Oristano

Con una complice aveva preso di mira abitazioni di Città giardino

Con una complice aveva messo a segno un furto in un’abitazione a Oristano. Nei giorni scorsi gli agenti della squadra mobile di Oristano e di Livorno hanno arrestato una nomade di 19 anni di origini croate. L’esecuzione dell’ordine di carcerazione è stato emesso dalla procura della Repubblica di Oristano.

Nel mese di agosto, la giovane donna, con una complice già identificata e denunciata per lo stesso reato, aveva svaligiato un appartamento di via Segni, a Città giardino, e ancora prima aveva cercato di introdursi all’interno di un’altra abitazione della stessa via.

Le indagini effettuate dagli agenti della mobile, coordinati dal dirigente Samuele Cabizzosu, hanno consentito di ricostruire tutti gli spostamenti delle due donne, dal momento in cui in nave sono arrivate nell’Isola, provenienti da Livorno, sino al momento in cui sono ripartite, sempre a bordo di una nave passeggeri e sempre avendo come destinazione Livorno.

 

Gli accertamenti effettuati dagli investigatori, hanno consentito di ricostruire l’intera vicenda nonché il “modus operandi” posto in essere dalla due: avevano prima noleggiato una Fiat 500 a Olbia, e poi affittato una casa vacanze nel litorale di Siniscola, per potersi muovere indisturbate in tutta la Sardegna.

A Oristano, effettuati i primi sopralluoghi, le due avevano individuato uno stabile di Città giardino, con numerosi appartamenti.

Una volta entrate nello stabile, hanno individuato alcuni appartamenti da colpire, nel primo dei quali vi era però all’interno una anziana donna che aveva sentito suonare alla porta e notato le due sconosciute dallo spioncino del portoncino d’ingresso: senza aprire, aveva chiamato e avvertito subito la figlia, che era uscita di casa poco prima.

Nel frattempo le due, non avendo ricevuto risposta, avevano cercato di introdursi nell’appartamento utilizzando una tessera di plastica e alcuni cacciavite. Fortunatamente non erano riuscite nel loro intento, poiché il portoncino era chiuso a chiave dall’interno.

Tutt’altro che scoraggiate, avevano fatto una rampa di scale e, salite di un piano, erano riuscite ad aprire un altro portoncino scardinandolo e accedendo all’interno dell’appartamento.

Dopo circa quaranta minuti e dopo aver messo a soqquadro la camera da letto, erano uscite dall’abitazione, portando via numerosi monili in oro.

Durante la fuga erano state, però, incrociate e fermate nell’androne del palazzo dalla figlia della prima potenziale vittima e, alla richiesta su cosa stessero cercando da sua madre, le due avevano risposto che cercavano un centro dentale, che di fatto nello stabile non è presente.

Grazie alla minuziosa analisi di decine di ore di immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti in città, gli investigatori sono riusciti ad identificare le due donne attraverso  in particolare ad alcuni frammenti di targa rilevati sull’auto usata dalle due donne ed al successivo confronto delle immagini delle due, registrate all’ingresso del palazzo durante i sopralluoghi, con quelle conservate nelle banche dati della Polizia di Stato.

Dai successivi controlli era poi emerso che entrambe avevano a carico numerosissimi precedenti penali per reati dello stesso tipo e questo, tra le altre cose, ha fugato ogni dubbio.

La donna sottoposta all’arresto è a oggi rinchiusa nel carcere di Firenze, all’interno del quale dovrà permanere a disposizione della magistratura.

La Questura ribadisce il consiglio di chiudere sempre a chiave con le mandate i portoncini d’ingresso delle abitazioni; tale semplicissima accortezza evita che con l’utilizzo di una semplice tessera di plastica e due cacciavite il portoncino d’ingresso, anche se blindato, possa essere forzato.

Samuele Cabizzosu
Samuele Cabizzosu

Venerdì, 24 settembre 2021

Fonte: Link Oristano

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