Era ossessionata dalla gelosia ed era convinta che suo marito avesse due amanti. E così ha iniziato a perseguitare le due ragazze, prima con minacce, insulti e commenti spregevoli. Poi atti più concreti, recapitando funi a forma di cappio e bamboline vudù a scopo intimidatorio. S. C., 61 anni di Sarroch , è accusata di atti persecutori, dopo le denunce di due donne di 41 anni e 39 anni, di Villa San Pietro, difese dagli avvocato Tiziano Tatti e Cinzia Lilliu. Entrambe ieri hanno ricostruito la vicenda in tribunale

Secondo la ricostruzione la donna, convinta del tradimento del coniuge, avrebbe cominciato con le persecuzioni. Dapprima con le minacce “ci vorrebbe la ghigliottina” poi con comportamenti sempre più concreti: funi legate a forma di cappio, fazzoletti con preservativi e pezzi di polistirolo che facevano riferimento a prestazioni sessuali. E anche bamboline vudù con le iniziali di una delle due ragazze e spilli conficcati. I fatti risalgono al 2015 e al 2016. S. C. dovrà dimostrare nel corso del processo la propria innocenza. La vicenda sul quotidiano L’Unione Sarda oggi in edicola.

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