In Sardegna

Stangata da 3.000 euro a testa. Anche la ANLC Sardegna ha condannato l’assurda bravata

La Forestale ha identificato e stangato i cinque cacciatori responsabili di una strage di colombacci, della quale si erano vantati in un video sui social nelle scorse settimane.

I trasgressori dovranno pagare una multa di tremila euro a testa: il numero dei capi abbattuti (il limite di legge è 15 per ogni cacciatore) ha superato di gran lunga il limite consentito nel calendario venatorio e la sanzione consiste in 26 euro per ciascun capo in più.

I fatti. Il 21 ottobre, il Corpo Forestale aveva ricevuto una segnalazione su un video che girava sui social e mostrava alcuni cacciatori  davanti a una tavolata sulla quale erano ammucchiate le loro prede: centinaia di esemplari di colombaccio. Immagini che hanno avuto molta risonanza nel web, suscitando indignazione non solo fra gli ambientalisti ma anche tra tanti cacciatori che praticano l’attività venatoria nel rispetto delle regole.

L’Ispettorato di Cagliari della Forestale ha accertato che l’assurdo carniere di colombacci era il frutto di una giornata di caccia di una compagine di cinque cacciatori, gli stessi che avevano girato e diffuso il video sui social media. Gli accertamenti successivi hanno permesso di dare un nome agli autori dell’illecito e di sanzionarli pesantemente.

“Il polverone mediatico generato dalla divulgazione di questo materiale in un lampo è riuscito a intorbidare l’immagine dei tantissimi cacciatori che si pongono al servizio della collettività e sono consci che la primaria esigenza del mondo venatorio sia la cura e la tutela dell’ambiente e della fauna”, ha commentato Marco Efisio Pisanu, vicepresidente dell’ANLC – Associazione nazionale libera caccia Sardegna.

“I sacrifici che tuttora compiamo per debellare la Peste Suina Africana, per il monitoraggio della West Nile e dell’influenza aviaria, per i progetti di ripopolamento del Grifone, dell’Aquila del Bonelli, del Cervo Sardo, e l’ormai assodato impegno in caso di calamità (non ultimo l’enorme sforzo profuso per l’incendio che ha devastato il Montiferru) non possono e non devono essere offuscati dal comportamento di chi, con inappropriato spirito di goliardia e pessimo gusto estetico, diffonde immagini che riescono a trasmettere solo un messaggio di morte, indipendentemente dal fatto che quanto rappresentato sia o meno legale”.

“La selvaggina prelevata”, sottolinea Pisanu, “è da sempre quella che finisce sulle tavole delle nostre famiglie e che, nel nostro privato consumo, sarà sempre al di sotto del carniere consentito.  Non possiamo pertanto non prendere le distanze da qualsiasi forma di esibizionismo e ostentazione, impegnandoci ancor di più a promuovere ogni azione volta ad una maggiore formazione etica dell’intero mondo venatorio”.

Mercoledì, 3 novembre 2021

Fonte: Link Oristano

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