Quel tragitto l’ha fatto tante volte, sempre prima del sorgere del sole, Franca Pilia, 62 anni. Da Quartu a Cagliari passando per viale Marconi, destinazione finale il suo box al mercato civico di San Benedetto. Ma sabato scorso, anche la sua vita è stata stravolta: c’era lei al volante della Renault che ha travolto Gaia Andreuccetti e Giulia Spiga, le diciannovenni uscite da poco da una serata in discoteca. Le indagini della polizia Locale (del caso se ne sta occupando anche la procura, si tratta di un atto dovuto) hanno portato a scoprire che l’investimento è avvenuto sulle strisce pedonali. Ma Franca Pilia, a Casteddu Online, racconta la sua versione di quegli interminabili minuti: “Stavo andando al lavoro, anche con tutta calma perchè ero in anticipo. Avevo già superato le strisce, si vede anche dalle fotografie”. Per la donna, che nelle prossime affiderà completamente la sua difesa ad un avvocato, “le strisce pedonali” incriminate sarebbero “quelle vecchie e cancellate. Quelle nuove le avevo già superate. Non sono certo una scellerata, in genere non supero i 60 chilometri orari perchè ho proprio terrore di queste cose”. Cioè di rischiare di provocare un incidente: “Proprio quella mattina avevo pensato di stare attenta davanti alla discoteca, perchè ogni volta ci son gruppi di ragazzini. Non capisco neanche come loro abbiano fatto a non vedere la macchina. Forse erano distratte, non voglio dare colpe a nessuno, poverine, per carità”, dice, con la voce quasi tremolante, la donna. “Davanti alla mia macchina c’erano le vecchie strisce pedonali, quelle che sono state cancellate, le altre, nuove, sono dietro la mia auto”.Non riesce a darsi pace, la donna: “Manco sapevo che stessero attraversando, non le ho proprio viste. Vuoi perchè erano vestite di nero, vuoi perchè è poco illuminata la strada. Ho sentito solo un botto sulla parte anteriore destra dell’auto e pensavo che qualcuno mi avesse lanciato qualcosa addosso, tanto che mi son detta: e era come farò ad andare al lavoro?”, prosegue la Pilia. “Sono scesa e ho visto i corpi delle due ragazze per terra. Sono sotto choc”. E un pensiero, ovviamente, va ai genitori, ai parenti e agli amici delle 19enni: “Sto solo sperando che si salvino, sono due ragazze bellissime, potrebbero essere mie figlie: ho una figlia che sta per prendere la patente. Proprio a me doveva succedere? Se le avessi viste avrei frenato, mi sarei buttata sull’altra corsia”. E ricorda di essersi subito fermata: “Ho gridato e ho chiesto aiuto, mi sono tolta il cappotto e ho coperto una delle giovani, ho visto che aveva la gamba fratturata e son rimasta a parlarle”. Poi, l’arrivo delle ambulanze e della polizia Locale. E tre famiglie che pregano per due giovani vite: quelle di Gaia e Giulia e Franca, la guidatrice della Renault, insieme ai suoi cari.

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