Il polo nuorese è stata la miglior risposta alle esigenze sociali e antropologiche della Barbagia, e ora il viaggio continua sulla Nuova Sardegna con un giornale nel giornale

NUORO. Il futuro siamo noi. E nessuno si senta escluso. Anzi: all'Università c'è sempre da rimboccarsi le maniche e da pensare in grande per il bene proprio, della società e del territorio tutto. Le idee, le forze e il coraggio ci sono: ora più che mai c'è da lavorare sodo. Soprattutto a Nuoro e dintorni. La sfida è aperta, oggi ancora più ardua di ieri. Una sfida stimolante, comunque necessaria per raggiungere un orizzonte migliore, di formazione prima, di professione subito dopo. Protagonisti, in primis, gli studenti, vero motore dell'Università. Cuore pulsante di UniNuoro, il Consorzio per la promozione degli studi nella Sardegna centrale nato trent'anni fa. Porta la data del 1990, infatti, l'accordo raggiunto tra la Provincia di Nuoro (presidente era il socialista Salvatore Angelo Piras) e il Comune di Nuoro (sindaco era il comunista Antonio Zurru), che formalmente lo costituiscono con Decreto del presidente della giunta regionale (n° 11 del 23 novembre 1990, presidente della Regione era allora il democristiano Mario Floris). Un'epoca e uno scenario politico molto, molto diversi da quelli attuali, tanto da sembrare lontani mille miglia e ormai lasciati a futura memoria se non addirittura dimenticati. Il pentapartito sembra preistoria morta e sepolta. Resta viva e vegeta, invece, l'eredità culturale ed economica: l'Università, appunto. Il cosiddetto Terzo polo universitario sardo, una delle più importanti istituzioni messe in piedi in questi ultimi tre decenni, uno dei più importanti obiettivi strategici per lo sviluppo di Nuoro e di tutte le zone interne dell'isola. UniNuoro: un nome che allo stesso tempo è uno slogan. Una realtà «sempre in crescita, che affronta i continui cambiamenti pur tenendo saldi i valori e l'impostazione originaria di chi ne ha sostenuto l'istituzione e amministrata nel tempo» scrive il commissario che amministra il Consorzio e lo porta verso il futuro, Fabrizio Mureddu.

Ecco perché questo giornale nel giornale (che state sfogliando e sfoglierete ancora) prende lo stesso nome in testata: "UniNuoro". Un periodico pionieristico sposato subito dalla Nuova Sardegna, quotidiano sempre attento al territorio e alla realtà di tutti i giorni. Realtà in continuo fermento anche se sono cambiati gli scenari che hanno portato l'Università a Nuoro. «L'Università nuorese rappresenta una risposta efficace alla esigenze di crescita culturale della popolazione e di sviluppo socio-economico delle aree marginali della Sardegna centrale» si legge nello Statuto costitutivo del Consorzio oggi di casa in via Salaris, zona centralissima della città, a due passi dai palazzi di Comune e Provincia, a due passi dalla Camera di commercio e dall'Istituto superiore regionale etnografico, a una manciata di passi da piazza Satta e dunque dalla redazione nuorese della Nuova Sardegna. È qui, in via Salaris, che il Consorzio universitario ha trovato la sua sede centrale, nello stesso stabile che fino agli anni Settanta ospitava gli uffici della Questura, quando ancora il carcere di Nuoro era ancora nella vicina via Roma. Il segno concreto di come siano cambiati i tempi. Allora c'era il banditismo e i sequestri di persona erano ordinaria amministrazione. Era stata la Commissione parlamentare d'inchiesta sui fenomeni di criminalità in Sardegna istituita nel 1969, la cosiddetta "Commissione Medici" (dal nome del primo relatore, il senatore Giuseppe Medici) a proporre e sollecitare la strada dell'istruzione e della formazione universitaria per uscire dal disastroso sottosviluppo economico delle zone interne. L'Università era appunto allora la migliore risposta alle esigenze sociali e antropologiche della Barbagia come pure dell'Ogliastra, delle Baronie e del Marghine-Planargia.

Ci sono voluti meno di due decenni di dibattiti e controdibattiti per raggiungere il primo accordo di programma Provincia-Comune-Regione per partire con i primi corsi di laurea gemmati dagli atenei di Cagliari e Sassari. E da allora è cambiato il mondo, è cambiata Nuoro, sono cambiate le zone interne. Resta ferma, confermata come un caposaldo, la funzione originaria dell'Università, ossia la formazione. Oggi, tuttavia, il Consorzio barbaricino vesta anche una nuova anima, quella di volano economico del territorio, delle imprese locali, delle associazioni e qualsiasi altra forma di sviluppo sostenibile. Sono le fondamenta che tengono in piedi la sede centrale di via Salaris, diventata casa madre di corsi di laurea come Progettazione, gestione e promozione turistica di itinerari della cultura e dell'ambiente, di Scienze infermieristiche, di Scienze dei servizi giuridici, del master in Area critica ed emergenza sanitaria come pure della Scuola di lettura e scrittura "Nuoro reading school". Realtà in fermento, con un fortissimo legame con la città e il territorio, e una proiezione internazionale senza precedenti.

Non basta. UniNuoro ha anche un'altra sede diventata ormai storica (anche questa) a Sa Terra Mala, in via Colombo, dove hanno trovato casa i corsi triennale e magistrale di Scienze forestali e ambientali, il Centro di studi della Sardegna sulle Terre civiche, la Nuoro forestry school. È qui a Sa Terra Mala che il sogno ambientale ha preso piede quando Nuoro e dintorni sognavano (nonostante i movimenti contrari che l'hanno avuta vinta) il Parco nazionale del Gennargentu. Il patrimonio culturale e ambientale come pure l'agroforestry restano comunque obiettivi da raggiungere e tutelare giorno dopo giorno a conferma ulteriore del legame con il territorio. Fondamentale per UniNuoro la promozione di attività di raccordo territoriale e di coesione sociale tra aree urbane e rurali per affrontare il problema dello spopolamento e dello sviluppo locale, nel contesto di una progettualità complessiva e inclusiva. Fondamentale la promozione della sostenibilità delle produzioni agroforestali, del monitoraggio forestale e ambientale, della tecnologia del legno e bioedilizia, dell'orticoltura e zootecnia montana, della gestione delle terre civiche, della valutazione di impatto ambientale, della certificazione forestale e ambientale, della protezione civile e della gestione e utilizzazione dei sistemi forestali e ambientali in un'ottica di sviluppo sostenibile. Fondamentale, infine ma non per ultimo, l'area tematica sulla cittadinanza, l'orientamento, la formazione e il trasferimento tecnologico. Tutto questo, e molto altro ancora, racconteranno in presa diretta le pagine del periodico UniNuoro-La Nuova Sardegna.

Fonte: La Nuova Sardegna

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