L'assurda richiesta omofoba di una donna nel Cagliaritano.

A rendere noto l’accaduto è stato proprio Filippo Grandulli il ragazzo discriminato con un post sui social:

"Allego una mail che la struttura con cui collaboro, per allestire eventi e feste in genere, ha ricevuto. Per me, che ormai ho la pelle dura per queste cose, non è stata offensiva. Però mi rende triste pensare quanto questo 2020 non sia ancora così tanto 2020.

Buongiorno, ho visto la vostra struttura su internet e ne ho sentito parlare molto bene da gente che ci è stata. Mi piace molto il vostro stile, vorrei organizzare il compleanno di mio marito, magari la festa potrebbe essere a tema west a lui piace molto. Volevo sapere se voi vi occupate anche della roba da mangiare e della roba da bere anche alcol, siamo tutti grandi. Non ci sono bambini. La festa sarebbe il 6 ottobre ma la vogliamo fare di sabato così è meglio. Un sabato dopo il 6 che voi potete, per noi è uguale. Volevo sapere i vostri prezzi. Volevo chiedere però una cosa, guardando qualche foto ho visto che da voi viene a lavorare un ragazzo, Filippo grandulli, siccome che lo so che è gay volevo chiedere se durante la festa potrebbe non esserci perché a me non mi danno fastidio i gay conosco molta gente che è così e non mi fanno schifo, ma mio marito non vuole andare nei posti con gay perché non li piacciono. Non è ommofobo però magari se c’è un gay gli amici suoi lo prendo in giro perché è la sua festa e lui nn conosce gay.
Aspetto il preventivo, per la festa siamo Tipo 60 al massimo.
Grazie."

Anche l'arc di Cagliari ha espresso massima solidarietà nei confronti di Filippo Grandulli oggetto di un "apprezzamento" poco cordiale da parte di una cliente che si è rivolta ad un'agenzia di eventi per richiedere un preventivo per una festa. Insieme alla richiesta di preventivo la signora ha effettuato anche la richiesta che Grandulli, collaboratore dell’agenzia, fosse escluso in quanto gay. Certo, una valutazione sulla sua professionalità sarebbe stata più apprezzata, ma invece la cliente è riuscita a sfoderare uno splendido esempio di omofobia. La colpa di Filippo sarebbe stata quella di non essere "capito" (in quanto gay) dagli amici del festeggiato invitati alla festa a tema Western e organizzata per il marito sella signora. L’associazione ritiene squallido e incivile, oltre che illegale, che chicchessia possa permettersi di fare una richiesta che escluda un professionista dal suo ruolo perché omosessuale. Rinnoviamo dunque la solidarietà all’amico Filippo ed a chiunque nel 2020 si trovi ancora ad affrontare simili casi di discriminazione, esprimendo al contempo apprezzamento per la risposta data dall’agenzia di eventi che ha rispedito al mittente la richiesta affermando che non si presteranno a discriminazioni date da sesso, religione, etnia o orientamento sessuale

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