Terzo week end di "libertà" per l'isola. Da Sassari a Olbia, da Oristano a Nuoro, i primi cittadini lanciano una raccomandaziione: "Rispettare le regole per non rovinare tutto"

SASSARI. Domani la Sardegna inizia la sua terza settimana in “zona bianca”: un privilegio unico in Italia e raro in Europa, costruito con sacrificio e privazioni di molti. I segnali degli ultimi bollettini incutono un po’ di timore: da alcuni giorni i contagi sono risaliti intorno ai 100 giornalieri e ieri anche il tasso di positività è balzato al 4 per cento.

In questo equilibrio precario le istituzioni cercano di destreggiarsi tra spinte per riaperture delle attività economiche e timori di un nuovo aumento dei casi. I fine settimana sono sempre un banco di prova importante: i sindaci hanno tentato di trovare una giusta misura tra rigore e elasticità.

L’ordinanza del primo cittadino di Sassari Nanni Campus che venerdì un po’ a sorpresa ha dato il via libera alla riapertura dei circoli privati, ieri 13 marzo è stata seguita da analoghe disposizioni prese da altri sindaci dell’isola. La fiducia data ai cittadini è arrivata però con una forte raccomandazione: in caso di assembramenti la polizia locale di Sassari, ad esempio, dovrà disporre la chiusura al pubblico delle aree della movida. E anche i sindaci di Oristano Lutzu, di Nuoro Soddu e di Olbia Nizzi sono pronti a misure più drastiche se non verranno rispettate le regole.

Fonte: La Nuova Sardegna

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