Una grande piazza di oltre 400 mq con fontane e una zona artigianale con le antiche impastatrici a 200 metri dal foro della città. Un tempio gigantesco con un fronte di 21 metri. E poi un porta unguenti egiziano a forma di babbuino, monete e intonaci dipinti. Nora, scrigno di tesori archeologici, continua a stupire. Questa mattina è stata presentata la grande piazza di età imperiale di oltre 400 mq, provvista di fontane monumentali e sulla quale si affacciano botteghe per attività produttive e artigianali dell’antica città romana. Una delle ultime novità delle indagini archeologiche del gruppo di ricerca dell’Università di Cagliari al lavoro a Nora. Ad illustrare gli avanzamenti delle ricerche al Magnifico Rettore dell’Ateneo Francesco Mola, al Direttore del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali Ignazio Efisio Putzu, al Sindaco del Comune di Pula Walter Cabasino, la vicesindaca Elisabetta Loi e le Assessore Manuela Serra e Donatella Fa, la presidente Emilia Pinna Noè e il vicepresidente Giancarlo Nonnoi della fondazione Pula Cultura Diffusa, lo staff dell’Università di Cagliari composto dai docenti Marco Giuman, Rossana Martorelli, Romina Carboni e Emiliano Cruccas, Marco Muresu e Miriam Napolitano. La mattinata ha offerto un’occasione di proficuo confronto e di rafforzamento delle sinergie tra i diversi enti, in vista della programmazione degli eventi per la campagna di scavo 2023 e il contestuale decennale della presenza dell’Ateneo cagliaritano a Nora.

“Abbiamo trovato una Piazza lastricata di 400 metri quadrati con all’interno un vasca rotonda che conteneva una fontana monumentale”, dichiara Romina Carboni, “e sui lati stiamo trovando degli edifici uno di questi è molto interessante ci permette di individuare una funzione all’ambito produttivo artigianale. Ci sono due belle impastatrici in pietra, sono realizzate con foro centrale e due passanti, all’interno un meccanismo che girava e che permetteva di impastare il grano. Pensavamo che questa fosse una zona periferica di Nora invece era legata al centro della città”.

Sono tante le scoperte degli ultimi anni anche grazie al lavoro delle Università di Milano e Padova. Gli scavi vanno avanti nell’area un tempo appartenente alla Marina militare. E hanno portato alla luce reperti che vanno dal VII secolo dopo Cristo all’arrivo dei romani. Tra le scoperte recenti un porta unguenti trovato nelle necropoli. Un balsamario della fine del VII secolo avanti Cristo fatto da impasto di quarzo invetriato a forma di babbuino che regge un canopo (un vaso egizio) che porta a sua volta sulla sommità una rana con la bocca aperta. La bocca della rana, dalla quale si diffondeva il profumo, era collega con la sommità del capo del babbuino.  Un oggetto molto raro nel contesto del Mediterraneo

C’è poi il grande tempio sul colle di Tanit, risalante all’età repubblicana di Roma. Un edificio, con un fronte di 21 metri, a terrazze con scalinata monumentale rivolta a est con due grandi cisterne a bagnarola. Infine frammenti di intonaci dipinti tra i quali è possibile ricostruire l’immagine di un pavone. Trecento ossa lavorate di una bottega che realizzava spilloni per capelli e stiletti per la scrittura e un tesoretto di quasi 50 monete dell’età punica.

 

 

 

 

L'articolo Una mega piazza con fontana monumentale e un tempio gigantesco: le ultime meraviglie dell’antica Nora proviene da Casteddu On line.

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