Il loro medico, Gianfranco Stara, è andato in pensione il trenta aprile. Da quel giorno, nessun suo collega è andato a occupare la sedia e lo studio di Villaputzu. Risultato: tanti residenti impossibilitati ad avere ricette e visite. Meglio, la possibilità c’è, ma è distante molti chilometri: “Dovrebbero andare sino alla guardia medica di Muravera, come gli è stato consigliato, ma solo dopo le venti”. A denunciare il problema che stanno vivendo tanti villaputzesi, inclusi i suoi genitori, è Michela M., 45enne cagliaritana. Suo papà ha 73 anni, sua mamma 72, gli acciacchi e i problemi fisici dell’età hanno già iniziato a farsi sentire e i due si trovano in seria difficoltà. Ecco, di seguito, la lettera-sos che hanno scritto con l’aiuto della figlia: “Purtroppo vivo a Cagliari e non posso aiutarlo i tempestivamente, in caso di necessità”.  “Siamo due pensionati residenti a Villaputzu provincia del Sud Sardegna, dal 30 aprile il nostro medico di base è andato in pensione. Abbiamo cercato di provvedere già prima della scadenza, ma è stato impossibile, sulla piattaforma la funzione di ricerca del medico, non consentiva nessuna possibilità di scelta, per nessuno dei tre paesi Muravera/San Vito/Villaputzu. Non riuscendo, ci siamo rivolti per ben tre volte alla Assl competente di Muravera, dove ci è stato risposto che allo stato attuale non abbiamo alcuna possibilità, se non rivolgerci alla guardia medica di Muravera dalle 20 alle 21. Io sono un cardiopatico e già questo mi definisce un soggetto ad alto rischio, inoltre soffro di calcoli renali e disturbi alla prostata, e ho costantemente necessità di farmaci giornalieri, oltre alle impegnative per le numerose visite specialistiche che devo fare. Mia moglie ne ha altrettante ed anche lei necessita di farmaci giornalieri e visite cadenzate. Mi domando, un cittadino cosa deve fare dopo aver pagato i contributi tutta la vita per avere una adeguata assistenza sanitaria? Credo che il disagio e lo stato di abbandono a cui il sistema sanitario ci sta sottoponendo sia inqualificabile, in caso di malore dobbiamo rivolgerci al pronto soccorso perché la guardia medica dopo 20, tenendo conto del fatto che la guardia medica non prescrive più di un farmaco alla volta, quindi noi col carico di farmaci di cui abbiamo bisogno dovremo recarci li quasi ogni giorno. Per avere aiuto e assistenza occorre aspettare che accada qualcosa di grave, per poi dire nessuno lo sapeva, oppure è stata una disgrazia? Qui non c’è un se e un ma, qui c’è solo un dato di fatto, le istituzioni non stanno dando a noi cittadini l’assistenza che ci spetta e ne dovranno pagare le conseguenze”.

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