Verso la Fase due: imprese dell’Oristanese pronte a ripartire
Videoconferenza con prefetto e associazioni di categoria: chiesto un calendario con le tappe della ripresa

Le imprese dell’Oristanese sono pronte a riaprire e ripartire, ma con le giuste precauzioni, che devono essere stabilite dal Governo centrale. Queste le conclusioni della riunione in videoconferenza tra il prefetto di Oristano, Gennaro Capo, e le associazioni di categoria, per fare il punto sulla situazione economica della provincia in piena emergenza coronavirus.

In linea generale, la maggior parte delle associazioni di categoria ritiene che sia necessario avviare quanto prima la cosiddetta “Fase due”, quella ripartenza, anche in considerazione dell’incidenza complessivamente limitata del contagio nell’Isola.

Secondo il resocondo diffuso dalla Prefettura sulla riunione, gli imprenditori chiedono che sia individuato rapidamente un calendario per la ripresa dell’attività, per dare alle aziende il tempo necessario per adottare soluzioni organizzative e per attuare le misure che saranno stabilite dal Governo nei singoli settori: condizioni per consentire la mobilità delle persone, utilizzo di trasporti pubblici, tutela della salute dei lavoratori (dispositivi di protezione, rilevazione della temperatura corporea, eventuale sottoposizione a tampone, misure per la sanificazione). Su tali aspetti si auspica che il Governo provveda a stabilire le misure da attuare e garantisca l’approvvigionamento dei materiali necessari.

“I rappresentanti delle imprese chiedono un piano nazionale/UE straordinario di investimenti nei settori produttivi, adeguatamente finanziato”, riferisce la nota dalla Prefettura. Un piano “da considerarsi prioritario per sostenere la ripresa e le attività produttive maggiormente colpite dagli effetti delle misure di contenimento del contagio”.

“È fortemente sentita dagli imprenditori l’esigenza di adeguati margini di liquidità nei vari settori (secondo alcuni, a fondo perduto) per compensare le perdite subite sinora ed agevolare la ripresa, a cui poter attingere in maniera semplificata, riducendo al minimo gli adempimenti burocratici”, si legge ancora nel comunicato. “I ritardi registrati nell’accesso alla liquidità e nella corresponsione dei trattamenti di integrazione salariale ostacolerebbero la ripresa. In tale ambito, le associazioni di categoria sono state invitate a segnalare tempestivamente eventuali segnali di devianza da cornice di rigorosa legalità, con particolare riferimento a possibili situazioni di ricorso all’usura”.

Il miglioramento del livello di digitalizzazione, ancora molto carente nell’Isola, concreti interventi a sostegno della pesca, fortemente penalizzata durante l’emergenza, l’individuazione tempestiva delle regole per l’arrivo dei turisti nell’isola e  per l’accesso alle spiagge, l’utilizzo di servizi alberghieri e di ristorazione sono stati segnalati tra i punti essenziali per la ripresa del settore turistico-alberghiero, che contribuisce alla produzione di circa il 20% del PIL regionale.

L’incontro rispondeva anche all’invito formulato il 10 aprile dal ministro dell’Interno,  Luciana Lamorgese: monitorare e analizzare la situazione sul territorio per predisporre un primo rapporto nel quale evidenziare eventuali segnali di disagio sociale ed economico, a fini preventivi e di contrasto dei fenomeni criminosi e di ogni forma di illegalità.

La riunione in videoconferenza ha consentito di fare un primo punto sulle prioritarie esigenze dell’imprenditoria della provincia in vista della ripresa delle attività economiche, raccogliere spunti di riflessione da trasmettere a Roma e indicare possibili soluzioni per venire incontro alle aspettative di aziende e imprese dell’Oristanese. Il costruttivo confronto ha permesso di evidenziare alcune esigenze in comune ai vari settori produttivi, ma anche talune peculiarità per ciascuno di essi.

L’iniziativa si colloca in un contesto più ampio di dialogo e di collaborazione con i Comuni della provincia, le organizzazioni sindacali, le forze di polizia, finalizzato ad intercettare possibili segnali di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità, anche organizzata, dal quale trarre elementi da sottoporre all’attenzione del Ministero dell’Interno.

Lunedì, 20 aprile 2020

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Fonte: Link Oristano

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