Il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu entra a testa bassa nella polemica sulla riqualificazione di viale Trieste, e in particolare sulla diatriba a proposito dei ficus che saranno presto sostituiti. Per provare a bloccare i lavori, è stata lanciata una raccolta firme. Ma il sindaco non ci sta: “Dopo decenni di trascuratezza, che hanno portato alla scomparsa di 79 alberi non rimpiazzati, è necessario un intervento che riqualifichi l’assetto di una delle arterie di traffico più importanti della nostra città e dell’intera regione”.

“Chi ama Cagliari ricorda con orgoglio la storia pluri-millenaria di una città che ha goduto di periodi più o meno felici, ma che ha sempre trovato forza per cercare di migliorarsi, anche e soprattutto nei momenti più difficili.

L’attuale volto di Cagliari è figlio delle scelte del passato, spesso non apprezzate sul momento per ragioni politiche o per il formarsi di opinioni comuni indirizzate su presupposti erronei”, scrive Truzzu.

“La polemica di questi giorni è sulla riqualificazione del Viale Trieste, portata avanti da maestrine dalla penna rossa note per sottostimare i propri disastri, riconosciuti democraticamente dagli elettori nelle urne, o da sedicenti ecologisti pronti a rischiare l’incolumità delle persone, tanto la responsabilità delle morti non sarà mai la loro. I Ficus – continua il sindaco – sono esemplari affascinanti, ma con le problematiche che spesso si portano dietro in contesti fortemente antropizzati: radici imponenti e invasive, fusto e chioma che tendono a espandersi oltremodo, bacche in enormi quantità che macerano e fanno scivolare sulla pavimentazione con conseguenze per l’igiene del suolo, fino ad arrivare alla tragedia, con la morte di una persona che è scivolata su queste matrici sdrucciolevoli”.

Truzzu spiega poi che “dopo decenni di trascuratezza, che hanno portato alla scomparsa di 79 alberi non rimpiazzati, è necessario un intervento che riqualifichi l’assetto di una delle arterie di traffico più importanti della nostra città e dell’intera regione. La nostra amministrazione non si è tirata indietro e tramite un pool di professionisti dei campi ingegneristico, architettonico e agronomico, ha predisposto un progetto preliminare che valorizza il viale senza stravolgerlo, contrariamente a quanto affermato dai critici di professione, in quanto: aumenta il numero di piante della rinnovata alberata (gli alberi attuali sarebbero sostituiti e incrementati negli spazi vuoti creati dagli abbattimenti realizzati nel corso dei decenni passati); mette in sicurezza il Viale Trieste con la sostituzione degli esemplari in stato di grave instabilità che causano pericolo per persone e cose (circa una trentina secondo le valutazioni effettuate da agronomi con diagnosi tecniche); qualora lo si volesse e si ritenesse opportuno potrebbe portare alla sostituzione, nell’arco di 10 anni, della metà dei Ficus oggi sofferenti con esemplari della stessa specie, posizionati finalmente in spazi adeguati al loro sviluppo indisturbato da interventi barbari di sotto-servizi. I Ficus rimossi, una volta curati, troverebbero spazio in altri giardini della città; consentirebbe il recupero di circa 11mila metri quadri di asfalto (circa un terzo dell’area soggetta a lavori), che verrebbe disigillato e restituito finalmente a suolo pienamente permeabile”.

Secondo quanto sostiene il primo cittadino del capoluogo, nel complesso  l’intervento aumenterà il numero di alberi (da 230 a oltre 300), creerà un nuovo verde arbustivo del Viale Trieste, aumenterà di 11mila metri quadri la superficie drenante e permeabile.

“Un intervento pienamente verde, finanziato con fondi che premiano il verde  (a proposito investiremo oltre 10 milioni di euro sul verde nei prossimi due anni), e che solo chi indossa a occhi chiusi gli occhiali dell’odio ideologico e della mistificazione finge di non capire per uno spicciolo tornaconto personale. Un’ultima cosa. Ovviamente ci diranno che se il disastro ambientale ed ecologico che alcuni paventano non si realizzerà, il merito sarà loro, seconda l’arcinota tecnica di creare un problema che non esiste per poi far credere di averlo risolto.  Quando però ci si sforza di non capire un Ficus, solo per ragioni ideologiche o di contrapposizione di parte, l’unico risultato è fare un danno alla città. E chi fa un danno alla città non la ama.

Ma per fortuna – conclude Truzzu – noi amiamo Cagliari”.

 

L'articolo Truzzu a testa bassa: “Non capite un ficus”. E attacca “le maestrine dalla penna rossa” proviene da Casteddu On line.

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