituzioni di controllo, promuovendo un modello di cantiere realmente sicuro e sostenibile”, avverte Marius Neagu.
Ma il decreto Sicurezza non guarda solo ai cantieri. Come sottolinea Giulietta Bergamaschi, avvocato e managing partner dello studio legale Lexellent, “le molestie e le violenze sono un rischio da prevenire a tutti gli effetti nel contesto della sicurezza sul lavoro, lo erano a seguito della ratifica della Convenzione Ilo n. 190 e lo sono adesso a maggior ragione grazie alle precisazioni contenute nel recente decreto che coordina il testo del D. Lgs. 81/08 con le disposizioni normative".
"In sintesi, la legge - spiega - riconosce che la dignità della persona è un fattore di rischio che deve essere tutelato con la stessa serietà con cui si prevengono gli infortuni fisici. L'obbligo di includere specificamente queste fattispecie di rischio nel Documento di valutazione dei rischi (Dvr) rende ancor più evidente che si tratta di un preciso obbligo normativo e legale per il datore di lavoro. Le aziende non potranno più limitarsi a intervenire dopo un evento, ma dovranno adottare un approccio proattivo di identificazione, misurazione e implementazione di misure preventive specifiche (ad esempio, codici di condotta, canali di segnalazione riservati, formazione mirata)".
"L'aggiornamento delle procedure per la gestione dello stress lavoro-correlato per includere anche le molestie è particolarmente significativo. Questa integrazione cementa il concetto che il benessere psicologico è parte integrante della salute e sicurezza sul lavoro, come stabilito dal Testo Unico. Queste novità spingono le organizzazioni a una maturità culturale che va oltre il mero adempimento. La prevenzione efficace richiede un vero cambiamento culturale, promozione di un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso e la formazione di tutte le figure aziendali, inclusi preposti, dirigenti e lavoratori”, conclude.

(Adnkronos) - Iva Zanicchi tra Mina, le tasse e 'Ok il prezzo è giusto' a Belve domani su Rai2. La cantante è ospite di Francesca Fagnani nella seconda puntata del programma, in onda alle 21.20 di martedì 4 novembre.
L'Aquila di Ligonchio parla di Mina soffermandosi in particolare sulla rivalità con La Tigre di Cremona. "Non potevi essere rivale di Mina. È un mito perché si è ritirata nel momento giusto, ma è rimasta: ogni anni fa uscire un disco, la tv tutte le sere e anche il mattino manda suoi filmati. Non si fa più vedere e le consiglio caldamente di rimanere a Lugano perché se torna finisce il mito. Tu rimani lì, non ti muovere!", afferma Zanicchi. Alla domanda se sia stata invidiosa, la cantante risponde: "Invidia no, a volte ho provato rabbia".
Botta e risposta, poi, su alcuni 'guai col fisco'. "Le tasse - rivela Zanicchi - le ho sempre pagate, ma alcune persone che consideravo come genitori mi hanno fregato. Per seppellire tutto, ma sono fiera, ho dato tutto quello che avevo, in più ho chiesto alle banche, ho pagato un conto così salato: 7miliardi e 500milioni" spiega.
"Quelle però sono tasse, avrà guadagnato parecchio" insiste Fagnani. "Guadagnavo, ma per 2 anni non mi hanno pagato l’Iva". "Ma l’Iva è una restituzione, ha pagato il dovuto non in più" incalza Fagnani. "Volevo donare me stessa ma non l’hanno accettato", dice Zanicchi rispondendo con una battuta.
Fagnani chiede inoltre: "Le fa piacere che 'Ok il prezzo è giusto' tornerà in Rai nel 2026?". La risposta: "Come può esistere 'OK' senza Zanicchi?" dice la cantante, che poi lancia il suo anatema. "Ricordate: se fate 'OK' senza di me sarà un flop tremendo". "Saranno contenti i dirigenti" chiosa con un sorriso Fagnani. Zanicchi parla infine del famoso sketch in cui era ipnotizzata da un mago e che si concludeva con la sua 'impellenza di fare la pipì' dietro a un divano. "Era tutto finto?" chiede Fagnani. "Una grande attrice, ho convinto tutti", la sua confessione. Il dialogo si chiede con un botta e risposta fulminante. "Chi è meglio di lei?" domanda Fagnani. "Alla fine la migliore di tutti sono io" risponde Zanicchi. E nello studio di Belve torna, ancora una speciale sorpresa, Maria De Filippi.
Leggi tutto: Belve, Iva Zanicchi ospite seconda puntata tra Mina e i guai col fisco

(Adnkronos) - Condannato a 17 anni di reclusione l'ex fidanzato 16enne di Aurora Tila, la 13enne morta a Piacenza il 25 ottobre del 2024, dopo essere precipitata da un balcone al settimo piano dell'edificio in cui viveva con la sua famiglia. La decisione è del Tribunale per i minorenni di Bologna. Per il ragazzo, imputato di omicidio pluriaggravato, il pm Simone Purgato aveva chiesto 20 anni e 8 mesi di reclusione, mentre la difesa l’assoluzione. Il processo si è svolto con rito abbreviato.
“Secondo la mia cliente è stata fatta giustizia – spiega Anna Ferraris, legale della madre della vittima, Morena Corbellini – Certo non potrà più riavere la figlia però giustizia è stata fatta”.
Il 25 ottobre 2024 la 13enne Aurora Tila era precipitata dal balcone al settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza con la sorella e la madre. Secondo l’accusa, sarebbe stato il giovane, all’epoca 15enne, a spingerla e a colpirle le mani dopo che si era aggrappata alla ringhiera, mentre, per la difesa del ragazzo, si sarebbe trattato di un gesto volontario o di un incidente.
Leggi tutto: Omicidio Aurora Tila, condanna a 17 anni per ex fidanzato 16enne



