Il suo settore di competenza è il centro storico di Cagliari. Lì, tra viuzze strette e zone pedonali, Elvio Aru deve guidare ogni giorno il suo camioncino dal quale scende di continuo “per svuotare i mastelli. Tra i 900 e i 1300, in media. Faccio tutto da solo”. C’è anche lui a protestare per chiedere il nuovo contratto e modalità di lavoro più dignitose. All’alba dei suoi sessantuno anni, deve macinare ancora tanti chilometri prima di conquistare la tanto ambita pensione: “Ho iniziato a lavorare in officina, sono un quarto livello e prendo 1650 euro al mese. Pochi per me che devo viaggiare ogni giorno da Sardara, 250 euro se ne vanno in benzina: Ora vogliono addirittura spezzarci gli orari di lavoro, dovrei o fare avanti e indietro da casa o pranzare al ristorante”, afferma. “È chiaro che non posso permettermelo”, aggiunge, con un sorriso ironico, il lavoratore: “I giorni del ritiro della carta ci metto tra le otto e le nove ore, ma dovrei farne solo sei e venti minuti”. Insomma, i disagi non mancano.
“Vogliamo un aumento dello stipendio, almeno cento euro in più al mese. Lavoro tra stress e fatica, alcuni miei colleghi vengono insultati o addirittura picchiati perchè devono bloccare il traffico per ritirare i rifiuti”. E i dolori, in tutti i sensi, si fanno sentire: “Non posso svuotare tutti questi mastelli da solo, serve un altro collega. Ho la schiena distrutta e due ernie del disco: dovrò farmi operare”.

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