Sassi, sabbia e conchiglie infilati dentro sacchetti e bottiglie e, poi, riposti nelle valigie. Anche nell’estate 2020 dell’emergenza Coronavirus vanno avanti i furti dalle spiagge sarde, e i turisti beccati con i vari “bottini” negli aeroporti isolani sono soprattutto italiani. L’ultimo ritrovamento, ieri, al Costa Smeralda di Olbia: cinquanta chili, tutti finiti sotto chiave in attesa di essere riportati nei litorali. Franco Murru, lavoratore aeroportuale e presidente dell’associazione “Sardegna rubata e depredata” allarga le braccia: “È un’immagine simbolo della realtà quotidiana, nonostante il Covid la gente continua a rubare come se niente fosse, quest’anno molti più italiani che stranieri. Posso fare una stima di circa 50/100 chili al giorno a Cagliari. E le multe, quest’anno, sono veramente poche” perchè “il consueto presidio della Forestale è latitante”.

E, sulla pagina ufficiale Facebook, il commento a contorno della foto è sin troppo chiaro: “Eh no! Purtroppo il lungo lockdown non ci ha reso migliori come avevamo sperato in tanti”.

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