'Siamo tra i primi 5 atenei medi in Italia nella classifica Censis'...
Il rettore Mariotti: 'siamo la cerniera tra sistema imprese e
cittadini'...
La tragedia nel piazzale di una ditta di trasporti...
'Investimenti in difesa non su armi ma per innovazione e
tecnologia'...
Ciccolini convoca la conferenza provinciale per il 9 febbraio...
In Consiglio si insedierà presto la commissione speciale
sull'energia...
'Ora lavorare per il diritto dei giovani a restare nei luoghi di
residenza'...
Vicepresidente Commissione Ue a Sassari per apertura anno
accademico... 
Otto agenti della polizia penitenziaria sono stati condannati nell’ambito del processo sulle violenze ai danni di detenuti avvenute nel carcere di Torino 'Lorusso e Cutugno' tra il 2017 e il 2019. Fra questi, sette imputati sono stati condannati per il reato di tortura, con condanne che vanno da 3 anni e quattro mesi a 2 anni e 8 mesi. Per altri sei imputati c’è stata invece una sentenza, a seconda delle posizioni, di assoluzione o di non dover procedere per intervenuta prescrizione.
“E’ una sentenza non condivisibile, il reato di tortura non è configurabile – commenta all’Adnkronos l’avvocato Antonio Genovese, difensore di tre agenti – mancano gli elementi costitutivi del reato”.
Durante il processo erano emerse alcune condotte. In particolare, ricorda Antigone, "una vittima era stata condotta in una stanza e colpita violentemente con schiaffi al volto e al collo e pugni sulla schiena. Poi costretto ad alta voce ad insultarsi e messo faccia al muro per circa 40 minuti, mentre a loro volta gli agenti lo insultavano".
"Si tratta della seconda sentenza di questo genere che arriva in pochi giorni, dopo quella decisa dal Tribunale di Firenze - sottolinea Patrizio Gonnella, presidente di Antigone - Come già detto in quel caso, non siamo felici di fronte a queste condanne, perché in carcere non dovrebbe esserci posto per episodi di sopraffazione. Abbiamo però voluto con forza il delitto di tortura, perché crediamo che questo serva in particolar modo alle forze dell'ordine, per riconoscere e isolare chi abusa del proprio ruolo e della divisa che indossa, delegittimando una categoria di operatori che giorno dopo giorno, nonostante le difficoltà e le politiche governative, che scaricano su di loro approcci penal-populistici, provano a restituire alla pena il suo senso costituzionale".

C'è l'accordo sul licenziamento collettivo avviato da Vueling per 84 lavoratori, tutti assistenti di volo impiegati presso la base di Roma Fiumicino, che scatterà dal 1 marzo. L'accordo è stato siglato oggi al ministero del Lavoro da Vueling Airlines Sa e dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Anpac, Rsa.
I licenziamenti, a quanto apprende l'AdnKronos che ha potuto visionare il verbale di accordo, saranno effettuati applicando il "criterio della non opposizione", ovvero: ai lavoratori che non si opporranno al licenziamento, sottoscrivendo un apposito verbale, verrà riconosciuto un "incentivo economico" pari a 22 mensilità della retribuzione annua lorda e potranno scegliere poi se chiedere l’assunzione ex novo presso la sede spagnola, a Barcellona.
Chi non firma la non opposizione al licenziamento, invece, può chiedere il trasferimento presso la sede di Firenze, con decorrenza dal 1 marzo 2026 e fino ad un limite massimo di 15 posizioni, godendo di un trattamento economico aggiuntivo una tantum pari ad 4.800 euro lordi e un imborso spese fino ad un massimo di 1.800 euro lordi. Altrimenti rientrerà tra i licenziati, senza incentivi, e accedere poi alla Naspi.
I sindacati. "In data odierna è stato siglato al ministero l’accordo che chiude la procedura di licenziamento per 84 esuberi sulla base di Roma. L’accordo ha migliorato le condizioni economiche e diverse opzioni per gestire gli esuberi il loro ricollocamento", comunicano Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti e Anpac che oggi hanno siglato con Vueling Airlines l'accordo sul licenziamento collettivo che interessa gli assistenti di volo impiegati presso la base di Roma Fiumicino.
Ecco i punti principali elencati dalle sigle, il primo dei quali riguarda l'incentivo all'esodo. "Per chi sceglie di non opporsi al licenziamento è previsto un pacchetto di sostegno molto consistente e superiore ad altri del passato", fanno sapere i sindacati: 22 mensilità (base + indennità volo minima + 13esima); Naspi garantita con integrazione del Fondo di Solidarietà (Fsta) in accordo al decreto ministeriale in corso di emanazione; assunzione in Spagna (chi vuole può richiedere di essere riassunto nella sede spagnola con un percorso che porta al contratto a tempo indeterminato).
In alternativa, ovvero per chi decida di non aderire all'incentivo all'esodo previsto per chi non si opponga al licenziamento, si apre l'opzione del trasferimento a Firenze per 15 posti full time equivalent, con un bonus una tantum di 4.800 euro lordi, fino a 1.800 euro di rimborso per spese di trasloco e viaggio, 15 notti in hotel pagate (oppure altri 1.500 euro lordi extra se non si usa l'hotel. Per chi non accetterà l’incentivo all’esodo o il trasferimento residuale si applicheranno le previsioni di legge. "Massima tutela per chi è in maternità - aggiungono i sindacati - ci sono 30 giorni di tempo dalla fine del periodo protetto per aderire alle stesse condizioni degli altri".
"Una trattativa lunga e difficile". Quella che ha portato all'accordo siglato oggi, tra sindacati e Vueling, sul licenziamento collettivo che interessa 84 assistenti di volo dipendenti della compagnia, impiegati presso la base di Roma Fiumicino, è stata "una trattativa lunga e difficile nella quale abbiamo perseguito l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro, nonostante alcune rigidità gestionali emerse nel corso del confronto che auspichiamo siano definitivamente superate". Lo dichiara all'AdnKronos Ivan Viglietti, segretario nazionale di Uiltrasporti, nel giorno della firma dell'accordo al ministero del Lavoro.
"Ora vigileremo con molta attenzione - assicura Viglietti - sul rispetto degli accordi sottoscritti e sulla tutela di tutti i lavoratori di Vueling basati in Italia".

Un ideale filo rosso lega lo sport alla scienza: come nella competizione sportiva occorrono allenamento, determinazione, tentativi e fallimenti per ottenere un successo, così anche nella ricerca e nell’innovazione serve avere tenacia e imparare dagli errori per arrivare al miglior risultato, la cura. Lilly, sponsor delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, accende oggi l’impegno per la salute nella città di Milano, con l’obiettivo di raccontare il suo impegno ultracentenario nella ricerca ma, soprattutto, di spostare il focus dalla performance al progresso personale, dal corpo ideale dell’atleta al corpo reale sensibilizzando direttamente la popolazione, per la prima volta in assoluto nell’ambito di una Manifestazione Olimpica, su una patologia cronica con un impatto sempre più rilevante sulla salute pubblica: l’obesità.
Lilly ha inaugurato questa mattina nel cuore di Milano, con un coinvolgente tour itinerante, due installazioni immersive: The Impossible Gym – Winter Edition in piazza dei Mercanti, nuova iterazione della campagna di sensibilizzazione promossa da Lilly, realizzata con il patrocinio di Sio - Società italiana dell’obesità e dell’associazione Amici Obesi, aperta al pubblico fino al 22 febbraio, ispirata agli sport invernali e pensata per far emergere gli ostacoli e le sfide che ogni giorno le persone che convivono con l’obesità devono affrontare e superare, e i Fan Village in piazza del Cannone, igloo esperienziali interattivi dove i visitatori potranno ripercorrere le scoperte più importanti che hanno segnato la storia della medicina moderna. Per i Fan Village, si tratterà di un percorso coinvolgente che, attraverso installazioni interattive, inviterà a scoprire ciò che accomuna i grandi traguardi della medicina e dello sport. I visitatori saranno chiamati a riflettere su come i successi più importanti – nello sport come nella scienza – nascano da un cammino fatto di sfide, successi e fallimenti, e possano trasformarsi in visione e futuro grazie alla tenacia e all’impegno quotidiano. Un messaggio che celebra il potenziale umano e il lavoro instancabile di chi, ogni giorno, contribuisce a migliorare la vita delle persone senza mai arrendersi.
A unire simbolicamente Milano e Cortina - riporta una nota - è un filo rosso, rappresentazione di Lilly, medicine company, segno distintivo di una visione che mette al centro la cura, la ricerca e l’impegno costante verso il futuro. Da Piazza del Cannone a Milano a Piazza Angelo Dibona a Cortina, questo legame ideale attraversa i luoghi simbolo di Milano Cortina 2026, tracciando una storia fatta di connessioni, progresso e speranza. All’interno degli igloo, concepiti come spazi esperienziali, i visitatori potranno ripercorrere, grazie a installazioni, QR code e totem interattivi, le scoperte che hanno segnato la storia della medicina moderna. Uno spazio pensato per vivere in prima persona il valore della ricerca, della resilienza e dell’impegno quotidiano nel non arrendersi mai.Tra i capisaldi dell’impegno di Lilly nel migliorare la salute collettiva - si legge - svetta il contrasto all’obesità, oggi riconosciuta come malattia multifattoriale cronica progressiva e complessa, legata a fattori genetici, metabolici, comportamentali e ambientali, e non semplicemente conseguenza di stili di vita scorretti: un riconoscimento formalizzato, nel nostro Paese, dalla prima Legge al mondo sulla diagnosi e cura dell’obesità, approvata dal Parlamento a ottobre 2025.
"Una società più informata è anche più sana: per raggiungere questo obiettivo è fondamentale che gli attori coinvolti possano garantire un’informazione chiara, corretta, accessibile e utile alle persone – dichiara Roberto Vettor, membro della Sio, direttore scientifico e coordinatore clinico del Centro per le Malattie metaboliche e della nutrizione di Humanitas – Come Sio abbiamo dato il patrocinio all’iniziativa 'The Impossible Gym', dopo averla ospitata lo scorso ottobre al nostro congresso nazionale. Ci auguriamo che 'The Impossible Gym – Winter Edition', inserita in un contesto dinamico e visibile come i Giochi olimpici invernali, possa contribuire a diffondere tra i cittadini il messaggio che l’obesità non è una questione di volontà o di responsabilità individuale, ma una malattia cronica che richiede un approccio scientifico, multidisciplinare e continuativo, capace di migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti".
All’interno di una teca completamente innevata, attrezzi sportivi legati agli sport invernali – sci con attacchi congelati, snowboard bloccati nel ghiaccio, pattini e ski simulator inutilizzabili – diventano una potente metafora visiva della resistenza biologica del corpo. Ogni elemento racconta un ostacolo fisico, biologico o psicologico che le persone con obesità affrontano ogni giorno. Alcuni degli attrezzi, come sci, bacchette e altri gadget sportivi, sono stati forniti da Salomon, premium partner e licenziatario ufficiale dei Giochi olimpici e paralimpici invernali Milano Cortina 2026, che ha scelto di sostenere la causa e promuovere il valore sociale e di salute dell’iniziativa. Il programma che accoglie i visitatori di 'The Impossible Gym – Winter Edition' prevede: masterclass con clinici e specialisti, incontri e confronti con l’associazione dei pazienti, sessioni informative con nutrizionisti a disposizione ogni giorno per rispondere alle domande dei cittadini interessati, calcolare l’Indice di Massa Corporea (BMI) e fornire informazioni sulla patologia.
"È un privilegio per me rappresentare l’associazione dei pazienti alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e partecipare all’originale percorso di Lilly da Milano a Cortina che lega la scienza allo sport – commenta Iris Zani, presidente Amici Obesi – siamo orgogliosi di portare la sensibilizzazione sull’obesità in un contesto solo apparentemente distante: come nello sport di alto livello, infatti, anche nel percorso verso il benessere servono allenamento, conoscenza, costanza e strumenti adeguati. Il valore di questa iniziativa sta nel favorire un punto di vista diverso rispetto ai luoghi comuni che pesano sull’obesità. Gli attrezzi inutilizzabili sono metafora delle resistenze biologiche del corpo che, malgrado gli sforzi del paziente, si oppongono alla perdita di peso e allontanano il risultato. In una cornice dove sono protagonisti i corpi ‘ideali’ degli atleti, 'The Impossible Gym' riporta l’attenzione sul corpo reale, coinvolgendo i visitatori anche solo per pochi attimi nella quotidianità di chi convive tutti i giorni con l’obesità'.
Il cuore pulsante dell’impegno per la salute di Lilly - riferisce la nota - batte nei Fan Village: la struttura è organizzata in spazi esperienziali pensati per accogliere il pubblico e raccontare come i risultati più importanti, nello sport come nella scienza, nascano da un cammino fatto di sfide, successi e fallimenti, e possano trasformarsi in futuro grazie alla tenacia e all’impegno quotidiano. Totem interattivi e QR code guidano il visitatore verso le storie di grandi sportivi e le testimonianze dei pazienti, che portano a scoprire le connessioni tra percorsi scientifici, sportivi e umani, uniti dalla stessa spinta: superare i limiti, senza mai fermarsi.
"Quest’anno Lilly celebra 150 anni di storia: un anniversario che ci ricorda come, fin dalla nostra nascita, il nostro obiettivo sia sempre stato quello di migliorare la vita delle persone attraverso la scienza. Un impegno che va oltre il farmaco e che si traduce in investimenti continui in ricerca, innovazione e creazione di valore, ma anche nella promozione di una cultura della salute fondata sulla consapevolezza e su un dialogo aperto e responsabile con le Istituzioni e la società – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italy HUB – Il supporto ai Giochi olimpici invernali e le installazioni presentate oggi raccontano questo percorso di continuità e collaborazione con le istituzioni nazionali e regionali, le società scientifiche e le associazioni di pazienti, volto a favorire il riconoscimento dell’obesità come patologia cronica complessa che coinvolge milioni di persone in Italia. Per Lilly, migliorare la vita delle persone significa anche contribuire a cambiare il modo in cui la salute viene raccontata, compresa e affrontata".
Da domani e fino al 22 febbraio sarà on air Never Over, lo spot realizzato da Lilly in occasione di Milano Cortina 2026. Lo spot sarà trasmesso su 23 canali televisivi – tra cui Rai, Mediaset e Sky – portando nelle case degli italiani un messaggio chiaro e universale: come nello sport, anche la scienza e la ricerca sono fatte di progressi e battute d’arresto, di vittorie e momenti di fatica, ma arrendersi non è mai un’opzione. Perché ogni caduta è un’occasione per rialzarsi, ogni stop è parte del viaggio verso un traguardo più grande. La campagna vivrà anche fuori dallo schermo, con una presenza OOH nei principali Siti olimpici invernali – da Milano a Cortina, da Bormio a Livigno, fino alla Val di Fiemme e Anterselva – per accompagnare atleti, ricercatori e spettatori in un’unica, grande storia di resilienza, passione e progresso. "Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 rappresentano un’occasione straordinaria per la Lombardia: non solo un grande evento sportivo, ma un momento di condivisione di valori come inclusione, rispetto, benessere e coesione sociale. Legare questi valori a iniziative concrete di salute pubblica, come quelle presentate oggi, che avvicinano il pubblico a tematiche complesse in modo chiaro e concreto, è un segnale importante e coerente con l’eredità che vogliamo lasciare a questo territorio", conclude Marco Alparone, vicepresidente della Giunta Regionale della Lombardia.

La premier Giorgia Meloni ha incontrato oggi, venerdì 6 febbraio, il vicepresidente americano J.D. Vance in prefettura a Milano. Era presente anche il segretario di Stato Marco Rubio. Il vertice nel giorno della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Poco prima aveva visto l'emiro del Qatar Tamīm bin Ḥamad Āl Thānī.
Meloni: "Stiamo lavorando a un rafforzamento della nostra cooperazione"
"Sono qui per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, ma è anche un'occasione per confrontarci sulle nostre relazioni bilaterali" sottolinea la presidente del Consiglio. "Italia e Stati Uniti intrattengono rapporti molto significativi da sempre, stiamo lavorando su molte questioni bilaterali ovviamente di rafforzamento della nostra cooperazione, ma anche sugli altri dossier internazionali che sono aperti". "Ci siamo incontrati col vicepresidente l'ultima volta a Roma in occasione dell'inaugurazione del papato di papa Leone e oggi ci incontriamo di nuovo per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi - ha aggiunto -. Sono due eventi che raccontano un sistema di valori che tengono insieme Europa e Stati Uniti, che tengono insieme l'Occidente, che è alla base della nostra cooperazione, della nostra amicizia e del futuro che vogliamo costruire insieme".
Vance: "Milano bellissima, avremo un bel confronto"
Per i Giochi Invernali “avete fatto un grandissimo lavoro, la città è bellissima, mia moglie era molto eccitata di venire alle Olimpiadi a Milano e da quando sono diventato vicepresidente abbiamo pensato di venire qui”. Vance si è poi detto “contento” che tutto abbia funzionato, sottolineando “l’eccezionale” lavoro svolto. “È bello avere valori condivisi e avremo un bel confronto su molti argomenti” ha poi aggiunto, sottolineando come sia "bello incontrarti di nuovo". "Abbiamo tante ottime relazioni, tante connessioni economiche e partnership" conclude.

Sparava dalla finestra posizionando bersagli a più di 150 metri e danneggiando infissi, vetri e muri delle abitazioni della zona di Montebello, a Bracciano, in provincia di Roma. L'uomo, un polacco, 60enne e incensurato, è stato arrestato dai carabinieri per detenzione illegale di armi comuni da sparo, alterazione di armi e danneggiamento.
Sei le armi sequestrate dai Carabinieri, di cui almeno tre, in attesa dei dovuti accertamenti balistici, hanno una potenza tra i 40 e i 50 joule (ben al di sopra del limite consentito dalla legge che è di 7,5 per la detenzione legale). Con le armi, tra cui fucili, sono stati sequestrati altrettanti silenziatori, centinaia di pallini di diverso calibro, meccanismi per la ricarica automatica tramite bombole e compressori e anche diverse e costose ottiche per il tiro di precisione a distanza. È stato quindi possibile accertare che i bersagli individuati si trovassero a più di 150 metri di distanza dalla zona di sparo, testimonianza di una potenza di fuoco che avrebbe potuto comportare serio pericolo anche e soprattutto per l’incolumità dei cittadini.
Nelle ultime settimane erano giunte ai carabinieri diverse denunce relative al danneggiamento di infissi, vetri e muri delle abitazioni di zona Montebello, con i cittadini preoccupati per la propria incolumità. Diverse inoltre le segnalazioni per auto in corsa raggiunte dai colpi di un’arma, verosimilmente ritenuta ad aria compressa. I militari quindi hanno svolto un complesso servizio di osservazione, perimetrando le abitazioni che per traiettoria potevano essere idonee ad esplodere i colpi e cinturando l’area. Lunedì 2 febbraio quindi, mentre l’attività di tiro al bersaglio era in corso, i carabinieri sono entrati in una palazzina con diverse abitazioni, escludendo quelle già note e individuando quella da cui venivano esplosi i colpi. Nonostante l’iniziale riluttanza, dopo numerosi inviti ad aprire la porta, l’uomo che era in casa ha fatto accedere il personale dell'Arma che ha iniziato le attività di perquisizione.
Con sorpresa è stato, quindi, trovato un vero e proprio arsenale con strumenti predisposti per il tiro di precisione e un tavolo, sistemato nella cucina, dal quale l’uomo è gravemente indiziato di aver sparato. Al termine delle operazioni, su disposizione della procura di Civitavecchia, l’arrestato è stato portato nella casa circondariale di Civitavecchia e al termine della successiva udienza di convalida, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

"Basta, basta, free tutti i maranza". Si apre con queste parole il nuovo singolo di Ghali, 'Basta', pubblicato a sorpresa sulle piattaforme digitali dal rapper italiano di origini tunisine la notte scorsa. Un brano che l’artista aveva già fatto ascoltato in anteprima ai fan in occasione di alcuni concerti nei mesi scorsi e la cui release non sembra casuale: stasera si terrà la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, evento che ha posto Ghali al centro di un acceso dibattito politico.
Solo poche ore prima di rilasciare il nuovo brano, Ghali ha pubblicato suoi social una lunga lettera[1], scritta in italiano, inglese e arabo, nella quale denuncia di essere stato escluso dall’esecuzione dell’inno di Mameli durante la cerimonia di apertura dei Giochi, dopo un primo invito da parte degli organizzatori. Nel testo, l’artista racconta di sentirsi accettato solo a determinate condizioni, e di aver visto ridimensionata la sua partecipazione, compresa la rinuncia a una poesia sulla pace che avrebbe potuto includere anche l’arabo. "So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro” scrive nel messaggio citando il celebre articolo di Pier Paolo Pasolini 'Io so'. Nel brano invece, dalla durata di un minuto e 59 secondi, Ghali affronta senza mezzi termini i temi legati a soldi "cifra troppo alta, mamma mi è svenuta in banca", ribellione "non mi sono mai piaciute le regole”, e resistenza “sono da solo ma sembro un esercito”. Tra barre incisive e sonorità arabeggianti, l’artista sembra voler rivendicare la propria identità.
'Basta' arriva in una fase complessa per Ghali, caratterizzata dalle polemiche nate attorno alla sua partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, prevista stasera dalle 20 e arricchita dalla presenza di grandi nomi della scena internazionale come Mariah Carey, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Cecilia Bartoli e Lang Lang. La scelta di includere il rapper nel cast dello spettacolo ha provocato forti reazioni in ambito politico, in particolare da parte di alcuni rappresentanti della Lega, che considerano Ghali troppo schierato a favore della causa palestinese.
Negli ultimi anni le posizioni espresse dall'artista sul conflitto in Medio Oriente hanno fatto storcere il naso in più occasioni, incluso il suo intervento al Festival di Sanremo, e l'aver parlato apertamente di genocidio, chiedendo con forza la cessazione delle ostilità. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur non condividendo le sue dichiarazioni politiche, ha ribadito la necessità evitare messaggi di natura politica e assicurando che Ghali "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" e non "il palco di un concerto qualunque".
Sulla questione si è espresso anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che oggi ha invitato a smorzare i toni della polemica[2]. Intervenendo durante l’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Buonfiglio ha rimarcato che "alimentare polemiche" è "inappropriato".
Negli ultimi anni le posizioni espresse dall'artista sul conflitto in Medio Oriente hanno fatto storcere il naso in più occasioni, incluso il suo intervento al Festival di Sanremo, e l'aver parlato apertamente di genocidio, chiedendo con forza la cessazione delle ostilità. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pur non condividendo le sue dichiarazioni politiche, ha ribadito la necessità evitare messaggi di natura politica e assicurando che Ghali "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" e non "il palco di un concerto qualunque".
Sulla questione si è espresso anche il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che oggi ha invitato a smorzare i toni della polemica. Intervenendo durante l’inaugurazione di Casa Italia alla Triennale di Milano, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Buonfiglio ha rimarcato che "alimentare polemiche" è "inappropriato".

Nasce l’alleanza tra Fondazione Umberto Veronesi Ets e la Federazione dei gruppi oncologici cooperativi italiani (Federation of italian cooperative oncology groups, Ficog). L’obiettivo è unire le forze e competenze delle due realtà, per promuovere studi indipendenti in tumori che presentano bisogni clinici ancora insoddisfatti e per aprire nuove vie alla ricerca, che negli ultimi anni è stata caratterizzata da diverse criticità. In Italia, infatti, in 15 anni (2009-2023) gli studi no profit, cioè non sponsorizzati dall’industria farmaceutica, sono diminuiti del 57% e oggi rappresentano solo il 17% del totale. I finanziamenti di Fondazione Veronesi alla ricerca accademica indipendente - riporta una nota - vanno dunque a colmare una grande necessità, a tutto vantaggio dei pazienti, e puntano a dare risposte concrete e in tempi brevi alle esigenze delle persone con tumore.
"Questo accordo sigla un’alleanza a lungo termine fra Fondazione Veronesi, che da sempre finanzia la ricerca scientifica d’eccellenza in oncologia, promuove campagne di prevenzione ed educazione alla salute e sostiene l’alta formazione medico scientifica, e Ficog, che riunisce 18 gruppi oncologici italiani, per un totale di circa 200 strutture attive su tutto il territorio – spiega Carmine Pinto, direttore dell’Oncologia medica dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia e past president Ficog -. Sono gruppi formati dai migliori ricercatori italiani che dagli anni ’70 collaborano per la ricerca clinica indipendente. Nella maggior parte dei trial internazionali offriamo un contributo scientifico molto elevato e siamo ai vertici in Europa per numero di pazienti arruolati. I nostri studi sono all’avanguardia e hanno cambiato la pratica clinica in diverse neoplasie, ma soffriamo l’assenza di risorse. In Italia solo circa il 30% della ricerca accademica è sostenuto dal finanziamento pubblico, che può superare il 60% in altri Paesi come Francia, Germania e Stati Uniti".
"Per migliorare la qualità e la prospettiva di vita delle persone, la ricerca scientifica è lo strumento più potente a nostra disposizione – dice Paolo Veronesi, presidente Fondazione Umberto Veronesi Ets e direttore del Programma di Senologia dell’Istituto europeo di oncologia di Milano -. Per questo Fondazione Veronesi è impegnata, sin dalla sua nascita, nel sostegno concreto alla ricerca scientifica d’eccellenza in campo oncologico e nella diffusione di una solida cultura della Prevenzione. Dal 2003 a oggi abbiamo finanziato oltre 2.600 ricercatori, sostenuto 19 protocolli di cura in oncologia pediatrica e avviato 150 progetti di ricerca oncologica pluriennali. A questi risultati si affianca oggi lo sviluppo di quattro grandi piattaforme di ricerca e cura che coinvolgono diversi istituti e che sono state pensate guardando ai bisogni di alcune patologie oncologiche (tumore al seno, tumore del polmone, oncologia pediatrica, alimentazione e insorgenza di patologie croniche). L’alleanza con Ficog è in linea con l’impegno di Fondazione Veronesi per rispondere ai bisogni più urgenti dei pazienti oncologici e dei medici che li curano. Per questo abbiamo deciso di partire subito con una delle neoplasie con prognosi più sfavorevole: il tumore del pancreas in stato avanzato".
"L’alleanza con Fondazione Veronesi porterà ad approfondire aree in cui vi siano forti bisogni clinici, a partire dal tumore del pancreas, che colpisce ogni anno in Italia circa 13.500 persone – continua Pinto -. La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 11% negli uomini e al 12% nelle donne. Questa neoplasia resta una delle grandi sfide per l’oncologia, nella quale abbiamo ancora molta strada da compiere, sia in termini di ricerca che di prevenzione".
"Ogni anno, grazie a questa alleanza, verrà individuato un tumore su cui sarà promosso un bando di ricerca clinica indipendente – afferma Giuseppe Procopio, presidente Ficog e direttore Oncologia Genitourinaria Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano -. Oggi, in Italia, solo un quinto delle sperimentazioni sulle nuove molecole contro il cancro è no profit. Gli studi registrativi non permettono sempre di ottimizzare l’uso di una terapia nell’intero percorso terapeutico del paziente. La ricerca accademica, invece, può affrontare queste lacune e produrre conoscenza scientifica aggiuntiva, ad esempio relativamente a strategie terapeutiche di associazione o uso sequenziale, ma deve essere supportata. La gestione dei trial clinici sta diventando sempre più complessa e richiede competenze specifiche e multidisciplinari. È importante disporre di diverse figure professionali, come i coordinatori di ricerca clinica, cioè i data manager, gli infermieri di ricerca, i biostatistici, gli esperti in revisione di budget e contratti. Ed è necessario unire tutti gli attori coinvolti, cioè accademia, ospedali e Irccs".
"Questa alleanza rappresenta un passo concreto per sostenere la ricerca clinica indipendente nel nostro Paese – conclude Valentina Gambino, coordinatrice piattaforme di ricerca e cura di Fondazione Umberto Veronesi Ets -. Come Fondazione Veronesi non ci limitiamo solo a finanziare i progetti dal punto di vista economico, ma lavoriamo per scegliere le aree di ricerca su cui intervenire prioritariamente, favoriamo la creazione di network scientifici multidisciplinari e monitoriamo i progressi e i risultati ottenuti all’interno dei nostri progetti. L’alleanza con Ficog significa dare continuità e sostenibilità a studi che nascono da reali bisogni clinici. Partire dal tumore del pancreas, dove c’è grande necessità di nuove strategie terapeutiche, vuol dire scegliere di investire dove l’urgenza per i pazienti è maggiore e dove la ricerca indipendente può davvero fare la differenza".
Dal 9 al 15 febbraio l'iniziativa nazionale Cardiologie Aperte... 
"E' un motivo di grande soddisfazione vedere l'Italia al centro di una dimensione così importante della vita internazionale quale è quella dello sport". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'inaugurazione di 'Casa Italia' a Milano per le Olimpiadi Mlano Cortina 2026.
A poche ore dall'apertura dei giochi, "l'emozione va crescendo, l'attesa va crescendo", ha detto il capo dello Stato facendo "gli auguri a tutti i nostri atleti, alle nostre atlete, a tutti coloro che li accompagnano, li seguono, li sorreggono, li hanno sostenuti nella preparazione, la riconoscenza e l'augurio più intenso di buona attività, con il significato di fondo che le Olimpiadi raccolgono e che queste di Milano Cortina ancor di più esprimono, quello di un benvenuto a tutti coloro che verranno, alle centinaia di atleti, sono quasi 3000, a coloro che li accompagnano, ai tecnici, agli allenatori, ai dirigenti, agli spettatori che verranno in grande quantità da ogni continente".
"Per questo Casa Italia che ha questo significato di benvenuto a coloro che verranno nel nostro Paese, non soltanto nei luoghi delle gare, ma anche altrove, come è verosimile, è il benvenuto e esprime in realtà la vocazione italiana al dialogo, alla concordia, alla collaborazione", ha sottolineato Mattarella.
"'Casa Italia' è sempre un momento di grande coinvolgimento. Quando le Olimpiadi, come più frequentemente avviene, sono in altri Paesi, come è avvenuto appunto, come ricordava il Presidente Buonfiglio, due anni fa a Parigi, 'Casa Italia' è una finestra sull'Italia, un luogo che la raffigura, la presenta a tutto il mondo olimpico raccolto nel Paese in cui si svolgono i Giochi. Questa volta, in questa felice circostanza di Olimpiadi invernali in Italia, 'Casa Italia' assume un altro significato: è quello di una porta d'ingresso nell'Italia, quella di un luogo che esprime la quintessenza dell'Italia, dei suoi caratteri, della sua cultura, della del suo stile di vita", ha affermato il presidente della Repubblica.
"E, da quel che ha detto il presidente Buonfiglio, la mostra che tra poco visiteremo, ha questo significato e anche il luogo, le sale in cui è ospitata 'Casa Italia' esprime questo ruolo, svolge questo ruolo. Per questo - ha concluso - è particolarmente importante questo momento anche in Olimpiadi che si svolgono in Italia".

Il titolo alla giornata lo suggerisce Luciano Ligabue. 'Il giorno dei giorni', per citare una celebre canzone del rocker di Correggio, è arrivato. Oggi, 6 febbraio 2026, iniziano le Olimpiadi di Milano Cortina. Per la quarta volta nella storia, i Giochi Olimpici si svolgeranno in Italia. A dare il via sarà la maestosa cerimonia di apertura diffusa, che avrà nello stadio San Siro di Milano il suo cuore pulsante, 'sdoppiandosi' su Cortina d’Ampezzo per raccontare la doppia anima dell’evento. E fondere, in maniera iconica, città e montagna.
Mattarella inaugura Casa Italia
La giornata, nei luoghi olimpici, sarà annuncia intensa. In mattinata, per dare subito forti tonalità di azzurro alle Olimpiadi, è stata inaugurata Casa Italia in Triennale a Milano. A ‘battezzarla’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato ieri nel capoluogo lombardo per visitare il Villaggio Olimpico in zona Porta Romana e prendere parte in serata alla cena dei Capi di Stato organizzata dal Comitato Olimpico Internazionale alla Fabbrica del Vapore, non lontano da Corso Sempione.
"Casa Italia è sempre un momento di grande coinvolgimento" ha detto il Capo dello Stato dopo il taglio del nastro effettuato da sua figlia Laura.
"Quando le Olimpiadi, come più frequentemente avviene, sono in altri Paesi, come è avvenuto due anni fa a Parigi, 'Casa Italia' è una finestra sull'Italia, un luogo che la raffigura, la presenta a tutto il mondo olimpico raccolto nel Paese in cui si svolgono i Giochi. Questa volta, in questa felice circostanza di Olimpiadi invernali in Italia, assume un altro significato: è quello di una porta d'ingresso nell'Italia, quella di un luogo che esprime la quintessenza dell'Italia, dei suoi caratteri, della sua cultura, della del suo stile di vita". In serata, il Capo dello Stato farà tappa a San Siro per la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026. Il momento da sempre più seguito della rassegna a cinque cerchi.
Verso la cerimonia di apertura
Il tema della cerimonia sarà l’armonia. Ma lo show di San Siro regalerà diverse sorprese, come raccontato all’Adnkronos dal direttore creativo dell’evento Marco Balich: “Ogni show ha bisogno di un titolo e siamo partiti dal presupposto che Milano e Cortina rappresentino città e montagna, uomo e natura. La parola deriva dal greco ἁρμονία e indica due suoni che insieme creano qualcosa di migliore. Un concetto che si applica al rapporto tra culture, popoli, religioni, generi e differenze sociali. Mettere insieme le diversità in modo armonico significa costruire un mondo migliore”.
Il terreno, insomma, su cui nasce l’essenza dei Giochi Olimpici: “L’unica piattaforma al mondo in cui tutte le nazioni si sentono parte di un sistema comune, sfidandosi alla pari nel rispetto delle regole”. Il braciere a Cortina sarà posto in Piazza Dibona, mentre a Milano lo sfondo sarà il pittoresco Arco della Pace, a due passi dal Castello Sforzesco: “Per ribadire ancora una volta la voglia dell’Italia di farsi ambasciatrice di valori”. (QUI IL RACCONTO COMPLETO[1])
E domani si comincia
Lo spettacolo di San Siro regalerà le prime emozioni olimpiche. Poi, domani, si comincerà a fare sul serio con gare da disputare e medaglie da assegnare. Cinque le discipline con i primi eventi da medaglia di questa edizione: occhi puntati in primis su Bormio, lo sci alpino e la discesa libera maschile. La gara regina dei Giochi, con gli azzurri Giovanni Franzoni e Dominik Paris pronti a far sognare l’Italia. Poi attenzione allo sci di fondo a Tesero, con lo skiathlon femminile, e le finali di pattinaggio di velocità (3000m femminili con Francesca Lollobrigida di scena al Milano Speed Skating Stadium), salto con gli sci (trampolino normale individuale femminile) e snowboard (finale big air maschile a Livigno, con l’azzurro Ian Matteoli). Quanto basta per un avvio memorabile. (di Michele Antonelli)

In occasione dell’apertura delle Olimpiadi invernali 2026, Papa Leone XIV ha scritto la Lettera 'La Vita in Abbondanza' sul valore dello sport e sul suo fondamentale ruolo nell’aiutare la costruzione della pace."In un mondo assetato di pace, abbiamo bisogno di strumenti che pongano ‘fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto. Incoraggio vivamente tutte le Nazioni, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, a riscoprire e a rispettare questo strumento di speranza che è la Tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato”, si legge.
Il rispetto della Tregua olimpica
Il Papa ricorda gli appelli dei pontefici nella storia facendoli propri: “In occasione di passati Giochi Olimpici, hanno sottolineato come lo sport possa svolgere un ruolo importante per il bene dell’umanità, in particolare per la promozione della pace. Nel 1984, ad esempio, San Giovanni Paolo II, rivolgendosi ai giovani atleti provenienti da tutto il mondo, citò la Carta olimpica, che considera lo sport come fattore di ‘una migliore comprensione reciproca e di amicizia, al fine di costruire un mondo migliore e più pacifico’. Egli incoraggiò i partecipanti con queste parole: 'Fate sì che i vostri incontri siano un segno emblematico per tutta la società e un preludio a quella nuova era, in cui i popoli 'non leveranno più la spada l’un contro l'altro'". "In questa linea - sottolinea il Papa - si colloca la Tregua olimpica, che nell’antica Grecia era un accordo volto a sospendere le ostilità prima, durante e dopo i Giochi Olimpici, affinché atleti e spettatori potessero viaggiare liberamente e le competizioni svolgersi senza interruzioni. L’istituzione della Tregua scaturisce dalla convinzione che la partecipazione a competizioni regolamentate costituisce un cammino individuale e collettivo verso la virtù e l’eccellenza. Quando lo sport è praticato in questo spirito e con queste condizioni, esso promuove la maturazione della coesione comunitaria e del bene comune. La guerra, al contrario, nasce da una radicalizzazione del disaccordo e dal rifiuto di cooperare gli uni con gli altri. L’avversario è allora considerato un nemico mortale, da isolare e possibilmente da eliminare".
"Le tragiche evidenze di questa cultura di morte sono sotto i nostri occhi – vite spezzate, sogni infranti, traumi dei sopravvissuti, città distrutte – come se la convivenza umana fosse superficialmente ridotta allo scenario di un videogioco. Ma questo - scrive Leone nella Lettera - non deve mai far dimenticare che l’aggressività, la violenza e la guerra sono «sempre una sconfitta per l’umanità». Opportunamente, la Tregua olimpica è stata riproposta in tempi recenti dal Comitato Olimpico Internazionale e dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite".
"Preoccupa il tifo come forma di discriminazione per esprimere odio"
Nella Lettera, il Papa parla anche del tifo quando da espressione di sostegno e partecipazione "si trasforma in fanatismo; lo stadio diventa luogo di scontro anziché di incontro". “Qui - avverte Prevost - lo sport non unisce ma estremizza, non educa ma diseduca, perché riduce l’identità personale a un’appartenenza cieca e oppositiva. Ciò è particolarmente preoccupante quando il tifo è legato ad altre forme di discriminazione politica, sociale e religiosa e viene utilizzato indirettamente per esprimere forme più profonde di risentimento e odio”.
“Le competizioni internazionali, in particolare, offrono un’occasione privilegiata per sperimentare la nostra comune umanità nella ricchezza delle sue diversità. Infatti, vi è qualcosa di profondamente toccante nelle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi Olimpici, quando vediamo gli atleti sfilare con le bandiere nazionali e gli abiti caratteristici dei loro Paesi. Esperienze come queste - scrive Leone - possono ispirarci e ricordarci che siamo chiamati a formare un’unica famiglia umana. I valori promossi dallo sport – quali la lealtà, la condivisione, l’accoglienza, il dialogo e la fiducia negli altri – sono comuni ad ogni persona, indipendentemente dalla provenienza etnica, dalla cultura e dal credo religioso”
"No a strumentalizzazione politica, non si pieghi a logiche di potere"
No allo sport piegato a “logiche di potere” o alle strumentalizzazioni politiche. Lo ammonisce il Papa nella Lettera dedicata allo sport. “Un’ulteriore distorsione si manifesta nella strumentalizzazione politica delle competizioni sportive internazionali. Quando lo sport viene piegato a logiche di potere, di propaganda o di supremazia nazionale, è tradita la sua vocazione universale”, osserva Prevost. “Le grandi manifestazioni sportive - scrive il Papa - dovrebbero essere luoghi di incontro e di ammirazione reciproca, non palcoscenici per l’affermazione di interessi politici o ideologici. Le sfide contemporanee si intensificano ulteriormente con l’impatto del transumanesimo e dell’intelligenza artificiale sul mondo dello sport. Le tecnologie applicate alla prestazione rischiano di introdurre una separazione artificiale tra corpo e mente, trasformando l’atleta in un prodotto ottimizzato, controllato, potenziato oltre i limiti naturali”.
“Quando la tecnica non è più al servizio della persona ma pretende di ridefinirla, lo sport - avverte - smarrisce la sua dimensione umana e simbolica, diventando un laboratorio di sperimentazione disincarnata. In contrasto con queste derive, lo sport conserva una straordinaria capacità inclusiva. Praticato in modo giusto, esso apre spazi di partecipazione per persone di ogni età, condizione sociale e abilità, diventando strumento di integrazione e di dignità. In questa prospettiva si colloca l’esperienza di Athletica Vaticana. Creata nel 2018 come squadra ufficiale della Santa Sede e sotto la guida del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, essa testimonia come lo sport possa essere vissuto anche come servizio ecclesiale, soprattutto verso i più poveri e i più fragili. Qui lo sport non è spettacolo, ma prossimità; non è selezione, ma accompagnamento; non è competizione esasperata, ma cammino condiviso”.
Il Papa contro il doping
Nella Lettera il Papa mette anche in guardia anche sui rischi che mettono in pericolo i valori sportivi: in particolare, il business “ esclusivo” e gli imperativi di mercato. Leone denuncia anche come “la dittatura della performance può indurre all’uso di sostanze dopanti e ad altre forme di frode, e può portare i giocatori di sport di squadra a concentrarsi sul proprio benessere economico piuttosto che sulla lealtà verso la propria disciplina”. “Dopo aver considerato come lo sport contribuisca allo sviluppo delle persone e favorire il bene comune, dobbiamo ora rilevare le dinamiche che possono compromettere tali risultati. Ciò avviene soprattutto per una forma di “corruzione” che è sotto gli occhi di tutti. In molte società, - osserva Leone - lo sport è strettamente connesso a economia e finanza. È evidente che il denaro è necessario per sostenere le attività sportive promosse dalle istituzioni pubbliche, da altri organismi civici e dalle istituzioni educative, così come quelle private di livello agonistico e professionale. I problemi sorgono quando il business diventa la motivazione primaria o esclusiva. Allora le scelte non muovono più dalla dignità delle persone, né da ciò che favorisce il bene dell’atleta, il suo sviluppo integrale e quello della comunità”.
“Quando si mira a massimizzare il profitto,- avverte Prevost - si sopravvaluta ciò che può essere misurato o quantificato, a scapito di dimensioni umane di importanza incalcolabile: “Conta solo ciò che può essere contato”. Questa mentalità invade lo sport quando l’attenzione si concentra ossessivamente sui risultati raggiunti e sulle somme di denaro che si possono ricavare dalla vittoria. In molti casi, persino a livello dilettantistico, gli imperativi e i valori di mercato sono arrivati a oscurare altri valori umani dello sport, che meritano invece di essere custoditi”. Anche “gli atleti di alto livello e professionisti, quando l’interesse economico diventa l’obiettivo primario o esclusivo, rischiano di concentrarsi su sé stessi e sulla prestazione, indebolendo la dimensione comunitaria del gioco e tradendo la sua valenza sociale e civile. Lo sport, invece, - osserva il Pontefice - è una pratica che possiede valori condivisi da tutti coloro che vi partecipano e in grado di umanizzare la convivenza, anche in situazioni difficili. Un’attenzione sproporzionata al denaro, al contrario, riporta l’attenzione in modo esplicito e riduttivo su sé stessi. Anche in questo caso, vale il detto di Gesù: ‘Nessuno può servire due padroni’”.
Papa Prevost sottolinea poi che un “rischio particolare emerge quando i vantaggi finanziari derivanti dal successo nello sport sono considerati più importanti del valore intrinseco della partecipazione: la dittatura della performance può indurre all’uso di sostanze dopanti e ad altre forme di frode, e può portare i giocatori di sport di squadra a concentrarsi sul proprio benessere economico piuttosto che sulla lealtà verso la propria disciplina. Quando gli incentivi finanziari diventano l’unico criterio, può accadere che individui e squadre pieghino i propri risultati alla corruzione e all’invadenza dell’industria del gioco d’azzardo. Queste diverse forme di frode non solo corrompono le attività sportive in sé, ma servono anche a disilludere il grande pubblico e a minare il contributo positivo dello sport alla società in generale”.
"Attenzione alla gamification estrema, pratica sportiva non è video gioco"
Il Papa nella Lettera dedicata allo sport invita ad interrogarsi anche “sulla crescente assimilazione dello sport alla logica dei videogame”. “La gamification estrema della pratica sportiva, la riduzione dell’esperienza a punteggi, livelli e performance replicabili, - dice - rischia di disancorare lo sport dal corpo reale e dalla relazione concreta. Il gioco, che è sempre rischio, imprevisto e presenza, viene sostituito da una simulazione che promette controllo totale e gratificazione immediata. Recuperare il valore autentico dello sport significa allora restituirgli la sua dimensione incarnata, educativa e relazionale, affinché rimanga una scuola di umanità e non un semplice dispositivo di consumo”.
"Non si sostituisca alla religione, arginare il narcisismo"
“Quando lo sport pretende di sostituirsi alla religione, perde il suo carattere di gioco e di servizio alla vita, diventando assoluto, totalizzante, incapace di relativizzare sé stesso”, è il monito del Papa nella Lettera. “In questo contesto - analizza il Pontefice -si inserisce anche il pericolo del narcisismo, che attraversa oggi l’intera cultura sportiva. L’atleta può rimanere fissato allo specchio del proprio corpo performante, del proprio successo misurato in visibilità e consenso. Il culto dell’immagine e della prestazione, amplificato dai media e dalle piattaforme digitali, rischia di frammentare la persona, separando il corpo dalla mente e dallo spirito. È urgente riaffermare una cura integrale della persona umana, nella quale il benessere fisico non sia disgiunto dall’equilibrio interiore, dalla responsabilità etica e dall’apertura agli altri. Occorre riscoprire le figure che hanno unito passione sportiva, sensibilità sociale e santità”.
Tra “i tanti esempi che potrei fare, - dice - voglio ricordare San Pier Giorgio Frassati (1901- 1925), giovane torinese che univa perfettamente fede, preghiera, impegno sociale e sport. Pier Giorgio era appassionato di alpinismo e organizzava spesso escursioni con i suoi amici. Andare in montagna, immergersi in quegli scenari maestosi gli faceva contemplare la grandezza del Creatore”.



