Atp Finals, una tifosa speciale per Sinner: anche Laila Hasanovic in tribuna per l'esordio di Jannik

Una tifosa speciale per Jannik Sinner. C'è anche Laila Hasanovic in tribuna alla Inalpi Arena di Torino, per tifare Jannik Sinner nel giorno del suo esordio alle Atp Finals. La modella danese, che solo pochi giorni fa ha compiuto 25 anni (festeggiando in Alto Adige) è stata pizzicata dalle telecamere nei primi minuti del match contro Felix Auger-Aliassime.
Un po' di tensione nello sguardo della compagna di Jannik, anche lei emozionata per lo spettacolo offerto in questi giorni dal 'Torneo dei maestri'. La modella è nell'angolo dell'azzurro, seduta in terza fila, dietro ai coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill.

Il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci attacca il Garante, sostenendo che dovrebbe dimettersi. "In questi giorni abbiamo ricevuto altre querele e altre interrogazioni parlamentari" dice a Otto e mezzo su La7. "Dopo la puntata che abbiamo fatto il problema è come ha reagito Report a una sanzione e non i problemi del Garante; uno sfregio alla democrazia. Per il presidente della Repubblica c'è il reato di impeachment, per il Garante non ci sono possibilità di imporre le dimissioni. Dopo quello che è emerso grazie a più persone dell'ufficio del Garante, è bene che si dimetta; con quale credibilità può continuare a prendere decisioni? Non è una vittoria di Report ma una sconfitta della democrazia se un Garante si comporta in quel modo".
Ranucci: "Negli anni si è trasformato in tribunale politico"
"Donzelli scorda il metodo Boffo, fatto dai giornali di altra proprietà. Solo chi non conosce le tecniche di giornalismo può dire che la nostra è un'inchiesta fatta dopo la sanzione. Negli anni il Garante della Privacy si è trasformato in un tribunale politico, dove le sentenze e i provvedimenti vengono presi in base alle sensibilità politiche, ai rapporti clientelari, diventando una grandissima limitazione alla libertà di stampa. In tanti giornalisti ci scrivono solidarizzando per la battaglia che stiamo facendo in difesa della libertà di stampa. Battaglia che possiamo fare perché abbiamo alle spalle una grande azienda come la Rai, ma i poveri giornalisti che subiscono i provvedimenti del Garante non hanno i nostri stessi strumenti".
Le fonti
"Non ci sono stati pedinamenti o infiltrazioni in mail e telefoni. Abbiamo fatto una raccolta di informazioni che provenivano dagli stessi dipendenti dell'ufficio del Garante che non ne potevano più di quell'andazzo. Si sono ribellati a quella perdita di nobiltà e autorità che era il Garante della Privacy fondato da una personalità come Stefano Rodotà che ci invidiava il mondo".
Attacchi e solidarietà
"Menomale che siamo tornati nella realtà. Meglio questi attacchi che la solidarietà finta e ipocrita di questi giorni. Non mi riferisco a Meloni perché penso sia stata sincera. In questi giorni ho ricevuto più attacchi dalla Commissione di vigilanza Rai", rispondendo alla domanda di Lilli Gruber sugli attacchi subiti dopo la solidarietà ricevuta nelle ultime settimane. "Per la convocazione in commissione antimafia ringrazio la presidente Colosimo per la convocazione, che ha condotto in modo equilibrato e con grande sensibilità," conclude Ranucci.
Ghiglia: "Passo indietro Garante? Non c'è motivo"
Un passo indietro del Collegio del Garante Privacy dopo le polemiche? "Non c'è nessun motivo per farlo, perché la politica che lo chiede deve mettersi d'accordo con se stessa: o questo è un Garante indipendente, e quindi non dipende dalla politica, o questo è un garante dipendente, e quindi dipende dalla politica", afferma intanto il componente del Garante della Privacy Agostino Ghiglia ai microfoni de L'Aria che tira. L'intervista integrale andrà in onda domani (martedì 11 novembre) durante la puntata.

Il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci attacca il Garante, sostenendo che dovrebbe dimettersi. "In questi giorni abbiamo ricevuto altre querele e altre interrogazioni parlamentari" dice a Otto e mezzo su La7. "Dopo la puntata che abbiamo fatto il problema è come ha reagito Report a una sanzione e non i problemi del Garante; uno sfregio alla democrazia. Per il presidente della Repubblica c'è il reato di impeachment, per il Garante non ci sono possibilità di imporre le dimissioni. Dopo quello che è emerso grazie a più persone dell'ufficio del Garante, è bene che si dimetta; con quale credibilità può continuare a prendere decisioni? Non è una vittoria di Report ma una sconfitta della democrazia se un Garante si comporta in quel modo".
Ranucci: "Negli anni si è trasformato in tribunale politico"
"Donzelli scorda il metodo Boffo, fatto dai giornali di altra proprietà. Solo chi non conosce le tecniche di giornalismo può dire che la nostra è un'inchiesta fatta dopo la sanzione. Negli anni il Garante della Privacy si è trasformato in un tribunale politico, dove le sentenze e i provvedimenti vengono presi in base alle sensibilità politiche, ai rapporti clientelari, diventando una grandissima limitazione alla libertà di stampa. In tanti giornalisti ci scrivono solidarizzando per la battaglia che stiamo facendo in difesa della libertà di stampa. Battaglia che possiamo fare perché abbiamo alle spalle una grande azienda come la Rai, ma i poveri giornalisti che subiscono i provvedimenti del Garante non hanno i nostri stessi strumenti".
Le fonti
"Non ci sono stati pedinamenti o infiltrazioni in mail e telefoni. Abbiamo fatto una raccolta di informazioni che provenivano dagli stessi dipendenti dell'ufficio del Garante che non ne potevano più di quell'andazzo. Si sono ribellati a quella perdita di nobiltà e autorità che era il Garante della Privacy fondato da una personalità come Stefano Rodotà che ci invidiava il mondo".
Attacchi e solidarietà
"Menomale che siamo tornati nella realtà. Meglio questi attacchi che la solidarietà finta e ipocrita di questi giorni. Non mi riferisco a Meloni perché penso sia stata sincera. In questi giorni ho ricevuto più attacchi dalla Commissione di vigilanza Rai", rispondendo alla domanda di Lilli Gruber sugli attacchi subiti dopo la solidarietà ricevuta nelle ultime settimane. "Per la convocazione in commissione antimafia ringrazio la presidente Colosimo per la convocazione, che ha condotto in modo equilibrato e con grande sensibilità," conclude Ranucci.
Ghiglia: "Passo indietro Garante? Non c'è motivo"
Un passo indietro del Collegio del Garante Privacy dopo le polemiche? "Non c'è nessun motivo per farlo, perché la politica che lo chiede deve mettersi d'accordo con se stessa: o questo è un Garante indipendente, e quindi non dipende dalla politica, o questo è un garante dipendente, e quindi dipende dalla politica", afferma intanto il componente del Garante della Privacy Agostino Ghiglia ai microfoni de L'Aria che tira. L'intervista integrale andrà in onda domani (martedì 11 novembre) durante la puntata.

Ha aggredito un turista americano di religione ebraica colpendolo con calci e pugni. Per questo oggi pomeriggio un 25enne pakistano, con precedenti, è stato arrestato dalla Polfer per lesioni personali aggravate da motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, all'interno della Stazione Centrale di Milano.
L'aggressione - fa sapere la Questura di Milano in una nota - è avvenuta alle 13.15 di oggi, all'interno della Stazione Centrale. La vittima, di 25 anni, era parte di un gruppo composta da una decina di turisti americani di religione ebraica.
Con la kippah in testa, erano in attesa del treno vicino alla banchina numero 8, quando a un tratto il 25enne, che si trovava lì vicino, si è scagliato con violenza contro uno di loro e ha cominciato a colpirlo con calci e pugni, fino a colpirlo in testa con un oggetto contundente, un anello di ferro di cui era in possesso.
Alcuni viaggiatori presenti - riferisce la Questura di Milano - hanno tentato di intervenire in difesa della vittima. Richiamato dalla folla, un addetto alla sicurezza di Fs Security ha segnalato l'accaduto alla centrale operativa della Polfer.
Le pattuglie della Polizia ferroviaria, poco distanti, sono subito intervenute e hanno bloccato l'aggressore. Dalla visione delle telecamere di videosorveglianza i poliziotti hanno verificato che l’uomo, alla vista del gruppo intento a controllare gli orari dei treni sul tabellone delle partenze, aveva cominciato prima a inveire, per poi colpire violentemente con pugni e calci la vittima, fino a ferirlo al capo.
Il 25enne americano è stato portato in codice verde all'ospedale Fatebenefratelli. L'arrestato era appena arrivato a Milano in treno. Non risulta che faccia parte di gruppi pro Palestina.

Fratelli d'Italia cala, il Pd e il Movimento 5 Stelle salgono. E' il quadro del sondaggio Swg che oggi, 10 novembre, nel rilevamneto per il Tg La7 evidenzia le intenzioni di voto in caso di elezioni. Fratelli d'Italia cede lo 0,1% e scende al 31,3%.
La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni si conferma ampiamente primo partito, nonostante i passi avanti di Pd e M5S. Il Pd di Elly Schlein cresce dello 0,2% e arriva al 22,2%. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna lo 0,2% e si attesta al 12,8%. Passo avanti anche di Forza Italia, dall'8% all'8,1%, con sorpasso sulla Lega. Il Carroccio scende, passando dall'8,2% all'8%.
A seguire, Verdi e Sinistra al 6,7%. Più staccate Azione (3%), Italia Viva (2,5%), +Europa (1,5%) e Noi Moderati (1,1%). Le altre liste, nel complesso, raccolgono il 2,8% nel sondaggio eseguito tra il 5 e il 10 novembre.

Oggi davanti alla corte d'Assise di Bergamo ha ribadito di essere innocente e di essere solo un testimone dell'omicidio Moussa Sangare, il 31enne a processo per aver accoltellato a morte Sharon Verzeni a Terno d'Isola, nella Bergamasca, la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024.
Fermato un mese dopo, Sangare confessò prima ai carabinieri, poi al pm Emanuele Marchisio e infine dal carcere alla gip Raffaella Mascarino, di aver colpito e ucciso Sharon "senza motivo", perché sentiva il "feeling di fare del male". Sette mesi dopo, lo scorso marzo, il 31enne a sorpresa ha ritrattato tutto, rendendo dichiarazioni spontanee al termine della seconda udienza davanti alla corte d'Assise di Bergamo, convocata per il conferimento dell'incarico per la perizia psichiatrica. Perizia, firmata dalla dottoressa Giuseppina Paulillo e discussa nell'udienza dello scorso 22 settembre, che lo ha riconosciuto capace di intendere e di volere. Oggi nell'udienza durata tre ore, "ha ribadito la sua posizione e la sua innocenza per più di un'ora. Dice di essere stato testimone del fatto, ma non di averlo compiuto", racconta il legale di Sangare, Giacomo Maj.
La ricostruzione di Sangare "non è bizzarra o fantasiosa, ma semplicemente inattendibile, non sta in piedi, però lui si rende conto di quello che sta dicendo", commenta l'avvocato, Luigi Scudieri, legale di madre, padre, fratello, sorella e fidanzato della vittima, Sergio Ruocco. All'udienza di oggi, in cui tutti e cinque hanno testimoniato di fronte alla corte d'Assise, "è emerso chiaro che Moussa Sangare, quando ha ucciso Sharon, era talmente lucido da preoccuparsi di nascondere l’arma, gettare i propri vestiti nel fiume Adda e cambiare le parti di bicicletta usata la sera dell’omicidio. Quando ha confessato era talmente lucido da fare ritrovare l’arma, far recuperare nel fiume i vestiti e indicare agli inquirenti la bicicletta sulla quale è stata ritrovata dai Ris la traccia mista di Dna di Sangare e Sharon", osserva il legale di parte civile, sottolineando che "ignorare la caustica verità emersa dalla confessione sarebbe grottesco e surreale e non fa altro che distogliere l’attenzione sulla responsabilità dell’imputato, verso la famiglia di Sharon e la società, per avere spezzato la vita di una giovane donna".
Si torna in aula il prossimo 16 dicembre per la discussione delle parti. La sentenza è attesa per il 12 gennaio.
A Torino è il grande giorno di Jannik Sinner. Oggi, lunedì 10 novembre, il fuoriclasse azzurro debutta alle Atp Finals contro il canadese Felix Auger-Aliassime. Si comincia non prima delle 20:30.
Dove vedere Sinner-Auger Aliassime? Il match sarà visibile in diretta e in chiaro su Rai 2, ma anche su Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis e Sky Sport Mix. Match visibile anche in streaming su Rai Play, Sky Go, Now e Tennis Tv.
Domani, per quanto riguarda gli azzurri, tornerà in campo Lorenzo Musetti. Il toscano affronterà Auger-Aliassime non prima delle 20:30.

L’intelligenza artificiale apre delle opportunità straordinarie, senza limiti, che possono ridisegnare e stanno ridisegnando ancora di più il contorno delle nostre imprese e dei nostri sistemi produttivi”. Lo dichiara Elio Catania, presidente di Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A., in occasione degli Stati generali dei trasporti, l’evento dedicato al futuro della mobilità in svolgimento a Milano, presso l’auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’incontro, organizzato in collaborazione con Fnm e Regione Lombardia e aperto dai saluti del governatore Attilio Fontana, è stato una preziosa occasione di confronto tra istituzioni, imprese e territori.
“Abbiamo sempre visto che il ritorno delle tecnologie e della digitalizzazione - prosegue Catania - non è totale se lo applica ai vecchi modelli operativi e ai vecchi modelli di business. Bisogna ridisegnare completamente le imprese, ridisegnare i sistemi. Su questo noi, come Paese, non siamo stati bravi. È mancata la leadership d'impresa che non ha mai colto questo elemento come una trasformazione epocale e l'ha visto soltanto come un fattore tecnologico da delegare ai tecnici”.
Per concludere Catania indica due vie: “I manager che hanno responsabilità delle strutture devono capire che devono giocare in prima battuta per ridisegnare il proprio modello operativo altrimenti l’innovazione non paga. Questo non è un tema delegabile ai tecnici. Inoltre, il nostro settore ha un bisogno straordinario di politiche che guardano all’innovazione. Non possiamo aspettare che i piani economici e finanziari vengano approvati quando è finito ed è scaduto il periodo cui si fa riferimento, altrimenti i nostri investimenti disegnati quattro anni prima diventano già obsoleti. Se gli imprenditori devono farsi carico del cambiamento, le istituzioni devono vedere le politiche di innovazione come tema fondamentale per il settore”.

“Bisogna riportare i trasporti all’interno di un dibattito che viene ancora, a torto, considerato figlio minore delle municipalizzazioni. I trasporti non stanno riuscendo a fare il salto fatto da luce, gas, energie in generale e rifiuti. Si tende a considerare i trasporti come un sistema dato per scontato, invece, anche i trasporti, come le ex municipalizzate, devono avere tariffe dinamiche che vanno incontro a situazioni dinamiche di mercato e che intercettano i cambiamenti”. Così Andrea Gibelli, presidente di Asstra e presidente di Fnm, commentando quanto emerso nel corso degli Stati generali dei trasporti, l’evento dedicato al futuro della mobilità in svolgimento a Milano, presso l’auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’incontro, organizzato in collaborazione con Fnm e Regione Lombardia e aperto dai saluti del governatore Attilio Fontana, è stato una preziosa occasione di confronto tra istituzioni, imprese e territori.
“I numeri del trasporto pubblico locale parlano di 4 miliardi e mezzo di persone mosse ogni anno. Se questo non succede sarebbe come spegnere luce e gas in una casa. Comprendere questo permette di fare un salto culturale che coinvolge tutti” conclude Gibelli.

"In un paese che invecchia, la previdenza deve parlare con i giovani. È per questo motivo che stiamo investendo sull'innovazione tecnologica, sull'efficienza, sulla trasparenza e sulla qualità dei servizi. Ed è questa un'occasione perché uniamo la cultura e la memoria, perché Palazzo Wedekind rappresenta l'unione tra la memoria e la visione. È così che vogliamo restituire al paese ciò che la previdenza rappresenta da sempre: fiducia, solidarietà e visione". Sono le parole di Gabriele Fava, presidente Inps, in occasione dell’evento organizzato a Roma 'Palazzo Wedekind: 100 anni di futuro. Un’eredità che guarda avanti', che celebra l’anniversario dell’acquisizione del Palazzo da parte dell’Istituto di previdenza.

A cento anni dall’acquisizione di Palazzo Wedekind, l’Inps celebra un luogo simbolo della propria storia e del legame tra lo Stato e i cittadini. Nel cuore di Piazza Colonna, dove un tempo sorgeva il tempio dedicato a Marco Aurelio, si è tenuto l’evento “Palazzo Wedekind: 100 anni di futuro”, un’occasione per ricordare come il patrimonio architettonico e culturale dell’Istituto sia parte viva della sua missione pubblica. L’incontro, aperto dai saluti del Direttore generale Valeria Vittimberga, ha visto la partecipazione di Gianni Letta, già Direttore del quotidiano Il Tempo; del Colonnello Gerardo Cervone, Capo dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare; di Umberto Costi, del Consiglio Direttivo della Fondazione Saragat; di Umberto Croppi, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma; e di Giovanni Orsina, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss.
A introdurre e moderare i lavori è stato Diego De Felice, Direttore Comunicazione Inps, che ha ricordato come il Palazzo, per la sua posizione nel cuore della Capitale, abbia attraversato da protagonista molti dei momenti cruciali della storia politica e sociale del Paese. Nelle conclusioni, il Presidente Gabriele Fava ha sottolineato il valore identitario del Palazzo e il suo legame con la missione dell’Istituto: "Celebrare il centenario del legame tra l’Inps e Palazzo Wedekind significa celebrare un secolo di fiducia e di responsabilità collettiva. Le sedici colonne ioniche di questo palazzo rappresentano stabilità e misura: la stessa solidità che guida il nostro Istituto nel trasformare la previdenza in una piattaforma di diritti e opportunità. Oggi, accanto alle colonne di pietra, si innalzano le nuove colonne digitali del welfare: dati, intelligenza artificiale, sostenibilità e inclusione. È su queste fondamenta che stiamo costruendo una nuova architettura sociale, capace di restituire valore, tempo e dignità alle persone. L’Inps non è solo il custode della previdenza italiana: è un laboratorio di innovazione pubblica, un modello riconosciuto in Europa per efficienza, prossimità e capacità di riforma. Il futuro del Paese passa anche da qui: da un luogo che da duemila anni misura il tempo della responsabilità pubblica e da quando è di Inps continua a farlo guardando avanti, con la forza silenziosa di chi trasforma la storia in futuro".
Il progetto del Centenario, curato da Annalisa Bianco con la collaborazione di Valerio Dehò, ha proposto un percorso che intreccia arte, storia e innovazione, con le opere di luce del Maestro Raimondo Galeano proiettate sul colonnato. La luce, nelle opere di Galeano, diventa linguaggio universale e simbolo di rinascita: illumina le colonne di Palazzo Wedekind come segno di continuità tra la memoria e il futuro, richiamando la capacità dell’Istituto di generare nuova energia sociale e culturale. L’evento è stato arricchito da un intermezzo musicale della Roma Tre Orchestra, che ha eseguito brani del Maestro Ennio Morricone.
"Arte, musica e memoria – ha sottolineato De Felice – si sono fuse in una giornata che celebra la bellezza come valore pubblico, ricordando che un’istituzione vive non solo di norme, ma di cultura e di senso di appartenenza". Un’iniziativa che ha unito Istituzioni e società civile, per riaffermare il ruolo dell’Inps come motore del welfare generativo: un sistema che non si limita ad assistere, ma che attiva energie, promuove cultura e genera fiducia.
Perché il futuro, ha concluso Fava, "non si attende, si costruisce. E noi lo stiamo costruendo qui, dove la storia incontra la responsabilità".

Eni ha celebrato oggi presso la sede del New York Stock Exchange (Nyse) il trentesimo anno di quotazione negli Stati Uniti, alla presenza dell’Amministratore delegato, Claudio Descalzi, e del top management di Eni. In occasione dell’evento, l’Ad di Eni ha fatto il punto con la comunità finanziaria statunitense sull’avanzamento della strategia distintiva della società, che fa leva sui propri punti di forza competitivi nel contesto di un mercato energetico in rapida evoluzione, sviluppando un portafoglio di attività consolidate, nuove ed emergenti che generano una crescita altamente competitiva e rendimenti attrattivi per gli azionisti. Sin dall'Ipo di Eni, gli investitori statunitensi sono stati parte della Società: a oggi rappresentano il 25% del flottante azionario di Eni, vale a dire il Paese singolarmente con maggior peso al di fuori dell’Italia, e circa il 40% degli investitori istituzionali nella Società. Eni trae un valore significativo dal confronto con i propri investitori, e dal loro sostegno e riscontro mentre prosegue nell’esecuzione della propria strategia.
"Stiamo realizzando - commenta l'Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi - una transizione importante e complessa per Eni, in un contesto geopolitico, industriale e di mercato volatile e incerto. Grazie alla nostra strategia e alle capacità delle nostre persone, stiamo ottenendo risultati davvero importanti. Abbiamo costruito una strategia che dimostra di generare crescita, efficienza e creazione di valore per i nostri azionisti, e al contempo l’abbiamo adattata ai mercati energetici in evoluzione e a una visione di lungo periodo. Il nostro approccio focalizzato, basato sui nostri punti di forza competitivi, in termini tecnologici, di innovazione e integrazione, ci ha permesso di trasformare Eni in una società finanziariamente solida con livelli di indebitamento storicamente bassi e flussi di cassa altamente resilienti. Continuiamo a investire nel nostro business dell’esplorazione e produzione, di eccellenza a livello mondiale, sviluppando nel contempo la diversificazione del nostro mix energetico, della presenza geografica, delle rotte di approvvigionamento e degli ambiti di decarbonizzazione – attività che nel futuro garantiranno un business sostenibile. Abbiamo ancora davanti a noi obiettivi importanti da raggiungere, e il grande lavoro fatto finora ci posiziona al meglio per poterlo fare".
Con un approccio strategico coerente, Eni ha adattato i propri punti di forza come l'Upstream, ha ristrutturato e trasformato i settori della Chimica e della Raffinazione laddove i nuovi contesti di mercato sono diventati sfidanti, e creato nuovi business materiali, quali Plenitude, Enilive e Ccus, facendo leva su posizioni di mercato esistenti, tecnologia e know-how.
Il focus di Eni sull’attuazione della propria strategia e sulla crescita a medio termine è affiancato dalla garanzia di sostenibilità a lungo termine e di opzionalità. Questo è il motivo per cui Eni mantiene obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione delle proprie attività operative e di supporto alla decarbonizzazione dei consumi dei propri clienti. Ed è anche il motivo per cui Eni dedica tempo e investimenti a nuove opportunità come l'energia da fusione con Cfs, società del Massachusetts, di cui Eni è stata uno dei primi azionisti. Oltre a un approccio molto mirato su come Eni opera nei mercati energetici in rapida evoluzione, l'altra caratteristica altamente distintiva della strategia della Società è l'impiego delle società satellite. Questa strategia fa leva sui mercati dei capitali in evoluzione per affrontare le sfide e le opportunità dei mercati energetici. In particolare, per sostenere e garantire l'approvvigionamento energetico attuale, e allo stesso tempo creare nuovi sistemi energetici, è necessario capitale.
Il modello satellitare di Eni facilita l'accesso a pool aggiuntivi di capitale allineato sia sui mercati pubblici che privati. Da un lato, le società satellite indipendenti sono in grado di creare valore, dall’altro, a livello di business, assicurano che le attività siano focalizzate su aree di specializzazione industriale e geografica. Le società satellite di Eni sono state una vera storia di successo, con Var Energi, Azule e Ithaca nell'Upstream che hanno dimostrato performance positive rilevanti. I satelliti di Eni per la transizione hanno attratto investimenti da prestigiosi investitori internazionali, compresi nuovi partner statunitensi di rilievo del private equity. Plenitude ed Enilive hanno raccolto insieme oltre 6 miliardi di euro di investimenti – a multipli di valutazione circa 3 volte superiori a quelli di Eni, catalizzando valore, implicando circa la metà della capitalizzazione azionaria complessiva di Eni, e finanziando la loro crescita eccezionale.
In un contesto di volatilità e incertezza, una solida posizione finanziaria è fondamentale per consentire di perseguire la strategia in modo coerente. Eni ha ridotto materialmente l'indebitamento grazie all’high grading strategico e tempestivo del portafoglio, alle operazioni relative al Dual Exploration Model e alla valorizzazione delle società satelliti relative alla transizione. Il bilancio di Eni garantisce resilienza e fornisce una fonte di opzionalità strategica. Fornisce anche garanzia sull’ impegno della Società a distribuire il 35-40% del Cffo agli azionisti, un livello che implica un rendimento attrattivo per gli azionisti, ma lascia risorse adeguate da reinvestire per continuare a far crescere Eni.

Andrea Delogu è tornata in televisione con la conduzione de 'La Porta Magica'. Ma prima di riprendere il programma, interrotto dopo la tragica morte del fratello Evan, l'artista ha voluto ringraziare, in un video pubblicato anche sui social, tutti coloro che le sono stati vicini in questo momento. E la Rai per averle permesso di fermarsi. "Prima di riprendere il viaggio de 'La porta Magica', il luogo delle vostre emozioni, delle vostre storie, - ha detto Delogu - sento il bisogno di condividere con voi la mia di storia. Ci sono momenti nella vita in cui tutto si ferma e altri in cui con grande fatica, ma con grande amore si sceglie di ripartire", ha affermato l'artista che sabato prossimo tornerà anche sulla pista di 'Ballando con le Stelle'.
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"Nelle scorse settimane - ha detto commossa - la vita della mia famiglia e la mia si sono fermate e ho avuto bisogno di silenzio perché trovare le parole per raccontare quello che è accaduto è estremamente difficile. Ho perso mio fratello Evan in un incidente, aveva soltanto 18 anni[2] ed era un ragazzo straordinario, pieno di vita, di sogni e della luce[3] che appartiene a chi è pronto ad abbracciare il mondo, il futuro, come tutti i ragazzi della sua età. È successo e adesso il dolore di questa perdita ingiusta accompagna ogni mio respiro e fa molta paura ma è qualcosa con cui dovrò imparare a convivere perché la mia famiglia e io dobbiamo riuscire a trasformare in amore per la vita perché è quello che uniti dobbiamo a Evan".
"Io - ha concluso - desidero ringraziare profondamente chi ha compreso la mia necessità di fermarmi e grazie alla Rai per avermi concesso il tempo di prendermi cura dei miei cari, per non avermi mai fatto sentire pressioni, ma solo vicinanza e rispetto. Ora a nome mio e della mia famiglia voglio davvero ringraziarvi tutti, uno per uno, per l'empatia e l'affetto sincero che Evan e noi abbiamo ricevuto. Grazie a tutti voi, il vostro amore, ve lo assicuro, ci ha aiutati a non cadere" conclude.

“Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali i tavoli tematici sono operativi quasi settimanalmente. Stare seduti a un tavolo e guardarsi negli occhi può fare la differenza e a questi incontri non partecipano solo i massimi vertici, ma anche le persone che poi operano sul territorio. Trenord ha raddoppiato la presenza di treni e in quei giorni avremo un servizio di quasi 24 ore da Milano fino a Tirano”. Sono le parole di Fulvio Caradonna, consigliere delegato di Fnm Spa, intervenuto agli Stati generali dei trasporti, l’evento dedicato al futuro della mobilità in svolgimento a Milano, presso l’auditorium Testori di Palazzo Lombardia. L’incontro, organizzato in collaborazione con Fnm e Regione Lombardia e aperto dai saluti del governatore Attilio Fontana, è stato una preziosa occasione di confronto tra istituzioni, imprese e territori.
Caradonna spiega poi come avverrà il trasporto per chi vuole seguire le Olimpiadi: “Bus for Fun, una delle nostre aziende specializzata nei grandi eventi, gestirà tutto il sistema dei pullman che porteranno nelle varie realtà sciistiche per persone arrivate in treno a Tirano. Questo perché i treni non arrivano a Bormio e perché le strade non permettono la circolazione libera verso quelle realtà”.
“L’esperienza di Milano-Cortina ci deve portare sempre più a lavorare con gli stakeholder per ottenere un obiettivo comune che è quello di portare la gente ad utilizzare meno magari l'autovettura e utilizzare più il servizio pubblico”.
Infine grande attenzione all’accessibilità e alla disabilità: “È istituito un punto di raccolta a Milano dove le persone con disabilità possono comunicare la loro presenza sui treni. Verranno accompagnate, arriveranno a Tirano dove del personale specializzato li accompagnerà in questo percorso di abbattimento delle barriere architettoniche fino a dei pulmini appositamente attrezzati che potranno essere utilizzati per arrivare nelle varie realtà sciistiche”.

“Regione Lombardia rappresenta per Rete Ferroviaria Italiana una parte importantissima, fondamentale del proprio business”. Cosi l’amministratore delegato di Trenitalia e presidente di Agens, Gianpiero Strisciuglio, intervenendo agli Stati Generali dei Trasporti, in corso a Milano. “Abbiamo circa 1.800 chilometri di infrastruttura e oltre 2.000 treni al giorno -sottolinea il manager- dunque potete immaginare l'importanza per noi di Regione Lombardia. Stiamo lavorando molto per migliorare il servizio, ovviamente molto dobbiamo ancora fare”. Soprattutto “dobbiamo mettere a terra tutta una serie di interventi, di investimenti. Parliamo di investimenti importanti di circa 28 miliardi, di cui 15 sono già operativi e riguardano interventi su tutte le direttrici che vanno dall'alta velocità agli interventi più importanti sul nodo di Milano, tra cui uno su tutti l'intervento del nuovo apparato centrale di Milano Centrale”. “Evidentemente -avverte- l'obiettivo è migliorare il servizio che quotidianamente coinvolge 2.000 treni e circa 700-800 mila pendolari. La sfida è molto importante e si svolgerà nei prossimi mesi, nei prossimi anni, insieme alle strutture di Regione Lombardia con le quali collaboriamo ogni giorno per migliorare il servizio”.
“Gli interventi per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 - ha continuato- rappresentano una sfida importante che abbiamo condotto insieme a Regione Lombardia e sono frutto di un grande lavoro di squadra. Un lavoro di squadra che non è finito e che quotidianamente portiamo avanti”. “Quello delle Olimpiadi -sottolinea Strisciuglio- credo sia un esempio importante da tenere a mente come modello di collaborazione tra stakeholders, sia per la parte infrastrutturale che per la parte del servizio. Regione Lombardia ha messo a disposizione tutta una serie di esperienze e di tecnici che, unitamente a quelli di Rete Ferroviaria Italiana, stanno lavorando e lavoreranno nei prossimi mesi per rendere questa esperienza utile, e non solo in occasione delle Olimpiadi, perché l'eredità che lasceremo al territorio è un'eredità importante, lasceremo sul territorio delle stazioni più accoglienti, dei binari migliori, un servizio migliore”. “Questo -avverte il manager- può anche essere un modello per il futuro per disegnare insieme le infrastrutture necessarie per la Regione Lombardia che possano in modo risolvere quelle criticità che ancora dobbiamo affrontare. Lavorando insieme come per le Olimpiadi -conclude- potremo quindi disegnare le infrastrutture del futuro risolvendo quelli che sono gli ultimi nodi critici”.

"Uno può essere islamico, ebreo, cattolico, buddista, valdese, protestante. Il problema è pretendere che chi arriva a Bari, a Lecce, a Foggia, a Brindisi, a Taranto o a Trani rispetti la nostra storia, la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione, la nostra Costituzione e quelli che non sono disposti a farlo fuori dalle palle, tornino da dove sono arrivati, dal primo all'ultimo, cristianamente e generosamente fuori dalle palle". Così Matteo Salvini, parlando dal palco di Bari, per il comizio unitario dei leader del centrodestra in appoggio al candidato per la presidenza della regione, Luigi Lobuono.
"Ve lo dico in una terra di accoglienza. La Puglia è terra di accoglienza, di generosità, di solidarietà, però l'Europa sta permettendo a troppi immigrati, soprattutto islamici, di entrare nel nostro Paese e di distruggere il nostro tessuto sociale, valoriale, culturale, economico. Il problema non è il Dio in cui si crede", ha detto ancora il vicepremier e leader della Lega.
A scuola "no a schifezze gender e cose di quel genere"
"Sono orgoglioso che questo governo, col ministro Valditara, un ministro della Lega, abbia rinnovato ben due contratti degli insegnanti, dei docenti e del personale della scuola. È fondamentale avere scuole libere da ideologie, fondamentale aumentare gli stipendi in busta paga ed è fondamentale che chi insegna ai nostri figli invece di portare in classe le ideologie gender o schifezze di quel genere, possa insegnare il rispetto, la buona educazione, i doveri, la Costituzione, il rispetto delle regole", ha detto ancora Salvini.
"A quei fenomeni che si rifiutano di fare l'esame di maturità[1] perché la scuola non deve giudicare, a quei fenomeni che mancano di rispetto ai propri insegnanti o ai propri compagni di scuola, a quei fenomeni che durante occupazioni e autogestioni sfasciano il materiale scolastico, la risposta è chi rompe paga", ha aggiunto. "Paghino le mamme e i papà di quegli imbecilli che prendono la scuola per un centro sociale", ha sottolineato.
Riforma giustizia, "fondamentale vittoria sì al referendum"
"È fondamentale che vinca il sì al referendum sulla giustizia. Troppi italiani finiscono ingiustamente in galera e i giudici che sbagliano non pagano mai, non è possibile", ha detto inoltre parlando della riforma della giustizia[2].

"Puntiamo a vincere". Leader della coalizione di centrodestra oggi a Bari, insieme sul palco del Teatroteam a sostegno della candidatura alla presidenza della Regione Puglia di Luigi Lobuono.
Le regionali pugliesi rappresentano "una sfida che noi puntiamo a vincere, perché non abbiamo paura di nessuno" ha detto la premier Giorgia Meloni, dal palco del comizio. "Non ci sono risultati già scritti in partenza, non ci sono destini già scritti, c'è il lavoro, c'è la determinazione, c'è la buona fede e c'è la passione che si mettono in una battaglia", le parole della leader di Fdi.
"Ricordo quando dicevano che se il centrodestra avesse governato l'Italia, l'Italia sarebbe stata isolata a livello internazionale e tre giorni fa il Financial Times titolava che l'Europa dovrebbe imparare dall'Italia. Perché in tre anni noi abbiamo ricostruito l'immagine di questa nazione. Eravamo la pecora nera d'Europa - ha poi detto Meloni - e oggi siamo una nazione che può indicare la rotta alle altre".
E ancora: "Ricordo quando dicevano che Fratelli d'Italia non poteva raggiungere il 5% dei consensi. Nell'ultimo sondaggio era stimato al 31,4% dei consensi, il livello più alto di sempre dopo tre anni di governo, una cosa che non era mai accaduta da quando esistono i sondaggi. Ricordo quando dicevano che non saremmo mai arrivati al governo della nazione e oggi stiamo governando questa nazione. Ricordo quando dicevano che non saremmo durati più di sei mesi e oggi siamo il terzo governo più longevo della storia d'Italia".
"Qualche giorno fa - ha continuato Meloni - c'era in tv un filosofo che diceva che io vinco perché quelli che si occupano del mio make-up sono bravissimi. In pratica, voi mi votate perché sono truccata bene. Ora, al netto del fatto che io mi trucco da sola e manco così bene, vi rendete conto di quanto sono superficiali le letture di questi intellettuali da salotto? Che in pratica ci dicono che gli italiani votano guardando le fotografie e non i contenuti. E questi sono i filosofi, figuratevi gli altri. Questi sono gli intellettuali!".
"Non sempre le cose vanno come vorremmo. Possiamo sempre migliorare, dobbiamo fare di più, dobbiamo fare meglio e voi non dovete mai smettere di spronarci e di ricordarci quello che non va bene: dovete essere con noi implacabili, pretenziosi. Perché questo fa un popolo nei confronti dei propri rappresentanti. Però - ha sottolineato - stiamo dando tutto e lo stiamo facendo senza risparmiarci".
Quindi la standing ovation di buona parte della platea quando la presidente del Consiglio ha citato "a 90 anni dalla nascita, Pinuccio Tatarella, un uomo del popolo innamorato della sua terra, intelligente e sorridente".
"Oggi siamo qui uniti come da 30 anni a questa parte, uniti come ci ha immaginato, come ci avrebbe voluto un grande pugliese che, a novant'anni dalla sua nascita, ricordiamo tutti con emozione: si chiamava Pinuccio Tatarella. Un uomo del popolo, innamorato della sua terra, che sapeva unire intelligenza, visione, passione e ironia", le parole di Meloni.
Tajani: "Emiliano o Decaro stessa cosa, non è cambiamento"
"Abbiamo tutti un sogno che vogliamo trasformare in realtà. Quello di avere una Puglia diversa, moderna, che guarda avanti, dove la sanità funziona, dove c'è il lavoro, dove i giovani non sono costretti ad andarsene da altre parti, dove ci sono infrastrutture, dove si cura la Xylella, una Puglia che guarda avanti. Fino ad adesso abbiamo avuto una Puglia che ha guardato indietro e l'alternativa è tra chi vuole continuare e chi vuole cambiare". Così il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, parlando dal palco di Bari.
"Emiliano e Decaro sono la stessa cosa, una coppia di fatto politica. Non è un cambiamento. Prima Decaro l'ha usato per crescere, poi dice no, Emiliano non va bene più perché non mi piace, dobbiamo cambiare. L'imprinting è quello. Decaro vuol dire Emiliano, Emiliano vuol dire Decaro. Non cambia nulla, avanti come stanno le cose oggi, che non funzionano. Noi invece vogliamo creare una Puglia diversa", conclude.
Salvini: "Si può vincere, centrodestra è unito"
"Qualche sondaggio ci dà indietro" ma loro sono "vent'anni che governano, e si vergognano di loro stessi, qualcuno ha tradito il suo padrino politico e io diffido dai traditori. Se uno tradisce chi l'ha portato a far politica è portato a tradire tutti voi, non si vota chi tradisce, mai", ha poi detto Matteo Salvini parlando dal palco e concludendo il suo intervento con un appello al voto.
"Si può vincere se la Puglia tira fuori il suo straordinario cuore", ha aggiunto spiegando che chi non vota "il 23 novembre non coglie l'occasione storica di un centrodestra finalmente unito, perché ogni tanto un po' litigiosetti, lo siamo stati anche noi qua in Puglia, finalmente unito con un candidato che magari a sinistra dicono non è uno showman, ma voi non avete bisogno di uno showman, voi avete bisogno di una persona seria che vada in regione a fare l'interesse dei pugliesi".
"Chi non vota poi per cinque anni non rompa le palle se le cose non cambiano, vince chi vota", ha concluso.

Una marea arancione. Iconica, emblematica. La Inalpi Arena si colora per Jannik Sinner e non c'entrano effetti speciali e riflettori. Il Centrale ha preso vita grazie a centinaia di tifosi piombati sugli spalti per godersi da vicino la rifinitura del fuoriclasse azzurro che oggi, lunedì 10 novembre, esordirà alle Atp Finals contro Felix Auger-Aliassime. Il numero uno del ranking è stato accolto dal boato dei presenti, che adesso aspettano solo il gran debutto a Torino per chiudere la festa.
Sinner, marea arancione alla Inalpi Arena
Sinner, in completino nero, ha incantato i primi appassionati arrivati sul Centrale per godersi una serata di spettacolo con la solita calma. Accanto a lui, coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, che lo hanno guidato nella prima parte dell'allenamento con lo sparring Maxim Mrva, il diciottenne ceco che si è già allenato con Jannik in questi giorni (e con Lorenzo Musetti in mattinata). La costante? Gli applausi. Le tribune si sono riempite pian piano d'arancione, tra centinaia di cappellini, magliette, felpe appariscenti e i tradizionali cartelloni. Da "Jannik, sei sempre un sogno" a "Tranquillo, senza di te la Davis la vinciamo lo stesso", Torino ha iniziato a spingere così l'idolo assoluto della settimana. Il campione più atteso. Curiosità: l'attenzione, in tribuna, è stata a un certo punto attirata da un trio arancione. Tre ragazzi equipaggiati con la t-shirt dell'iconico colore di Jannik e le lettere J, A, N. A rendere ancora più visibile il supporto per il campione italiano.
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Sinner, la rifinitura prima dell'esordio alle Finals
Dopo una mezz'ora con lo sparring e i complimenti al giovane Mrva, prospetto da tenere d'occhio già nei prossimi mesi, il numero uno ha continuato a lavorare su un paio di dettagli con Vagnozzi e Cahill per poi concedersi agli autografi di rito. Grande attenzione soprattutto alla risposta, fattore che potrebbe risultare decisivo nel match di stasera contro il canadese. Auger-Aliassime è già riuscito a mettere in difficoltà Sinner nella finale di Parigi. Sotto la Tour Eiffel, Jannik aveva avuto comunque la meglio. All'ombra della Mole, la voglia è quella di bissare. (di Michele Antonelli, inviato a Torino)

Scintille alla Camera sull'educazione sessuale a scuola, in occasione della discussione generale in aula sul Ddl sul consenso informato in ambito scolastico. Il Carroccio ha presentato un emendamento all’articolo 1 del testo sul consenso informato in cui la formulazione originaria "la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado" viene sostituita con quella in cui si legge "per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria". La Lega corregge dunque il tiro e l'educazione sessuale si farà anche alle medie ma servirà il consenso dei genitori.
La Lega
Il provvedimento "non vieta l'educazione sessuale, che è già previsto nelle indicazioni nazionali" ma "quello che vietiamo sono le distorsioni ideologiche care alla sinistra: grazie a questa legge fortemente voluta dalla Lega, non potranno più entrare a scuola attivisti ideologizzati trans e Lgbt, drag queen, porno attori privi di competenze pedagogiche, per parlare a bambini e ragazzi di fluidità di genere, di utero in affitto e di confusione sessuale", ha spiegato Rossano Sasso, deputato della Lega e relatore del Ddl.
Le opposizioni
La modifica è stata criticata dal Pd: "Dal disegno di legge Valditara è stato tolto il divieto all’educazione sessuale alle scuole medie ma subordinarne l’insegnamento, così come alle scuole superiori, al consenso dei genitori resta una scelta incomprensibile. In quasi tutti gli Stati europei l'educazione sessuale è obbligatoria, mentre in Italia il governo Meloni vuole la scuola dei tabù", ha spiegato l'eudeputato del Pd Alessandro Zan.
Sulla stessa linea la deputata Pd, Irene Manzi: "E evidente che Valditara e la Lega, di fronte alle critiche diffuse e all’imbarazzo crescente, abbiano dovuto cambiare posizione almeno rispetto a questo aspetto. Non basta un correttivo a cancellare l’errore di fondo: quello di pensare che la scuola debba tacere su tutto ciò che riguarda la crescita emotiva, relazionale e sessuale degli adolescenti".
"La maggioranza si è svegliata di colpo sull'educazione affettiva e sessuale con un correttivo dell'ultimo minuto non per convinzione, ma per pura pressione. Non è illuminazione, è paura di un autogol politico", ha detto la deputata del M5S, Daniela Morfino aggiungendo: "Ma non illudiamoci: il requisito del consenso dei genitori resta una clausola che permette ai contrari di negare ai propri figli un diritto essenziale. Hanno comunque dovuto cedere su qualcosa. La nostra insistenza paga, ma la lotta continua per un'educazione sessuale inclusiva-strutturale e non bloccabile dai veti ideologici".
Nella discussione generale del provvedimento, tutta l'opposizione ha attaccato il governo. "Il ministero di Schillaci promuove da anni progetti di educazione sessuale e affettiva in scuole di ogni ordine e grado, anche nelle regioni guidate dalle Lega come il Veneto - ha detto Elisabetta Piccolotti di Avs - State vietando una cosa che la regione Veneto fa da anni seguendo le linee dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Progetti a macchia di leopardo che andrebbero incentivati e che invece vengono cancellati con un tratto di penna. Questo Ddl esclude elementari e medie, fasce di età in cui ci sono ragazzi e ragazze più bisognosi di proteggersi. Vorrei sapere cosa ne pensa Schillaci".



