Slitta a maggio l’apertura del punto di soccorso a Ghilarza: medici cercansi
In campo la società privata del Veneto che seguirà il servizio: primo progetto sperimentale del genere in Sardegna

L’ingresso al vecchio Pronto soccorso dell’ospedale di Ghilarza

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’apertura del Punto dei Primo Intervento dell’ospedale Delogu di Ghilarza. Fissata in un primo momento per il 19 aprile prossimo, la società veneta che si è aggiudicata l’appalto, la Medical Support Team di Vicenza, ha ottenuto lo slittamento della inaugurazione al primo maggio prossimo. Giusto il tempo di reperire i sette medici, previsti dall’assegnazione del servizio e necessari a coprire i turni  su 24 ore.

Un periodo che consentirà alla Assl di dare una rinfrescata e sanificare i locali al piano terra del presidio, dove operava il Pronto Soccorso chiuso ormai da due anni.

Soddisfatti della conclusione della procedura di affidamento si sono detti i dirigenti di Assl e Ats e il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale Domenico Gallus, sostenitore da sempre del ricorso ai medici in affitto. E un giudizio “moderatamente positivo”  ha espresso anche  Raffaele Manca, portavoce del Comitato spontaneo di cittadini impegnato a chiedere la riattivazione del servizio.

Ma a spegnere gli entusiasmi di quanti si aspettano l’attivazione di un presidio di emergenza urgenza, simile a un pronto soccorso, pure se riservato a pazienti in codice bianco o verde,  arriva ora l’annuncio pubblicato il primo aprile scorso per conto della società veneta da una società di ricerca di personale attiva nel settore sanità e diffuso attraverso alcune pagine social e numerose chat di medici.

L’avviso, che indica come posto di lavoro il Punto di Primo Intervento di Ghilarza, parla della retribuzione prevista : “700 euro per un turno di 12 ore, quasi 60 euro all’ora” , a cui sarà aggiunto il rimborso delle spese dell’albergo, se necessario. Un compenso davvero interessante per un medico alle prime armi, che, se impegnato nel  servizio di continuità assistenziale (guardia medica) arriva a guadagnare appena 27 euro all’ora.

La parte più interessante dell’annuncio è però quella che, nel descrivere il tipo di impegno e di responsabilità richiesti, spiega bene come funzionerà il servizio : “Il PPI si occuperà di tutti i pazienti che vi accederanno e trasferirà i codici deputati maggiori mediante ambulanza ove non andrà il medico del PPI ma uno esterno. Esempio : in caso di dolore toracico con ischemia all’elettrocardiogramma si trasferisce il paziente ma il medico resta in sede, va l’infermiere “.

E ancora: “Nel PPI non accedono ambulanze, quindi non vi porteranno mai codici gialli o rossi , ma solo pazienti con mezzi propri. Nel nuovo PPI sarà attivo servizio di radiologia e mini laboratorio “.

Prestazioni, quelle descritte dall’annuncio, molto simili a quelle di un ambulatorio di guardia medica, piuttosto che di un servizio di emergenza e urgenza, che costeranno però alle casse della Regione poco meno di 800 mila euro in un anno.

Inoltre ai medici interessati “non è richiesta alcuna specializzazione”. E’ sufficiente  “esperienza in ambito emergenza urgenza e possesso di corsi affini tipo ACSL, PTC, BLS ecc…” .  Abilitazioni ottenibili attraverso corsi che comportano anche pochi giorni di impegno a costi che vanno da cento euro in su.

Da ricordare che il ricorso ai medici in affitto si è reso necessario, come più volte spiegato dai  dirigenti dell’ATS e della Regione,  per la difficoltà di reperire il personale specializzato in Emergenza Urgenza  da destinare al servizio del Punto di Primo Intervento di Ghilarza e che si prevede di ricorrere a analoghe procedure di esternalizzazione per la gestione di servizi sanitari ospedalieri in provincia di Oristano e nella stessa  regione.

Lunedì, 5 aprile 2021

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Fonte: Link Oristano

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