Vaccini: “Guerra tra poveri”. Il sindaco Enrico Pusceddu: “Condivideremo 42 dosi assegnate a Samassi con gli  anziani di altri comuni esclusi da questa (tardiva e maldestra) chiamata”. “Ho avvisato i colleghi Sindaci dei Comuni ancora più piccoli del nostro. Non possiamo dargli molto di più ma lo facciamo con tutto il cuore”.Un duro sfogo, quello del primo cittadino del centro del Medio Campidano, che attraverso la sua pagina Facebook segnala non solo ritardi nel piano vaccinale: alcuni piccoli comuni sarebbero rimasti esclusi dalle ultime convocazioni e Pusceddu è pronto a condividere 42 dosi. “Ho appena ricevuto dall’ATS una comunicazione che invita i Comuni (ancora una volta) a dare una mano per contattare gli anziani, fornirgli le indicazioni e la modulistica necessaria per presentarsi sabato 10 nella sede vaccinale (stavolta di Sanluri).Nel Medio campidano – scrive il sindaco – stiamo ancora aspettando di concludere le vaccinazioni degli ultraottantenni (a Samassi 270 non sono stati ancora vaccinati) mentre dalla stampa apprendiamo che in altre parti d’Italia si sta già procedendo con i settantenni e che “addirittura” in tanti piccoli Comuni si è vaccinato gli anziani nel proprio paese (diritto sacrosanto per loro).Nell’appuntamento di sabato a Sanluri dovrebbero vaccinare 21 samassesi al mattino e 21 la sera. Dopodiché mancheranno all’appello ancora 228 anziani con più di 80 anni e non si sa quando potranno vaccinarsi”. “Pare che siamo messi male?No, c’è anche chi sta peggio perché – scrive Pusceddu – tra i Comuni chiamati per le vaccinazioni di sabato mancano diversi piccoli Comuni del Medio Campidano. Loro saranno invitati alle prossime “edizioni”, si nel comunicato c’è scritto proprio così.Mettiamo da parte le critiche al personale che lavora, alle questioni politiche, all’incapacità di alcuni dirigenti e all’insana voglia di dire che è sempre colpa di qualcun altro e concentriamoci solo su un aspetto che sta sfuggendo di mano. I “vaccini” sono diventati una questione di sopravvivenze (di varia natura) e in contesti come questi i più “poveri” sono costretti a farsi la guerra tra loro per elemosinare diritti che non dovrebbero essere mai, e poi mai, messi in discussione, tra questi il diritto alla salute a alla dignità delle persone.A questo punto, se dobbiamo vedercela tra poveri per elemosinare poche briciole penso che i cittadini samassesi (così come ci hanno insegnato i nostri anziani) concorderanno con me che sia arrivato il momento di dare un segnale forte e dimostrare che siamo molto più di numeri in freddi elenchi.Siamo esseri umani, con pari diritti e dignità, per cui è giusto e scontato condividere i vaccini previsti per il nostro Comune con gli anziani degli altri paesi che ancora ne sono privi e così faremo.Ho avvisato i colleghi Sindaci dei Comuni ancora più piccoli del nostro che ci rendiamo disponibili a condividere le 42 dosi assegnate a Samassi con i loro anziani esclusi da questa (tardiva e maldestra) chiamata.Non possiamo dargli molto di più ma lo facciamo con tutto il cuore.Se questa è una gara al “si salvi chi può” dove vincono gli egoismi più beceri noi non ci stiamo. A Samassi non funziona cosi, e non dovrebbe funzionare così neanche dalle altre parti.Non vogliamo elemosine, pretendiamo diritti”. 

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