Se il centrodestra non lo ricandiderà, Christian Solinas è pronto allo strappo con la coalizione e alla corsa in solitaria contro tutti. Forte solo dei voti del Partito sardo d’azione, o almeno della parte che continua a sostenerlo. E’ questo lo scenario che si delinea nel caso in cui la coalizione decida di non ricandidare l’attuale presidente della Regione, come in tutti i modi e a più voci ha fatto chiaramente capire di non voler fare. A quel punto, Solinas non avrebbe più niente da perdere e correrebbe da solo, tentando di centrare il 5% per entrare almeno in consiglio regionale, ottenendo allo stesso tempo il risultato di sfasciare la coalizione e portar via un po’ di voti, forse anche decisivi per l’esito finale.

Non sarebbe la prima volta, per il Psd’az, che dell’alleanza con centrodestra e centrosinistra, a seconda del momento, ha fatto la sua caratteristica. Successe l’ultima volta nel 2004, quando appunto il Psd’Az era alleato con il centrosinistra, o meglio avrebbe dovuto esserlo, con candidato alla Regione Giacomo Sanna. La coalizione gli preferì Renato Soru e i sardisti uscirono dall’alleanza per presentarsi da soli alle urne.

Di queste ore è il sondaggio Swg che mette Solinas in forte difficoltà rispetto agli attuali alleati: è l’ultimo presidente di Regione per gradimento di tutta Italia. A questo si aggiunge l’attesa per le decisioni dei giudici in merito ai procedimenti giudiziari – due inchieste e un processo – in cui Solinas è coinvolto. Nodi cruciali da sciogliere per la scelta del candidato a Villa Devoto.

Fonte: Casteddu on line

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