Strage di edicole a Cagliari, 14 su 73 chiuse in pochi anni: “L’editoria è poco redditizia”

“L’editoria è poco redditizia”. E così in pochi anni 14 edicole su 73 hanno chiuso i battenti a Cagliari negli ultimi anni. Una strage che ha colpito rioni come Villanova, Stampace, San Benedetto e Poetto. Alcuni proprietari chiedono di riaprire, ma vogliono diversificare le attività. Il Comune sta cercando una soluzione. Possibile un futuro che veda gli edicolanti fornire anche servizi turistici.

La relazione è stata letta in aula dall’assessore al Patrimonio Paolo Spano, in risposta a un’interrogazione del centrosinistra (primo firmatario Matteo Massa dei Progressisti) sulle scelte strategiche dell’amministrazione su chioschi ed edicole abbandonate in città.

Attualmente le concessioni sono 86: 4 chioschi fiori (uno in piazza Yenne), uno per gelati in piazza Islanda, 7 chioschi bar, un chiosco souvenir in via Roma, e 73 edicole

Sono ben 14 le edicole che hanno chiuso “per crisi di gestione”, ha dichiarato Spano in consiglio comunale, “perché l’editoria è ritenuta ormai poco redditizia”.

Ecco l’elenco delle edicole chiuse: largo Carlo Felice fronte Search (dovrà essere rimossa), piazza Costituzione, via Ospedale, via monsignor Piovella, viale Trieste e via Roma angolo via Sassari. Chiusa anche una delle due edicole di piazza Garibaldi,

Piazza San Cosimo ha chiuso ma riaperto dopo subingresso, come quella tra via San Benedetto, piazza San Benedetto e via Dante e quella del rondò di via San Giovanni.

L’edicola di piazza Costituzione accanto al bastione di Saint Remy sta per riaprire, come quella tra viale Poetto e via Vergine di Lluc che dovrebbe ripartire a breve, ma è ancora chiusa. Situazione analoga in via dell’Ippodromo dovrebbe riaprire. C’è poi l’edicola dei portici di via Roma (davanti alla Locanda Caddeo) autorizzata a trasferirsi in viale Regina Margherita ma il trasferimento non è mai stato effettuato.

“I concessionari hanno chiuso per crisi di gestione e perché l’editoria è poco redditizia”, ha dichiarato Spano, “e sono disponibili a ripartire ma con attività diversificate. Stiamo pensando a modifiche alle concessioni di suolo pubblico diversificando le categorie merceologiche, affinché possano essere utili a cittadini e turisti. I chioschi”, ha aggiunto Spano, “sono di proprietà dei concessionari mentre il Comune è proprietario del suolo l’amministrazione ha intenzione di metterli in gara per un periodo di 6 anni più altri sei rinnovabili. Allo scadere della concessione il Comune si riprende l’area e il concessionario potrà cedere il chiosco gratis al comune se in buone condizioni”.

Spano ha anche annunciato che potrebbe riaprire il chiosco dei fiori in piazza Yenne. Problemi di abusi edilizi complicano la riapertura dei gazebo di viale Buoncammino.

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