Ma la festa per Elena Gatti è rinviata a causa della pandemia

MURAVERA. Festa rinviata a Muravera, a causa della pandemia, per il centesimo compleanno di Elena Gatti, muraverese di adozione. La neo centenaria ultimogenita dei tredici figli (11 maschi e 2 femmine) messi al mondo da Anna (Annetta) Frau e Giacomo (Giacomino) un commerciante, è nata a Selargius l’8 novembre 1920. Nel periodo della terza infanzia è rimasta orfana di entrambi i genitori; prima la madre e poi il padre. I fratelli maggiori, non ritenendosi in grado di poterla accudire, decidono di mandarla nel “Collegio della missione di San Vincenzo De Paoli” a Cagliari dove rimane sino al compimento del 18 anno di età. In collegio frequenta con profitto la scuola e impara a ricamare, lavorare a maglia, all’uncinetto e al tombolo. Era molto dotata. Aveva delle mani d’oro. Ha ricamato il corredo di diverse ragazze figlie di persone benestanti. Nel 1939 uno dei fratelli della madre, Amedeo, sottufficiale della guardia di finanza, che a sua volta ha raggiunto l’ambito traguardo del secolo di vita (nato a Monserrato il 24-05-1881 e deceduto a Muravera il 23-02-1983), sposato senza figli, con il consenso dei fratelli, decide di condurla con sé a Gravedonia, in provincia di Como, dove presta servizio e vive. Purtroppo non va d’accordo con la moglie dello zio, e, non appena percepisce di non essere gradita, si adopera per trovare una sistemazione alternativa. Accetta, senza esitazione, una delle prime proposte. Va a fare la governante a Milano in casa di un ingegnere. Alla conclusione della seconda guerra mondiale conosce Carlo Gaetano (Tano) Botturi, originario di Castel Goffredo, in provincia di Mantova, ex deportato in Russia, vedovo (la moglie è morta a Milano sotto i bombardamenti), padre di un bimbo Gianfranco Benedetto Bruno. I due si innamorano e nel 1946 si sposano a Milano, nella chiesa di San Gioacchino. Dopo il matrimonio entrambi trovano lavoro; Tano fa il metalmeccanico a Saronno, Elena la portinaia in un palazzo a Milano. Nel giugno del 1981 si trasferiscono in Sardegna a Muravera. Dal 1998, anno della morte del marito, la neo centenaria vive col figliastro Bruno e Maria Caterina, la moglie, che la accudiscono amorevolmente insieme a Francesca. La neo centenaria è di buon appetito e mangia di tutto. Ai pasti beve un bicchiere di vino, rigorosamente nero, in memoria del padre, che sostiene “fa buon sangue e allunga la vita”. Elena Gessa ha molto gradito la visita del sindaco di Muravera che le ha esternato gli auguri a nome di tutta la cittadinanza. Nel paese del Sarrabus sono in vita altri 3 ultracentenari: Maria Murgia (29-05-1917), Franceschino Loddo (01-02-1919) e Mario Murgia (07-09-1919). A Dio piacendo il 17 gennaio del prossimo anno compirà 100 anni anche Modesta Cinus. (Gian Carlo Bulla)

Fonte: La Nuova Sardegna

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