Ovunque è stato, per mesi o per anni, ha lasciato un ottimo ricordo, impreziosito dall’azione che solo un sacerdote può imprimere a tutta la comunità che guida, consiglia e aiuta. Don Alberto Pistolesi è morto nel terribile schianto avvenuto sul lungomare di Quartu, la sua Fiat Multipla è andata a sbattere violentemente contro un palo. Forse per colpa dell’alta velocità, forse per colpa di un malore. Il risultato, purtroppo, non cambia: “don Albertino”, come era chiamato dal tutti, non c’è più. E le lacrime e la tristezza, chissà per quanto tempo, accompagneranno la vita di migliaia di persone. A Sinnai, dal 2018, guidava la chiesa di Santa Barbara Vergine. Il sindaco Tarcisio Anedda è sgomento: “Era prezioso in tutti i settori, da quello ecclesiale a quello sociale. Avevo visto don Alberto l’ultima volta domenica, per la messa dedicata ai carabinieri, e anche in quell’occasione avevamo parlato di aspetti importanti della vita sociale del paese. Era un punto di riferimento per tutti, la sua esuberanza e serenità ci ha permesso di affrontare anche situazioni difficili. Non sarà semplice spiegare ai tanti giovani che lo seguivano come mai non ci sia più”, dice, commosso, Anedda. “Aveva una risposta sicura e confortante per tutti, anche nelle circostanze delicate e conflittuali riusciva a riportare la pace. Ricorderò per sempre il suo sorriso e la sua risata. Oltre alla sua voce, era un cantante straordinario, non solo durante la messa. Affronteremo, come comunità, questo lutto uniti, tutti insieme, come lui avrebbe voluto”.Sotto choc il sindaco di Quartu, Graziano Milia. Don Alberto Pistolesi era stato vicario a San Luca, chiesa di Margine Rosso: “Lo conoscevo da ragazzo, la sua scomparsa mi lascia annichilito. Un sacerdote e un ragazzo benvoluto da tutti, non ho mai sentito un solo cenno di critica nei suoi confronti”, ricorda Milia. “È stato un grande animatore per i bambini, la sua morte è una notizia terribile e difficile da sopportare. Il caso ha voluto che stessi passando lì davanti, nel luogo dell’incidente, pochi minuti dopo e ho avuto una strana percezione, ho capito subito che era un incidente molto grave. Alta velocità? Temo di sì, non mi è parso di aver notato segni di frenata, poi magari potrebbe anche essersi trattato di un malore. Continuiamo e continueremo a fare affidamento su Alberto, è uno che pur con la sua giovane età ci ha insegnato tanto, non dobbiamo mai dimenticarlo. Il modo migliore è seguire i suoi preziosi insegnamenti”.

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