
Il maltempo persiste sull'Italia portando con sé piogge, temporali e venti di burrasca soprattutto al Sud. Per questo è scattata per la giornata di oggi, giovedì 4 dicembre, l'allerta meteo arancione in tre regioni e gialla in cinque.
Pioggia, fulmini e vento verso Sud
A causare la nuova ondata di maltempo, spiega la Protezione civile, un minimo depressionario posizionato sul Mar Ionio, in movimento verso i Balcani, che porterà precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere temporalesco su Calabria, Basilicata e Puglia e, in estensione, ai settori orientali della Campania. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione civile d’intesa con le regioni coinvolte ha quindi emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).
L’avviso prevede precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, su Calabria, Basilicata e Puglia, in estensione dalle prime ore del mattino di oggi alla Campania, specie settori orientali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Si prevedono, inoltre, venti da forti a burrasca sud-orientali su Puglia e Basilicata, specie settori ionici di quest’ultima. Possibili mareggiate lungo le coste esposte.
Allerta arancione e gialla, le regioni interessate
Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata quindi valutata per la giornata di oggi, giovedì 4 dicembre, allerta arancione in Puglia, su gran parte della Basilicata e sul settore settentrionale ionico della Calabria. Valutata, inoltre, allerta gialla su alcuni settori di Toscana, Molise, Campania e sui restanti territori di Basilicata e Calabria.
Rischio acqua alta a Venezia
Da oggi inoltre torna il rischio acqua alta a Venezia e di conseguenza la possibilità di nuovi sollevamenti totali o parziali delle paratie del Mose. Il Centro maree del comune di Venezia prevede infatti al momento un picco di 105 centimetri di marea alle ore 9.30 di, una soglia che sarà replicata anche venerdì mattina alle ore 10. La tendenza al rialzo del livello della marea è prevista anche per sabato 6 alle ore 10.40 con almeno 95 centimetri attesi.

Dal cantautorato che affonda le radici nella tradizione siciliana all'energia del pop-punk, passando per la ballad intima e la potenza vocale di stampo internazionale. Sono quattro gli artisti, con identità e percorsi molto diversi, a contendersi il titolo di vincitore di X Factor 2025 nella finale di stasera in diretta da Piazza del Plebiscito a Napoli. In gara ci sono Delia (squadra di Jake La Furia), eroCaddeo (squadra di Achille Lauro), PierC (squadra di Francesco Gabbani) e rob (squadra di Paola Iezzi). Ecco i loro profili.
Delia
Delia: Nome d’arte di Delia Buglisi, ha 25 anni ed è di Catania. Cantautrice che intreccia folk e cantautorato con una cifra stilistica unica: l’uso del siciliano come lingua universale e voce delle proprie radici. Laureata al Conservatorio di Catania, unisce formazione accademica e scrittura istintiva, dando vita a una musica viscerale. Nel 2024 ha vinto la borsa di studio come miglior cantautrice presso Isola degli Artisti, esperienza che le ha permesso di collaborare con autori e produttori di rilievo e di aprire concerti ad artiste come Serena Brancale. Nel corso di questa edizione, nella quale ha avuto come giudice Jake La Furia, ha spaziato tra artisti diversissimi tra loro: da “Sakura” di Rosalìa a “La canzone dei vecchi amanti” di Franco Battiato, da “Dolcenera” di Fabrizio De André a “I pirati a Palermu” di Otello Profazione (nella versione di Rosa Balestrieri) fino a “Sei bellissima” di Loredana Bertè; e poi ancora i mash-up che sono diventati quasi uno stile irrinunciabile: quello tra “L’amour est un oiseau rebelle” dalla “Carmen” di Bizet e “Habanera” di Stromae, quello tra “Signor Tenente” di Giorgio Faletti e “Brucia la terra” di Nino Rota, quello tra “Pink Soldiers” di 23 e “Bella Ciao”, quello tra “La notte” di Salvatore Adamo e “Lose Yourself” di Eminem, infine quello tra “La Llorana” di Chavela Vargas e “Barrio” di Mahmood. Il suo inedito 'Sicilia Bedda' guarda la Sicilia con tenerezza e gratitudine, ma anche con una malinconia lieve e inevitabile, una sorta di carezza dedicata a chi vive in un luogo meraviglioso che troppo spesso deve lasciare andare i suoi figli per permettere loro di crescere.
eroCaddeo
eroCaddeo: all’anagrafe Damiano Caddeo, ha 27 anni: nato a Cagliari, vive a Torino dove fa il commesso. Cantautore pop dall’anima delicata, le sue canzoni trasformano esperienze personali in racconti universali. A X Factor 2025 si è presentato con il cantautorato contemporaneo di Venerus feat. Calibro 35 (“Sei acqua”, presentata ai Bootcamp) e di Brunori Sas (“Per due che come noi” alle Last Call), prima di allargarsi – su suggerimento del suo giudice Achille Lauro – su alcune delle migliori penne della musica italiana: ha proposto “…e penso a te” di Lucio Battisti, “Sere Nere” di Tiziano Ferro, “Uomini soli” dei Pooh, “La cura” di Franco Battiato, “Ancora” di Edoardo De Crescenzo, “Vedrai, vedrai” di Luigi Tenco. In più, proprio nel sesto Live Show ha proposto “Viva La Vida” dei Coldplay. Il suo inedito è 'punto', eroCaddeo esplora la sospensione tra ciò che si vorrebbe chiudere e la difficoltà di farlo, raccontando l’amore, la distanza e la nostalgia.
PierC
PierC: all’anagrafe Piercesare Fagioli, 24enne di Casale Monferrato (Alessandria) e ora a Milano, ha scoperto fin da giovanissimo la passione per la musica. Dopo il Conservatorio di Torino, ha approfondito il canto e sviluppato un’intensa attività dal vivo sia come cantante solista che come attore di musical e teatro. La ricerca personale lo ha portato a fondere l’intimità della canzone italiana con le influenze dell’entertainment internazionale, unendo atmosfere cantautorali, pop, R&B e soul. Seguito da Francesco Gabbani, nel corso dello show ha spaziato tra autori e generi: da “Chandelier” di Sia a “Die With A Smile” di Lady Gaga, Bruno Mars, da “Cinque giorni” di Michele Zarrillo a “Rocket Man” di Elton John; e poi ancora “Locked Out Of Heaven” di Bruno Mars, “I Don’t Want to Miss a Thing” degli Aerosmith, “E tu…” di Claudio Baglioni, “Life on Mars?” di David Bowie, “All I Ask” di Adele e “Bohemian Rhapsody” dei Queen. Il suo inedito 'Neve sporca' è una lunga dedica al PierC bambino fatta di immagini intime e ricordi che bruciano: insieme ripercorrono ciò che è successo, ciò che ha lasciato ferite, segni, domande mai davvero chiuse.
rob
rob: studentessa 20enne di Trecastagni (Catania) il cui vero nome è Roberta Scandurra, è una cantautrice che ama sperimentare attraverso i suoi brani autobiografici. Nel 2022 aveva vinto il Tour Music Fest con il titolo di “Artist of the year”: qui alcuni professori del college le avevano assegnato una borsa di studio grazie alla quale, a giugno 2023, ha potuto frequentare un workshop di Songwriting alla Berklee di Boston. Settimana dopo settimana, seguendo i consigli della sua giudice Paola Iezzi, ha dominato il palco di X Factor 2025 con il suo pop-punk: ha proposto e riletto in questa chiave brani come “Call Me” di Blondie, “Driver License” di Olivia Rodrigo vers. JXDN, “Heads Will Roll” degli Yeah Yeah Yeahs, “You Oughta Know” di Alanis Morissette, “Ti sento” dei Matia Bazar, “What’s Up?” delle 4 Non Blondes, “Bring Me to Life” degli Evanescence, “Un’emozione da poco” di Anna Oxa, “Decode” dei Paramore. Il suo inedito si chiama 'Cento ragazze', brano che è una scarica pop punk in cui racconta la fine di una storia d’amore come una vera e propria crisi d’astinenza.

"Tre settimane fa suo padre ha ucciso mio fratello". Un giornalista ucraino a Parigi pone la domanda ad una donna per strada. La donna, secondo l'emittente Nexta Tv, viene identificata come Elizaveta Krivonogikh ed è ritenuta presunta figlia illegittima di Vladimir Putin. "Perché vive in Europa, nella maledetta e odiosa Europa? Dica qualcosa", incalza il giornalista. "Non ha il permesso di girare il video", le uniche parole della donna, che cerca di coprire il volto.
Il nome Elizaveta Krivonogikh celerebbe l'identità di Luiza Rozova. La ragazza, 22 anni, sarebbe nata nel 2003 dalla relazione tra il presidente russo e Svetlana Krivonogikh, una donna delle pulizie che avrebbe accumulato un patrimonio di assoluto rilievo nel corso degli anni. La ragazza, finita sotto i riflettori dei media indipendenti russi, a Parigi lavorerebbe come manager di due gallerie d'arte.
La giovane nel recente passato, come ha riferito Bild, avrebbe pubblicato su Telegram messaggi riferibili al padre, che non viene mai nominato: "Mi ricorda chi sono e chi ha distrutto la mia vita. L'unico modo che ho di protestare, l'unico modo che ho per dimostrare chi sono io, è mostrare a tutti la mia faccia. La mia impronta unica, la prova della mia realtà. Questo è ciò che mi ricorda ogni giorno per chi sono nata e per chi è stata rovinata la mia vita. L'uomo che ha preso milioni di vite e distrutto la mia".
Il presidente russo ha avuto diverse partner. Nel 1983 ha sposato Lyudmila Putina, da cui ha avuto due figlie, Maria Vorontsova e Katerina Tikhonova. Putin da oltre 10 anni sarebbe legato all'ex ginnasta Alina Kabaeva, da cui avrebbe avuto 2 figli nati nel 2015 e nel 2019 secondo rumors che, ovviamente, non trovano conferme ufficiali.

Il medico che ha ammesso di aver procurato la sostanza all'attore di Friends, morto nel 2023, si è dichiarato colpevole di quattro capi d'imputazione per spaccio
E' stato condannato a 30 mesi di carcere il medico che ha ammesso di aver fornito ketamina a Matthew Perry poche settimane prima della morte dell'attore di Friends per overdose nel 2023. Salvador Plasencia si è dichiarato colpevole a luglio di quattro capi d'imputazione per spaccio di ketamina. Quarantaquattro anni, il medico, che gestiva una clinica di pronto soccorso a Calabasas, avrebbe dovuto comparire a processo ad agosto prima di raggiungere un patteggiamento. Rischiava una pena massima di 10 anni di carcere federale per ogni capo d'imputazione, hanno dichiarato i pubblici ministeri. Plasencia si è rivolto alla corte in lacrime: "Avrei dovuto proteggerlo", "devo assumermi la responsabilità", ha affermato.

A Lublino, in Polonia, trionfano Lazzari, Cerasuolo, Curtis e Di Pietro. Argento Olanda, bronzo ai padroni di casa
Medaglia d'oro per l'Italia nella 4x50 mista agli Europei in vasca corta a Lublino, in Polonia, oggi mercoledì 3 dicembre: con il tempo di 1'36"09, Francesco Lazzari (22"88), Simone Cerasuolo (25"67), Silvia Di Pietro (24"62) e Sara Curtis (22"92) superano l'Olanda seconda (1'36"18) e i padroni di casa della Polonia (1'36"98). Il primo posto di specialità arriva due anni dopo l'oro di Otopeni 2023.

Incidente mortale sul lavoro questo pomeriggio, intorno alle 17.30, a Montello, in provincia di Bergamo. La vittima è un operaio di 27 anni. Ancora da chiarire la dinamica dell'infortunio, avvenuto nel sito della 'Montello', azienda che si occupa di recupero e riciclo di materiali plastici.
Sul posto sono intervenuti i tecnici dell'Ats, i carabinieri del comando provinciale di Bergamo e il 118, ma per l'operaio non c'è stato nulla da fare e i sanitari hanno solo potuto constatarne il decesso.
(Adnkronos) - L'Inter scende in campo in Coppa Italia. I nerazzurri sfidano oggi, mercoledì 3 dicembre, il Venezia a San Siro negli ottavi del torneo. La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria contro il Pisa, battuto 2-0 nell'ultima giornata di campionato grazie alla doppietta di Lautaro Martinez. Il Venezia invece ha sconfitto 3-0 il Mantova nell'ultima giornata di Serie B. Calcio d'inizio alle 21.
Inter-Venezia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva, in chiaro, su Italia 1. Il match sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity e sul sito web di SportMediaset.
La vincente di Inter-Venezia affronterà la vincente di Roma-Torino ai quarti di finale.
L'Inter scende in campo in Coppa Italia. I nerazzurri sfidano oggi, mercoledì 3 dicembre, il Venezia a San Siro negli ottavi del torneo. La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria contro il Pisa, battuto 2-0 nell'ultima giornata di campionato grazie alla doppietta di Lautaro Martinez. Il Venezia invece ha sconfitto 3-0 il Mantova nell'ultima giornata di Serie B. Calcio d'inizio alle 21.
Inter-Venezia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva, in chiaro, su Italia 1. Il match sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity e sul sito web di SportMediaset.
La vincente di Inter-Venezia affronterà la vincente di Roma-Torino ai quarti di finale.
L'Inter scende in campo in Coppa Italia. I nerazzurri sfidano oggi, mercoledì 3 dicembre, il Venezia a San Siro negli ottavi del torneo. La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria contro il Pisa, battuto 2-0 nell'ultima giornata di campionato grazie alla doppietta di Lautaro Martinez. Il Venezia invece ha sconfitto 3-0 il Mantova nell'ultima giornata di Serie B. Calcio d'inizio alle 21.
Inter-Venezia sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva, in chiaro, su Italia 1. Il match sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity e sul sito web di SportMediaset.
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L'Inter scende in campo in Coppa Italia. I nerazzurri sfidano oggi, mercoledì 3 dicembre, il Venezia a San Siro negli ottavi del torneo. La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria contro il Pisa, battuto 2-0 nell'ultima giornata di campionato grazie alla doppietta di Lautaro Martinez. Il Venezia invece ha sconfitto 3-0 il Mantova nell'ultima giornata di Serie B. Calcio d'inizio alle 21.
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L'Inter scende in campo in Coppa Italia. I nerazzurri sfidano oggi, mercoledì 3 dicembre, il Venezia a San Siro negli ottavi del torneo. La squadra di Chivu è reduce dalla vittoria contro il Pisa, battuto 2-0 nell'ultima giornata di campionato grazie alla doppietta di Lautaro Martinez. Il Venezia invece ha sconfitto 3-0 il Mantova nell'ultima giornata di Serie B. Calcio d'inizio alle 21.
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Lavoro finito per i periti incaricati dalla giudice delle indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli di fornire le risposte su impronte e tracce genetiche trovate nella villetta di via Pascoli a Garlasco dove il 13 agosto 2007 è stata uccisa Chiara Poggi. Intorno alle 14.30 alle parti è arrivata una mail firmata dalla genetista Denise Albani, dal dattiloscopista Domenico Marchigiani e dal perito Giovanni Di Censo in cui danno conto di aver depositato le proprie relazioni sull'incidente probatorio che riguarda Andrea Sempio, indagato per l'omicidio in concorso della ventiseienne.
A mano a mano che si sono tenute udienze e incontri, i consulenti e le parti hanno avuto modo di conoscere e condividere i risultati raggiunti. Nessuna impronta delle circa sessanta trovate nell'abitazione è stata attribuita a Sempio, né nessuna traccia genetica è riconducibile al 37enne. Sulla spazzatura le tracce sono della vittima e una (sull'Estathé) è di Alberto Stasi, l'allora fidanzato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come l'unico autore del delitto.
L'elemento centrale su cui si attendono le conclusioni riguarda il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Un approfondimento fatto sulla 'carta' essendo il materiale delle unghie consumato, nel 2014, dal perito Francesco De Stefano.
Nell'udienza del 26 settembre scorso, davanti alla gip Garlaschelli e alle parti, la perita Albani era stata chiara: si tratta di un "aplotipo parziale misto non consolidato", ossia una traccia genetica parziale, mista (a un altro Dna maschile ancora più degradato), e che non è identificativo in quanto riconducibile a una linea familiare maschile. "Non potrò mai dire, e ci tengo a sottolinearlo, che quel profilo è di Tizio, perché è proprio concettualmente sbagliato essendo un aplotipo", dunque la sola deduzione "che si può andare a evidenziare è un contesto familiare di appartenenza, ma sicuramente non va a individuare una singola persona", la conclusione di Denise Albani.
Non solo, il risultato genetico che si ricava sulle unghie per l'esperta Albani non è attendibile perché "per poter considerare un risultato forte, consolidato, almeno due sessioni di analisi a pari condizioni" devono garantire "una lettura sovrapponibile". La perita aveva garantito l'identità dell'ignoto (un altro cadavere, ndr) trovato su una garza, "in questo caso" - analizzando i dati contenuti nella perizia di De Stefano - "non abbiamo due sessioni analitiche che siano state eseguite nelle medesime condizioni" spiegava in aula la genetista.
La decisione di ricorrere alla biostatistica, quindi al software già utilizzato dai consulenti della Procura di Pavia e della difesa Stasi, ha quindi fornito una percentuale di compatibilità con l'aplotipo Y. Un ultimo tassello che va analizzato che il dato genetico.
Compatibilità, Dna misto e parziale, risultato non consolidato saranno le parole su cui le parti si daranno battaglia. I consulenti di Sempio, del condannato Alberto Stasi e della famiglia di Chiara Poggi non hanno ricevuto le relazioni dei periti - potranno ritirarle in cancelleria solo a partire da domattina - che sarebbero invece sul tavolo della Procura di Pavia che starebbero già studiando i nuovi documenti. Le parti hanno tempo fino al 16 dicembre per consegnare le proprie considerazioni, mentre la discussione alla presenza dei periti è in programma nell'udienza del 18 dicembre che chiude l'incidente probatorio.

Il bene più caro per gli italiani, come confermano da tempo i sondaggi, è la salute. E sono sempre di più i connazionali che scelgono di mettere nei loro doni di Natale il benessere: prodotti di aromaterapia, super food, massaggi, corsi di yoga o meditazione, abbonamenti in palestra ma anche sedute di psicoterapia e persino check up medici. Un trend che, a giudicare dalle offerte - sui social e sui canali tradizionali - prende sempre più piede. Il regalo utile, sempre prevalente in tempi di crisi, diventa soprattutto salutista. E la radice di questo trend è tutt'altro che frivola o modaiola. Come spiega all'Adnkronos Salute lo psicologo Marco Pic colo, rappresenta, infatti, un profondo cambiamento social-emotivo che la recente esperienza del Covid ci ha lasciato.
"Noi siamo comunque dei sopravvissuti ad una pandemia - spiega Piccolo - che ci ha presi di sorpresa e che ci ha cambiato radicalmente il modo comune di intendere la salute. Per noi oggi benessere non significa solo star bene fisicamente, ma sentirsi bene a 360 gradi. Teniamo più conto dell'aspetto psicologico, ne parliamo diversamente. C'è meno stigma rispetto al 'prima' della pandemia, quando la salute psicologica non era percepita come qualcosa di veramente importante e urgente dai cittadini. L'esperienza terribile che abbiamo fatto durante la pandemia ci ha consegnato una angoscia di morte 'di tipo democratico'. L'abbiamo provata tutti in quel periodo in cui si viveva tutti un po' online. E si sono diffuse enormemente, si sono 'popolarizzate', una serie di pratiche che riguardano il benessere mentale: yoga, mindfulness, meditazione eccetera".
Sono tutte cose che "in qualche modo ci hanno fatto compagnia o, comunque, hanno iniziato a farci compagnia in modo però 'pop', democratico. Per cui oggi non è più un problema pensare di regalare un pacchetto benessere, un corso di mindfulness, un corso di yoga e persino - al di là delle implicazioni deontologiche e delle necessarie riflessioni sul piano della professione - sedute psicologiche. Tutto questo è stato sdoganato dall'esperienza che abbiamo fatto nella pandemia. Abbiamo un altro sguardo, un'altra attenzione alla salute. Per questo 'regalarla' diventa possibile e consueto", conclude Piccolo.

Tragedia a Parma dove un bimbo di circa un anno è morto. Il piccolo si trovava in un asilo nido, è accaduto durante il riposo pomeridiano. Sono in corso indagini sulla vicenda.
Da quanto si apprende, potrebbe essersi trattato di un arresto cardiocircolatorio. Dopo i primi tentativi di rianimarlo, il bambino è stato trasportato in ospedale, dove è stato accertato il decesso.

Fa discutere la scelta di Zerocalcare che ha annunciato la sua rinuncia a partecipare a 'Più libri più liberi', la fiera della Piccola e Media editoria al via domani a Roma, dopo la scelta dell'Associazione Italiana Editori (Aie) di confermare la presenza della casa editrice 'Passaggio al Bosco'.
"Quest'anno ci sarà una casa editrice che pubblica tutta roba che onestamente pare proprio nazista", ha spiegato Zerocalcare in un video. "Io sono cresciuto con un paletto molto rigido, che non mi sono inventato io, mi è stato tramandato da gente più grande di me, ed è che non si condividono gli spazi con i nazisti[1]. Perché stare in un contenitore insieme a loro - ha spiegato - è come aprire un catalogo e accettare che sono tutte opinioni uguali e una vale l'altra".
A rispondere a Zerocalcare è Giordano Bruno Guerri. Lo storico, attraverso l'AdnKronos, lancia un messaggio al fumettista. "Vai alla Fiera e parla con i responsabili della casa editrice - esorta Guerri rivolgendosi al vignettista e scrittore - . Puoi dire loro che non ti piacciono, che sei completamente in disaccordo con quello che fanno. Questo è sempre meglio che non andare alla manifestazione. Vai dicendo a chi sta dall'altra parte del banco: 'Non mi piacete per niente', però non vi darò la soddisfazione di non venire, privando i miei lettori della mia presenza'".
Secondo Guerri, "anche quella casa editrice ha diritto di ospitalità". "Io, ovviamente, non condivido le loro idee, la loro politica editoriale - spiega - Però devono essere liberi di pubblicare, anche perché quei testi non sono riservati solo ai fanatici: sono strumenti di studio e di conoscenza. Anche i firmatari di quell'appello potrebbero arricchire la loro cultura leggendoli, sarebbero più attrezzati per controbattere quelle idee".
Sulla stessa linea, Guerri aggiunge: "Sono favorevole a ospitare tutti gli artisti russi che vengono ad esibirsi in Italia anche se io non sono certamente pro Putin, anzi. Bisogna difendere l'Ucraina con tutte le nostre forze, forze che purtroppo non sono abbastanza e non vengono usate abbastanza, perché lì è in pericolo la libertà di interi popoli". Tuttavia questo, conclude, non vuol dire che dobbiamo censurare la cultura di Mosca.
A proposito delle polemiche il filosofo Massimo Cacciari sottolinea all'Adnkronos: "Premesso che nelle fiere o nei saloni del libro ci sono sempre stati volumi di autori di destra o di estrema destra, così come le loro case editrici di riferimento, mi preme sottolineare, sul piano del dibattito culturale, che qualunque forma di censura è completamente sbagliata. In definitiva, la censura rischia di portare acqua al mulino di chi si vuole avversare".
"Alle fiere del libro si va per ascoltare, per discutere e, se necessario, per contestare le idee presentate, per mettere in dubbio eventuali opinioni oggettivamente false, ma non si censura", aggiunge Cacciari.

"Non serve solo pensare a quando scriveremo lo Space Act, ma anche a come lo scriveremo". Elisabetta Gardini Donazzan, Vicepresidente Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (Itre) del Parlamento europeo sul nuovo regolamento europeo per la sicurezza, la resilienza e la sostenibilità delle attività spaziali, ha sintetizzato così la posta in gioco sullo Space Act, definendolo “un atto cardine, molto richiesto e molto atteso” ma anche “complesso, stratificato, scritto da troppi ‘umani’”, con il rischio di diventare un freno alla competitività. Dopo aver chiarito la fase delicata dei lavori a Bruxelles, Donazzan, in videocollegamento alla conferenza Space&Underwater – Space Economy, Submarine Cables & Cybersecurity, ospitata nei Saloni di Rappresentanza della Caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto” a Roma, ha ricordato gli esiti della recente ministeriale ESA a Brema, con “un aumento del budget dell’Agenzia e nuove iniziative, come il ritorno dell’uomo sulla Luna”, segnale di una fase “cruciale per le politiche spaziali dell’Unione e internazionali”.
Sul merito dello Space Act, Donazzan ha indicato tre pilastri sui quali “appoggiare” il regolamento: “semplificazione” (“non voglio essere la ‘Timmermans dello spazio’”), apertura a paesi terzi e paesi like minded, definizione di “standard internazionali” in un dominio “senza confini”, dove il rischio è che l’Europa “continui ad autoregolamentarsi mentre il resto del mondo non si impone regole”. Da qui l’avvertimento: “Lo Space Act serve, ma se saremo gli unici a imporci queste regole andremo a detrimento della nostra capacità di competere”.
L’eurodeputata ha insistito sulla necessità di evitare gli errori del Green Deal, con strumenti “distorsivi del mercato” che hanno avvantaggiato produzioni in paesi “tutt’altro che amici dell’Europa”: “Ben vengano le regole, ma devono poter essere condivise”, anche sul fronte ambientale (debris, rottami, impatto orbitale), con investimenti su tecnologie per la gestione dei detriti. Un’attenzione particolare è stata rivolta al tessuto industriale: “Dobbiamo rafforzare la competitività e garantire accesso a imprese di ogni dimensione, non solo ai grandi player ma a tutta la supply chain di piccole e medie imprese”, ha spiegato, richiamando il lavoro di audizioni con industria, accademia e istituzioni nazionali. Rispondendo alle letture critiche emerse dopo Brema, Donazzan ha respinto l’idea di un rallentamento tedesco o italiano sul dossier: “Non stiamo tirando indietro sullo Space Act: vogliamo scrivere regole che vadano bene per gli Stati più importanti e per l’Europa tutta. Ciò che fa bene all’industria italiana ed europea fa bene all’Europa”, ha concluso.

Un uomo di 88 anni costretto a lavorare 8 ore al giorno come commesso in un supermercato perché ha perso la pensione. Ed Bambas, veterano dell'esercito degli Stati Uniti, ogni giorno svolge il suo turno in un negozio di Brighton, in Michigan. La sua storia rimbalza sul web e parte una gara di solidarietà. Su Instagram, il profilo @itssozer dell'influencer Samuel Weidenhofer racconta la storia di Ed e avvia una raccolta fondi: in 36 ore arriva oltre 1 milione di dollari per consentire al signor Bambas di andare in pensione.
"Lavoro 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana. Un turno pieno, non ho abbastanza entrate", racconta l'ex militare. "Ero nell'esercito nel 1966, sono un veterano. Sono andato in pensione nel 1999, lavoravo alla General Motors. L'azienda nel 2012 è andata in bancarotta e mi ha portato via la pensione", dice.
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"Mia moglie è morta 7 anni fa, era molto malata. La cosa che mi ha fatto soffrire di più è che, mentre lei era molto malata, con la mia pensione si sono presi anche la mia assicurazione sanitaria. Hanno preso tutto, tranne la mia assicurazione sulla vita", racconta Bambas. "Ho venduto la casa, ho venduto le mie proprietà e abbiamo tirato avanti. Ora sto cercando di risollevarmi, devo lavorare perché non ho entrate a sufficienza. Vorrei andare in pensione, è il mio sogno", confessa tra le lacrime. Il sogno è destinato a diventare realtà: in poche ore, l'iniziativa di Samuel Weidenhofer ha consentito di raccogliere oltre 1 milione di dollari per consentire a Bambas di andare in pensione.

Via alla tre giorni di proiezioni dedicata alla giuria scuole per il Caserta History Film Festival (CHIFF), festival internazionale del documentario storico promosso dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. L’Auditorium Provinciale di Caserta ha accolto centinaia di studenti del Liceo 'Pietro Giannone', dell’IIS 'Francesco Giordani' e dell’ISSIS 'Terra di Lavoro' di Caserta, chiamati non solo ad assistere ai film finalisti, ma anche a partecipare come giurati al conferimento del Premio Giovani.
"L’iniziativa dell’Ateneo Vanvitelliano di dedicare un festival al documentario storico – dichiara Lucia Monaco, Presidente del Comitato scientifico e Delegata del Rettore Nicoletti per la Terza Missione – si inserisce nel percorso già avviato dall’Ateneo con “Maestri alla Reggia” ed altre iniziative volte alla promozione del linguaggio cinematografico e ne amplia il respiro, coinvolgendo non solo studiosi e appassionati, ma l’intera comunità, dalle scuole alle istituzioni culturali e favorendo la conoscenza storica da parte delle nuove generazioni”.
"Questa prima edizione del Chiff – spiega Luca Gianfrancesco, direttore artistico della manifestazione – nasce in un anno simbolico: l’ottantesimo anniversario della resa tedesca in Italia, firmata alla Reggia di Caserta il 23 aprile 1945. In tale cornice, il festival si propone come un’occasione per riflettere su eventi e figure che hanno segnato il Novecento, ma anche come un ponte fra memoria storica e identità territoriale. Il coinvolgimento attivo delle scuole rappresenta una scelta precisa della manifestazione, che intende avvicinare le nuove generazioni alla storia contemporanea attraverso lo sguardo immediato ed empatico del cinema documentario".
Con 182 opere da 48 nazioni iscritte al concorso internazionale attraverso la piattaforma FilmFreeway e circoscritte alle produzioni del triennio 2023–2025, dal Comitato Scientifico è scaturita una selezione di otto titoli finalisti, che in queste giornate gli studenti stanno apprendendo e valutando. I film, molto diversi per linguaggi e provenienze, affrontano storie intime e collettive, eventi noti e vicende meno raccontate, restituendo un mosaico complesso del secolo scorso.
Le proiezioni scolastiche – introdotte e moderate da Gianrolando Scaringi, giornalista de Il Mattino e componente del Comitato Scientifico – proseguiranno fino a mercoledì, mentre nella giornata di lunedì è stata la giuria degli studenti universitari, coordinati da Gianrolando Scaringi e dal filmaker Emanuele Tresca, a riunirsi presso l’Aula Magna del Rettorato per un dibattito sulle opere in concorso. Con votazione digitale, individueranno nei prossimi giorni il vincitore del Premio Università. La sezione tecnica del festival, invece, renderà noto il suo verdetto durante la serata finale del 12 dicembre, quando saranno presentati i trailer delle opere premiate, sempre presso il Rettorato dell’Università Vanvitelli.
Accanto alle proiezioni, il Chiff propone una serie di appuntamenti di approfondimento presso l’Archivio di Stato di Caserta, programmati per il 9, 10 e 11 dicembre. Si tratta di incontri che aggiungono un valore formativo al percorso del festival: dalla masterclass “Genesi di una sceneggiatura”, di Bruno Oliviero, che guiderà gli studenti in un’esperienza creativa tra scrittura e ascolto, alla conversazione con l’attore Gianluca Di Gennaro, che racconterà il suo percorso professionale tra cinema, teatro e televisione; fino alla giornata conclusiva dedicata alla storia della Reggia e della città tra occupazione alleata e firma dell’armistizio, con materiali d’archivio commentati dalla direttrice dell’Archivio Fortunata Manzi e dallo storico delle fonti audiovisive Giuseppe Angelone, coordinati dallo storico Felicio Corvese. In questo intreccio tra cinema, memorie personali e fonti storiche si coglie appieno lo spirito del festival, pensato come spazio dinamico di riflessione e confronto.

Dal superamento della frammentazione della normativa in materia di edilizia e costruzioni alle semplificazioni per sanare gli abusi storici, alla razionalizzazione delle sanzioni e il riordino dell'erogazione delle agevolazioni. E' quanto prevede una bozza di riforma del Testo unico dell'edilizia atteso in Consiglio dei ministri domani.
"Semplificare e razionalizzare la normativa"
Cinque articoli in tutto per la delega che tra i principi prevede la "razionalizzazione, semplificazione e riordino, all’interno di un testo normativo omogeneo, di tutte le disposizioni legislative vigenti in materia di edilizia e di disciplina tecnica delle costruzioni, anche in raccordo con la normativa di tutela dell’assetto idrogeologico, di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, di resistenza, stabilità, affidabilità e sostenibilità ambientale delle costruzioni", si legge.
L'adeguamento della normativa "in materia urbanistica strettamente afferente alla disciplina edilizia e coordinamento delle modifiche apportate in materia di edilizia e costruzioni con la normativa in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici, sanitaria e fiscale nonché con quella di settore avente comunque incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia". Il "superamento della frammentazione della normativa in materia di edilizia e costruzioni, assicurando la risoluzione delle duplicazioni, sovrapposizioni, incongruenze e antinomie esistenti e promuovendo la completezza, l’esaustività e l’immediata applicabilità" delle norme, si legge nella bozza.
Sulle semplificazioni in particolare la riforma intende "individuare, in un’ottica di semplificazione e definizione di univoci standard minimi procedimentali, le regole minime inderogabili attinenti ai regimi amministrativi di realizzazione delle diverse categorie di interventi edilizi", si legge nella bozza.
Il tutto al fine di "definire a livello nazionale una comune classificazione delle tipologie di difformità dal titolo abilitativo edilizio", ma anche individuare le "difformità edilizie che, in ragione della relativa natura ed entità, nonché dell’epoca di realizzazione dell’abuso ovvero di ottenimento del titolo abilitativo, possono essere sanate, nei limiti di quanto già previsto a legislazione vigente, e il relativo titolo in sanatoria".
Abusi storici ante 1967, cosa cambia
Sul fronte degli abusi storici, la delega ha lo scopo "di semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli in sanatoria "definendo i termini perentori per la presentazione delle relative istanze, comunque antecedenti all’irrogazione delle sanzioni amministrative, individuando procedure semplificate per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 6 agosto 1967".
Sanzioni e agevolazioni fiscali
Sul fronte delle sanzioni, si punta a razionalizzare i regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei relativi titoli in sanatoria, commisurandoli all’entità della trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità della difformità ovvero al valore delle opere realizzate, tenuto conto anche della disciplina dei beni sottoposti a tutela; a razionalizzare il regime sanzionatorio delle difformità edilizie che non consentono il rilascio di titoli in sanatoria, individuando in tali ipotesi procedure di riduzione in pristino degli interventi fondati sulla responsabilizzazione del soggetto proprietario o dell’avente titolo, finalizzati a semplificare gli adempimenti e gli oneri a carico dell’ente territorialmente competente.
Fari anche sulle agevolazioni. La delega prevede di riordinare le disposizioni sulla concessione e sull’erogazione di agevolazioni fiscali, contributi e altre provvidenze dello Stato o di enti pubblici per la realizzazione di interventi su opere che presentano difformità edilizie, al fine di escludere tassativamente il rilascio di agevolazioni, contributi e provvidenze ove necessario.



