“Troppo lontano l’hub di Oristano. Fateci vaccinare in Marmilla”
Contro le trasferte, appello dai sindaci di Assolo, Asuni, Mogorella, Nureci, Ruinas, Senis e Villa Sant’Antonio

Immagine d’archivio

Sette sindaci della Marmilla si mobilitano per evitare che propri cittadini nati dal 1942 al 1951 debbano recarsi al palasport di Oristano per le vaccinazioni anti-Covid. La richiesta, rivolta al commissario dell’Assl di Oristano Antonio Cossu, e alla dirigente del servizio di Igiene Pubblica Valentina Marras, arriva da Assolo, Asuni, Mogorella, Nureci, Ruinas, Senis e Villa Sant’Antonio.

La lettera (via PEC) è firmata da Lorenzo Carcangiu, sindaco di Mogorella, “a nome anche dei colleghi Giuseppe Minnei (Assolo), Gionata Petza (Asuni), Sandrino Concas (Nureci), Ester Tatti (Ruinas), Maria Serena Massa (Senis), e Fabiano Frongia (Villa Sant’Antonio). “Viste le difficoltà per molti aventi diritto alle vaccinazioni nel recarsi al palazzetto dello sport di Oristano, anche in orari nei quali non è possibile muoversi in autonomia e con i mezzi pubblici” i sindaci chiedono “che sia organizzata in maniera diversa la campagna vaccinale per i nati dal 1942 al 1951”.

Lorenzo Carcangiu

E nella speranza che l’Assl sia disposta a considerare la richiesta – assolutamente ragionevole – i sette sindaci della Marmilla garantiscono la propria collaborazione “qualora si voglia procedere di comune in comune, così come fatto per la campagna degli over 80, contattando gli aventi diritto, chiedendo l’adesione e predisponendo la modulistica per tempo”.

In alternativa, propongono l’individuazione di un centro vaccinale nel territorio. “Potrebbe essere l’ambulatorio di Villa Sant’Antonio”, spiega la nota. “A nostro modo di vedere, due punti di erogazione nell’Alta Marmilla, Ales e Villa Sant’Antonio, per esempio, garantirebbero la copertura della platea di aventi diritto con modalità meno scomode e impossibili, quali recarsi al palasport di Oristano alle 19.30, come da sms che è arrivato a qualcuno”.

I sette sindaci lanciano inoltre un appello alla Regione, affinché anche in Marmilla arrivi la campagna di tracciamento dei contagi “Sardi e sicuri”, “vista la situazione venutasi a creare nei vicini comuni di Samugheo e Laconi, il primo zona rossa da tempo e il secondo con numeri di contagi in grande crescita”.

Notando la mancanza di comunicazioni su una estensione dello screening attraverso tamponi antigenici nei territori dell’Alta Marmilla, i sindaci chiedono “che i territori nei quali dobbiamo tutelare la salute dei cittadini siano inseriti a breve giro nei luoghi dove verranno effettuate giornate di screening nell’ambito del piano Sardi e sicuri‘”.

“Scrivo a nome di tutti”, ribadisce in chiusura Lorenzo Carcangiu, “poiché c’è l’urgenza di dare risposte certe alle nostre comunità, così come la legittima preoccupazione per la situazione dei comuni vicini, con i quali i nostri territori sono strettamente legati”.

Martedì, 13 aprile 2021

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Fonte: Link Oristano

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