
A poche ore dal via di Milano Cortina 2026, l’attesa è tutta per la cerimonia di apertura. Lo show inaugurale, ‘diffuso’ (come questa particolare edizione delle Olimpiadi) su più territori. Da Milano a Cortina, passando per Livigno e Predazzo. In attesa dell'inizio dell'evento, gli appassionati hanno però un unico grande dubbio. Chi saranno gli ultimi tedofori? Chi avrà l’onore di accendere i due bracieri olimpici a Milano e a Cortina?
Milano Cortina 2026, gli ultimi tedofori
Il toto-tedoforo sembrerebbe avere già la sua risposta. In pole position ci sono due leggende dello sci azzurro, Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. Con un colpo di scena. Entrambi 'correrebbero' per il braciere milanese piazzato all’Arco della Pace, con il pittoresco Castello Sforzesco a far da sfondo all’iconico momento. A far la spia della possibilità, la loro presenza in contemporanea oggi in Triennale a Milano, per il taglio del nastro di Casa Italia. A quanto apprende l'Adnkronos, Tomba e Compagnoni (tre ori olimpici a testa) potrebbero accendere insieme il braciere all'Arco della Pace a Milano e regalare alla storia dei Giochi un momento memorabile. Da annali. Per quanto riguarda Cortina, un indizio importante arriva dalle parole del mito Gustavo Thoeni, oro in slalom gigante a Sapporo 1972, che poche ore fa ha precisato il suo ruolo di penultimo tedoforo a Cortina. A chi passerà il testimone? A Sofia Goggia, oro in discesa a Pyeongchang 2018 e argento nel 2022 a Pechino. Un ruolo epico per l'azzurra, che poi tornerà in pista a caccia di una medaglia.
Milano Cortina, chi saranno gli ultimi tedofori
Proprio prima dell'inaugurazione di Casa Italia con il Capo dello Stato Sergio Mattarella, l’Adnkronos ha interpellato sul tema il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, ‘pizzicato’ a chiacchierare con Tomba. “Accenderà lui il braciere olimpico a Milano? Anche se lo so, non ve lo dico. Sarà una sorpresa”. Il presidente, dribblando con un sorriso la questione, ha poi puntato il focus sull’avvicinamento alle prime gare da medaglia delle Olimpiadi invernali: "Siamo pronti e ciò che ho chiesto e chiedo agli atleti e alle atlete è di fare ciò che sanno fare, che in queste circostanze giocando in casa e con tante pressioni diventa difficile. È un po’ come la sera prima degli esami, però abbiamo studiato. Siamo tesi ma abbiamo studiato”. (di Michele Antonelli)

L’8 febbraio il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, inaugurerà ufficialmente la sede di Med-Or Italian Foundation for Africa, a Nairobi. Lo si apprende da un comunicato di Med-Or, secondo cui l’apertura della sede in Kenya, la prima all’estero, segna un passaggio strategico nel rafforzamento della presenza operativa della Fondazione sul continente e nel suo impegno a promuovere una cooperazione concreta, strutturata e paritaria.
La nuova sede in Kenya permetterà alla Fondazione di stabilire una presenza diretta in Africa, con la possibilità di proiezione su tutto il continente, per rafforzare il dialogo con i partner locali, collaborare in modo più efficace con governi e istituzioni africani e approfondire la comprensione delle trasformazioni economiche, sociali e politiche del continente. La scelta di Nairobi riflette anche il ruolo centrale del Kenya come piattaforma strategica per l’intera Africa. Il paese si distingue per la sua stabilità politica, il dinamismo economico e la crescente capacità di attrarre investimenti internazionali, oltre a rappresentare un hub commerciale, tecnologico e logistico di riferimento per tutta l’Africa.
Inoltre, la sede a Nairobi fungerà in particolare da centro operativo per il coordinamento, la promozione e il monitoraggio dei progetti e delle iniziative della Fondazione orientati allo sviluppo e alla crescita sostenibile dei paesi africani, allo scambio di competenze tra Italia e partner locali, alla cooperazione tra settore pubblico e privato.
"L’azione di Med-Or in Africa rappresenta un contributo strategico al rafforzamento del partenariato con i paesi africani e con l’intero continente. La presenza attiva in Kenya della Fondazione, con la collaborazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, rappresenta un investimento concreto su formazione, conoscenza e innovazione, leve essenziali per una crescita solida e duratura – afferma il Ministro Bernini – L’obiettivo condiviso è investire sulle competenze e sul capitale umano, sostenendo percorsi di trasformazione economica e sociale fondati sulla responsabilità, sull’innovazione e sulla valorizzazione dei territori e delle comunità locali".
"Con l’inaugurazione della sede di Nairobi, Med-Or compie un passo coerente con la propria visione: lavorare in Africa, con l’Africa. La presenza diretta sul territorio – dichiara il Presidente Minniti – ci consente di costruire relazioni più solide e paritarie con governi, istituzioni e attori locali, rafforzando un modello di cooperazione che mette al centro il dialogo, le competenze e il rispetto reciproco". Med-Or Italian Foundation conferma così l’impegno a rafforzare la dimensione internazionale delle proprie attività e a contribuire allo sviluppo di relazioni strategiche e di lungo periodo con i principali attori del continente africano.
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"Le Olimpiadi portano l’attenzione sugli atleti che dedicano la loro vita a superare ostacoli e a porsi obiettivi. Lo stesso vale per le persone con obesità, chiamate ogni giorno a confrontarsi con difficoltà e con uno stigma ancora diffuso. The Impossible Gym vuole trasmettere a pazienti e medici un messaggio chiaro: è possibile farcela, così come può riuscirci un atleta determinato a raggiungere il proprio traguardo". Lo ha detto Roberto Vettor, membro della Sio (Società italiana obesità), direttore scientifico e coordinatore clinico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione presso Humanitas research hospital di Milano, intervenendo all’inaugurazione – oggi a Milano – del tour itinerante organizzato da Lilly, che comprende due installazioni immersive: 'The Impossible Gym – Winter Edition' in piazza dei Mercanti, dedicata alle sfide quotidiane delle persone con obesità, e 'Fan Village' in piazza del Cannone, che ripercorre la storia della medicina moderna.
"La Sio patrocina questo evento perché supportare una manifestazione così ben strutturata è assolutamente essenziale, soprattutto sul piano della comunicazione. La comunicazione è alla base della vita della società ed è fondamentale per aumentare la consapevolezza sul tema dell’obesità – sottolinea Vettor –. Si tratta di una malattia cronica recidivante, di cui oggi si conoscono diversi aspetti della fisiopatologia clinica. Non è più semplicemente un problema estetico". E "non è più colpa del paziente se viene stigmatizzato: l’obesità ha ormai i connotati di una vera e propria malattia, riconosciuta anche dalle istituzioni", conclude.
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Contrastare il cyberbullismo, con la formazione a distanza di oltre 5mila tra operatori sanitari, insegnanti e genitori e tra i banchi di scuola con esperienze immersive che prevedono l’utilizzo della realtà virtuale: è l’obiettivo di Educatamente 2.0, un nuovo progetto pilota finanziato nell’ambito del programma Ccm del ministero della Salute e coordinato dal Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1 insieme al Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di Sanità e al Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma, presentato oggi all’Iss in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyber bullismo, in calendario domani, al convegno 'Oltre lo schermo. Insieme per un web sicuro – Educatamente 2.0: Promozione della salute digitale e prevenzione del cyberbullismo'. Il convegno è stato aperto con la proiezione di un video, realizzato dall’Iss, che vuole sensibilizzare e informare i ragazzi su come orientarsi per chiedere aiuto.
"La salute, soprattutto nella fascia tra gli undici e i quindici anni, che è quella più colpita dai fenomeni di bullismo sulla rete, è anche benessere digitale – afferma il presidente dell’Iss Rocco Bellantone – formare con metodi basati scientificamente genitori, insegnanti e operatori sanitari a intercettare precocemente questi fenomeni e stabilire un’alleanza con le scuole è la via maestra per sconfiggere l’isolamento di chi è vittima di bullismo. Una solitudine che può portare a conseguenze gravi e a volte persino fatali".
"Con Educatamente 2.0 – rileva Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1- mettiamo l’innovazione tecnologica al servizio della prevenzione. La salute oggi passa inevitabilmente dal benessere digitale: proteggere gli adolescenti dai rischi del web significa proteggere il loro futuro e la loro integrità psichica. Come Asl Roma 1, siamo orgogliosi di coordinare questo progetto, attraverso la stretta sinergia con l'Istituto superiore di Sanità e la Sapienza possiamo costruire una rete di protezione che coinvolge l'intero ecosistema del minore: operatori sanitari, insegnanti e famiglie per intercettare precocemente il disagio e fornire strumenti che siano concreti riferimenti per gli adulti".
"La realtà virtuale – aggiunge Annamaria Giannini, direttrice del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma - rappresenta uno strumento particolarmente efficace nei percorsi di educazione perché consente di lavorare sull’esperienza, e non solo sulla conoscenza. Attraverso ambienti immersivi è possibile favorire una comprensione più profonda del vissuto della vittima di violenza online, rendendo percepibili le conseguenze emotive e relazionali delle condotte digitali. In questo modo, l’attenzione si sposta dal comportamento in sé alla persona che lo subisce, promuovendo nei giovani una maggiore consapevolezza, responsabilità e capacità di riconoscere i possibili rischi online".
Educatamente 2.0 prevede iniziative di formazione, a cura dell’Iss rivolte da un lato agli operatori sanitari (corsi Fad) dall’altro a genitori e insegnanti con webinar tematici. E’ prevista la formazione di almeno 5.000 professionisti della salute e l’organizzazione di 10 webinar. "Faremo una formazione per l’identificazione precoce dei comportamenti problematici – sottolinea Adele Minutillo, del Centro nazionale Dipendenze e Doping- descrivendo i principali fattori di protezione, come per esempio la promozione dell’autostima o l’uso consapevole tecnologie. Un altro aspetto su cui vogliamo porre l’attenzione è l’importanza di lavorare sia con la vittima che con l’autore degli atti di bullismo, perché non si può cambiare la cultura senza cambiare quello che c’è dietro".
L'Università Sapienza metterà a punto e sperimenterà un modello di intervento psicoeducativo che l'utilizzo della realtà virtuale finalizzato all’individuazione di strategie di prevenzione basate sull’evidenza (evidence based). Dal prossimo anno scolastico, sono previsti interventi in alcune scuole secondarie del distretto della Asl Roma 1 dove con l’ausilio di appositi visori i ragazzi verranno proiettati in maniera diretta e immediata in scenari realmente accaduti, ricostruiti attraverso il supporto della Polizia postale. Interventi selettivi riguarderanno invece ragazzi e giovani adulti già segnalati o denunciati per condotte reato on line o cyberbullismo. Un impianto di valutazione e monitoraggio renderà poi gli esperti in grado di valutare l'efficacia di questo modello.
"La sperimentazione di episodi di cyberbullismo in un ambiente controllato – rileva la dottoressa Emanuela Mari, del Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma – permette ai ragazzi e alle ragazze di confrontarsi in modo guidato con situazioni ad alto impatto emotivo, trasformando l’esperienza in un’occasione di riflessione e confronto. Il dibattito successivo, condotto dagli operatori del progetto, favorisce una maggiore consapevolezza delle dinamiche relazionali online e delle conseguenze delle condotte agite, rappresentando un passaggio fondamentale anche in ottica preventiva rispetto alla violenza verbale e ad altre forme di discriminazione sul web".
Insulti, epiteti offensivi, persino istigazioni a compiere gesti estremi non sono solo parole. Per questo non si deve minimizzare, rivolgendosi alle Forze dell’Ordine e in particolare alla Polizia postale. E’ questo il messaggio che vuole dare ai ragazzi un video proiettato in apertura del convegno, realizzato dall’ufficio stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, per la regia di Gianfelice Martini e l’interpretazione di Aurora Nikolli, in collaborazione con l’Associazione 'Paolo Ettorre – Socially Correct' che ne ha pensato il concept. Il video si sofferma sui danni psicologici del cyberbullismo, mostrando come possa ferire al pari di un’arma da fuoco. Colpo dopo colpo, può minare il benessere psicologico dei ragazzi, con parole che rimbombano dentro di loro a volte per sempre. Chiedere aiuto non è debolezza, ma al contrario un grande atto di forza.
L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 19 gennaio al 25 gennaio, è stata pari a 10 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alle 11,3 della settimana precedente. Lo indica il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi e da quest’anno in forma interattiva. Lo indica il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi. "Sono stati stimati circa 551mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 10,4 milioni di casi. L’incidenza è in diminuzione in tutte le fasce di età tranne la fascia 0-4 anni, dove è stabile rispetto alla settimana precedente con circa 40 casi per 1.000 assistiti".
"L’intensità è a livello di base in Liguria e Molise, media in Puglia, Basilicata e Campania e bassa in tutte le altre regioni e Province autonome. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da Ili ad Ari rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni. Nella settimana nella comunità si registra per influenza un tasso di positività del 14,1%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 14,7%. Per quanto riguarda la comunità, tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Vrs, per Rhinovirus e i virus influenzali. La co-circolazione dei diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle infezioni respiratorie acute (Ari). Nel flusso ospedaliero, tra i virus respiratori i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per i Rhinovirus, per altri coronavirus diversi da Sars-Cov-2 e per Vrs".
La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi nella quarta settimana dell'anno in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1) pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Nel flusso ospedaliero, tra i virus sottotipizzati, si osserva una percentuale lievemente più alta di virus A(H1N1)pdm09 rispetto ai virus A(H3N2). Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA dei virus influenzali A(H3N2) evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K rimane prevalente. Per quanto riguarda i virus influenzali A(H1N1)pdm09, la maggior parte dei ceppi si raggruppa nel subclade D.3.1.1.

"Il Ddl delega su riorganizzazione e potenziamento del Ssn, unitamente a quelli sulla legislazione farmaceutica e sulle professioni sanitarie, confermano un momento di fermento governativo in ambito sanitario. E questa è una buona notizia, perché indicativa della consapevolezza di dover mettere mano al Ssn. Però, la differenza per l’esigibilità del diritto alla salute la farà 'il come' ci si metterà mano. Per questo Salutequità ha realizzato attraverso il suo Osservatorio un'analisi del testo del Ddl delega per la riforma del Ssn con l’obiettivo di individuare le criticità presenti e l’auspicio di stimolare il Parlamento a perfezionarne il testo". Così Tonino Aceti, presidente Salutequità in una nota.
"Le tre deleghe al Governo sulla sanità arrivano in assenza della stesura e approvazione del nuovo Piano sanitario nazionale (l’ultimo si riferisce al triennio 2006-2008), rispetto al quale da oltre due anni se ne comunica la priorità e l’avvio dei lavori. Sono gli ultimi atti di indirizzo del ministro della Salute a prevederne l’approvazione - si legge -. In particolare, l’atto di indirizzo 2025 attribuiva al Piano sanitario nazionale 2025-2027 la funzione di 'visione del sistema della salute per i prossimi anni, in termini di obiettivi strategici e di interventi necessari ad affrontare i nuovi bisogni e le profonde trasformazioni in atto nella società'. Ad oggi nessuna bozza è stata ancora trasmessa alle Regioni. Anche il Patto per la Salute è fermo al 2019-2021, in proroga per 'Legge'. Si è scelto invece di passare direttamente alle deleghe al Governo".
Il Ssn "è stato istituito con legge dello Stato (833/78) ed è una delle infrastrutture pubbliche più importanti del nostro Paese: serve a realizzare in modo sostanziale l’unico Diritto che la Costituzione definisce come 'fondamentale' e cioè il diritto alla salute. E per il quale l’Italia investe oltre 142 miliardi di euro nel 2026. Ciò nonostante - sottolinea Aceti - il ruolo del Parlamento nel Ddl delega di riforma del Ssn è residuale. Il testo prevede infatti che gli schemi di decreti legislativi siano trasmessi alle Commissioni parlamentari per l’acquisizione del solo parere non vincolante per il Governo". Inoltre, "per la formalizzazione del parere, il Parlamento avrà a disposizione solo trenta giorni a differenza dei sessanta previsti, ad esempio, per il parere agli schemi di decreti legislativi sulla farmaceutica. Un ruolo maggiore del Parlamento nel ragionamento su una riforma di così grande portata ed impatto è indispensabile".
"Il comma 2 dell’art. 3 del Ddl delega sancisce che dall’attuazione delle deleghe non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Eppure - sottolinea Aceti - tra i principi e criteri direttivi vengono previsti la revisione e l’aggiornamento della disciplina in materia di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, nonché l’introduzione degli ospedali di terzo livello ed elettivi all’interno della classificazione delle strutture ospedaliere, oltre che la definizione di standard anche di personale per l’assistenza residenziale e semi-residenziale per le persone non autosufficienti e standard assistenziale e di équipe per cronici con evoluzione sfavorevole della malattia. Tutte operazioni che difficilmente riusciranno ad essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per le casse pubbliche. Diversamente, il Ddl delega sulla legislazione farmaceutica, per l’attuazione delle disposizioni di delega, autorizza la spesa di 16,250 milioni di euro per l’anno 2026, di 20,250 milioni di euro per l’anno 2027 e di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028".
"Andando ad analizzare i criteri direttivi del Ddl Delega, quelli più specifici e concreti riguardano l’assistenza ospedaliera con, ad esempio, l’introduzione degli ospedali di terzo livello, quelli elettivi e nuove reti assistenziali tempo-dipendenti. Anche solo analizzando il testo lessicalmente si rileva che il riferimento alla parola 'ospedale' all’interno del testo compare ben 13 volte, mentre solo la metà quello all’assistenza territoriale. Le parole cittadino ed equità una sola volta".
"I principi e criteri direttivi della delega al Governo presentano pochi elementi di forte innovazione. Di fatto - conclude il presidente di Salutequità - la gran parte li ritroviamo in molti provvedimenti già approvati. Nessun riferimento alla necessità di innovare i meccanismi di monitoraggio e valutazione delle performance dei servizi sanitari e degli esiti delle cure erogate in ospedale e soprattutto sul territorio. Inoltre, nessun accenno all’innovazione dei meccanismi di rimborso delle prestazioni sanitarie, passando dal rimborso a prestazione a quello per percorso diagnostico terapeutico e ai suoi esiti di salute. Quest’ultima unica vera leva per integrare ospedale e territorio e mettere al centro la persona".
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Otto agenti della polizia penitenziaria sono stati condannati nell’ambito del processo sulle violenze ai danni di detenuti avvenute nel carcere di Torino 'Lorusso e Cutugno' tra il 2017 e il 2019. Fra questi, sette imputati sono stati condannati per il reato di tortura, con condanne che vanno da 3 anni e quattro mesi a 2 anni e 8 mesi. Per altri sei imputati c’è stata invece una sentenza, a seconda delle posizioni, di assoluzione o di non dover procedere per intervenuta prescrizione.
“E’ una sentenza non condivisibile, il reato di tortura non è configurabile – commenta all’Adnkronos l’avvocato Antonio Genovese, difensore di tre agenti – mancano gli elementi costitutivi del reato”.
Durante il processo erano emerse alcune condotte. In particolare, ricorda Antigone, "una vittima era stata condotta in una stanza e colpita violentemente con schiaffi al volto e al collo e pugni sulla schiena. Poi costretto ad alta voce ad insultarsi e messo faccia al muro per circa 40 minuti, mentre a loro volta gli agenti lo insultavano".
"Si tratta della seconda sentenza di questo genere che arriva in pochi giorni, dopo quella decisa dal Tribunale di Firenze - sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - Come già detto in quel caso, non siamo felici di fronte a queste condanne, perché in carcere non dovrebbe esserci posto per episodi di sopraffazione. Abbiamo però voluto con forza il delitto di tortura, perché crediamo che questo serva in particolar modo alle forze dell'ordine, per riconoscere e isolare chi abusa del proprio ruolo e della divisa che indossa, delegittimando una categoria di operatori che giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà e le politiche governative, che scaricano su di loro approcci penal-populistici, provano a restituire alla pena il suo senso costituzionale".

C'è l'accordo sul licenziamento collettivo avviato da Vueling per 84 lavoratori, tutti assistenti di volo impiegati presso la base di Roma Fiumicino, che scatterà dal 1 marzo. L'accordo è stato siglato oggi al ministero del Lavoro da Vueling Airlines Sa e dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Anpac, Rsa.
I licenziamenti, a quanto apprende l'AdnKronos che ha potuto visionare il verbale di accordo, saranno effettuati applicando il "criterio della non opposizione", ovvero: ai lavoratori che non si opporranno al licenziamento, sottoscrivendo un apposito verbale, verrà riconosciuto un "incentivo economico" pari a 22 mensilità della retribuzione annua lorda e potranno scegliere poi se chiedere l’assunzione ex novo presso la sede spagnola, a Barcellona.
Chi non firma la non opposizione al licenziamento, invece, può chiedere il trasferimento presso la sede di Firenze, con decorrenza dal 1 marzo 2026 e fino ad un limite massimo di 15 posizioni, godendo di un trattamento economico aggiuntivo una tantum pari ad 4.800 euro lordi e un imborso spese fino ad un massimo di 1.800 euro lordi. Altrimenti rientrerà tra i licenziati, senza incentivi, e accedere poi alla Naspi.
I sindacati. "In data odierna è stato siglato al ministero l’accordo che chiude la procedura di licenziamento per 84 esuberi sulla base di Roma. L’accordo ha migliorato le condizioni economiche e diverse opzioni per gestire gli esuberi il loro ricollocamento", comunicano Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti e Anpac che oggi hanno siglato con Vueling Airlines l'accordo sul licenziamento collettivo che interessa gli assistenti di volo impiegati presso la base di Roma Fiumicino.
Ecco i punti principali elencati dalle sigle, il primo dei quali riguarda l'incentivo all'esodo. "Per chi sceglie di non opporsi al licenziamento è previsto un pacchetto di sostegno molto consistente e superiore ad altri del passato", fanno sapere i sindacati: 22 mensilità (base + indennità volo minima + 13esima); Naspi garantita con integrazione del Fondo di Solidarietà (Fsta) in accordo al decreto ministeriale in corso di emanazione; assunzione in Spagna (chi vuole può richiedere di essere riassunto nella sede spagnola con un percorso che porta al contratto a tempo indeterminato).
In alternativa, ovvero per chi decida di non aderire all'incentivo all'esodo previsto per chi non si opponga al licenziamento, si apre l'opzione del trasferimento a Firenze per 15 posti full time equivalent, con un bonus una tantum di 4.800 euro lordi, fino a 1.800 euro di rimborso per spese di trasloco e viaggio, 15 notti in hotel pagate (oppure altri 1.500 euro lordi extra se non si usa l'hotel. Per chi non accetterà l’incentivo all’esodo o il trasferimento residuale si applicheranno le previsioni di legge. "Massima tutela per chi è in maternità - aggiungono i sindacati - ci sono 30 giorni di tempo dalla fine del periodo protetto per aderire alle stesse condizioni degli altri".
"Una trattativa lunga e difficile". Quella che ha portato all'accordo siglato oggi, tra sindacati e Vueling, sul licenziamento collettivo che interessa 84 assistenti di volo dipendenti della compagnia, impiegati presso la base di Roma Fiumicino, è stata "una trattativa lunga e difficile nella quale abbiamo perseguito l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro, nonostante alcune rigidità gestionali emerse nel corso del confronto che auspichiamo siano definitivamente superate". Lo dichiara all'AdnKronos Ivan Viglietti, segretario nazionale di Uiltrasporti, nel giorno della firma dell'accordo al ministero del Lavoro.
"Ora vigileremo con molta attenzione - assicura Viglietti - sul rispetto degli accordi sottoscritti e sulla tutela di tutti i lavoratori di Vueling basati in Italia".

Un ideale filo rosso lega lo sport alla scienza: come nella competizione sportiva occorrono allenamento, determinazione, tentativi e fallimenti per ottenere un successo, così anche nella ricerca e nell’innovazione serve avere tenacia e imparare dagli errori per arrivare al miglior risultato, la cura. Lilly, sponsor delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, accende oggi l’impegno per la salute nella città di Milano, con l’obiettivo di raccontare il suo impegno ultracentenario nella ricerca ma, soprattutto, di spostare il focus dalla performance al progresso personale, dal corpo ideale dell’atleta al corpo reale sensibilizzando direttamente la popolazione, per la prima volta in assoluto nell’ambito di una Manifestazione Olimpica, su una patologia cronica con un impatto sempre più rilevante sulla salute pubblica: l’obesità.
Lilly ha inaugurato questa mattina nel cuore di Milano, con un coinvolgente tour itinerante, due installazioni immersive: The Impossible Gym – Winter Edition in piazza dei Mercanti, nuova iterazione della campagna di sensibilizzazione promossa da Lilly, realizzata con il patrocinio di Sio - Società italiana dell’obesità e dell’associazione Amici Obesi, aperta al pubblico fino al 22 febbraio, ispirata agli sport invernali e pensata per far emergere gli ostacoli e le sfide che ogni giorno le persone che convivono con l’obesità devono affrontare e superare, e i Fan Village in piazza del Cannone, igloo esperienziali interattivi dove i visitatori potranno ripercorrere le scoperte più importanti che hanno segnato la storia della medicina moderna. Per i Fan Village, si tratterà di un percorso coinvolgente che, attraverso installazioni interattive, inviterà a scoprire ciò che accomuna i grandi traguardi della medicina e dello sport. I visitatori saranno chiamati a riflettere su come i successi più importanti – nello sport come nella scienza – nascano da un cammino fatto di sfide, successi e fallimenti, e possano trasformarsi in visione e futuro grazie alla tenacia e all’impegno quotidiano. Un messaggio che celebra il potenziale umano e il lavoro instancabile di chi, ogni giorno, contribuisce a migliorare la vita delle persone senza mai arrendersi.
A unire simbolicamente Milano e Cortina - riporta una nota - è un filo rosso, rappresentazione di Lilly, medicine company, segno distintivo di una visione che mette al centro la cura, la ricerca e l’impegno costante verso il futuro. Da Piazza del Cannone a Milano a Piazza Angelo Dibona a Cortina, questo legame ideale attraversa i luoghi simbolo di Milano Cortina 2026, tracciando una storia fatta di connessioni, progresso e speranza. All’interno degli igloo, concepiti come spazi esperienziali, i visitatori potranno ripercorrere, grazie a installazioni, QR code e totem interattivi, le scoperte che hanno segnato la storia della medicina moderna. Uno spazio pensato per vivere in prima persona il valore della ricerca, della resilienza e dell’impegno quotidiano nel non arrendersi mai.Tra i capisaldi dell’impegno di Lilly nel migliorare la salute collettiva - si legge - svetta il contrasto all’obesità, oggi riconosciuta come malattia multifattoriale cronica progressiva e complessa, legata a fattori genetici, metabolici, comportamentali e ambientali, e non semplicemente conseguenza di stili di vita scorretti: un riconoscimento formalizzato, nel nostro Paese, dalla prima Legge al mondo sulla diagnosi e cura dell’obesità, approvata dal Parlamento a ottobre 2025.
"Una società più informata è anche più sana: per raggiungere questo obiettivo è fondamentale che gli attori coinvolti possano garantire un’informazione chiara, corretta, accessibile e utile alle persone – dichiara Roberto Vettor, membro della Sio, direttore scientifico e coordinatore clinico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione di Humanitas – Come Sio abbiamo dato il patrocinio all’iniziativa 'The Impossible Gym', dopo averla ospitata lo scorso ottobre al nostro congresso nazionale. Ci auguriamo che 'The Impossible Gym – Winter Edition', inserita in un contesto dinamico e visibile come i Giochi olimpici invernali, possa contribuire a diffondere tra i cittadini il messaggio che l’obesità non è una questione di volontà o di responsabilità individuale, ma una malattia cronica che richiede un approccio scientifico, multidisciplinare e continuativo, capace di migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti".
All’interno di una teca completamente innevata, attrezzi sportivi legati agli sport invernali – sci con attacchi congelati, snowboard bloccati nel ghiaccio, pattini e ski simulator inutilizzabili – diventano una potente metafora visiva della resistenza biologica del corpo. Ogni elemento racconta un ostacolo fisico, biologico o psicologico che le persone con obesità affrontano ogni giorno. Alcuni degli attrezzi, come sci, bacchette e altri gadget sportivi, sono stati forniti da Salomon, premium partner e licenziatario ufficiale dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, che ha scelto di sostenere la causa e promuovere il valore sociale e di salute dell’iniziativa. Il programma che accoglie i visitatori di 'The Impossible Gym – Winter Edition' prevede: masterclass con clinici e specialisti, incontri e confronti con l’associazione dei pazienti, sessioni informative con nutrizionisti a disposizione ogni giorno per rispondere alle domande dei cittadini interessati, calcolare l’Indice di Massa Corporea (BMI) e fornire informazioni sulla patologia.
"È un privilegio per me rappresentare l’associazione dei pazienti alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e partecipare all’originale percorso di Lilly da Milano a Cortina che lega la scienza allo sport – commenta Iris Zani, presidente Amici Obesi – siamo orgogliosi di portare la sensibilizzazione sull’obesità in un contesto solo apparentemente distante: come nello sport di alto livello, infatti, anche nel percorso verso il benessere servono allenamento, conoscenza, costanza e strumenti adeguati. Il valore di questa iniziativa sta nel favorire un punto di vista diverso rispetto ai luoghi comuni che pesano sull’obesità. Gli attrezzi inutilizzabili sono metafora delle resistenze biologiche del corpo che, malgrado gli sforzi del paziente, si oppongono alla perdita di peso e allontanano il risultato. In una cornice dove sono protagonisti i corpi ‘ideali’ degli atleti, 'The Impossible Gym' riporta l’attenzione sul corpo reale, coinvolgendo i visitatori anche solo per pochi attimi nella quotidianità di chi convive tutti i giorni con l’obesità'.
Il cuore pulsante dell’impegno per la salute di Lilly - riferisce la nota - batte nei Fan Village: la struttura è organizzata in spazi esperienziali pensati per accogliere il pubblico e raccontare come i risultati più importanti, nello sport come nella scienza, nascano da un cammino fatto di sfide, successi e fallimenti, e possano trasformarsi in futuro grazie alla tenacia e all’impegno quotidiano. Totem interattivi e QR code guidano il visitatore verso le storie di grandi sportivi e le testimonianze dei pazienti, che portano a scoprire le connessioni tra percorsi scientifici, sportivi e umani, uniti dalla stessa spinta: superare i limiti, senza mai fermarsi.
"Quest’anno Lilly celebra 150 anni di storia: un anniversario che ci ricorda come, fin dalla nostra nascita, il nostro obiettivo sia sempre stato quello di migliorare la vita delle persone attraverso la scienza. Un impegno che va oltre il farmaco e che si traduce in investimenti continui in ricerca, innovazione e creazione di valore, ma anche nella promozione di una cultura della salute fondata sulla consapevolezza e su un dialogo aperto e responsabile con le Istituzioni e la società – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italy HUB – Il supporto ai Giochi olimpici invernali e le installazioni presentate oggi raccontano questo percorso di continuità e collaborazione con le istituzioni nazionali e regionali, le società scientifiche e le associazioni di pazienti, volto a favorire il riconoscimento dell’obesità come patologia cronica complessa che coinvolge milioni di persone in Italia. Per Lilly, migliorare la vita delle persone significa anche contribuire a cambiare il modo in cui la salute viene raccontata, compresa e affrontata".
Da domani e fino al 22 febbraio sarà on air Never Over, lo spot realizzato da Lilly in occasione di Milano Cortina 2026. Lo spot sarà trasmesso su 23 canali televisivi – tra cui Rai, Mediaset e Sky – portando nelle case degli italiani un messaggio chiaro e universale: come nello sport, anche la scienza e la ricerca sono fatte di progressi e battute d’arresto, di vittorie e momenti di fatica, ma arrendersi non è mai un’opzione. Perché ogni caduta è un’occasione per rialzarsi, ogni stop è parte del viaggio verso un traguardo più grande. La campagna vivrà anche fuori dallo schermo, con una presenza OOH nei principali Siti olimpici invernali – da Milano a Cortina, da Bormio a Livigno, fino alla Val di Fiemme e Anterselva – per accompagnare atleti, ricercatori e spettatori in un’unica, grande storia di resilienza, passione e progresso. "Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 rappresentano un’occasione straordinaria per la Lombardia: non solo un grande evento sportivo, ma un momento di condivisione di valori come inclusione, rispetto, benessere e coesione sociale. Legare questi valori a iniziative concrete di salute pubblica, come quelle presentate oggi, che avvicinano il pubblico a tematiche complesse in modo chiaro e concreto, è un segnale importante e coerente con l’eredità che vogliamo lasciare a questo territorio", conclude Marco Alparone, vicepresidente della Giunta Regionale della Lombardia.

La premier Giorgia Meloni ha incontrato oggi, venerdì 6 febbraio, il vicepresidente americano J.D. Vance in prefettura a Milano. Era presente anche il segretario di Stato Marco Rubio. Il vertice nel giorno della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Poco prima aveva visto l'emiro del Qatar Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī.
Meloni: "Stiamo lavorando a un rafforzamento della nostra cooperazione"
"Sono qui per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, ma è anche un'occasione per confrontarci sulle nostre relazioni bilaterali" sottolinea la presidente del Consiglio. "Italia e Stati Uniti intrattengono rapporti molto significativi da sempre, stiamo lavorando su molte questioni bilaterali ovviamente di rafforzamento della nostra cooperazione, ma anche sugli altri dossier internazionali che sono aperti". "Ci siamo incontrati col vicepresidente l'ultima volta a Roma in occasione dell'inaugurazione del papato di papa Leone e oggi ci incontriamo di nuovo per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi - ha aggiunto -. Sono due eventi che raccontano un sistema di valori che tengono insieme Europa e Stati Uniti, che tengono insieme l'Occidente, che è alla base della nostra cooperazione, della nostra amicizia e del futuro che vogliamo costruire insieme".
Vance: "Milano bellissima, avremo un bel confronto"
Per i Giochi Invernali “avete fatto un grandissimo lavoro, la città è bellissima, mia moglie era molto eccitata di venire alle Olimpiadi a Milano e da quando sono diventato vicepresidente abbiamo pensato di venire qui”. Vance si è poi detto “contento” che tutto abbia funzionato, sottolineando “l’eccezionale” lavoro svolto. “È bello avere valori condivisi e avremo un bel confronto su molti argomenti” ha poi aggiunto, sottolineando come sia "bello incontrarti di nuovo". "Abbiamo tante ottime relazioni, tante connessioni economiche e partnership" conclude.

Sparava dalla finestra posizionando bersagli a più di 150 metri e danneggiando infissi, vetri e muri delle abitazioni della zona di Montebello, a Bracciano, in provincia di Roma. L'uomo, un polacco, 60enne e incensurato, è stato arrestato dai carabinieri per detenzione illegale di armi comuni da sparo, alterazione di armi e danneggiamento.
Sei le armi sequestrate dai Carabinieri, di cui almeno tre, in attesa dei dovuti accertamenti balistici, hanno una potenza tra i 40 e i 50 joule (ben al di sopra del limite consentito dalla legge che è di 7,5 per la detenzione legale). Con le armi, tra cui fucili, sono stati sequestrati altrettanti silenziatori, centinaia di pallini di diverso calibro, meccanismi per la ricarica automatica tramite bombole e compressori e anche diverse e costose ottiche per il tiro di precisione a distanza. È stato quindi possibile accertare che i bersagli individuati si trovassero a più di 150 metri di distanza dalla zona di sparo, testimonianza di una potenza di fuoco che avrebbe potuto comportare serio pericolo anche e soprattutto per l’incolumità dei cittadini.
Nelle ultime settimane erano giunte ai carabinieri diverse denunce relative al danneggiamento di infissi, vetri e muri delle abitazioni di zona Montebello, con i cittadini preoccupati per la propria incolumità. Diverse inoltre le segnalazioni per auto in corsa raggiunte dai colpi di un’arma, verosimilmente ritenuta ad aria compressa. I militari quindi hanno svolto un complesso servizio di osservazione, perimetrando le abitazioni che per traiettoria potevano essere idonee ad esplodere i colpi e cinturando l’area. Lunedì 2 febbraio quindi, mentre l’attività di tiro al bersaglio era in corso, i carabinieri sono entrati in una palazzina con diverse abitazioni, escludendo quelle già note e individuando quella da cui venivano esplosi i colpi. Nonostante l’iniziale riluttanza, dopo numerosi inviti ad aprire la porta, l’uomo che era in casa ha fatto accedere il personale dell'Arma che ha iniziato le attività di perquisizione.
Con sorpresa è stato, quindi, trovato un vero e proprio arsenale con strumenti predisposti per il tiro di precisione e un tavolo, sistemato nella cucina, dal quale l’uomo è gravemente indiziato di aver sparato. Al termine delle operazioni, su disposizione della procura di Civitavecchia, l’arrestato è stato portato nella casa circondariale di Civitavecchia e al termine della successiva udienza di convalida, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.



