
Alcuni appartamenti di una palazzina in via Falzarego a Cagliari sono stati evacuati dai vigili del fuoco in via precauzionale per la presenza di lesioni strutturali.
L'allarme è scattato questa mattina, le squadre della Centrale operativa di Cagliari hanno immediatamente avviato le verifiche tecniche, provvedendo alla delimitazione e alla messa in sicurezza dell'area interessata.
"Sul posto è intervenuto anche il funzionario - precisano dal Comando provinciale dei vigili del fuoco - per effettuare un sopralluogo e coordinare le operazioni".
Al termine delle verifiche alcune famiglie sono state allontanate dalle abitazioni.

SINNAI – Un episodio che lascia senza parole si è verificato a Sinnai, dove alcuni gattini sono stati chiusi vivi in una busta e gettati in un bidone della spazzatura davanti alla Pizzeria Antonello "La Pineta", in via San Nicolò. I piccoli sono stati trovati per tempo, ma il gesto è stato definito "crudele" dai titolari del locale.
La Denuncia della Pizzeria
"Qualcuno ha pensato bene di chiudere dei gattini vivi dentro una busta e di gettarli in un bidone della spazzatura davanti alla nostra attività, condannandoli a una morte lenta e terribile", scrive la pizzeria in un post. "Non esistono giustificazioni per un gesto tanto crudele. Chi è capace di trattare così degli esseri indifesi dimostra una totale mancanza di rispetto per la vita". I titolari hanno invitato chiunque abbia informazioni a segnalarlo alle autorità.
Il Salvataggio e la Ricerca di una Balia
Fortunatamente, i gattini sono stati trovati in tempo. La Asl non ha autorizzato il canile al ritiro, quindi i piccoli sono stati affidati alla Polizia Locale di Sinnai, che non ha però i mezzi per prendersi cura di loro. Ora si cerca una balia per i gattini.
Un Appello alla Responsabilità
"Gli animali non sono rifiuti. Sono esseri viventi e meritano rispetto", conclude la pizzeria. L'episodio ha suscitato indignazione nella comunità, che si sta mobilitando per aiutare i piccoli. Chiunque possa offrire un contributo o abbia informazioni è invitato a contattare le autorità. La speranza è che i gattini possano trovare presto una famiglia che li accolga e che gesti simili non si ripetano mai più. La lotta contro l'abbandono degli animali è una responsabilità di tutti. L'amore per gli animali è un valore che va difeso ogni giorno. La comunità di Sinnai è unita per proteggere i più deboli. La solidarietà è fondamentale in questi casi. La denuncia di questi atti è importante per prevenire future crudeltà. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è essenziale per garantire il benessere degli animali.

(Adnkronos) - Luca Argentero non lascerà 'Doc - Nelle tue mani' con l'ultima puntata della quarta stagione, che prenderà il via su Rai1 il primo ottobre: il suo personaggio si affaccerà anche nella quinta per un passaggio di testimone che avverrà in modo graduale. Lo precisa la direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, rispondendo all'Adnkronos sul futuro del medical drama di grande successo e del suo protagonista.
"Vorrei innanzitutto sottolineare - spiega Ammirati - la grande importanza che Luca Argentero riveste nello star system di Rai Fiction e, naturalmente, nel mondo di 'Doc', dove il suo ruolo è centrale e profondamente legato all’identità della serie. Nella quarta stagione, che vedremo a ottobre, Argentero tornerà ancora una volta da grande protagonista, circondato dai tanti colleghi che con lui hanno costruito un successo straordinario".
"Per quanto riguarda la quinta stagione - aggiunge la direttrice di Rai Fiction - è bene essere chiari: la serie è attualmente in scrittura; sarà una stagione ricca di sorprese, per certi versi rifondativa sul piano narrativo. 'Doc' continuerà a valorizzare il suo protagonista, che ci accompagnerà sicuramente e il suo passaggio di testimone avverrà in modo graduale, rispettoso dei tempi narrativi e delle esigenze artistiche e personali dell’attore", conclude Ammirati.

(Adnkronos) - Stanno facendo il giro dei social di tutta Europa le immagini di una giovane ragazza dai capelli bruni e dallo sguardo determinato che parla al megafono davanti all'ambasciata del Marocco a Madrid, concludendo il suo comizio con un plateale saluto nazista. Si tratta di Isabel Peralta, 24enne spagnola nota per le sue posizioni neonaziste e falangiste, tornata sotto i riflettori nel pieno della crisi migratoria che coinvolge l'enclave spagnola di Ceuta. Nel video diventato virale si vede la giovane, classe 2002, invocare apertamente la violenza radicale: "Se l'obiettivo è fermare il diritto degli spagnoli a esistere, farebbero meglio a iniziare con i proiettili alla nuca invece di sprecare tempo", ha dichiarato alla folla, aggiungendo che non si fermerà "finché la Spagna non tornerà a essere la Spagna".
Già nel maggio 2021, davanti alla sede diplomatica marocchina a Madrid, Peralta aveva guidato un comizio gridando "morte all'invasore". Quelle dichiarazioni le sono costate una condanna, poi confermata dal Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid, a un anno di reclusione per incitamento alla discriminazione e all'odio nei confronti dei migranti, oltre all'interdizione dai diritti politici e a una multa.
Figlia di Juan Manuel Medina, ex consigliere comunale del Partido Popular a Sesena, nella provincia di Toledo e con un passato giovanile nella destra radicale, Isabel Peralta ha iniziato il proprio attivismo politico a soli 13 anni, età in cui, ha raccontato, avrebbe scoperto la sua identità di estrema destra. Dopo gli esordi nel Sindicato Espanol Universitario, organizzazione legata alla Falange, e nel gruppo neonazista ormai sciolto Bastión Frontal, la sua notorietà è esplosa durante una commemorazione della División Azul, fanteria dell'esercito nazista composta da spagnoli, quando dichiarò: "L'ebreo è il colpevole, e la División Azul ha combattuto per questo".
In un'intervista rilasciata a El Mundo nel febbraio 2021, Peralta si è definita apertamente falangista, fascista, nazionalsocialista e negazionista dell'Olocausto, dichiarando la propria ammirazione per Adolf Hitler e la sua totale avversione alla democrazia. In quell'occasione non aveva risparmiato neppure l'estrema destra parlamentare di Vox, accusata di essere troppo moderata: "Mi disgustano persino più di Podemos", aveva affermato, rivendicando la propria volontà di operare ai margini del sistema costituzionale.
Secondo quanto raccontato dalla stessa Peralta in un'intervista a El Espanol nel 2021, il padre l'avrebbe cacciata più volte di casa a causa del suo estremismo ideologico, spingendola a rifugiarsi a Lanzarote dalla madre, che dirige una scuola buddista e, pur essendo del tutto contraria alle sue idee, avrebbe cercato di convivere con esse. "Mio padre mi disse che se fossi andata al Valle de los Caidos per rendere omaggio a Primo de Rivera non sarei dovuta tornare; ci sono andata e mi ha cacciata", aveva raccontato. Oltre ai frequenti guai con la giustizia spagnola, tra cui l'interdizione dai diritti politici per l'istigazione all'odio contro la comunità marocchina e musulmana, l'attivista ha avuto problemi con la legge anche all'estero: nel 2022, mentre beneficiava di una borsa di studio legata al gruppo estremista tedesco Der Dritte Weg, fu arrestata all'aeroporto di Francoforte perché trovata in possesso di una bandiera con la svastica e di una copia del Mein Kampf. In seguito all'episodio, fu espulsa dalla Germania con un divieto d'ingresso a vita.
Con il protarsi della crisi a Ceuta, Peralta continua a cavalcare sul suo account X la sua battaglia contro l'immigrazione. "Quando si esaurirà il vostro 'eroico' buonismo e vi renderete conto che ciò che rimarrà delle vostre città sarà un aumento di rapine, violenze sessuali, occupazioni e omicidi", ha scritto l'attivista in un post di oggi commentando un video dei giovani migranti a Ceuta.

Scontro Frontale Sulla 125: Quattro Feriti, Due Gravi
OROSEI – Un violento scontro frontale tra due auto si è verificato questo pomeriggio lungo la statale 125 "Orientale Sarda" , nel territorio di Orosei, all'altezza del ponte di Orgoi, tra Cala Liberotto e Orosei. L'incidente ha coinvolto quattro persone, due delle quali sono rimaste gravemente ferite. Lo schianto è avvenuto dopo un rettilineo, in corrispondenza di una curva.
I Soccorsi
I Vigili del Fuoco hanno estratto i feriti dalle lamiere, affidandoli al personale del 118. Sul posto sono giunte tre ambulanze e l'elicottero Areus. Due feriti, in condizioni critiche, sono stati trasportati in codice rosso all'ospedale di Sassari con l'elisoccorso. Gli altri due, con ferite più lievi, sono stati accompagnati all'ospedale di Nuoro.
La Viabilità
L'Anas ha chiuso la strada in entrambi i sensi di marcia tra il km 225 e il km 230 per consentire i soccorsi. Il traffico è stato deviato sulla viabilità locale. Sul posto sono intervenute anche le forze dell'ordine per i rilievi e per accertare le cause dell'incidente e le eventuali responsabilità. La strada è stata riaperta al traffico dopo i rilievi. Le condizioni dei feriti sono monitorate. La dinamica dello scontro è al vaglio degli inquirenti.

Quattro persone sono rimaste ferite, due in modo grave, in uno scontro frontale fra due auto, successo questo pomeriggio lungo la statale 125 "Orientale sarda", nel territorio di Orosei.
Le due vetture, con quattro persone a bordo, si sono scontrate al km 228 della statale.
I vigili del fuoco hanno provveduto a estricare i feriti dalle lamiere delle auto e li hanno affidati alle cure del personale del 118, intervenuto sul posto con tre ambulanze e l'elicottero Areus.
Due delle persone ferite, le più gravi, sono state trasportate all'ospedale di Sassari in codice rosso con l'elisoccorso. Gli altri due feriti, più lievi, sono stati accompagnati all'ospedale di Nuoro.
L'Anas ha chiuso la strada in entrambi i sensi di marcia nel tratto compreso fra il km 225 e il km 230 per consentire i soccorsi e la messa in sicurezza della carreggiata. Il traffico è stato deviato sulla viabilità locale.
Sul posto anche le forze dell'ordine per i rilievi dell'incidente e stabilire le eventuali responsabilità.
La magia del nouveau cirque, con lo spettacolo Clown in viaggio di
e con Virginia Viviano in scena venerdì 7 agosto alle 20.15 nel
Parco della Biblioteca di Santu Lussurgiu, dà il via al 18/o
Festival Percorsi Teatrali organizzato dal Teatro del Segno.
(Adnkronos) - Un video di una dash cam presente su un'auto è stato sequestrato, a quanto apprende l’Adnkronos, dagli inquirenti che indagano sull'incidente, avvenuto domenica pomeriggio sulla strada statale 'Ternana', che collega Terni a Rieti, in cui hanno perso la vita sei persone e oltre trenta sono rimaste ferite, di cui alcune ancora ricoverate negli ospedali di Umbria e Lazio.
Dall’esame delle immagini potrebbero arrivare elementi utili alla ricostruzione dell’impatto. Intanto la procura di Terni che procede per omicidio stradale plurimo e lesioni ha dato il nulla osta alla restituzione di quattro salme, mentre su quelle dei due conducenti, uno alla guida del pullman che svolgeva servizio per i turisti alle cascate delle Marmore e l'altro del camper, domani verranno eseguite le autopsie.

(Adnkronos) - Dopo il sisma di magnitudo 4.7 registrato venerdì scorso nella zona dei Campi Flegrei (Napoli), l’Italia oggi è tornata a tremare. In mattinata, alle 10:15, l’Ingv ha segnalato un terremoto di magnitudo 4.3 nel Pisano; poi, nel pomeriggio, poco dopo le 15, un altro c’è stato a Celico, tra Cosenza e Rende, di magnitudo 3.5. Paura tra la popolazione, sia in Toscana che in Calabria. Si tratta, tuttavia, di eventi non collegati tra di loro.
Lo ha spiegato all’Adnkronos Carlo Meletti, sismologo della sezione di Pisa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). “A Pisa abbiamo avuto uno sciame sismico con una decina di repliche, tutte di minore entità rispetto all’evento principale ad eccezione di una scossa di più di 3 gradi di magnitudo registrata intorno alle 13. Potrebbero essercene altre nelle prossime ore, ma la situazione è sotto controllo. Si tratta di terremoti legati a faglie che si muovono lungo la costa tirrenica toscana, che anche in passato hanno prodotto terremoti di magnitudo superiore a 4, come nel 1984 e nel 2003”, ha detto l’esperto, che ha precisato che non c’è alcun collegamento col terremoto di Cosenza: “E’ un altro mondo, qui c’è una sismicità storica ancora più importante, ma i due epicentri sono geograficamente troppo distanti”.
Nessun collegamento neppure con l’ondata di caldo, che in questi giorni sta facendo segnare temperature record su tutta Italia. Sul web abbondano le ricerche sull'eventuale collegamento tra fenomeni: "Non c’è legame con i terremoti di oggi. Questi eventi si sviluppano a chilometri di profondità, che nulla hanno a che vedere con quello che avviene in superficie”.

(Adnkronos) - Un ufo... a Gatwick. Un pilota di un aereo di linea ha riferito di aver visto quello che assomigliava a tutti gli effetti a un "disco volante" proprio mentre si preparava ad atterrare all'aeroporto di Londra. Un mistero che è stato 'confermato' da un altro pilota, che ha riportato come quello che sembrava un drone si sia avvicinato al suo aereo, tanto da essere riuscito a vedere le eliche.
L'incidente è avvenuto lo scorso aprile a Londra e da lì sono partite una serie di indagini: "Il pilota dell'A319 riferisce che, durante la discesa e una virata a sinistra, ha visto un drone, presumibilmente a forma di disco o 'disco volante', volare molto vicino in direzione opposta, alla stessa quota, passando accanto alla sua ala destra", si legge, secondo quanto riportato dal Sun, nel rapporto, "a circa 30-90 metri dall'ala del loro aereo. L'oggetto sembrava un disco con segni più scuri sul bordo, probabilmente un drone, ma non ne siamo certi".
"Era molto vicino all'aereo, ma non è stata necessaria alcuna manovra evasiva poiché erano già in virata", la ricostruzione nel rapporto, secondo cui l'oggetto volante avrebbe sensibilmente ridotto la sicurezza del velivolo. Gli investigatori dell'Uk Airprox Board, per far luce sulla vicenda, hanno tirato in ballo un secondo 'incidente', verificatosi sempre a Londra: "Il pilota dell'A321 riferisce che, durante una virata a sinistra per l'avvicinamento all'aeroporto di Heathrow, è stato visto un drone sorvolare il lato sinistro dell'aereo a una distanza tale da poter distinguere dettagli come il colore, la forma e le singole eliche in rotazione".
La scorsa settimana invece lo stesso Board che ha condotto le indagini ha rivelato come due piloti avessero riportato di un possibile Ufo in volo sul Mare del Nord, vicino a Norfolk, lo scorso febbraio. Un membro dell'equipaggio della petroliera Voyager ha visto l'oggetto non identificato volare a circa 30-40 metri di distanza a velocità sostenuta. E lo stesso ha confermato un pilota del caccia Typhoon, che avrebbe visto il presunto Ufo mentre si recava a fare rifornimento.

(Adnkronos) - "Fascisti 2.0". È scontro alla Camera tra Movimento 5 Stelle e Futuro nazionale durante l'esame degli ordini del giorno collegati al disegno di legge contenente misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo, in particolare del documento presentato dalla deputata pentastellata Susanna Cherchi a sostegno delle imprese operanti nel settore della canapa industriale.
"Quel Duce lì, il caro Benito del busto che c'è nell'ufficio del presidente La Russa, nel 1935 -attacca il deputato Cinquestelle Antonino Iaria- aveva implementato le coltivazioni di canapa per aumentare l'autarchia del nostro Paese, perché aveva delle sanzioni, per avere materia prima, questa è storia. Quindi io dico, se vi vedesse, se vi vedesse il duce adesso che bloccate la canapa, cosa direbbe? Ragazzi, non è perchè qualcuno che si fuma le canne voi bloccate una filiera industriale che riesce a recuperare ettari di terreno. Questo è il tema di oggi, cari fascisti 2.0". Un'espressione ripetuta più volte che porta il vicepresidente della Camera e presidente di turno dell'Assemblea, Sergio Costa, anch'egli esponente M5S, a richiamare il collega, chiedendogli se si riferisca a qualcuno in particolare.
"Mi riferisco al generale e in generale", replica Iaria. "Anche io sono un generale", ribatte Costa. "Quando una collega di Fratelli d'Italia dice 80 volte Giuseppi prendendolo in giro -riprende Iaria riferendosi agli attacchi rivolti a Giuseppe Conte- non viene interrotta, io faccio un discorso politico, perché per me il fascismo esiste e va combattuto e lei mi ferma perchè ho detto fascismo? Se loro si sono arrabbiati, forse perché si sentono toccati?" "L'importante -insiste Costa- è che non si riferisce a nessuno in Aula".
Passa qualche minuto e prende la parola Rossano Sasso, di Futuro Nazionale: "Noi possiamo essere accusati di essere una componente identitaria, sovranista, di destra vera, l'unica qua dentro", dice il parlamentare della formazione di Roberto Vannacci. "Però, presidente, non è consentito a nessuno di dire quello che ha detto il collega Iaria. O lei interviene ogni volta che Iaria dà spettacolo e segni di degrado in quest'Aula altrimenti così non va bene, presidente. Detto questo, è evidente che il tema sia caro al Movimento 5 Stelle, però presidente, per suo tramite, io dico: ma il livello del dibattito di quest'Aula ogni qual volta interviene un esponente del Movimento 5 Stelle, può essere sempre simbolo di degrado? È ora di finirla".
Sempre da Futuro nazionale sceglie la strada del sarcasmo Gianangelo Bof: "L'onorevole Iaria, sostenendo il suo emendamento sulla filiera della canapa, si riferisce al periodo fascista, perché riconosce che in quel periodo le istanze del Movimento 5 Stelle erano portate avanti proprio dal duce nel ventennio. Complimenti onorevole Iaria, il fatto che lei abbia scoperto la storia, finalmente, ci fa sommo piacere e il fatto che a sinistra si riconosca veramente la storia del nostro Paese ci fa piacere".

(Adnkronos) - Resta in carcere Mirko Bertellini, il 44enne fermato per l’omicidio di Federico Venco, investito mortalmente a Somma Lombardo, in provincia di Varese. Lo ha deciso la giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, Anna Giorgetti, la quale ha convalidato l'arresto e confermato il carcere. L'uomo, difeso dall'avvocata Federica Luoni, non ha risposto all'interrogatorio ma si è limitato a brevi dichiarazioni spontanee.
La vittima, 36enne, figlio dell'ex sindaco di Samarate, si era fermata per aiutare una donna che aveva smarrito la strada per il cimitero della Maddalena, dove aveva un appuntamento. Arrivati a destinazione, però, l'ex compagno della 39enne, vedendola insieme a Venco, ha ipotizzato una relazione tra i due, quindi avrebbe accelerato tamponando la moto guidata dal 36enne, sbalzandolo dalla sella e provocandone la morte sul colpo.
Su quello che all'inizio sembrava un incidente stradale indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Busto Arsizio, che stanno cercando di chiarire le reali intenzioni dell'uomo per quell'appuntamento con l'ex compagna. Si attendono gli esami accertamenti tossicologici e alcolemici sull'indagato e gli esami autoptici disposti sulla vittima.
"All’improvviso, sentii il rumore di un motore che si accendeva con violenza. Poi una sgommata. Un rumore che non dimenticherò mai. Mi voltai appena il tempo di vedere una macchina uscire a tutta velocità. La riconobbi subito. Era l’auto di Mirko. In quel momento pensai che volesse investire me. Mi preparai a morire. Invece mi superò e puntò dritto verso Federico". E' un passaggio del lungo racconto, in un'intervista esclusiva a 'Lettera 14' del giornalista Salvo Sottile, della donna che Federico Venco ha aiutato per poi essere investito e ucciso.
La donna racconta quei drammatici momenti: "Assistevo a tutto senza poter fare nulla. Urlavo dentro il casco. Gridavo di fermarsi. Ma nessuno poteva sentirmi. Solo dopo ho capito cosa era successo nella testa di Mirko. Lui era convinto che io non sarei mai andata da sola all’appuntamento. Pensava che mi fossi fatta accompagnare dal mio nuovo compagno. Era sicuro che quell’uomo davanti a me fosse il mio amante. Probabilmente era nascosto poco distante, ci stava aspettando. Quando ci ha visti arrivare insieme ha creduto di aver avuto la conferma della sua ossessione. In quel momento Federico era già stato condannato a morte senza nemmeno sapere perché. Lui non sapeva nulla di me. Non conosceva Mirko. Non sapeva nemmeno il mio cognome. Era soltanto un ragazzo che si era fermato ad aiutare una sconosciuta".
La donna si è detta in quel momento convinta che "dopo Federico sarebbe toccato a me" ma "a salvarmi fu una coincidenza. O forse il destino. Ancora oggi non so come chiamarlo" ossia l'arrivo di una macchina con delle persone che si sono fermate. La donna si rivolge alla famiglia di Venco con la quale vorrebbe parlare: "Forse oggi mi odiano. Forse pensano che sia colpa mia. Io non posso pretendere il loro perdono. Posso soltanto chiedere di ascoltarmi. Vorrei dire ai suoi genitori che Federico, fino all’ultimo istante della sua vita, ha fatto una cosa bellissima: si è fermato ad aiutare una persona che non conosceva. È morto per un gesto di altruismo. Vorrei che sapessero che non dimenticherò mai i suoi occhi, gli unici che riuscivo a vedere sotto quel casco. Erano occhi buoni. Sono l’ultima immagine che conserverò di lui per tutta la vita".

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"Il caos dei fatti di Ceuta e le divergenze di colore politico tra i rispettivi governi hanno innescato il confronto tra Spagna e Italia. L’occasione è utile per capire il perché la prima presenti un andamento più brillante della seconda. Lavoro e salari in Italia vanno peggio che in Spagna perché da noi la politica non ha ancora deciso di abbandonare la cattiva abitudine di utilizzare il lavoro come strumento elettorale di breve termine, fingendo di non vedere che nel lungo periodo sono la coerenza e la stabilità di un percorso stabilito a restituire ad un paese risultati positivi per la collettività. Ed ecco anche perché, in un quadro come quello attuale, parlare di salario minimo è un altro abbaglio per le piazze: è il sistema che va ristrutturato, e a quel punto coordinato con una misura tanto impattante perché se ne possa apprezzare una reale utilità ed effetti positivi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Alessandro Paone, avvocato, giuslavorista e Founder Nius studio legale.
E Paone sottolinea che al contrario "in Spagna, non senza conflitto, hanno avuto il coraggio di assumere decisioni forti e ne raccolgono i benefici". "Per Carlo Cottarelli la Spagna è avanti a noi in almeno cinque aree: pressione fiscale più bassa (37% loro, 42,9% noi), meno burocrazia, giustizia civile più veloce, energia meno cara e infine, Ceuta a parte, gode di un flusso migratorio dall’America latina di genti che hanno stessa lingua, cultura e religione e che perciò si integrano assai meglio e più velocemente nel tessuto sociale e lavorativo", dice.
"Lo stupore italiano dinanzi a tali ragguardevoli risultati è che a raggiungerli sono state, con coerenza a noi sconosciuta, le due amministrazioni succedutesi al potere negli ultimi quindici anni, di schieramenti diversi (Rajoy, destra – Sanchez, sinistra). In Italia, nello stesso periodo, abbiamo registrato otto governi e sette presidenti del Consiglio, ognuno dei quali ha interrotto l’attività del precedente con provvedimenti 'bandiera' di segno opposto", sottolinea il giuslavorista.
Entrando negli aspetti tecnici, "sul lavoro la situazione spagnola -sottolinea Paone- è più definita sul piano non solo quantitativo, numero di occupati, specie tra i più giovani, ma anche qualitativo, tenendo conto dei dati sulla produttività e sui salari che vedono la Spagna nettamente in vantaggio". "Nello stesso arco temporale di quindici anni, la Spagna - prosegue - ha implementato quattro riforme dell’ordinamento del lavoro con una chiara finalità e l’una coerente con il contesto di riferimento e un obiettivo politico-industriale definito. Da noi si sono invece registrati circa quarantacinque interventi normativi primari e centinaia di decreti attuativi, circolari e norme emergenziali che ci hanno reso il Paese -ribadisce Paone- con il più alto grado di instabilità normativa del lavoro in Europa, senza contare gli orientamenti della giurisprudenza".
Per l'esperto, "più a fondo si va e più duro colpisce l’insegnamento spagnolo sulla centralità della coerenza nell’azione politica e del valore della stabilità governativa: nel 2012 il governo di destra Rajoy ha varato una prima riforma del lavoro introducendo più flessibilità e riducendo i vincoli ai licenziamenti". "Norme che nel 2018 il successore Sánchez - aggiunge -non ha demolito bensì integrato, con una tecnica normativa di continuità diversificata, aumentando il salario minimo (che in Spagna esiste dal 1980), rafforzando i contratti a tempo indeterminato e modificando le regole della contrattazione collettiva".
Mentre, secondo Paone, "illustrare cosa è accaduto in Italia è praticamente impossibile ma basti accennare una linea: nel 2012 v’è la riforma Fornero, nel 2014 il decreto Poletti sui tempi determinati, poi nel 2015 il governo Renzi vara il Jobs Act nell’intelligente tentativo di riformulare in modo organico l’intero ordinamento lavoristico ma viene smantellato già nel 2017 dal governo Gentiloni con l’abolizione dei voucher e poi nel 2018 dal decreto dignità del governo Conte e infine dalla Corte Costituzionale con una serie di interventi demolitivi, che segnalano l’incoerenza di un sistema giuridico pieno zeppo di diversificazioni e la cui unitarietà non è manutenuta da una visione complessiva e di sistema". "E negli ultimi cinque anni il Governo ha sostenuto la spinta occupazionale senza riformare alcunché", conclude.

(Adnkronos) - L'azzurra Ginevra Taddeucci ha vinto la medaglia d'oro nella 10 km femminile di nuoto di fondo agli Europei di Parigi, per la prima volta nella distanza olimpica. Nelle acque della Senna l'italiana ha avuto la meglio sull'ungherese Viktória Mihalyvari-Farkas che chiude seconda davanti all'altra italiana Linda Caponi, che conquista il bronzo. Dopo l’argento mondiale conquistato un anno fa, la poliziotta fiorentina trionfa nella 10 km, riportando all’Italia un titolo continentale che mancava da dieci anni, dai tempi del successo di Rachele Bruni.
La Taddeucci, già bronzo su questa distanza due anni fa alle Olimpiadi di Parigi ha trionfato con il tempo di 2:07.49.90. Sul podio anche l'altra azzurra Linda Caponi, terza a 13"58 dalla connazionale, che si mette al collo la prima medaglia in acque libere della carriera. L'ungherese Viktoria Mihályvári-Farkas chiude a 9"71 dalla 29enne toscana.
Si tratta della quarta medaglia d'oro per l'Italia agli Europei, dopo quelle nel team eventi di tuffi, nel trampolino da 3 metri sincro misto e quella della stessa Pellacani nel trampolino da un metro. In tutto, con questo successo e col podio di Caponi, per gli azzurri fino a ora sono arrivate 11 medaglie a Parigi.

(Adnkronos) - Volodymyr Zelensky punta il dito contro i "safari" con droni russi contro i civili a Kherson: "Oggi, molti sono rimasti scioccati dall'ennesimo video dei 'safari' con droni che i russi stanno conducendo contro i civili a Kherson", scrive il presidente ucraino su X, dove posta un video di "un drone russo" che "ha deliberatamente preso di mira" un fruttivendolo "e si è fatto esplodere proprio accanto a lui". "I russi - scrive - hanno persino ammesso il crimine, senza mostrare alcun rimorso e vantandosi apertamente di tormentare la gente. L'uomo è rimasto ferito nell'esplosione. Ogni singolo giorno, i cittadini di Kherson si trovano ad affrontare questi safari russi", denuncia.
Nel filmato, si vede un uomo che cerca riparo dietro un veicolo, 'inseguito' da un drone che fa detonare la sua carica vicino a lui. L'uomo, che vendeva verdura in un mercato di strada nella città meridionale, "ha riportato ferite ma è sopravvissuto", ha dichiarato su Telegram Yaroslav Shanko, capo dell'amministrazione militare di Kherson, citato da Afp. "Avevo appena sistemato gli ombrelloni e iniziato a portare fuori le casse... Anche mia moglie era lì. Abbiamo sentito un ronzio", ha raccontato la vittima, un uomo di 52 anni identificato come Yuriy, in un video pubblicato dalle autorità locali. Ha riportato traumi da esplosione, ferite da schegge e commozione cerebrale, ma non è in pericolo di vita, ha scritto su Telegram il governatore di Kherson, Oleksandr Prokudin, si legge su Afp.
"Il mondo deve vederlo. Deve vedere ogni singola prova che la Russia è impazzita e che i suoi soldati provano piacere nell'uccidere e maltrattare i civili", scrive Zelensky su X. ."Senza pressioni sulla Russia, lo smantellamento della sua capacità di aggressione e reali garanzie di sicurezza, è semplicemente impossibile immaginare che il mondo possa coesistere con questo male. Dobbiamo rimanere risoluti nella difesa della vita. Dobbiamo agire e sostenere la vita in modo da costringere la Russia a pensare seriamente alla pace, anziché ad ampliare il raggio d'azione dei suoi droni".

(Adnkronos) - Il cantautore britannico Ed Sheeran è stato condannato al pagamento di una multa per non aver assicurato la sua Aston Martin, un'auto d'epoca del 1966, mentre il veicolo era sottoposto a un intervento di restauro e conversione all'alimentazione elettrica. Secondo quanto emerso davanti al Tribunale di Bradford, come riporta la Bbc, la Driver and Vehicle Licensing Agency ha accertato nel dicembre 2025 che l'auto risultava priva della copertura assicurativa obbligatoria durante i lavori, iniziati nel 2021.
Sheeran ha ammesso la violazione, dichiarandosi colpevole di aver mantenuto un veicolo non conforme agli obblighi assicurativi. Il giudice gli ha inflitto una multa di 666 sterline, oltre a 100 sterline di spese processuali e un contributo di 266 sterline destinato al fondo per le vittime. In una lettera inviata al tribunale, il 35enne cantante ha spiegato di essere convinto che la polizza assicurativa dell'officina incaricata del restauro fosse sufficiente a coprire il veicolo. Ha inoltre precisato che l'Aston Martin è rimasta per tutto il periodo nella disponibilità dell'officina, con sede nella contea di Durham, senza mai circolare su strade pubbliche.
"Non ho mai avuto il possesso fisico né il controllo pratico del veicolo", ha scritto Sheeran, aggiungendo che l'auto è inutilizzabile dal 2021 e si trova tuttora in fase di restauro e conversione in veicolo elettrico. Per questo motivo, ha sostenuto, non vi sarebbe mai stato alcun rischio per gli altri utenti della strada derivante dalla mancanza di assicurazione. L'artista ha inoltre affermato di non aver ricevuto la proposta iniziale della Driver and Vehicle Licensing Agency di chiudere il procedimento con il pagamento di una sanzione amministrativa, sottolineando che avrebbe provveduto immediatamente al versamento qualora ne fosse stato informato. Ha definito l'accaduto un "autentico equivoco amministrativo" e ha ricordato che il veicolo è stato successivamente dichiarato fuori circolazione attraverso una notifica Sorn, presentata il 1° febbraio. Il procedimento è stato esaminato con il sistema britannico della Single Justice Procedure, previsto per reati minori, che consente l'assegnazione dei casi a qualsiasi tribunale competente del Paese. Nella stessa settimana, secondo i dati ufficiali, altre 1.451 persone tra Inghilterra e Galles sono state condannate per non aver assicurato i propri veicoli.

(Adnkronos) - Quasi 200.000 sterline, circa 235.000 euro, di carburante rubato ogni singolo giorno dalle stazioni di servizio del Regno Unito. È la fotografia scattata dall'ultimo report di Forecourt Eye, società britannica specializzata nella prevenzione dei reati presso gli impianti di rifornimento. Da quando l'escalation militare in Medio Oriente e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz hanno sconvolto i mercati energetici a partire dal 28 febbraio scorso, le rapine e le fughe alla pompa di benzina oltremanica hanno subito un’impennata senza precedenti. I dati raccolti evidenziano un fenomeno in drastica crescita: nei primi cinque mesi di conflitto, quelli compresi tra marzo e luglio, i casi di rifornimento non pagato sono balzati del 20%. In valori assoluti significa che la quantità di carburante sottratto quotidianamente è passata da 87.000 a oltre 108.900 litri. Poiché nel frattempo i listini sono schizzati alle stelle, il valore economico complessivo del carburante rubato è aumentato del 48%, raggiungendo la cifra record stimata di 194.000 sterline al giorno suddivise sulle circa 8.359 stazioni del Paese. A spingere questa scia di furti non sono soltanto le bande criminali organizzate.
L'elemento più sorprendente riguarda i guidatori senza precedenti: tra gli automobilisti "incensurati" si è registrato un incremento del 23% nei furti e del 26% nel volume sottratto. Le modalità prevalenti restano due: la classica fuga a tutta velocità subito dopo il pieno e la finta impossibilità di pagamento, in cui il cliente riempie il serbatoio e poi dichiara alla cassa di non avere con sé contanti né carte. Ascoltata da Adnkronos, Michelle Henchoz, direttrice generale di Forecourt Eye, non ha nascosto una certa sorpresa nel redigere il report: “Immaginavamo che l’aumento del costo del carburante dovuto al conflitto in Medio Oriente avrebbe influenzato notevolmente la vita delle persone in negativo. Ma mai avremmo immaginato una risposta, anche se solo da una piccola parte di essi, di questo genere, tanto da spingerli a commettere degli illeciti così importanti”. Ad oggi il costo della benzina nel Regno Unito oscilla tra 1,56 e 1,61 sterline per litro, ossia 1,82 e 1,88 euro; il diesel tra 1,74 e 1,81 sterline per litro, circa 2,03 e 2,11 euro. Facendo dei paragoni con l’Italia, dove l'impatto sul prezzo finale è storicamente legato alle accise e all'Iva, che da sole arrivano a coprire oltre il 55% del costo al litro, nel Regno Unito la struttura del prezzo risponde a dinamiche simili. Oltre alla "fuel duty", che può essere considerata una sorta di accise britannica dal valore fisso, pari a 52,95 pence al litro, e alla Vat, ossia l’Iva, al 20%, a pesare sul mercato inglese è la forte dipendenza dalle oscillazioni del cambio tra sterlina e dollaro unitamente ai margini di raffinazione e alla gestione commerciale delle singole catene di distribuzione.
"Quando la quotazione del greggio sale e la sterlina perde terreno, il rincaro ai distributori inglesi è immediato e violento, trasformando il semplice gesto di fare rifornimento in un fattore di forte tensione sociale. Questo è quanto stiamo osservando ormai su base quotidiana in ogni angolo del Paese - aggiunge Michelle Henchoz -. Per tale motivo che stiamo supportando i proprietari dei distributori di carburante nel cercare di arginare le infrazioni che stanno diventando sempre più organizzate e sofisticate. Per diminuire le perdite, diversi distributori stanno iniziando ad adottare piattaforme di segnalazione rapida e reti di riconoscimento facciale in grado di allertare il personale all'arrivo di veicoli o soggetti già segnalati”.
Sempre nel Regno Unito, il caro carburante sta anche creando delle realtà opposte. Questa mattina Il colosso energetico britannico Bp ha pubblicato i risultati del secondo trimestre dell'anno in corso registrando un utile di 5,73 miliardi di dollari, quasi il doppio di quanto registrato nel primo trimestre, 3,2 miliardi, trainato proprio dall'impennata delle quotazioni petrolifere e delle materie prime energetiche seguita alle tensioni in Medio Oriente. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - La Spagna critica l'Italia in merito alla decisione di sospendere temporaneamente l'accordo di Schengen con la Spagna e reintrodurre i controlli negli aeroporti in risposta alla crisi di Ceuta. Per il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska è stata una scelta "priva di necessità e proporzionalità". "Lo spazio Schengen non è stato in alcun modo compromesso" ha aggiunto Marlaska, dopo il Consiglio Affari Interni informale di questa mattina videoconferenza. "È stato chiarito che Ceuta ha un regime speciale all'interno di Schengen e che nessuna persona può lasciare Ceuta senza un controllo effettivo" aggiunge. Il ministro ha, quindi, precisato che da parte italiana non gli è stato comunicato che i controlli saranno sospesi, ma ha espresso l'auspicio che ciò avvenga "al più presto".
L'ex Alto rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ritiene che la "solidarietà" dell'Unione Europea sia "morta" con la recente crisi migratoria di Ceuta, lamentando la mancanza di considerazione mostrata nei confronti della Spagna, vittima di un "attacco ibrido". "Mi frustra profondamente vedere come la solidarietà europea sia morta a Ceuta, perché alcuni Paesi hanno anteposto i propri interessi elettorali nazionali all'esercizio della solidarietà europea", ha dichiarato Borrell in un'intervista a Cadena Ser, riportata da EuropaPress, valutando la risposta di alcuni Stati membri alla crisi migratoria nella città autonoma.
A questo proposito, l'ex ministro degli Esteri spagnolo ha sottolineato che vedere Paesi come l'Italia, che, a suo dire, ha "innescato la miccia", chiedere l'"espulsione" della Spagna dall'area Schengen è molto "frustrante". Allo stesso tempo, ha lamentato che la "demagogia populista" venga anteposta allo Stato di diritto e che la "solidarietà tra gli Stati membri dell'Unione Europea venga sostituita dalla critica al governo".
Inoltre, ha criticato la Danimarca per la sua mancanza di solidarietà, sostenendo che "la Spagna ha sempre fornito assistenza in materia di migrazione e nella difesa del proprio territorio", riferendosi al conflitto con gli Stati Uniti sulla sovranità della Groenlandia, in cui il governo di Pedro Sánchez è stato tra coloro che si sono "contrapposti" al presidente statunitense Donald Trump.
Al contrario, l'ex Alto rappresentante dell'Ue ha difeso la posizione dei governi di Francia, Portogallo e Irlanda, che hanno sostenuto il governo spagnolo nella gestione della crisi migratoria di Ceuta. In questo contesto, l'ex ministro ha criticato i Paesi europei più ostili nei confronti della Spagna per la loro mancanza di "solidarietà" con "un Paese che ha subito un attacco ibrido".
"Non è il primo attacco ibrido a cui assisto, che sfrutta la disperazione delle persone promettendo loro un passaggio sicuro", ha dichiarato Borrell, riferendosi al massiccio afflusso di migranti lungo la costa di Ceuta a luglio. Ha inoltre ribadito che la situazione non può essere risolta senza la collaborazione del Marocco, un Paese le cui relazioni dovranno essere ulteriormente analizzate. "Ora, la cosa importante è occuparsi di coloro che si trovano a Ceuta", ha concluso.

(Adnkronos) - "L'arrivo di Kolo Muani e Alajbegovic? E' chiaro che avere calciatori che vengono con entusiasmo nuovo, è sempre un vantaggio per la squadra. Poi questi qui li conosciamo anche perché li avevamo seguiti. Ne sono arrivati anche precedentemente altri due che ci hanno reso sicuramente una squadra più forte sulla carta. Poi naturalmente c'è da cominciare a lavorare, da integrarli con gli equilibri della squadra. Però, io sono soddisfatto dell'impegno della società e sono soddisfatto di aver raggiunto dei calciatori di questo livello qui, perché uno è un po' giovane, ma è un giovane di prospettiva importante. E questo era un vecchio pallino del direttore Massara, è stata sicuramente un'idea del direttore perché l'aveva già seguito l'anno scorso. Randal invece tutti all'interno dello spogliatoio della Juventus avevamo parlato di un ragazzo speciale da un punto di vista proprio di amicizia, di relazione e poi come calciatore lui lo conosciamo tutti, perché era riuscito a piacere anche a club importantissimi tipo il Paris Saint-Germain, tipo il Tottenham, averlo portato a casa è a che motivo di vanto". Lo ha detto il tecnico della Juventus Luciano Spalletti alla vigilia dell'amichevole con il Chelsea ad Hong Kong, parlando dei nuovi arrivati dal mercato.
"Yildiz? Siamo molto contenti di Kenan, valuteremo domani durante la partita. Però cerchiamo di farlo essere a disposizione caso mai per qualche minuto, valuteremo anche dopo l'allenamento di oggi. Però quello che è il suo recupero è come ce l'aspettavamo e quindi siamo soddisfatti della parte medica ha fatto sicuramente un buon lavoro".

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