Teulada, mille e cinquecento persone senza medico di base. Senza prescrizioni di esami di routine (se non ci caso di effettiva necessità) e costretti a lunghe attese d’estate e d’inverno in un gazebo esterno del poliambulatorio. Tantissimi i disagi per la popolazione (composta per lo più da anziani), moltiplicati a causa dall’epidemia in corso.

“Vorrei segnalare il grave disagio che stiamo vivendo ormai da mesi nel mio Paese”, scrive Sabrina Pittalis, “il 30 settembre del 2021, attraverso una catena di messaggi, siamo venuti a conoscenza dell’imminente pensionamento del nostro medico di base, imminente perché lo studio ha effettivamente chiuso i battenti due giorni dopo, lasciando circa 1500 persone in un limbo, in uno stato di disorientamento totale. Per sopperire a questa mancanza, alcuni medici che operano in Guardia medica si sono resi disponibili, prolungando il turno di guardia, ad espletare alcune prestazioni, quali la prescrizione di farmaci, però dietro prescrizione specialistica.

Ci viene preclusa  la possibilità di fare degli esami di routine, poiché questi non vengono prescritti da un medico specialista se non in caso di effettiva necessità.  Ci viene negato quindi il diritto alla salute, alla prevenzione, di cui tanto si parla a meno che non si vada a pagamento, cosa che purtroppo allo stato attuale non tutti si possono permettere.

Vado avanti segnalando inoltre che a causa del grande afflusso di pazienti, siamo costretti ad aspettare il nostro turno nell’area esterna del poliambulatorio, sotto un gazebo ( cosa non indicata in periodo di Covid, periodo in cui si “dovrebbero” evitare gli assembramenti ) al freddo d’inverno e al caldo d’estate.

Per dovere di cronaca,  al momento possono accedere all’interno della struttura 4/6 persone, ma  all’esterno ne rimangano circa 20. Il nostro è un paese prevalentemente di persone anziane, di persone che necessitano di assistenza medica, noi tutti necessitiamo di assistenza medica.

E se per sfortuna ti becchi il Covid? Bene, altro tasto dolente, in teoria, la prima persona da contattare sarebbe proprio il medico di base, ma se quest’ultimo non c’è, perché andato in pensione, che fai? Chiami l’Ats ( dopo decine e decine di prove ) e segnali la positività, nel frattempo ti prepari ad affrontare una lunga quarantena, visto che i medici dell’Ats non ti contatteranno mai per venire a farti un molecolare, cosi tu decidi, dopo 15 giorni di quarantena, di fare un tampone rapido, se sei positivo, armati di pazienza e aspetta, se sei negativo che fai? Beh dovresti contattare il medico di base per le opportune verifiche e informazioni. Ma tu il medico di base non ce l’hai.

E non dimentichiamoci neppure di tutte quelle persone con altre patologie, che in questo periodo sono passate nel dimenticatoio. Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare? Settimane? Mesi? Anni? Nel 2022, tutto ciò è inaccettabile: si va su Marte, senza medico di base”.

L'articolo Sos da Teulada: “Da settembre siamo senza medico di base, tantissimi i disagi e addio esami di routine” proviene da Casteddu On line.

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