
Il presidente Donald Trump vorrebbe che il nuovo stadio dei Washington Commanders, in costruzione a Washington D.C. e del valore di quasi quattro miliardi di dollari, porti il suo nome. Lo riferisce Espn, citando fonti a conoscenza del retroscena, secondo cui il desiderio del presidente sarebbe già stato comunicato al proprietario della squadra dell'Nfl, il miliardario Josh Harris.
Il nuovo impianto sorgerà sulle ceneri del vecchio Robert Kennedy Stadium, storico stadio che ha ospitato i Commanders dal 1961 al 1996. "Sarebbe un bellissimo nome, considerato che il presidente Trump ha reso possibile la ricostruzione", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
La scelta potrebbe tuttavia scatenare proteste, visto che Washington è una delle città più antitrumpiane del Paese. Un portavoce della società non ha commentato. Intanto Trump è atteso domani allo stadio per la partita dei Commanders contro i Detroit Lions, occasione che potrebbe dare un primo assaggio della reazione del pubblico al possibile 'Trump Stadium'.

Il presidente Donald Trump vorrebbe che il nuovo stadio dei Washington Commanders, in costruzione a Washington D.C. e del valore di quasi quattro miliardi di dollari, porti il suo nome. Lo riferisce Espn, citando fonti a conoscenza del retroscena, secondo cui il desiderio del presidente sarebbe già stato comunicato al proprietario della squadra dell'Nfl, il miliardario Josh Harris.
Il nuovo impianto sorgerà sulle ceneri del vecchio Robert Kennedy Stadium, storico stadio che ha ospitato i Commanders dal 1961 al 1996. "Sarebbe un bellissimo nome, considerato che il presidente Trump ha reso possibile la ricostruzione", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
La scelta potrebbe tuttavia scatenare proteste, visto che Washington è una delle città più antitrumpiane del Paese. Un portavoce della società non ha commentato. Intanto Trump è atteso domani allo stadio per la partita dei Commanders contro i Detroit Lions, occasione che potrebbe dare un primo assaggio della reazione del pubblico al possibile 'Trump Stadium'.

Paolo Belli commosso a Ballando con le stelle. Il concorrente ha dedicato l'esibizione di questa sera, un valzer, alla moglie Deanna che ha affrontato un grave problema di salute.
Nella clip andata in onda prima di scendere in pista, Belli ha raccontato con estrema delicatezza delle difficoltà che hanno attraversato insieme nel corso dei 42 di matrimonio: "Mi innamoro di lei ogni giorno, del suo sorriso e del tono della sua voce. Per me esiste solo lei, non mi interessa nient'altro".
"Sfide ne abbiamo affrontate diverse, ma la sfida più grossa è stata quella di un anno fa", ha raccontato il conduttore senza entrare nei dettagli. "Le sono stato accanto tutto il tempo, questa grande prova è stata superata. Io lo so che è stato merito dei dottori però mi piace pensare che la nostra energia sia servita", ha raccontato senza riuscire a trattenere le lacrime. Una sfida, l'ennesima, vinta insieme.
"Fiera di te. Non è facile portare in scena una cosa simile. Questa è qualità, non me ne fregava niente della tecnica. Sono solo fiera di te", le parole di Carolyn Smith dopo l'esibizione di Paolo Belli.

"Sono due punti buttati. Non so come sarebbe finita se avessimo chiuso il primo tempo 2-0. Siamo rientrati in campo imbambolati, eravamo proprio addormentati. Se vinci 2-0 non puoi prendere quel gol al 48', la palla la devi buttare in tribuna. Dovevamo andare avanti a giocare con più lucidità". Lo ha detto il tecnico del Milan, Max Allegri a Sky dopo il pareggio 2-2 a Parma di oggi, sabato 8 novembre.
"L'errore di Estupinan? Rientrava da un infortunio. Ha anche salvato un gol. Non si può dire che è colpa di uno o dell'altro", ha continuato Allegri, "Leao e Pulisic? Hanno fatto bene anche nel pre-campionato. Dobbiamo recuperare Rabiot e tutti una condizione migliore. Contro Pisa, Cremonese e Parma abbiamo fatto due punti, ne abbiamo buttati via sette".
Poi sulla rimonta subita ha aggiunto: "In area eravamo imbambolati, passavano troppi palloni con una facilità estrema. In quelle fasi della partita devi lottare e poi riprendere a giocare. La posizione di Leao? Alla fine ha fatto anche il centravanti. Stasera abbiamo avuto diverse occasioni da gol. Nel primo tempo potevamo gestire meglio la palla. Dobbiamo crescere nella lettura delle partite".

Andrea Delogu tornerà in gara a Ballando con le stelle. L'annuncio ufficiale è arrivato nel corso della puntata di oggi, sabato 8 novembre, direttamente dalla padrona di casa Milly Carlucci che ha voluto mandare un caloroso abbraccio alla concorrente, assente nelle ultime due settimane del dance show causa di un grave lutto familiare[1].
La conduttrice ha infatti perso il fratello Evan, morto a Bellaria in un tragico incidente in moto. "Ti aspettiamo Andrea, un grosso bacio", ha detto Carlucci in diretta, poco dopo l'eliminazione ufficiale de La Signora Coriandoli, rivolgendo un pensiero alla collega, accanto a Nikita Perotti, maestro e partner di ballo di Andrea Delogu.
La conduttrice ha inoltre chiarito le modalità con cui la coppia rientrerà in gara sabato 15 novembre nell'ottava puntata: la coppia formata da Andrea e Nikita affronterà uno spareggio speciale contro le due coppie che si classificheranno ultime nella puntata di stasera.

Lando Norris dopo aver vinto la gara Sprint ha conquistato la pole position del Gp del Brasile di F1. Il pilota della McLaren chiude in 1.09.511 ad Interlagos davanti a un super Kimi Antonelli, secondo, e alla Ferrari di Charles Leclerc.
Clamorosa l'eliminazione nel Q2 di Lewis Hamilton, che partirà 13° e male anche Max Verstappen, fuori in Q1 che scatterà 16°.
In quarta posizione scatterà l'altra McLaren di Oscar Piastri seguito da Hadjar, Russell, Lawson, Bearman, Gasly e Hulkenberg decimo. Solo 11esimo Alonso e Penultimo Tsunoda, mentre non è partito Bortoleto. La gara sarà domenica 9 novembre alle 18.
1. Lando Norris (McLaren)
2. Kimi Antonelli (Mercedes)
3. Charles Leclerc (Ferrari)
4. Oscar Piastri (McLaren)
5. Isack Hadjar (Racing Bulls)
6. George Russell (Mercedes)
7. Liam Lawson (Racing Bulls)
8. Oliver Bearman (Haas)
9. Pierre Gasly (Alpine)
10. Nico Hulkenberg (Kick Sauber)
11. Fernando Alonso (Aston Martin)
12. Alex Albon (Williams)
13. Lewis Hamilton (Ferrari)
14. Lance Stroll (Aston Martin)
15. Carlos Sainz (Williams)
16. Max Verstappen (Red Bull)
17. Esteban Ocon (Haas)
18. Franco Colapinto (Alpine)
19. Yuki Tsunoda (Red Bull)
20. Gabriel Bortoleto (Kick Sauber)

Una vita trascorsa nel segno della musica e dell'amore silenzioso. Peppe Vessicchio, morto all'ospedale San Camillo di Roma, stroncato da una polmonite interstiziale precipitata rapidamente, ha avuto accanto a sé, fino all'ultimo istante, la moglie Enrica Mormile, la figlia Alessia, la nipote e le bisnipoti. È stata la famiglia, in una breve nota, a chiedere "riserbo"[1] e ad annunciare che i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.
Il matrimonio, la figlia, le nipoti e le bisnipoti
Dietro la figura pubblica del maestro, sempre elegante e discreto, c'era un uomo legato profondamente alla sua famiglia e alla compagna di una vita. Con Enrica Mormile, conosciuta nel 1977 e sposata nel 1989, Vessicchio aveva costruito un rapporto saldo e lontano dai riflettori, protetto da un'intimità che entrambi hanno sempre difeso. Anche Enrica, di origini campane come il marito, è una donna di cultura: scrittrice, ha pubblicato due romanzi, "Il viale dei cancelli" (2019) e "Una vita nascosta" (2022), opere che raccontano sensibilità e introspezione, temi vicini alla delicatezza umana che il maestro trasmetteva con la sua musica.
La famiglia 'al femminile'
Una "famiglia al femminile", come amava definirla chi lo conosceva bene: donne forti, riservate e unite, che hanno accompagnato il direttore 'orchestra nei suoi momenti di successo e nelle fasi più difficili. Oggi, nel dolore composto del loro silenzio, custodiscono l'eredità affettiva e artistica di un uomo che ha saputo unire rigore, talento e gentilezza.

Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi del Superenalotto. Centrati quattro '5' che vincono 47.936,84 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 76,2 milioni di euro.
Quanto costa una schedina
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.
L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
I punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Come verificare la vincita
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente di oggi
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 17, 18, 19, 33, 35, 62. Jolly: 80. SuperStar: 58.

"È difficile crederci. Mi sembra impossibile". Così Maria De Filippi, sui social, invia un messaggio di cordoglio per la morte del maestro d'orchestra Peppe Vessicchio.
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"Mi vengono in mente i tuoi occhi sempre sorridenti e comprensivi. Occhi che esprimevano saggezza, autorevolezza, gli occhi di un grande Maestro, non solo d'orchestra ma di vita. Ti sorrido e tu sorridi a mezza bocca come sempre. Ti voglio bene".

Giulia De Lellis e Tony Effe hanno festeggiato il primo mese di Priscilla e il primo da genitori. Lo scorso 8 ottobre, la coppia aveva annunciato sui social la nascita della loro primogenita.
Per la piccola Priscilla è stata realizzata una torta di lamponi con una piccola candelina sopra: "La mia bambina turns one month old". Il tempo sta passando già così in fretta. Vorrei solo che si fermasse il tempo a noi tre così con questi piedini", ha scritto l'infuencer postando poi alcune foto dei festeggiamenti.
L'influencer ha poi riposto alle domande dei follower, di chi le ha chiesto se si è sottoposta ad alcuni trattamenti estetici al viso: "Mi chiedete se mi sono ritoccata o sono tornata dal chirurgo, la risposta è no. In gravidanza e in allattamento non si può, neanche io posso purtroppo per me, fare nessun tipo di trattamento estetico, chirurgico, che ne so iniezioni o altro, perché è assolutamente sconsigliato. Non si deve fare”.
“Quindi no, non ho fatto nulla - ha aggiunto l'ex gieffina - secondo me è il trucco, forse le luci non lo so. Me lo avete chiesto tutti. Giusto un po' di laminazione che non facevo da un po' e poi le sopracciglia. Quindi zigomi, robe… non ho fatto niente”.
Il Milan torna in campo. Oggi, sabato 8 novembre, i rossoneri affrontano il Parma in trasferta al Tardini, nell'anticipo dell'undicesima giornata di Serie A. La squadra di Allegri va a caccia dei tre punti per dare continuità al successo contro la Roma e non perdere di vista il Napoli capolista. Per i gialloblù, in palio punti importanti per allontanarsi dalle zone più calde della classifica.
Nel prossimo turno di Serie A il Milan affronterà l'Inter nel derby della Madonnina, mentre il Parma vola a Verona per sfidare l'Hellas.
Il Milan torna in campo. Oggi, sabato 8 novembre, i rossoneri affrontano il Parma in trasferta al Tardini, nell'anticipo dell'undicesima giornata di Serie A. La squadra di Allegri va a caccia dei tre punti per dare continuità al successo contro la Roma e non perdere di vista il Napoli capolista. Per i gialloblù, in palio punti importanti per allontanarsi dalle zone più calde della classifica.
Nel prossimo turno di Serie A il Milan affronterà l'Inter nel derby della Madonnina, mentre il Parma vola a Verona per sfidare l'Hellas.

Chi tocca le tasse, si brucia. Perché perde consenso se va in una direzione, quella di una redistribuzione vera del carico fiscale, ipotizzando una patrimoniale o l'aumento delle tasse sulla casa, gli unici due strumenti che consentono di trovare gettito sicuro che possa finanziare un efficace taglio a vantaggio dei redditi più bassi. Oppure perché rischia di fare danni ai conti pubblici se prova a fare un taglio generalizzato, che non sia solo simbolico. O, ancora, perché incentiva l'infedeltà fiscale, se promette condoni e sanatorie, anche nella nuova definizione di pace fiscale, che penalizzano chi le tasse le paga regolarmente.
Sommando queste ragioni, si spiega perché nessun governo e nessuna maggioranza abbiano dimostrato finora di avere la forza di proporre una vera riforma fiscale. E, forse, perché mai si arriverà a farla.
Ogni volta che si parla di tasse, e quindi di riforma fiscale, non si può che partire dalla fotografia che i dati sulle dichiarazioni dei redditi mostrano sempre uguale a se stessa. Le tasse in Italia le pagano in pochi, sempre gli stessi, con una quota di popolazione che non dichiara quello che guadagna evidentemente troppo larga per essere tollerabile.
In questo contesto, numeri alla mano, la priorità di chi pensa di mettere mano al sistema fiscale dovrebbe essere una: la lotta all'elusione e all'evasione fiscale. Ma andare a stanare chi non paga le tasse vuol dire aumentare i controlli e inasprire le sanzioni, abbassando e non alzando il livello di tolleranza. Un altro approccio che difficilmente può portare consenso. Ma anche l'unico che potrebbe realmente aprire uno scenario diverso, che porti a una riforma fiscale efficace.
Restando invece nell'attuale proporzione tra chi paga le tasse e chi non paga le tasse, i margini di manovra si stringono fino, quasi, a scomparire. Per incidere, servirebbero scelte nette e l'assunzione di una responsabilità politica forte. O si sposta il carico fiscale, e allora la patrimoniale, nelle diverse forme possibili, e la tassazione sugli immobili, case incluse, diventano strumenti che possono produrre effetti di redistribuzione. O si decide che il carico fiscale si può ridurre ulteriormente ma, in questo caso, dato che le tasse servono essenzialmente a finanziare i servizi, si deve mette in conto che sanità, scuola pubblica e, più in generale lo stato sociale, possano scontare una ulteriore riduzione delle risorse disponibili. (Di Fabio Insenga)

Novak Djokovic vince l'Atp 250 di Atene e rinuncia alle Atp Finals di Torino. Oggi, sabato 8 novembre, il tennista serbo ha annunciato che non giocherà nel Torneo dei Maestri, al via domani, lasciando così il posto a Lorenzo Musetti, battuto nella finale del torneo greco: "Non vedevo l'ora di gareggiare a Torino e dare il massimo, ma dopo la finale di oggi ad Atene, mi dispiace dover annunciare il ritiro a causa di un infortunio in corso".
Questo l'annuncio ufficiale del forfait di Novak Djokovic alle Atp Finals di Torino, Il campione serbo lo ha comunicato sui suoi canali social. "Mi dispiace davvero tanto per i tifosi che speravano di vedermi giocare: il vostro supporto significa molto. Auguro a tutti i giocatori un torneo fantastico e non vedo l'ora di tornare presto in campo con tutti voi!".
L'indizio a fine partita
Al termine dell'epica finale del torneo greco contro Lorenzo Musetti, il serbo ha abbracciato l'azzurro e si è complimentato con lui per la grandiosa prestazione messa in campo. Le telecamere hanno 'pizzicato' poi un labiale che 'porterebbe' il toscano alle Atp Finals: "A Torino ci sarai anche tu".
Un'ipotesi che era stata poi confermata anche dalla Fitp, che ha pubblicato un post su Instagram scrivendo: "Ci vediamo a Torino, Muso!! Il forfait annunciato da Novak Djokovic dopo la finale di Atene significa che Lorenzo entra di diritto alle Atp Finals! Per la prima volta l’Italia avrà ben DUE qualificati nel torneo di singolare e due nel torneo di doppio", ha scritto la Federazione sul proprio profilo ufficiale, allegando una foto della Mole illuminata con il volto di Musetti
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Djokovic: "Musetti gioca un tennis eccezionale"
Il serbo non ha però ancora ufficializzato la sua decisione in merito al torneo torinese. Nel corso della premiazione, Nole si è limitato ai ringraziamenti: "Rispetto per Lorenzo, hai fatto una prova stupenda. So che non è bello sentirsi dire di aver perso dopo tre ore di grande tennis, la cosa positiva è il tuo gioco eccezionale. Tu forse mostri il miglior tennis sulla terra, ma sei talmente migliorato che il futuro sarà davvero brillante". Djokovic ha aggiunto: "Grazie alla Grecia. Spero che questo torneo rimanga qui per il futuro, per tanto tempo. E grazie a tutta la mia famiglia, qui ci sono anche tutti i miei migliori amici. Per me è come aver giocato in casa".

Novak Djokovic vince l'Atp 250 di Atene e rinuncia alle Atp Finals di Torino? A giudicare dal labiale, sembrerebbe di sì. Al termine dell'epica finale del torneo greco contro Lorenzo Musetti, il serbo ha abbracciato l'azzurro e si è complimentato con lui per la grandiosa prestazione messa in campo. Le telecamere hanno 'pizzicato' poi un labiale che 'porterebbe' il toscano alle Atp Finals: "A Torino ci sarai anche tu".
Il serbo non ha però ancora ufficializzato la sua decisione in merito al torneo torinese. Nel corso della premiazione, Nole si è limitato ai ringraziamenti: "Rispetto per Lorenzo, hai fatto una prova stupenda. So che non è bello sentirsi dire di aver perso dopo tre ore di grande tennis, la cosa positiva è il tuo gioco eccezionale. Tu forse mostri il miglior tennis sulla terra, ma sei talmente migliorato che il futuro sarà davvero brillante". Djokovic ha aggiunto: "Grazie alla Grecia. Spero che questo torneo rimanga qui per il futuro, per tanto tempo. E grazie a tutta la mia famiglia, qui ci sono anche tutti i miei migliori amici. Per me è come aver giocato in casa".

Amanda Sandrelli ospite oggi, sabato 8 novembre, a Verissimo ha parlato del dolore per la morte del fratello Giovanni, scomparso pochi mesi fa. "Se n'è andato all'improvviso", ha raccontato la figlia di Gino Paoli nello studio di Silvia Toffanin.
"È una cosa molto fresca, non so bene dove metterla. Faccio fatica a parlarne", ha detto Sandrelli. I due fratelli avevano un forte legame: "Ci siamo conosciuti a otto anni e abbiamo vissuto insieme a Milano con papà e la sua mamma, Anna. Eravamo sempre insieme. È nato tre mesi prima di me, le mamme erano incinte nello stesso momento", ha raccontato l'attrice.
Un dolore immenso quello per la morte del fratello Giovanni: "Sapevamo di esserci l'uno per l'altro, questo vuoto è doloroso. È una morte totalmente improvvisa, ancora più difficile da gestire".

Si dice Beppe Vessicchio o Peppe Vessicchio? Alla domanda che per anni ha appassionato fan e giornalisti ha risposto lo stesso direttore d'orchestra napoletano, sciogliendo ogni dubbio con la sua proverbiale ironia: "Sopra l'Arno è Beppe, sotto l'Arno è Peppe".
Un gioco geografico che legittima entrambe le versioni, ma che lascia chiaro il suo legame con la tradizione napoletana: lui stesso si firmava "Peppe". Per anni molti lo hanno chiamato Beppe senza sapere del piccolo equivoco. E lui? Sorrideva bonariamente, accogliendo lo sbaglio con un rimprovero gentile e un'aria divertita, come solo un maestro dalla simpatia sincera sa fare. In fondo, Vessicchio resta un uomo per ogni latitudine: un Peppe sotto il sole di Napoli, un Beppe sopra il fiume Arno, un volto popolare per tutti gli italiani. (di Paolo Martini)

Per favorire la maternità ed essere sempre più vicini alle donne e alle mamme l’Inps rilascerà a breve il portale della famiglia e della genitorialità. Lo ha annunciato il presidente di Inps, Gabriele Fava, intervenendo a Milano a Elle Active, il Forum delle Donne, intervistato dalla direttrice Manuela Ravasio. “L’Inps sta cambiando pelle: da ente erogatore a compagno di vita delle persone. Con la nuova App Inps, il sistema MyInps e il Portale Giovani, oggi una ragazza che studia, lavora o si prende cura dei propri cari può accedere ai propri diritti dal telefono, in pochi minuti. Senza più dover scegliere tra una fila allo sportello e un’ora di lavoro o di cura - ha affermato Fava - Per una donna, ogni ora conta: tra lavoro, studio, figli, genitori. E ogni minuto guadagnato è libertà riconquistata. Per questo stiamo lavorando perché i diritti non costino più tempo di vita. Perché la burocrazia non sia mai un ostacolo, ma un alleato”.
Poi su sollecitazione della giornalista Fava ha anticipato il lancio del portale delle famiglie: “Proprio per semplificare la vita delle famiglie stiamo per lanciare il Portale della Famiglia e della Genitorialità: un unico spazio digitale che raccoglierà servizi, informazioni e opportunità pensate per le mamme, per i papà e per chi ogni giorno costruisce il futuro del Paese. Ma la vera rivoluzione è culturale. In Inps stiamo cambiando mentalità: passiamo da un welfare centrato sulla prestazione a un welfare centrato sulla persona. Un welfare che accompagna gli eventi della vita — nascita, famiglia, genitorialità, scuola, lavoro, cura, pensione — perché ogni fase merita attenzione, sostegno e fiducia. Un welfare che non si limita a erogare, ma che ascolta, comprende e accompagna. È questo il nuovo volto dell’Inps: un’Istituzione che guida il cambiamento, mettendo le persone e le loro vite al centro di ogni scelta".
Rispondendo a una domanda sulla pensione dei giovani Fava infine ha detto: “Certo che la avranno. Il bilancio del 2024 dell’Inps si chiude con un saldo positivo di 15 miliardi, ma il dato migliore è un incremento contributivo del 5,5%, questo perché i giovani stanno rispondendo bene, perché abbiamo introdotto strumenti concreti. Abbiamo cercato di tutelate tutti i nostri ragazzi, anche all’estero. Ma a loro dico anche 'guardate ora il vostro estratto conto contributivo, non aspettate i 60 anni'. Ai ragazzi oggi manca la consapevolezza di quando cominciare a contribuire alla loro pensione, ma loro sono avvantaggiati: potranno usufruire di un sistema più equo e loro potranno contribuire da subito a costruire il loro futuro".

La storia di Peppe Vessicchio, morto oggi sabato 8 novembre, al San Camillo di Roma, è legata indissolubilmente al Festival di Sanremo dove il maestro è diventato una vera e propria istituzione. Il suo rapporto con la kermesse canora ha vissuto degli alti e bassi, come nel 2024 quando la sua assenza fece rumore.
A spiegare l'assenza dal Festival era stato lo stesso direttore d’orchestra. Nessun motivo in particolare, come aveva detto lo stesso Vessicchio. La mancata partecipazione fu causata dal fatto che non aveva collaborato con nessuno degli artisti in gara, e quindi automaticamente non era stato coinvolto.
Il maestro aveva commentato anche il malumore tra i fan e gli utenti che sui social avevano espresso il dispiacere per la sua assenza: "È un gioco affettuoso che si è creato in rete e che poi tutti gli altri media hanno riverberato", aveva detto Vessicchio.
Nell'edizione 2024, il maestro confezionò le sue pagelle per l'Adnkronos: "Incominciamo col dire che il Festival è troppo lungo", ironizzò facendo riferimento al formato extralarge delle serate nell'ultima edizione targata Amadeus. "Nonostante il superbo impegno di Amadeus, ho avuto alcuni cedimenti durante la serata. Per fortuna Fiorello ogni tanto faceva qualche punturina…", disse. Alla fine, Vessicchio fu comunque presente all'Ariston, dirigendo i Jalisse che tornarono ospiti al Festival a 27 anni dal trionfo con Fiumi di parole.



