SPUNTA LA LUNA (ROSSA) NEL MONDO

di Gigi Garau

Dal Molo Garau (Cagliari) al podio di Auckland l’entusiasmante affermazione della barca italiana. Metti quelle levatacce alle quattro del mattino, la diretta di Prada Cup è servita, notti insonni e sonni da recuperare, ma l’occasione è di quelle irripetibili, il challenger tricolore può vincere la Prada Cup già da oggi, infatti parte dal 5 a 1 su Ineos UK, il Team inglese costretto a inseguire un’imbarcazione volante che sembra imprendibile. Comincia così questa lunga giornata di sport e di emozioni, si parte alle 04.12 ora italiana, Ineos si presenta sul teatro di partenza con mura a sinistra, Luna Rossa inizia l’opera di inseguimento, si parte e la barca inglese sembra avere la meglio, ma è una sensazione momentanea, nel primo lato di bolina, la Luna italiana allunga subito e già al primo incrocio fa rilevare un vantaggio crescente, qualcuno ha paura del lato di poppa, ma Checco Bruni e Jimmy Spithill non sbagliano una strambata, non hanno tentennamenti in virata, e Luna Rossa vola via leggera sul mare di Auckland, sospinta dal vento vento che spira dal mare con un’intensità di 12 nodi, al traguardo l’imbarcazione italiana si presenta con 1’45” di vantaggio sulla concorrente inglese e siamo sul 6 a 1. Il macht race successivo è il primo macht point per Luna Rossa, infatti il regolamento della Prada Cup, prevede che a vincere sia l’imbarcazione che somma per prima le sette vittorie, Sir Ben Ainslie (skipper di Ineos) si gioca il tutto per tutto nella seconda regata del giorno, la battaglia in partenza è al limite del regolamento, Luna Rossa chiede due volte la penalità ma non viene concessa, penalità che viene assegnata all’imbarcazione italiana che in partenza è costretta poggiare e partire un attimo prima, la penalità viene eseguita (percorrere 50 metri all’indietro) e si riparte con il primo lato di bolina, l’andatura in cui Luna Rossa Prada Pirelli Team, ha dimostrato di averne di più e infatti la barca italiana vola in testa e assesta il colpo del KO agli inglesi che al traguardo devono chinare la testa davanti allo strapotere della barca italiana che va a vincere la Prada Cup, ovvero l’accesso di diritto a disputare la finale di America’s Cup contro i padroni di casa di Team New Zeland. Un successo che arriva dopo 20 anni, nella stessa baia, nello stesso paese, allora fu Francesco De Angelis a battere Paul Cayard in una sfida avvincente, allora la coppa si chiamava Luis Vuiton Cup, allora c’erano i gennaker che esplodevano nella barca americana e gli spruzzi delle onde bagnavano i visi dei componenti l’equipaggio, il Prodiere di Luna Rossa si chiamava Max Sirena riminese di nascita e velista per vocazione. Oggi Max è il Team Leader di Luna Rossa che dal 2014 ha scelto Cagliari come base per preparare le sfide all’America’s Cup, una preparazione maniacale e molto seria che ha messo in risalto le qualità dell’ingegneria italiana (da quella navale a quella aerospaziale), un lavoro di grande precisione e prestigio che non ha tardato a manifestarsi in questa finale di Prada Cup. Ma il fatto che ci rende particolarmente orgogliosi, è quella bandiera dei quattro mori portata sul podio per ricevere il trofeo della Prada Cup, la bandiera che è nel cuore di tutti i componenti del challenger italiano e che trova in undici componenti Sardi veraci, la consacrazione di un’amore che sogna di affermarsi nella trentaseiesima edizione del trofeo mondiale più antico (170 anni di storia) e di disputare la prossima America’s Cup nel fantastico Golfo degli Angeli.

L'articolo Spunta la Luna Rossa nel mondo: l’entusiasmante vittoria della barca italiana e la gioia della Sardegna proviene da Casteddu On line.

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