Oristano
Invito alla vicinanza e alla coesione dagli amministratori locali
Due comunità segnate dall’incredulità e dal dolore quelle di Zeddiani e Cabras, dopo il femminicidio di Daniela Cadeddu, la donna di Cabras uccisa a martellate nel letto della sua casa di Zeddiani dal marito  Giorgio Meneghel, ora rinchiuso in carcere, epilogo di una storia d’amore di due coniugi che vivevano ormai da separati.
Dopo una giornata trascorsa a capire quest’orrendo delitto, si cerca di sanare una profonda ferita. La parola più comune è solidarietà. Verso i familiari e gli amici di Daniela, la vittima dell’omicidio. E verso i familiari e gli amici di Giorgio Meneghel, l’autore dell’omicidio.  Ruoli e responsabilità diversi. Sentimenti anche diversi, ma drammaticamente riannodati appunto dal dolore, comune.
Il sindaco di Cabras Andrea Abis, ieri sera, ha commentato sui social con una rosa rossa e alcune frasi di cordoglio:  “È successo di nuovo. Anche oggi una donna è stata uccisa e anche stavolta chi le ha tolto la vita è stato l’uomo più vicino. Lo scorso anno in Italia si è contata una donna vittima di femminicidio ogni tre giorni. Stavolta è toccato a Daniela, una donna di Cabras residente a Zeddiani dal giorno del suo matrimonio”.
“Oggi”, ha concluso il sindaco Abis, “è un giorno di dolore e lutto per le due comunità. Questa strage non può lasciarci indifferenti”.
A tarda sera una nota anche sulla pagina social del Comune di Zeddiani, dove compare la foto  di una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne: “Oggi su Zeddiani è calato un silenzio assordante”, si legge. “La notizia sconvolgente ha ammutolito l’intera comunità, e scatenato un rumore mediatico al quale non siamo certamente abituati. Un evento improvviso, inaspettato, violento, che fa piombare tutti in un necessario e inevitabile clima di riflessione. Certi episodi non hanno bisogno di etichette, né di commenti, ancor meno di giudizi. La violenza è un gesto estremo che va condannato, in ogni contesto, chiunque ne sia artefice, chiunque ne sia vittima”.
“Ma è pur vero”, si legge ancora nella nota del Comune di Zeddiani, “che dietro la violenza c’è sofferenza, più o meno profonda, più o meno evidente, più o meno controllabile. Ciascuna situazione può avere cause differenti, spesso uniche, che solo chi le ha vissute può conoscere, e non spetta al giudizio popolare elaborare analisi e presunzioni”.
“È certo che, come istituzioni, mai possiamo illuderci di avere sotto controllo e dominare tutte le possibili difficoltà. Per quanto cerchiamo di garantire un’adeguata presenza, di arginare i disagi e promuovere sentimenti e valori orientati alla serena convivenza familiare e sociale, alcuni disagi possono restare sommersi e culminare in epiloghi sconvolgenti”.
“Altrettanto certo è che, come cittadini, dobbiamo sempre tenere alta la guardia e l’attenzione su qualunque situazione critica: che sia di un parente, un amico, un vicino di casa. Qualunque segnale di malessere, se individuato, può essere utile per fornire supporto diretto, o può essere segnalato a chi di dovere”.
“Alle famiglie coinvolte”, conclude la nota del Comune di Zeddiani, “arrivi la nostra vicinanza e il nostro sostegno. Alla comunità intera l’invito, mai quanto ora, alla coesione ed alla solidarietà, che possano rappresentare lo spirito giusto per un’immediata e decisa reazione e contribuiscano, in futuro, a prevenire, rilevare e contrastare criticità prima che diventino incontrollabili”.
Domenica, 6 febbraio 2022

Fonte: Link Oristano

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