“Su questione energetica Regione assente. Ancora una volta dobbiamo fare i conti con la mancanza di programmazione e prospettiva. La questione che riguarda la Portovesme srl, con la decisione di mettere in cassa integrazione 400 lavoratori e fermare un impianto importante come quello dello zinco, non è che l’ultimo episodio di un film che va avanti da tempo”. L’attacco è di Emanuele Cani, segretario regionale Pd. “I costi dell’energia  penalizzano l’intero paese ma la Sardegna, da questa situazione è la Regione, con le imprese e gli abitanti, che paga il prezzo più alto”, aggiunge, “anche perché nel confronto con le altre regioni parte svantaggiata, anche a causa dell’assenza del metano. Da tempo si chiedono politiche di prospettiva atte a trovare soluzioni anche davanti a situazioni di emergenza. Ciò non è stato fatto. Si naviga a vista ma senza un orizzonte. Poco o nulla pesa la Giunta regionale nello scenario nazionale, e poco o nulla fa per sostenere politiche che possano portare a un abbassamento dei costi dell’energia.

 

È necessario, a questo punto, che dalla Regione arrivi un segnale affinché situazioni come quelle che si stanno vivendo nel polo industriale di Portovesme, ma che riguardano anche altri settori (come quello delle ceramiche) abbiano una soluzione. E’ necessario che la Regione si metta in testa a una mobilitazione che rimarchi al Governo la necessità di attivare politiche atte a calmierare i costi energetici”.

 

 

 

L'articolo “Stop all’impianto dello zinco a Portovesme, 400 lavoratori in cassa integrazione” proviene da Casteddu On line.

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