Una targa per onorare il questore “Giusto tra le Nazioni”
In una cerimonia ad Abbasanta ricordato l’eroismo di Giovanni Palatucci

Un momento della commemorazione di Giovanni Palatucci

Ad Abbasanta da ieri una targa e tre piante di alloro ricordano Giovanni Palatucci, ex questore di Fiume, morto all’età di 36 anni nel campo di concentramento di Dachau il 10 febbraio del 1945: “Servo di Dio” per la Chiesa e “Giusto tra le Nazioni” per Israele, salvò migliaia di ebrei dal genocidio nazista.

Nato nel 1909 a Montella, in provincia di Avellino, Palatucci arrivò a Fiume nel 1937 come funzionario di pubblica sicurezza e responsabile dell’Ufficio stranieri. Da quella scrivania si impegnò per aiutare centinaia di ebrei minacciati dalle persecuzioni razziali: alcuni riuscì a farli arrivare in un centro di internamento a Campagna, in provincia di Salerno, dove uno zio vescovo, Giuseppe Maria Palatucci, li avrebbe poi assistiti. Per tanti cittadini di religione ebraica distrusse i fascicoli e procurò documenti falsi, per sottrarli alla deportazione.

Dopo l’8 settembre del 1943 Giovanni Palatucci rimase da solo in Questura a Fiume. Un anno dopo fu arrestato dalla Gestapo, processato e condannato a morte. La pena, tuttavia, fu commutata nel carcere a vita. Successivamente fu rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau, dove morì.

Alla cerimonia commemorativa ad Abbasanta hanno partecipato tra gli altri il prefetto di Oristano, Gennaro Capo, il questore Giusy Stellino e il sindaco di Abbasanta Patrizia Carta.

La targa donata dal Comune di Abbasanta

Il questore Stellino ha ringraziato il sindaco e tutta l’amministrazione comunale di Abbasanta per la collaborazione e per il dono delle piante e della targa, sottolineando l’importanza dell’iniziativa: “Nonostante le avversità che si possono incontrare nella vita, ci sono dei valori e degli ideali che devono sempre guidarci e ispirarci. L’esempio di Giovanni Palatucci dimostra che è sempre possibile scegliere tra il proprio bene e quello della collettività”.

“Il ricordo di questo giovane poliziotto deve essere da esempio sia per le nuove generazioni, chiamate a costruire il futuro del Paese rispettando le leggi, anche non scritte, sia per tutti quelli che sono appena entrati a far parte della grande famiglia della Polizia di Stato e devono sempre tener presente che il compito precipuo di noi poliziotti, la nostra ragione di esistere, è servire”.

Al termine della cerimonia, il cappellano della Questura, don Francesco Murana, ha benedetto le piante e la targa del “Servo di Dio”, per la quale la Chiesa ha avviato il percorso di beatificazione.

Mercoledì, 17 febbraio 2021

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Fonte: Link Oristano

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